Internet per Tutti - Newsletter gratuita

Raccolta degli articoli 1998

(C) 1998 Paolo Attivissimo. Distribuzione libera alle condizioni indicate presso http://www.attivissimo.net/nl/norme_distribuzione.htm.

Nota: Questo archivio è in corso di sistemazione. Attualmente contiene molti errori (accentate sbagliate, link non cliccabili, a capo a metà frase, eccetera). Lo so. Li sto sistemando quando ho tempo di farlo, cioè non molto spesso.

L'archivio non è integrale: ho conservato soltanto i messaggi significativi. Mi rendo conto che "significativo" è un criterio molto soggettivo, ma che diamine, queste sono le mie pagine Web e qui decido io cosa mi va di fare ;-).

I link non vengono aggiornati o verificati dopo la pubblicazione dell'articolo, per cui è probabile che siano obsoleti e/o non funzionanti.

La newsletter Internet per tutti è inviata gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta e non contiene pubblicità. Se volete sostenerla, sono sempre ben accette le donazioni tramite PayPal o più semplicemente tramite una eurobanconota in una busta indirizzata a: Paolo Attivissimo – 250 Stockton Lane – York YO311JQ – Regno Unito (GB). Ebbene sì, abito in Inghilterra. Dettagli e istruzioni sono presso http://www.attivissimo.net/donazioni/donazioni.htm.

Guida a Geocities in italiano (1/1/1998)

Per tutti coloro che mi hanno chiesto come fare "questo" e "quello" per avere le pagine Web gratuite di Geocities, ecco lo "spiegone" in _italiano_, gentilmente offerto da un utente che si è preso la briga di tradurre le istruzioni di Geocities.

Ecco l'indirizzo: http://www.GeoCities.com/SoHo/3292/home.htm

Microsoft compra Hotmail (2/1/1998)

L'anno nuovo inizia con un'altra acquisizione dell'ingorda Microsoft. Ormai sta diventando impossibile fare qualcosa su Internet senza dare soldi a Bill Gates, anche se in questo caso il servizio è gratuito (per ora). Sigh.

Dal notiziario gratuito della CNN (1/1/98) cito e traduco:

-- begin ----

Mercoledì 31/12/97 la Microsoft ha annunciato di aver acquistato Hotmail, un fornitore di indirizzi email gratuiti, per un importo non dichiarato. La Microsoft dice di prevedere di includere le funzioni del servizio nel proprio servizio di e-mail gratuita, che verrà fornito sul Microsoft Network.

Hotmail ha attualmente oltre 9 milioni di abbonati in tutto il mondo.

Microsoft intende espandere l'offerta di Hotmail in modo da consentire agli iscritti al MSN di accedere alla propria posta da qualsiasi computer collegato al Web tramite un account Hotmail.

--- end ----

[Come se questo non fosse già perfettamente possibile già adesso. boh, forse non lo è per i mentecatti che si abbonano a MSN -- l'unico motivo valido per abbonarsi rimane, a mio avviso, l'area dedicata a Star Trek]

L'intera vicenda è raccontata in inglese presso http://cnnfn.com/digitaljam/9712/31/hotmail/index.htm

Cartine delle nuove "aree locali" Telecom (5 gennaio 1998)

Questo msg viene diffuso, visto l'argomento, anche alla ML sulla telefonia (l'avevo detto, io, che non era _del tutto_ morta). Mi scuso per le duplicazioni che affliggerano chi è iscritto a entrambe.

Dal 5 dicembre 1997 Telecom Italia ha cambiato (ancora) le tariffe, nel senso che allargando i "settori" telefonici molte chiamate che prima erano interurbane senza prefisso ora sono a tariffa urbana. Di questo dono di fine anno ringraziamo prostrati la Telecom.

Per contro, con questo cambiamento non è più possibile usare la guida del telefono (alla voce "settore di..., rete urbana di...") per sapere se una chiamata è a tariffa urbana o interurbana.

Tutto questo è molto importante non solo per le telefonate ordinarie ma anche e soprattutto per chi è stato costretto finora a pagare tariffa interurbana per navigare in Internet. Ne ho già parlato in dettaglio nelle mie pagine Web (http://come.to/topone), ma ritorno sull'argomento per un aggiornamento.

Infatti ho saputo dal newsgroup it.binari.file che in aggiunta al

188, al quale potete chiedere caso per caso se due località ricadono nella stessa "area locale" (così si chiamano i nuovi settori allargati) e quindi pagano tariffa urbana, esiste un numero gratuito al quale chiedere informazioni.

Tuttavia _attenzione_: dovete avere un fax per ricevere le informazioni di questo numero gratuito.

Il numero è l'167-67.67.67. Risponde una voce sintetizzata che vi guida attraverso una serie di menu. Premendo *, *, 2 (aree locali) e poi il numero corrispondente alla vostra regione (1 per Lombardia,

Piemonte, Val d'Aosta; 2 per Ligura, Toscana, Umbria; eccetera) vi verrà mandata via fax la spiegazione delle nuove aree locali e la nuova distribuzione dei settori accorpati nella zona che vi interessa.

