Siamo mai andati sulla Luna? Trovato il filmato che smaschera la truffa!

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Indagine iniziale: 12/12/2002. Ultimo aggiornamento: 2/8/2005.

English abstract (il resto è in italiano)

In late 2002, many Internet users were puzzled by a Website, www.moontruth.com (now taken over by an entirely different sort of site), which showed a strange videoclip of studio footage of a Moon landing. Was it a fake? Did it reveal, at last, evidence that the 1969 Moon mission was faked?

I'd love to tell you more, but if I did, I'd spoil the remarkable surprise ending of this story. However, you should be able to figure it out by reading the Italian text below, which includes a few English excerpts.

Il testo dell'appello

Non c'è un testo standard, ma a fine 2002 c'era il passaparola degli utenti che si segnalavano a vicenda un sito, www.moontruth.com (il cui contenuto è ora stato sostituito), che mostrava un inquietante filmato.

Il filmato, non più disponibile presso il sito ma archiviato dal Servizio Antibufala qui (1.3 MB, formato MPEG), presentava dei sorprendenti retroscena riguardanti la celebre ipotesi secondo la quale nessuno sarebbe mai andato sulla Luna e i filmati delle missioni Apollo (la cui ultima missione risale ormai a più di trent'anni fa) sarebbero stati girati in studio.

fotogramma del filmato
Un fotogramma tratto dal filmato.

Datazione e origini

Le prime segnalazioni di questo caso sono giunte al Servizio Antibufala il 12/12/2002. L'origine del filmato è il sito www.moontruth.com medesimo.

Perché è una bufala

Ebbene sì, è una burla, e di quelle molto ben fatte. Leggendo attentamente il testo della pagina iniziale, si capiva tra le righe che gli autori stavano dicendo che era uno scherzo:

"This footage was clearly shot in a studio, and is clearly meant to represent the Apollo 11 moon landing. The attention to detail is staggering. The intention is clearly to fool viewers into believing that it is genuine."
Traduzione: "Questo filmato è stato chiaramente girato in uno studio ed è evidente che intende rappresentare l'allunaggio dell'Apollo 11. L'attenzione prestata ai dettagli è stupefacente. L'intenzione è chiaramente quella di ingannare gli spettatori e far loro credere che è autentico".

Parole che, se riflettete un attimo, sono perfettamente calzanti nel descrivere l'intenzione della burla: ingannare gli spettatori e far loro credere che è un filmato autentico della NASA.

La cosa più simpatica e sofisticata è che se cercavate nella cache di Google le parole chiave lasciate appositamente dagli autori (“Ikegami Tube Camera”, “Symond Lewis”), scoprivate che il sito aveva delle pagine aggiuntive che spiegavano tutti i veri retroscena, e che gli autori avevano rimosso intenzionalmente, sapendo che sarebbero però rimaste nella cache di Google, a disposizione di chi sa usare bene i motori di ricerca.

Per chi non ha familiarità con la cache di Google, funziona così: il motore di ricerca Google (disponibile in italiano presso Google.it) esplora in continuazione la Rete, e ne scatta delle “istantanee” che tiene in un'apposita memoria, che si chiama appunto “cache”. Siccome passa un po' di tempo fra una visita e l'altra di Google a un certo sito, spesso l'istantanea nella cache risale a diverso tempo fa e quindi non rispecchia la situazione attuale del sito.

Una delle conseguenze di questa situazione è che nella cache di Google rimane una sorta di “eco” di com'era un sito anche dopo che il sito è stato cambiato o addirittura eliminato. I siti sequestrati dalla Polizia, per esempio, vengono oscurati, ma la loro eco rimane disponibile presso Google. Moontruth.com è un elegante esempio di come si può sfruttare questo fenomeno per giocare con la Rete.

Per vostra comodità, e a futura memoria, visto che c'è già in Rete una discreta mandria di ufologi che è convinta che il filmato sia la tanto sospirata dimostrazione della messinscena della NASA, riporto qui il testo delle pagine “nascoste” nella cache di Google, seguito dalla mia traduzione.

L'originale in inglese

Apollo 11 Moon Landing Footage Out-take - How Did We Do It? -

We shot on original 1960's Ikegami Tube Camera in Mount Pleasant Studios in London. The guy in the suit is an actor. The rest of the 'cast' were basically the crew, who thought the idea was very funny and wanted to be in it.

The landing craft and 'moonscape' were a set built by our art director, Richard Selway. The ladder that 'Neil' descends was made according to original blueprints that were downloaded off the Net. The rest of the set was built to match the original as closely as possible.

