Additivi tossici nelle merendine?

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Indagine iniziale: settembre 1999. Ultimo aggiornamento: 20/8/2006.

Indagini antibufala consultate da novembre 2003:

Elenco delle indagini - Pagina iniziale del sito

Datazione

Una prima versione di questa bufala risale al 1976.

Il testo della catena di sant'Antonio

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

QUESTO TESTO E' STATO DIFFUSO DAL CENTRO TUMORI di AVIANO:

ADDITIVI CONTENUTI NEGLI ALIMENTI DA NOI QUOTIDIANAMENTE CONSUMATI :

ADDITIVI INOFFENSIVI :

E100 E101 E103 E104 E105 E111 E121 E122 E126

E132 E140 E161 E162 E181 E182 E183 E170 E160

E171 E172 E173 E174 E175 E180 E181 E190 E200

E201 E202 E203 E206 E237 E238 E260 E262 E272

E280 E281 E282 E290 E300 E301 E302 E303 E304

E306 E307 E308 E309 E325 E326 E327 E331 E332

E333 E334 E335 E336 E337 E400 E401 E402 E403

E404 E405 E406 E408 E410 E411 E413 E414 E420

E421 E422 E440 E470 E471 E472 E473 E474 E475

ADDITIVI SOSPETTI:

E125 E131 E141 E150 E153 E210 E212 E213 E214

E215 E216 E217 E221 E222 E223 E224 E226 E231

E233 E238 E240 E241 E338 E339 E240 E341 E480

E461 E463 E465 E466 E467

ADDITIVI TOSSICI:

E102 E110 E120 E123 E124 E127 E220 E221 E230

E339 E250 E251 E252 E311 E313 E320 E321 E407

E450 E330

N.B.: ATTENZIONE! L'additivo E330 è il più pericoloso.

ALCUNI ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITIVI TOSSICI :

MERENDINE: Buondì Motta, Jolli Alemagna, Merendine Fabbri, TinTin Alemagna, Merendine Briciola

BIBITE: Aranciata Sanpellegrino, Cin Cin, Levissima, Bitter analcolico, Gingerini, Spume, Crodini

DOLCIUMI: Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi (limone e arancia), Caramelle fondenti e assortite, Sette sere Perugina, Charms Alemagna

FERMATE L'USO DI QUESTI ADDITIVI SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPERATE.

E' IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LE SCELTE DEI FABBRICANTI.

RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO E DISTRIBUITELO ATTORNO A VOI PER LA DIFESA DELLA VOSTRA E ALTRUI SALUTE, GRAZIE.

Ne esiste anche una versione cartacea, che veniva largamente distribuita, nell'era pre-Internet, tramite fotocopiatrice e poi mediante i fax.

Eccone un'immagine:

tabella additivi

Notate che la fonte è cambiata: qui è l'ospedale Villejuif di Parigi, in abbinamento all'ospedale Regina Elena e, guarda un po', all'ENEA. Cosa c'entri l'ENEA (http://www.enea.it/) con gli additivi cancerogeni è un quesito che già da solo dovrebbe indurre a dubitare pesantemente dell'affidabilità dell'appello. Ma sorvoliamo.

Origini (la nonna di tutte le bufale)

L'appello in forma cartacea risale almeno al 1976, secondo VoiceBuster (http://www.voicebuster.it/allarmistiche.htm) e altri siti (molti dei quali sono francesi e citano l'appello proprio per smentirlo): "Era un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente "Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori".

Se ne trovano altre tracce nel 1992, come documentato da un articolo della rivista Scienza e paranormale del CICAP (Maria Teresa Carbone, 99 leggende urbane, Scienza & paranormale: N.1 Anno IV Aprile 1992).

Secondo gli archivi di Google, il messaggio compare nei newsgroup italiani, nella forma "garantita" dal Centro Tumori di Aviano, a maggio del 1996 (newsgroup it.annunci). Nei newsgroup francesi, la versione "garantita Villejuif" compare invece a giugno 1997 (fr.bio.medicine).

Perché è una bufala

Tutte le varianti di questo appello hanno in comune un concetto: l'additivo più pericoloso sarebbe l'E330. Ma basta consultare una qualsiasi fonte di settore per scoprire che l'E330 è in realtà l'acido citrico, quello che si trova in natura nelle arance e nei limoni. Da solo, questo errore grossolano basterebbe a dimostrare la totale inaffidabilità della lista.

Ma come mai l'appello circola con i nomi degli ospedali? Semplice: qualcuno gliel'ha appiccicato per rendere più credibile la storia. Infatti le varie fonti citate (ospedale Villejuif, professor Tubiana, Centro Tumori di Aviano) hanno smentito più volte (invano) di aver mai prodotto una lista di questa natura.