Il fax include anche una cartina della regione, per la verità non molto dettagliata, che traccia i confini delle aree a tariffa urbana.

E chi non ha il fax? Beh, il newsgroup it.binari.file, ad opera di un suo solertissimo partecipante (m.m@iol.it, del quale non voglio assolutamente prendermi il merito), sta pubblicando tutte le cartine e gli elenchi che ricevereste dall'167-67.67.67.

avevo pensato di raccoglierle e conservarle sul mio sito Web, ma sono più di 6 MB di roba e io ho solo 3 MB di spazio gratuito a disposizione. Per cui affrettatevi a visitare il newsgroup!

Se però qualche anima pia le raccoglie e le pubblica in un suo sito

Web, me lo dica che diffonderò l'indirizzo alla mailing list.

buona consultazione.

Problemi di crescita alla Netscape (6 gennaio 1998)

Mentre la Microsoft (vedi sotto) litiga in tribunale per Windows 98, anche la Netscape ha le sue magagne. Dalla CNN traduco e diffondo:

--- begin ----

PROBLEMI DI CRESCITA ALLA NETSCAPE

La Netscape Communications Corp. ha scosso Wall Street lunedì, con la sua previsione di perdite trimestrali per 85-89 milioni di dollari, le prime da quando è diventata società per azioni nel 1995. Netscape intende inoltre licenziare un numero non definito di dipendenti; è la prima volta nella [breve] storia della società. Verrà inoltre contabilizzato un onere di ristrutturazione di 35 milioni di dollari.

--- end ---

Mi sa che nel 2000 avremo tutti adottato "volontariamente" Internet Explorer 9.0 (che finalmente comincerà a funzionare, pur occupando 6 GB) per esaurimento dei concorrenti.....

- - - - -

a proposito della filosofia commerciale di Microsoft, denominata "embrace and extend", ossia "accetta e amplia" (lo standard, il prodotto, il sapore della Coca-Cola, quello che serve), eccovi un gustoso "articolo" mandatomi da un iscritto, che giura di non esserne l'autore. L'originale è in inglese, la traduzione è colpa mia.

PS Beh, _io_ l'ho trovato gustoso. Se i vostri gusti non coincidono coi miei, niente paura, questa è una mailing list, mica una proposta di matrimonio!

Saluti!

MICROSOFT RISOLVE LA DISPUTA CON IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA USA

REDMOND, STATI UNITI - In risposta diretta alle accuse rivolte dal Dispartimento di Giustizia statunitense, la Microsoft Corporation ha annunciato oggi che intende acquistare il governo federale degli Stati Uniti d'America per un importo che non è stato rivelato.

"Si tratta di una logica estensione dei nostri piani di crescita", ha dichiarato il direttore generale della Microsoft, Bill Gates, aggiungendo che "sarà di certo una soluzione positiva per tutti".

I rappresentanti della Microsoft hanno tenuto una conferenza stampa nella Sala Ovale della Casa Bianca insieme con il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, rassicurando i giornalisti che i cambiamenti saranno "minimi".

Gli Stati Uniti verranno gestiti come filiale interamente controllata della Microsoft. Per luglio del 1998 è prevista la prima offerta pubblica di vendita e si prevede che il governo federale avrà i primi profitti "al massimo entro l'ultimo trimestre del 1999", secondo il presidente della Microsoft Steve Ballmer.

In una notizia collegata, Bill Clinton ha dichiarato che ha accettato "volentieri e con entusiasmo" la carica di vicepresidente della Microsoft e che continuerà a gestire il governo degli Stati Uniti, facendo rapporto direttamente a Bill Gates.

Quando gli è stato chiesto che effetto gli facesse cedere lo scettro del potere esecutivo a Gates, Clinton ha sorriso e ha detto che era "un sollievo". Ha aggiunto che la carriera di Gates "dimostra la sua competenza" e che i cittadini statunitensi dovrebbero offrire a Gates "il loro sostegno e la loro fiducia incondizionati". Corrono voci secondo le quali Clinton guadagnerà molte volte di più dei 200.000 dollari l'anno che percepiva come presidente degli USA nella sua nuova carica alla Microsoft.

Gates ha respinto come "sciocca" l'ipotesi di trasferire il Campidoglio a Redmond, anche se ha precisato che le decisioni esecutive concernenti il governo USA verranno prese dal suo attuale ufficio nella sede centrale della Microsoft.

Gates ha proseguito chiarendo che la Camera e il Senato verranno "naturalmente" aboliti. "La Microsoft non è una democrazia, e guardate come funziona bene." Alla domanda se fossero in corso i preparativi per una vociferata acquisizione del Canada, Gates ha detto che "non neghiamo che siano in corso delle discussioni".

