Boicottate la Esso, ve lo consiglia Greenpeace

Indagine iniziale: 13 marzo 2003. Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2003.

Indagini antibufala consultate dal 7/11/2003:


Il testo dell'appello

In questo caso non c'è un vero e proprio testo specifico: c'è semplicemente il passaparola degli utenti, che segnalano la campagna di Greenpeace che invita a boicottare la Esso per via del suo coinvolgimento nelle operazioni militari in Iraq e per la sua politica antiecologica.

Datazione

L'appello circola almeno da fine febbraio 2003.

Perché non è una bufala

La campagna di Greenpeace esiste, ed è reperibile nel sito di Greenpeace all'indirizzo indicato spesso nell'appello, ossia http://www.greenpeace.it/stopesso. Oltretutto funziona.

Che differenza c'è rispetto ad altre campagne di boicottaggio?

La differenza fondamentale e abissale tra questa campagna di Greenpeace e quelle descritte in altre mie indagini antibufala, sta nelle motivazioni e nell'efficacia.

Mentre gli appelli-bufala hanno un obiettivo egoista (si vuole pagare meno la benzina soltanto per essere liberi di rombare con il macchinone) e oltretutto impossibile per motivi fiscali (è il Fisco, non la società petrolifera, il principale responsabile del prezzo del carburante), l'invito al boicottaggio della Esso fatto da Greenpeace e presente in numerosi paesi ha una motivazione profondamente etica ed ha ottime possibilità di riuscita. E' una forma pacifica di protesta e di esprimere la propria opinione.

Come trovate descritto sul sito italiano di Greenpeace citato sopra, l'invito a boicottare la Esso (e la sua casa madre, Exxon) ha varie motivazioni.

Trovate la documentazione molto accurata di queste affermazioni nei documenti scaricabili dal sito di Greenpeace.

Oltre ad avere un contenuto moralmente assai più difendibile, questa forma di boicottaggio è efficace, diversamente da quella mirata soltanto a far calare il prezzo alla pompa. Infatti come spiegato presso Clarence.com (http://www.clarence.com/staff/mao/archives/001050.html) "secondo un recente sondaggio dell'agenzia Mori, nell'arco di un anno, il numero degli inglesi che hanno dichiarato di rifornirsi periodicamente nelle stazioni Esso è sceso di un quarto e circa un milione di guidatori hanno deciso di boicottare la compagnia per la sua politica in merito ai cambiamenti climatici. Dalla ricerca emerge che, alla domanda su dove si riforniscono regolarmente di carburanti, nel 2001 il 26% aveva risposto Esso contro il 19% dell'ultimo sondaggio."

In altre parole, questo tipo di iniziativa funziona: il consumatore accorto può davvero influenzare il modo di operare delle società petrolifere, punendo quelle eticamente scorrette e premiando quelle che prestano ascolto alle campagne contro l'inquinamento, per esempio. Cito sempre da Clarence: "Che una politica più attenta alle esigenze di tutela ambientale sia oramai una strategia anche per il mercato, è dimostrato dal dato, rilevato dalla stessa agenzia, che la British Petroleum, che al contrario ha deciso di non disconoscere le proprie responsabilità sui cambiamenti climatici e sta investendo molte risorse nella ricerca su fonti rinnovabili, è passata da 18% al 21% nelle preferenze dei guidatori."

I risultati della campagna di boicottaggio contro Exxon sembrano essere significativi: come riferisce sempre Clarence.com, "che la strategia di azione diretta sul mercato iniziasse ad affaticare le politiche irresponsabili della compagnia statunitense lo si era capito già nel corso dell'ultima riunione degli azionisti, allorquando, su suggerimento di accreditate agenzia di consulenza finanziaria, circa il 20% dei proprietari di azioni della Exxon aveva richiesto formalmente che l'azienda fosse più presente sul mercato delle energie alternative e la smettesse di spendere soldi in pubbliche relazioni dirette a convincere la pubblica opinione dell'inesistenza dell'effetto serra e del suo legame con i combustibili fossili."

Per farla breve: la campagna promossa da Greenpeace non ha niente a che vedere con le bufale che ho descritto altrove, e non è assolutamente una perdita di tempo.