Il "Boeing fantasma" dell'attacco al Pentagono (quarta parte)

Il vero complotto è Asile.org

Innanzi tutto, la pagina Web di Asile.org contiene (o perlomeno conteneva a marzo 2002, quando ho effettuato la mia prima indagine) piccole immagini di un pixel, intenzionalmente invisibili. Non è chiaro a cosa servano, ma hanno tutta l'aria di essere web bug: una forma molto diffusa e discussa di sorveglianza e di tracciamento dei documenti (niente di spionistico: servono soltanto per sapere chi legge un documento e quando lo legge).

Asile.org inoltre contiene inoltre rimandi a un libro pubblicato in Francia intorno alla data in cui è comparsa la teoria pubblicata su Asile.org e intitolato L'Effroyable Imposture, di Thierry Meyssan, che darebbe queste spiegazioni alternative agli attacchi e all'intera vicenda. Viene dunque il dubbio che si tratti di una squallida mossa pubblicitaria, nata per lucrare sulle tragedie altrui.

Possono anche esserci dei fini politici. Secondo il giornale francese Le Monde, Thierry Meyssan è un noto radicale di sinistra, estremamente attivo in Rete tramite siti come Reseau Voltaire oltre che autore del libro sopra citato. Suo figlio, Raphaël Meyssan, è "webmaster" di Reseau Voltaire e (guarda com'è piccolo il mondo) anche di Asile.org.

La teoria di Meyssan è che il governo americano abbia perpetrato quest'orrore verso i propri concittadini (per quali scopi è meglio non chiedere), accusando poi i terroristi stranieri. Una spiegazione alternativa è che Meyssan padre abbia chiesto a Meyssan figlio di costruire un sito-civetta per pubblicizzare il suo libro e fare un sacco di soldi.

E' c'è riuscito. Come leggerete più avanti, il libro è vendutissimo e viene anche tradotto per altri mercati. Per esempio, da un lettore (mac1400) ho ricevuto a luglio 2002 questa segnalazione:

"Leggo sulla Rivisteria che è uscito per l'editore Fandango un libro di Thierry Meyssan "L'Incredibile Menzogna"-Nessun aereo è caduto sul Pentagono. (documenti-pp.200 euro 15,00) Presentazione: Basandosi su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa, formula l'inedita tesi secondo cui l'undici settembre nessun aereo sarebbe caduto sul Pentagono."

E' un'ottima dimostrazione del fatto che c'è sempre abbondanza di editori senza scrupoli che pubblicano qualsiasi fantasia se fiutano lo scoop. Il fatto di infangare le memorie delle vittime dell'11 settembre con queste panzane, ovviamente, a loro non passa neppure per l'anticamera del cervello.

Alcuni lettori mi hanno scritto chiedendomi in che senso le vittime dell'11 settembre verrebbero infangate dalla teoria di Asile.org. Semplice: perché la teoria complottista dice che quelle vittime (quelle a bordo del volo schiantatosi contro il Pentagono) non esistono. Vadano a spiegarlo ai loro familiari, ai loro colleghi, ai loro amici.

In attesa di maggiore documentazione, personalmente mi associo a Snopes.com e applico la Regola di Carl Sagan: "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie".

E già che ci sono, mi permetto di fare anch'io le mie domande ai complottisti di Asile.org:

Questa è la vita reale, mica X-Files. Abbiate almeno un po' di rispetto per le vittime di questa tragedia.

Aggiornamento: Meyssan in TV

Il 3 settembre 2002 l'emittente televisiva inglese Channel Four ha mandato in onda The Meyssan Conspiracy, un breve ma intenso documentario (meno di 30 minuti) sulle ipotesi di Thierry Meyssan, l'autore francese del libro che sostiene che nessun Boeing è caduto sul Pentagono. L'ho visto e registrato: per motivi di copyright non lo posso distribuire, anche se meriterebbe maggiore circolazione. Chissà se le televisioni italiane lo trasmetteranno; altrimenti resta solo la speranza che i circuiti peer-to-peer lo distribuiscano (in effetti è disponibile su eMule).