I rappresentanti della Microsoft hanno concluso la conferenza dichiarando che i cittadini degli Stati Uniti possono attendersi tasse più basse, migliori servizi governativi e sconti su tutti i prodotti Microsoft.

TOURBUS: Programmi "intelligenti" e robot di ricerca (9 gennaio 1998)

Vi ricordate i Pronipoti, il cartone animato futuribile con la famiglia Jetson? Sarebbe carino se qualcuno inventasse un robot che lavora al posto vostro [ad esempio, tradurre questa ML o smaltire l'attuale coda di 489 msg di email -- Paolo].

a decenni di distanza, non ci sono ancora macchine che passino l'aspirapolvere o sparecchino la tavola, ma oggi esistono dei "robot" utili che vagano per Internet e sono pronti ad aiutarvi con gli acquisti, la raccolta di informazioni e altri compiti. In questo numero del Tourbus parleremo di questi 'così, che nel gergo della rete tutti chiamano ormai "bot".

[Abbreviazione, ovviamente, di "robot". Si vede che gli americani non sanno cosa sono i nostri BOT. Per loro fortuna. -- Paolo]

cOS'E UN BOT?

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E' un programma per computer che raccoglie informazioni o svolge un servizio, in genere con una cadenza periodica. Un bot, o "agente intelligente", di solito percorre la rete alla ricerca di informazioni pertinenti ai vostri interessi e ve le presenta quotidianamente o comunque ad intervalli regolari.

I bot sono diventati famosi nell'IRC (la sezione di Internet dedicata alle 'conversazionì in diretta fra utenti tramite tastiera). Lì, infatti svolgevano mansioni quali accogliere e salutare i nuovi partecipanti, controllare che non venisse usato linguaggio scurrile e a volte rompere le scatole in genere.

Oggi raccolgono informazioni e rispondono a eventi specifici che si verificano su Usenet, sul Web e in altri anfratti del ciberspazio. alcuni bot scandagliano silenziosamente la rete ubbidendo ai vostri comandi, mentre altri sono più garruli e interattivi e si chiamano

"chatterbot" ("bot chiacchieroni").

cHATTER BOT

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Il primissimo bot, Eliza, fu creato nel 1966 dal Professor Joseph

Weizenbaum dell'MIT per studiare la comunicazione in linguaggio naturale fra uomo e macchina. Eliza simula uno psicologo, rispondendo alle vostre domande con altre domande. Ecco un esempio di una

'conversazione' che ho avuto con Eliza:

[Eliza parla (via tastiera) in inglese. Quella che segue è una traduzione senza abbellimenti. -- Paolo.]

Io: Salve, ho alcune domande da fare....

Eliza: Prego, continui.

Io: Beh, credo di avere un problema con l'alcol.

Eliza: Ma non è sicuro di avere un problema con l'alcol?

Io: Ne sono certo. Tutte le mie camicie sono macchiate sul

davanti.

Eliza: Perché dice che ha le camicie macchiate sul davanti?

Io: Perché è lì che cola il succo di pomodoro.

Eliza: Non le vengono in mente altri motivi?

anche se Eliza ha quasi 32 anni, è ancora a vostra disposizione presso

http://www-ai.ijs.si/eliza/eliza.html

aLICE (Artificial Linguistic Internet Computer Entity, "Entità

Linguistica Artificiale Computerizzata su Internet") è un programma più sofisticato che crea l'illusione di sostenere una conversazione naturale. ALICE è persino capace di mentire e di diffondere pettegolezzi e si dice che sia stata in grado di influire su alcuni eventi del mondo reale. Provatelo presso

http://alice.eecs.lehigh.edu:1991/

ci sono molti altri chatterbot molto interessanti, come Erin il barista, Madame Celeste e MegaHAL. Potete scoprire dove abitano visitando questo sito:

http://www.chatter-bots.com/

aLTRI BOT

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Vi siete accorti che eseguite periodicamente la stessa ricerca nei motori di ricerca? Lasciate che sia un bot a farlo per voi. Stufi di spulciare gli annunci economici o i siti dei negozi Internet alla ricerca dell'affare migliore? Mandate un bot a fare gli acquisti per voi. Ecco alcuni bot che possono svolgere compiti utili per voi.

Firefly - http://www.firefly.net/

Aiuta a trovare cose diverenti in base alle vostre preferenze

personali.

EYES - http://www.amazon.com/exec/obidos/subst/eyes/eyes.html

Aiuta a trovare libri di recente pubblicazione su un determinato

argomento.

Reference.com - http://www.Reference.com

Ricerca informazioni nelle mailing list e nei newsgroup di Usenet.

I risultati vi vengono spediti giornalmente.

Bargain Finder Agent - http://bf.cstar.ac.com/bf/

Vi aiuta a fare confronti fra negozi Internet di CD musicali.