Ecco la smentita del Centro Tumori di Aviano, raccolta dal CICAP (http://www.cicap.org/external/esperto/Additivi_tossiciC14_veritC04_o_leggendaC10.htm): "In realtà è da parecchio tempo che se ne sente parlare. Sapevamo che era un falso, una leggenda metropolitana, ma per sicurezza abbiamo girato la domanda al direttore del Centro anti-tumori di Aviano, professor Umberto Tirelli, che così risponde: 'è un noto falso che gira ormai da un decennio'".

Presso http://www.vegetariani.it/dossier/coadiuvanti_e_additivi/additivi_alimentari.htm (un sito gestito dall'Associazione Vegetariana Italiana e quindi difficilmente sospettabile di complotti chimico-industriali) trovate una lista esauriente degli additivi alimentari, che indica i nomi delle sostanze corrispondenti ai codici dichiarati "tossici". Nonostante i nomi inquietanti sono invece tutti prodotti ammessi (entro certi limiti di dosaggio) per uso alimentare:

Fra gli additivi dichiarati come "sospetti" troviamo inoltre altre sostanze che è invece assai difficile considerare pericolose una volta che si sa il nome associato al codice numerico: E141 (complessi rameici di clorofille e clorofilline), E153 (carbone vegetale), E150 (caramello).

Ma la lista contiene davvero alcune sostanze tossiche!

E' vero. Ma qui, come sempre, occorre chiarire la questione del dosaggio non considerato. Qualsiasi sostanza è tossica se ingerita in dosi sufficienti. Anche l'acqua e il peperoncino. Per contro, qualsiasi sostanza è innocua se ingerita in dosi sufficientemente piccole. In altre parole, non esistono sostanze "tossiche" in sé e per sé: dire che una sostanza è tossica senza far riferimento al dosaggio è soltanto fumo negli occhi.

Il buon senso ci induce a considerare tossica o non tossica una sostanza se ha effetti nocivi quando viene assunta in dosi che possono capitare nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, l'acqua non è considerata tossica perché normalmente si beve a bicchieri. Ma dieci litri d'acqua, ingeriti rapidamente, possono schiantare l'organismo (per sovraccarico ai reni, per esempio). Per contro, tutti consideriamo tossica la candeggina perché immaginiamo di ingerirne una cucchiaiata o un bicchiere. Ma un milligrammo di candeggina (una gocciolina) probabilmente non farebbe gravi danni (non ci provate, però, non vi voglio sulla coscienza). Logicamente, se una sostanza è considerata tossica, è meglio ingerirne il meno possibile, ma sotto certe dosi non c'è alcun effetto tossico. L'importante è sapere quali sono queste dosi e fare in modo di restare al di sotto di esse, scoprendo quali prodotti le contengono.

Come se non bastasse, per decidere a che dosaggi una sostanza è tossica bisogna anche considerare due altre cose: l'intossicazione cronica, ossia quella prodotta dal ripetuto assorbimento di piccole quantità di per sé non tossiche, e l'"effetto sinergico", ossia il risultato di possibili interazioni fra la sostanza sotto esame e le altre sostanze presenti nel prodotto. Un bel pasticcio, insomma.

I commenti di alcuni lettori vanno interpretati alla luce di questa premessa prima di prendere decisioni in proposito. Inoltre va considerato che alcuni di questi additivi hanno funzioni preziose: per esempio, evitano che i prodotti ammuffiscano e quindi producano sostanze tossiche in dosi letali (il caso tipico è la conserva della nonna, tanto ma tanto genuina e senza additivi, che però uccide per botulismo).

Sono considerazioni sensate e pratiche, senza allarmismi, e ben diverse da quelle fatte dall'appello, che invece vorrebbe concentrare la nostra attenzione sull'acido citrico presente nel succo degli agrumi. Prima di scegliere cosa fare a proposito degli additivi presenti nei cibi, vi conviene fare un'indagine seria e magari più dettagliata della mia. Non vi conviene certo basarvi su una lista scopiazzata e redatta da chissà chi. La salute è importante, non giocateci.

Ma che male fa diffondere una catena di sant'Antonio?

Quindi, per favore, pensateci due volte prima di propagare appelli che non avete verificato.

Commenti dei lettori

Ricevo e volentieri pubblico questa segnalazione di un lettore (ingarr, marzo 2002):

"...due tabelle credibili, esaurienti, ed omogenee fra loro, che consentono, anche dopo una breve scorsa, di formarsi un'idea sull'argomento. Devo solo precisare, se necessario, che gli estensori non sono certo di parte legata all'industria.

I siti di provenienza sono http://www.rovax.com/dotcom/biorama/Pagine/ADDITIVI%20ALIMENTARI.doc e www.stefanoapuzzo.it/4sberle/Additivi.pdf.

Per quanto riguarda il difenile (o bifenile od, in inglese, Diphenyl) E230, tossico, usato come antimuffa per le carte che avvolgono gli agrumi e che viene in parte assorbito dalla buccia, uno spunto per battute "noir" si trova in alcuni siti, dove si mettono in guardia i consumatori sul "limoncello", liquore oggi così in voga, in quanto potrebbe essere stato confezionato con agrumi "protetti" con tale sostanza."