In breve, il concetto fondamentale espresso dal programma è che non fidarsi ciecamente delle versioni ufficiali è giusto e addirittura doveroso e indispensabile in una democrazia per evitare abusi di potere. Tuttavia non possiamo neppure fidarci ciecamente della prima versione alternativa che passa, e per dirla semplicemente, le versioni alternative proposte da Meyssan sono pessime e non stanno in piedi.

Meyssan non si è spostato dalla Francia; non ha intervistato personalmente nessuno dei testimoni oculari, ma si è limitato a fare un collage impreciso e arbitrario dei resoconti giornalistici altrui. Per le sue teorie, Meyssan non ha uno straccio di prova. Per esempio, afferma che i jet lanciati contro il World Trade Center fossero radiocomandati. Quali prove porta di questa affermazione? Nessuna.

Meyssan considera "prova" delle sue teorie l'assenza di documenti filmati che le smentiscano. Se i criteri dilettanteschi di Meyssan valessero in tribunale, potreste finire in galera per omicidio perché si è trovato un cadavere, qualcuno afferma senza prove che siate stati voi a commettere il delitto e non c'è un filmato che mostra che è stato invece qualcun altro.

Tutte le accuse di Meyssan al "complesso militare-industriale", che a suo dire avrebbe organizzato tutta questa colossale e atroce messinscena per avere una scusa per aumentare i budget militari, poggiano su un'unica foto che mostra un foro d'entrata apparentemente troppo piccolo per un Boeing (apparenza poi smentita dall'esperto di aviazione di Jane's intervistato dal programma). Il resto è un castello di carte costruito elaborando questa falsa premessa iniziale. Decisamente una base scarsa per un'accusa così grave e straordinaria. Una base che però ha fruttato a Meyssan, stando al programma di Channel Four, l'equivalente di quasi due miliardi di vecchie lire tramite la vendita dei suoi libri.

Allo stesso tempo, il programma nota che non vi è dubbio che le versioni ufficiali sono per il momento lacunose. Molti documenti riguardanti gli attentati sono tuttora segreti, e questo inevitabilmente alimenta il dubbio che qualcuno voglia coprire qualcosa, anche se la segretezza potrebbe essere semplicemente una necessità per non compromettere le indagini.

Ma gli aspetti poco chiari ci sono

Teorie di Meyssan a parte, è comunque indubbio che ci sono aspetti poco chiari della vicenda dell'11 settembre. Per esempio, come riferisce il programma, è chiaramente sbagliata la dichiarazione ufficiale iniziale, secondo la quale il passaporto di uno dei dirottatori fu trovato vicino ai resti del WTC, sopravvivendo miracolosamente alle temperature elevatissime dell'esplosione.

Il ritrovamento fu prima lodato e poi smentito dall'FBI, come "a rumor which may be a fact" ("una diceria che potrebbe corrispondere a verità"). Tuttavia non è detto che si tratti necessariamente di un tentativo fallito di seminare unafalsa prova per incastrare qualcuno: potrebbe essere semplicemente un errore. Nel panico e nella confusione, anche l'FBI può commettere errori.

La prima versione è confermata presso CNN.com:

(CNN: "New York Police Commissioner Bernard Kerik said Sunday a passport belonging to one of the hijackers was discovered a few days ago several blocks from the crash site by a passerby")

Azstarnet.com:

(Associated Press: "The passport of a suspected hijacker was discovered near the ruins of the World Trade Center, authorities said Saturday, as exhausted rescue workers clawed through the wreckage, searching unsuccessfully for signs of life. FBI Assistant Director Barry Mawn did not disclose the name on the passport or other details").

Della seconda versione non sono riuscito a trovare conferme, per cui mi tocca fidarmi della dichiarazione fatta durante il programma.

Altro esempio: nel caso del quarto aereo dirottato, il volo UA93 caduto in un campo in Pennsylvania, la versione ufficiale sostiene che ci sia stata una colluttazione fra i passeggeri e i terroristi e che questo abbia causato la perdita di controllo e lo schianto del velivolo. Tuttavia un pezzo di motore, del peso di una tonnellata, fu trovato a più di un miglio di distanza e altri resti furono trovati a oltre due miglia dall'area di impatto: due ritrovamenti poco compatibili con l'ipotesi di un aereo che cade perché fuori controllo.