Airfare.com - http://www.airfare.com/

Trovate la tariffa aerea più bassa.

AdHound - http://sar.adone.com/cgi-bin/adhound

Sondate gli annunci economici di centinaia di giornali USA ogni

giorno. Tutti gli annunci che vi possono interessare vi vengono

spediti tramite email.

InfoBeat - http://www.infobeat.com

Notizie, previsioni del tempo, bollettini della neve,

quotazioni di borsa, sport, intrattenimento. Il vostro

notiziario personalizzato vi viene spedito giornalmente via e-mail.

PER SAPERNE DI PIU' SUI BOT

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botSpot è il sito ideale per approfondire la vostra conoscenza dei bot. Qui trovate i bot e gli agenti intelligenti, classificati per argomento, con recensioni e accenni storici. Forse troverete un bot per automatizzare qualcuna delle attività che adesso svolgete manualmente.

http://www.botspot.com

c'e' anche l'Intelligent Agent Center of Competence dell'IBM, che offre rimandi (link) a ricerche, progetti e conferenze concernenti gli agenti intelligenti. Se siete smanettoni d'informatica alla ricerca di informazioni su come programmare un vostro bot personalizzato, questo sito dovrebbe essere il primo della vostra lista.

http://www.networking.ibm.com/iag/iaghome.html

bene, adesso devo andare. Sento i passi di Bob sulle scale.

Saluti dal bot di Bob.

Accesso a Internet senza computer (9 gennaio 1998)

Due notiziole veloci a proposito di metodi alternativi per collegarsi a Internet.

Già sapete che ci si può collegare a Internet senza computer, ossia con alcuni telefonini e con i cosiddetti "set top box", almeno uno dei quali è in vendita anche in Italia.

beh, in America l'offerta è parecchio vasta in questo campo.

Purtroppo in queste cose il divario tecnologico è difficile da colmare. Ma non si sa mai...

Da CNN traduco:

WebTV scende di prezzo

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Il prezzo dei kit WebTV verrà ridotto massicciamente, ha annunciato la Sony. Il WebTV originale, che è una scatoletta che si appoggia sopra un televisore e collega gli utenti a Internet tramite la linea telefonica, è ora in vendita a 99 dollari [circa 170.000 lire. --

Paolo], cioe' 100 dollari in meno del prezzo di vendita consigliato originale.

analogamente, la Sony ha ridotto il prezzo dei nuovi kit WebTV Plus

(che contengono un disco rigido per i download e consentono agli utenti di guardare la TV intanto che accedono a Internet) da 299 dollari a

199. Maggiori dettagli presso http://cnnfn.com/digitaljam/9801/06/webtv/

[E così adesso in America si entra in Internet con meno di 200.000 lire. In più non si pagano le telefonate urbane. Sigh.]

La Cidco (www.cidco.com, telefono 001-408-779-1162) ha messo in vendita il Cidco Iphone: è un telefono dotato di tastierina alfabetica e di uno schermo monocromatico a cristalli liquidi da

640x480, sensibile al tatto. Niente Windows 95: lo accendi e parte subito il browser e tutto il software per Internet.

Una volta collegati a Internet, toccando i link sullo schermo si passa da un punto all'altro della rete. Toccando l'icona dell'email si preleva automaticamente la posta in giacenza.

Non è tutto rose e fiori: il telefono costa 500 dollari, circa

800.000 lire, ha una tastiera molto piccola e quindi scomoda per scrivere i messaggi, il browser non gestisce i frame e Java. Ma si può vivere senza, no?

[Fonte: Fortune Magazine, 12 gennaio 1998]

a quando qualcosa di analogo in vendita in Italia?

Il potere di Internet in America (25 gennaio 1998)

Il lavoro per ultimare "Internet per tutti 3" procede e mi ruba parecchio tempo, ma non troppo da impedirmi di farmi vivo e citare questo trafiletto dalla CNN, che dimostra la potenza che Internet sta assumendo nella comunicazione di massa.

Lascio l'originale inglese per correttezza.

> LE AGENZIE D'INFORMAZIONE RICORRONO AL WEB PER RIVELARE I FATTI

La questione dello scandalo sessuale alla Casa Bianca pone in luce accuse di bassa lega riguardanti il presidente Clinton, ma questo episodio sconvolgente è uno dei momenti più alti per l'informazione via Internet.

Le notizie riguardanti il caso sono comparse infatti inizialmente lunedì presso un sito Web chiamato "Drudge Report" [famoso anche per essere stato condannato diverse volte per diffamazione. -- Paolo].

I giornalisti si sono messi alacremente al lavoro per confermare le dichiarazioni pubblicate sul sito. Tutto è iniziato, infatti, quando il Drudge Report ha fatto circolare voci secondo le quali Newsweek

[grande rivista cartacea americana. -- Paolo] stava valutando se pubblicare o meno un servizio su conversazioni registrate di nascosto con Monica Lewinsky. Il resto è storia.