The moon surface was cement dust. It was disgusting. Even with the studio ventilation on full it got everywhere, and at one point there was so much of it floating round, the lights were flaring really badly.

The footage was treated in post-production to give 'Neil' his weightlessness and the ghosting effect of the original. We re-recorded and processed the soundtrack to recreate the effect of sound traveling al the way from the moon.

We think it's pretty convincing, and one thing's for damn sure - it was a lot cheaper than really going to the moon.


La mia traduzione

La “papera” del filmato dell'allunaggio dell'Apollo 11: come l'abbiamo realizzata?

Abbiamo girato usando una telecamera a tubo Ikegami originale degli anni Sessanta, presso i Mount Pleasant Studios, a Londra. La persona nella tuta spaziale è un attore. Il resto del “cast” è praticamente la troupe, che ha pensato che si trattasse di un'idea molto divertente e ne voleva fare parte.

Il veicolo di allunaggio e il “paesaggio lunare” erano un set costruito dal nostro art director, Richard Selway. La scaletta lungo la quale scende “Neil” è stata realizzata in base ai disegni tecnici originali scaricati da Internet. Il resto del set è stato costruito in modo da rispecchiare l'originale il più fedelmente possibile.

La superficie lunare era polvere di cemento. Era disgustoso. Anche tenendo al massimo la ventilazione dello studio, si intrufolava dappertutto, e a un certo punto ne fluttuava così tanta che le luci producevano una quantità di riflessi indesiderati.

Il filmato è stato elaborato durante la post-produzione per dare a “Neil” la sua leggerezza e l'effetto cometa dell'originale. Abbiamo riregistrato ed elaborato l'audio per ricreare l'effetto del suono che arriva dalla luna.

Pensiamo sia piuttosto convincente, e una cosa è certa: è costato molto meno che andare davvero sulla Luna.

Ma non è una semplice burla

Ricevo da un lettore (luciano.**rini) una segnalazione interessante: non si trattava di un semplice scherzo messo in piedi da un gruppo di appassionati, come è capitato altre volte in Rete. Si trattava invece di un vero e proprio esempio di “marketing virale”: ossia un test, da parte di un'agenzia pubblicitaria, di come si può indurre la gente a generare un passaparola sfruttabile a fini pubblicitari.

Infatti il nome di dominio moontruth.com era registrato all'epoca (come rilevabile tramite i servizi whois oppure tramite Register.com o Geektools.com) a nome di una società inglese che si chiama The Viral Factory. Ecco i dati completi della sua registrazione di allora, comprensivi di indirizzo (guarda caso era quello citato nel testo delle pagine nascoste) e numero di telefono:

Domain Name.......... moontruth.com
Creation Date........ 2002-09-27
Registration Date.... 2002-09-27
Expiry Date.......... 2003-09-27
Organisation Name.... The Viral Factory
Organisation Address. 51 - 53 Mount Pleasant
Organisation Address. London
Organisation Address. WC1X 0AE
Organisation Address. GREAT BRITAIN (UK)
Admin Name........... Matthew Smith
Admin Address........ 51 - 53 Mount Pleasant
Admin Address........ London
Admin Address........ WC1X 0AE
Admin Address........ GREAT BRITAIN (UK)
Admin Email.......... matthew@theviralfactory.com
Admin Phone.......... 442072429559

Visitando il sito indicato nell'indirizzo di e-mail (www.theviralfactory.com), si scopre che è un'agenzia pubblicitaria, tuttora esistente, che annovera fra i propri clienti Ford, MTV, e H3G (quella dell'UMTS).

La loro tecnica è semplice. Creano un filmato strano e lo “seminano” in un numero ridotto di siti e mandandolo a un certo numero di persone. Questi “primi contatti”, affascinati o divertiti da quello che hanno visto, mandano il videoclip ad altri o invitano a visitare il sito che ospita il videoclip (un po' come sto facendo indirettamente anch'io con quest'indagine), e chi vede il filmato vede anche il messaggio promozionale dello sponsor. Che però nel videoclip lunare non c'è, perché serve all'agenzia stessa per farsi conoscere.

Insomma, si tratta di un autentico falso filmato: quindi chi crede che questo filmato provi la messinscena della NASA si è fatto imbrogliare due volte.

Commenti, critiche o segnalazioni?

Se avete qualche dettaglio o correzione da contribuire a quest'indagine antibufala, scrivetemi presso topone@pobox.com. Grazie!