Il motore potrebbe essersi staccato prima dell'impatto a causa delle eccessive sollecitazioni della picchiata, ma viene abbastanza naturale chiedersi se invece il volo UA93 sia stato abbattuto. Le circostanze lo consentirebbero (l'aereo era l'ultimo dei quattro ed era ancora in volo quando i caccia militari furono lanciati in risposta agli impatti del WTC, e una delle tecniche discusse in un recente programma della BBC da uno dei piloti militari in volo quel terribile giorno è proprio un attacco mirato a uno dei motori), e considerato che l'aereo era probabilmente destinato a un bersaglio come la Casa Bianca o il Congresso, la decisione di abbatterlo sarebbe stata tragicamente comprensibile.

A meno che, come dice l'esperto di Jane's nel programma, i passeggeri avessero ripreso il controllo dell'aereo (l'esperto afferma che a bordo del volo c'erano persone in grado di pilotare un jet commerciale e ci sono "indicazioni" che i passeggeri riconquistarono la cabina di pilotaggio). In tal caso, abbattere il volo UA93 sarebbe stato un terribile errore.

E' un dubbio che si potrebbe chiarire tramite le scatole nere dell'aereo, che sono state ritrovate ma il cui contenuto è segreto (l'FBI ne ha fatto riascoltare la registrazione dell'audio in cabina ai parenti delle vittime, ma vietando loro di prendere appunti). Per il momento, questa segretezza lascia l'FBI vulnerabile all'accusa di depistaggio, ma questa è una conseguenza inevitabile. Il fatto che una cosa sia segreta non implica necessariamente che ci sia qualcosa di brutto da nascondere.

Credo che il quadro migliore della situazione lo diano queste parole del programma di Channel Four:

"3055 anime perirono quel giorno nel peggiore atto di terrorismo della storia...per ragioni comprensibili e meno comprensibili, il quadro completo della vicenda deve ancora essere rivelato, ed è nei vuoti fra i frammenti di verità che si insinuano le mezze verità e le menzogne, conducendo ad accuse di cospirazione e insabbiamento. In una democrazia, anche queste accuse hanno un valore, nel senso che mettono in dubbio la verità dispensata e la versione ufficiale. Tuttavia anche chi crea le ipotesi di complotto ha delle responsabilità: il dovere di fare luce nella direzione della verità, non di oscurarla. E nella nostra ricerca della verità, il complotto Meyssan dovrebbe farci adirare, non perché è un'ipotesi di complotto, ma semplicemente perché è un'ipotesi scadente, fin troppo facile da smontare.

Per saperne di più

Paolo Toselli, il fondatore del Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee, ha pubblicato un libro dove vengono raccolte le leggende metropolitane nate intorno agli attentati dell'11 settembre. Il libro si intitola 11 settembre leggende di guerra, ed è pubblicato da Edizioni Avverbi. Il libro spiega cosa c'è di vero in queste leggende, quali meccanismi si celano dietro la loro nascita e il loro diffondersi. Non l'ho letto, ma Toselli è uno che sa il fatto suo e posso consigliare il suo lavoro a scatola chiusa.

In Rete è disponibile il rapporto ufficiale sull'attentato al Pentagono, che contiene numerose foto e ricostruzioni grafiche dell'impatto e mostra i dettagli dei danni alle colonne interne dell'edificio.

Steve Riskus era sul posto al momento dell'impatto e ha scattato alcune delle immagini più nitide dei momenti immediatamente successivi all'impatto. Le sue foto ad alta risoluzione sono presso Criticalthrash.com.

Chi ci è cascato

Secondo quanto riportato da Gianluca Mazzanti, il quotidiano gratuito a tiratura nazionale Leggo n. 63 del 9 aprile 2002, a pag. 8 ha ricalcato "bovinamente, senza alcun accenno di critica, quanto affermato da questi 'complottisti' francesi."