> NEWS ORGANIZATIONS RELY ON WEB TO TELL THE STORY

The White House sex scandal story shines light on tawdry allegations about President Clinton, but the shocking tale is a shining moment for Internet news coverage. News about the story first appeared

Monday on a Web site called the Drudge Report, and that sent journalists scrambling to confirm the story. It all started when The

Drudge Report passed along rumors Newsweek was debating whether to run a story about secretly recorded conversations with Monica

Lewinsky. The rest is history.

Maggiori informazioni (in inglese):

..... http://cnn.com/TECH/9801/24/breaking.news/index.html

Virus nella posta: la bufala continua (1 febbraio 1998)

VIRUS NELLA POSTA: NON E'VERO -- RIPETO -- NON E'VERO

Scusate il tono un po' scocciato di questo mio msg, ma sinceramente comincio a stufarmi un po' di ripetere sempre la stessa solfa. Sono

_anni_ che ogni tanto questa storia fa di nuovo capolino, e ogni tanto mi tocca far circolare la solita smentita.

beh, stavolta ho riscritto la smentita da cima a fondo. Vediamo se serve a qualcosa. Circolatela pure dove vi pare: vi cedo i diritti senza problemi ;-)

allora, veniamo al sodo.

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Se ricevete un messaggio del seguente tipo, NON CASCATECI. E' una bufala.

--- begin -----

>>Oggetto : Attenzione VIRUS da Internet !!!!!

>>ATTENZIONE PERICOLO!(comunicazione Microsoft)

>>Egregi Signori,

>>LEGGETE ATTENTAMENTE L'EFFETTO DI QUESTI VIRUS

>>ATTENZIONE! se ricevete una mail intitolata "JOIN THE CREW" NON APRITELA!

>>devasterà qualsiasi cosa avete sull' Hard Drive. Spedite la seguente

>lettera a

>>tutti coloro che sono nella V.s. mailing list e divulgate la notizia al

>>maggior numero di persone che potete.

>>QUESTO E' UN NUOVO VIRUS E MOLTI NON NE SANNO ANCORA NIENTE.

>>Abbiamo ricevuto questa informazione in mattinata dall' IBM. Per favore

>>condividete questa comunicazione con tutti coloro che accedono in Internet.

--- end ----

E' dal 1994 circa che la versione originale di questo messaggio circola in Internet. Vorrei ricordare, il più energicamente possibile, che NON E' POSSIBILE prendere un virus dalla normale e-mail (quella di solo testo).

Non importa se il msg cita fonti Microsoft, cita l'IBM, America

Online, il Corano o la Bibbia. Non importa se parla di codici ANSI nascosti. Non importa se ve lo manda un amico fidato, vostra madre,

Valeria Marini, il mago Otelma o Romano Prodi in persona: probabilmente lo fanno perché ci sono cascati anche loro.

Qualsiasi sia il contenuto del testo di avvertimento, E' UNA BUFALA.

Ripeto: è una bufala. E' sempre stata una bufala. Sarà sempre una bufala. Non esiste modo di infettare un computer leggendo un e-mail di solo testo.

anche se il titolo dell'e-mail fosse

"Beccati-questo-virus-orribile-che-ti-mangia-il mallureddu", non cambierebbe una virgola. Ci sono poche cose categoriche su Internet, ma questa è una: l'e-mail di puro testo NON PUO' CONTENERE VIRUS.

Uniche IMPORTANTI cautele:

--------------------------

-- Si _possono_ prendere virus e macrovirus dagli attachment

(allegati) se li aprite o eseguite.

-- Si _possono_ prendere virus dal codice Java o ActiveX inserito nell'HTML mail (e' difficile, ma possibile), quindi usate un programma di e-mail che NON usi Java o ActiveX e scriva i msg in testo puro e semplice, come Eudora.

-- NON si possono prendere virus da un messaggio in normale testo

(codice ASCII).

Questa _non_e'_una_teoria_. E' un fatto già discusso in rete fino alla nausea. Ciononostante, c'e' sempre qualcuno che 'abboccà a scherzi come "Join the Crew". Se ci siete cascati, non prendetevela; ci cascano tutti i nuovi arrivati in rete.

Ma il msg che ho ricevuto io è diverso...

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Ripeto: non importa cosa dice il messaggio. Anche se il titolo è diverso da "Join the Crew", "VIRUS ALERT", "Deeyenda", "Penpal

Greetings" o "UNDELIVERABLE MESSAGE", e anche se il testo non è esattamente identico a quello sopra citato, NON CAMBIA NULLA.

Non dovete avere dubbi in merito. Non c'e' nulla da valutare caso per caso: è sempre la stessa bufala che fa il giro del mondo da anni. Ogni tanto qualcuno la modifica: talvolta in buona fede, talvolta per vedere quanta gente ci casca.

accidenti, ci sono cascato/a!

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Se avete ricevuto il msg e l'avete subito mandato a tutti i vostri conoscenti, c'e' poco che potete fare. Ci siete cascati: niente di male, l'importante è non cascarci più.

Se volete rimediare al vostro errore, mandate questo msg a chi vi ha mandato l'avvertimento, citandomi come fonte se lo ritenete opportuno. Oppure non fate niente: è già un aiuto per debellare questa bufala.

L'importante è che NON distribuiate il falso messaggio d'allarme. IN

NESSUN CASO. Neanche perché "non si sa mai, potrebbe essere vero".

Rassegnatevi: NON E' VERO.

chi sono io per dire queste cose così categoriche?

--------------------------------------------------- beh, io sono l'autore di "Internet per tutti" e di altri libri sulla

Rete; scrivo articoli su Internet per la Gazzetta dello Sport; inoltre uso Internet da ben prima che esistesse il Web, quando in

Italia non esistevano neppure i provider.

E poi non lo dico soltanto io. Ci sono _centinaia_ di pagine Web molto autorevoli dedicate a smentire questo tipo di bufale.

Inoltre ne parlano praticamente tutti i libri su Internet. Sentite inoltre cosa dicono quelli di F-Prot (l'antivirus), nell'help del loro prodotto:

---begin ----

Subject: BAD VIRUS ON THE LOOSE

Date: Sat, 08 Feb 1997 05:14:19 -0800

There is a virus going around called "JOIN THE CLUB"....

This is a hoax alert which has been distributed in the internet. There is no virus by this name. Here is an example of the hoax message:

Name: Deeyenda Maddick alias: Deeyenda

This is another virus hoax. There are a lot of warning about this

'virus' going around, but such a virus does not exist, and no future virus will be named 'Deeyendà. Ignore the hoax warnings and do not redistribute them.

--- end ---

come vedete, anche loro sono piuttosto categorici.

Nota di avvertimento

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NON risponderò a messaggi del tipo "ma io ho ricevuto un avvertimento diverso", "ma io ho sentito dire che è vero", "ma io non ci credo alla tua smentita", "ma oggi è mercoledì e di mercoledì i virus invece si possono mandare nella posta", o a richieste di approfondimento sulla questione. Non ci sono approfondimenti da fare.

Se proprio volete, andate in rete e cercatevi con un motore di ricerca una delle tante pagine che parlano (invano, ahime', visto che tanti continuano a cascarci) di questo argomento.

Se qualcuno mi manda altre copie di queste bufale, riceverà questo messaggio e basta. NON risponderò ne' inizierò discussioni sui dettagli della questione. Ho una vita da vivere, perbacco!

Sospiri rassegnati conclusivi

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E' sorprendente come queste bufale persistano nonostante siano stati pubblicati, su Internet e nei libri, continui avvertimenti in proposito.

Lo stesso vale per messaggi come quello del bambino col tumore al cervello (Craig Shergold) e quello di Jessica Mydek o quello della serie "fare soldi in fretta". Fanno parte delle "urban legends" di

Internet, e probabilmente continueranno a esistere finché esisterà

Internet.

Io continuerò a diffondere smentite, ma ci sarà sempre qualche novellino che si tufferà in Internet senza documentarsi, ad esempio leggendo un buon libro (non necessariamente uno dei miei;-)). E' come mettersi al volante di una Ferrari senza aver fatto scuola guida: un atto irresponsabile verso di se' e verso gli altri.

Sicuramente ci sarà qualcuno che non crederà alla mia smentita e continuerà a diffondere la bufala. In tal caso, sono cavoli suoi.

Confermati problemi Fido con sconti Internet (3 febbraio 1998)

Un partecipante a questa mailing list mi segnala un problema che forse vi può toccare: Telecom rifiuta gli sconti per Internet a chi ha attivato anche il servizio Fido sul medesimo numero telefonico.

Confermo che il servizio cordless Fido NON PUO' essere richiesto sullo stesso numero telefonico sul quale sono attivi gli sconti per Internet, e viceversa.

Se avete attivato uno e volete l'altro, dovete disdire il servizio che avete. Non ci sono eccezioni.

Fonte: comunicazione della Direzione Regionale Telecom Lombardia,

10/2/98.

Sembra infatti che i due contratti (Fido e sconti Internet) siano incompatibili: uno esclude l'altro. Ho il sospetto che sia un problema di calcoli per la tassazione: se fate una chiamata al numero del vostro provider usando Fido fuori casa (cosa poco utile per ora, visto che i Fido non trasmettono dati, ma fa niente), che tariffa scatta? il 50% della tariffa Fido?

Probabilmente Telecom non ha ancora capito/deciso come comportarsi e allora blocca tutto.