Ci è cascato, ma soltanto inizialmente per poi correggersi, anche Clarence.com.

Come mi racconta una lettrice (prairie.rider),

"nella storia del Boeing fantasma ci è cascata anche Odeon TV, che in un talk show trasmesso venerdì sera [19/4/2002] ha presentato dettagliatamente il sito di Asile, e quel che è peggio il conduttore ha coinvolto anche il senatore Speroni in questa 'ricerca dell'aereo impossibile'. Fino ad allora la trasmissione (di cui non ricordo il nome) è stata interessante, perché si parlava del Pirelli e Speroni da pilota ha fornito alcune spiegazioni abbastanza chiare sulla possibile dinamica di un guasto all'Aero Commander di Fasulo; poi mi sono caduti in questa bella trappola qua :-)".

Commenti dei lettori

Un lettore (Stefano Gatti) osserva che

"un'esplosione dovuta ad una carica esplosiva tende ad avere un forte effetto dirompente ma generalmente non scatena grossi incendi. Cosa che invece è avvenuta al Pentagono".

In altre parole, una bomba localizzata all'interno dell'edificio avrebbe proiettato in fuori frammenti del Pentagono (che invece non ci sono). Inoltre un'esplosione all'interno non avrebbe prodotto l'enorme palla di fuoco visibile nel filmato (che però i complottisti possono sospettare sia stato realizzato appositamente dalla CIA con gli effetti speciali).

Un altro suo commento:

"la teoria sarebbe basata sulla presunta mancanza di rottami dell'aereo. Ma se fosse stato un camion-bomba, dove sarebbero allora i rottami del camion? Un aereo, impattando contro un edificio, tende a penetrare all'interno. Un camion che esplode no" [perché è fatto di pezzi molto più robusti e massicci -- Paolo].

Inoltre, osserva lo stesso lettore,

"gli aerei sono prevalentemente costruiti in leghe di alluminio, che ad alte temperature tendono a fondere ed addirittura a bruciare, lasciando ben pochi irriconoscibili residui. Ed è sicuramente incontestabile che si sia sviluppato un incendio di vaste proporzioni"

Questo giustificherebbe l'assenza di grandi frammenti dell'aeroplano. Le testimonianze ufficiali segnalano che almeno uno dei motori, che sono in acciaio e assai più robusti del resto del velivolo, è penetrato profondamente nell'edificio ed è riconoscibile, ma non ne ho le foto.

Foto ingannevoli

Attenzione: alcuni lettori mi hanno segnalato una foto (presso Defenselink.mil) che mostrerebbe, verso la parte centrale dell'immagine, dietro una cassettiera marrone, un oggetto circolare che alcuni hanno scambiato per un frammento di motore (più precisamente, per uno degli stadi a palette, sorta di eliche di turbina). Si tratta invece di un grosso rocchetto di quelli usati per avvolgere i cavi telefonici ed elettrici. Nell'analisi antibufala bisogna essere prudenti in entrambe le direzioni: dubitare delle "prove" addotte dai bufalari, senza però accettare disinvoltamente le "prove" che sostengono la propria tesi.

presunto motore

Una copia a bassa risoluzione della foto che mostrerebbe il motore dell'aereo.
Il "motore" sarebbe l'oggetto rotondo grigio al centro del cerchio arancione.

dettaglio presunto motore

Un dettaglio della foto alla sua risoluzione originale mostra più chiaramente che l'oggetto è un grosso rocchetto per cavi elettrici. Nella sua parte inferiore si nota anche una spira di cavo.

Altre dicerie

Questa mia indagine antibufala aveva soltanto lo scopo di smentire le ipotesi presentate dal sito Asile.org. Tuttavia ha comprensibilmente suscitato molte polemiche, per cui ho raccolto anche qualche piccolo approfondimento su altre dicerie e ipotesi riguardanti gli attentati dell'11 settembre. Sono appunti rudimentali, basati principalmente sulle risposte che ho scritto alle tante obiezioni ricevute via e-mail. Se vi interessano, cliccate qui.