Bill Gates e le torte in faccia (8-11 febbraio 1998)

Attenzione: sto cercando attivamente qualcuno che si sia mosso a compassione per il deprecabile incidente della torta scagliata in faccia a Mr.Windows 95, ossia Bill Gates, ossia l'uomo più ricco del mondo.

come hanno osato centrare con una torta alla crema l'uomo che disse

"640 K di memoria sono sufficienti per chiunque" (1981)?

Se vi siete persi la scena dell'orrendo delitto, potete prelevare foto e filmato in formato QuickTime dal seguente indirizzo:

http://cnn.com/TECH/computing/9802/04/belgium.gates.ap/

Se volete saperne di più su quanto guadagna Bill Gates (se vede una banconota da 500 dollari per terra non gli conviene chinarsi a prenderla, guadagna di più se arriva 3 secondi prima in ufficio), visitate inoltre la pagina di Brad Templeton (uno dei padri della

Rete) dedicata umoristicamente ma non troppo all'argomento. E' in inglese, ma i numeri e i grafici parlano da soli.

L'indirizzo è http://www.clari.net/brad/billg.html

Le opinioni espresse in questo articolo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del mio editore o della Gazzetta dello Sport. Condividerle, comunque, è gratis.

Approvato lo standard 56K (9 febbraio 1998, aggiornato l'8 giugno 1998)

L'ITU-T ha approvato lo standard V.90 per i modem a 56K. Il comunicato ufficiale è presso

http://www.itu.ch

in inglese e qualche altra lingua.

Dettagli e consigli per gli acquisti nell'articolo in Gazzetta domenica 15/2, ma se avete un 56K non aggiornabile siete nei guai: tutti si convertiranno al nuovo standard entro breve.

Non cambia nulla per chi usa i modem "vecchi" a 33.600 bps: quelli nuovi gestiranno ancora questa velocità.

[aggiornamento dell'8/6/98]

Devo però precisare che la ratifica _ufficiale_ dello standard

V.90 è in realtà prevista per settembre 1998, anche se i modem che rispettano questo standard saranno già in circolazione tra poche settimane.

attenzione a non farvi allettare troppo dalla promessa di altissime velocità! La velocità di 56 kilobit per secondo è puramente teorica.

I 56 kilobit sono dal vostro provider al vostro computer (nel senso opposto si viaggia ancora a 33,6). E se il resto della Rete è lento, o se i computer del vostro provider sono sovraccarichi o sottodimensionati, non riuscirete comunque ad andare molto più veloci dei 33,6 attuali.

Fra l'altro Enrico Netti, in un suo articolo sul Sole 24 Ore del 5 giugno 1998, segnala un mistero: un modem della 3Com omologato da

Telecom Italia raggiunge mediamente i 48 kbps, mentre lo stesso modello, nella versione omologata da France Telecom, arriva a 53,3 kbps. Conviene dunque comperare in Francia? Mah!

Rischierò di fare il conservatore, ma io mi tengo stretto il mio modem 33,6.

[fine aggiornamento dell'8/6/98]

accolgo un validissimo suggerimento di un partecipante a questa mailing list (nunzio@xcom.it): d'ora in poi i msg avranno tutti il prefisso [INTERNET PER TUTTI] nel Subject o Oggetto, per facilitare il filtraggio automatico dei messaggi offerto da alcuni programmi di gestione della posta.

Dove posso trovare le donne nude? (14 febbraio 1998)

Il fatto che io mi occupi di donne nude proprio il giorno di S. Valentino non tragga in inganno le mie lettrici: non ho intenzione di sprofondarle negli abissi della perdizione telematica.

(Auguri a tutti gli innamorati/e, comunque).

Negli ultimi mesi, molti iscritti mi hanno mandato msg chiedendo dove trovare le immagini porno su Internet.

Ho già risposto loro privatamente, ma per evitare di dover mandare altre 127.412 risposte separate, lo dico qui e poi non lo dico più: spiacente, non ve lo posso dire. Non chiedetemelo più.

Non è perché sono bigotto. C'e' un motivo più serio che forse non avete considerato. Se mando a un minorenne le istruzioni per prelevare le immagini porno da Internet, sono colpevole di pedofilia.

La legge parla _molto_ chiaro.

I caratteri digitati sulla tastiera da un ragazzino di dodici anni sono identici a quelli di Jessica Rizzo. Non c'e' modo, per me, di sapere che età avete. Per cui, per stare ben al di qua del limite della legge, non dico niente a nessuno in materia. Punto.

Mettetevi nei panni di un genitore che scopre che suo figlio mi ha scritto, e io gli ho spiegato dove trovare Arnold Schwarzenegger con il pisellino in vista. Sareste contenti/e? E soprattutto, comprereste ancora i miei libri ;-) ?

Quindi mi spiace, amici, ma niente richieste di siti o newsgroup dedicati ai formosi glutei di Brad Pitt e/o Pamela Anderson.

Qualcuno potrebbe obiettare che nei miei libri si parla anche di sesso e pornografia su Internet. Ma lo scopo è dare ai genitori informazioni serie e precise sull'entità del problema e su come navigare senza esporre i propri figli a immagini ultraviolente o indecenti. Nel libro non ci sono quindi foto di donnine e/o caprette in pose discutibili, ne' istruzioni per l'uso dei siti porno.

Per tutti coloro ai quali della pornografia telematica non potrebbe fregar di meno: mi scuso del msg e prometto che dopodomani mi rifaccio vivo con un articoletto fresco fresco del Tourbus che vi spiegherà come _non_ farsi mandare mille dollari da Bill Gates.

Saluti!

TOURBUS: Altre bufale via e-mail (17/2/98)

Prima di tutto, i consigli per gli acquisti....

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GLI INDIRIZZI DI OGGI:

http://urbanlegends.miningco.com/library/blgates.htm

http://www.boardwatch.com/mag/98/jan/bwm70.html

http://www.neoworx.com/neotrace/download.asp

Nel dicembre del 1997, la Rete è stata invasa da un'ennesima bufala via e-mail il cui testo era circa questo:

[la traduzione in italiano è più sotto. -- Paolo]

Hello everybody,

My name is Bill Gates. I have just written up an e-mail tracing

program that traces everyone to whom this message is forwarded

to. I am experimenting with this and I need your help. Forward

this to everyone you know and if it reaches 1000 people everyone

on the list will receive $1000 at my expense. Enjoy.

Your friend,

Bill Gates

[Salve a tutti.

Mi chiamo Bill Gates. Ho appena completato un programma di tracciamento per l'e-mail che tiene traccia di tutti gli indirizzi degli utenti ai quali viene ritrasmesso questo messaggio. Sto facendo alcune prove e mi serve il vostro aiuto. Ritrasmettete questo messaggio a tutti quelli che conoscete: se raggiunge 1000 persone, tutti i componenti della lista riceveranno 1000 dollari a mie spese. Buon divertimento.

Il vostro amico bill Gates]

Sempre a dicembre 1997, ho chiamato la Microsoft per verificare la faccenda.

George Shaw, un portavoce della Microsoft, mi ha detto che la storia e'

"officially not true" (ufficialmente non vera).

La storiella ha un seguito. Anzi due.

La prima nuova bufala che gira per Internet dice che oltre ai mille dollari, il signor Bill "torta-in-faccia" Gates invierà alle prime mille persone che rispondono una copia omaggio di Windows 98 (noto anche come "Macintosh 87".

La seconda bufala vi fa le congratulazioni per essere arrivati fra i primi mille utenti a rispondere all'e-mail di Bill e vi dice che per riscuotere il premio non dovete fare altro che inviare via e-mail il numero della vostra carta di credito e la relativa data di scadenza, in modo che Bill possa fare l'accredito sulla vostra carta. [una prassi molto diffusa in USA ma quasi sconosciuta in Italia. -- Paolo]

Se siete tonti abbastanza da cascarci, soprattutto nel secondo caso, siete pregati di non contribuire al patrimonio genetico dell'umanità.

Giusto per chiarire ulteriormente il concetto, _TUTTE_ le versioni di questi e-mail spediti da "Bill Gates" sono bufale al 100%. Potete saperne di più presso

http://urbanlegends.miningco.com/library/blgates.htm

Truffe con le cartoline elettroniche di S. Valentino

certo, San Valentino è una bella festa. Meno bella invece è l'idea che un paio di spammer, da qualche parte sulla Rete, stanno sfruttando per attirare visitatori ai loro siti Web mandando migliaia di messaggi di questo tenore:

Someone has sent you a Valentines Day Card or Message. If you

will go to http://www.blahblah.com/blah/valentine.htm [I just

made this address up, by the way] you can receive your Valentine.

Enter your name and the password below.

Your password = love

["Qualcuno vi ha mandato un messaggio o una cartolina di San

Valentino. Se andate a http://www.questosito.com/pippo/svalentino.htm

(e' un indirizzo fittizio, caso mai non si capisse. -- Paolo) potrete ricevere la vostra cartolina.

Immettete il vostro nome e il codice d'accesso indicato qui sotto

Il vostro codice: love"]

Ma come si fa a distinguere le cartoline di S.Valentino autentiche da questi rompiscatole? Ecco alcuni consigli.

1. Guardate la riga To: nel messaggio. Se non ci trovate il vostro nome o il vostro indirizzo di e-mail, o se vedete una lunga serie di indirizzi di e-mail, è probabile che il messaggio sia uno spam [lo spam è l'equivalente su Internet della posta pubblicitaria che trovate nella vostra buca delle lettere. -- Paolo]. La maggior parte dei servizi che forniscono cartoline elettroniche manderanno un messaggio di notifica a un solo indirizzo di email: il vostro.

2. Date un'occhiata al codice o alla password richiesta per recuperare la vostra cartolina. La maggior parte dei siti che offrono cartoline elettroniche vi manda una password univoca, di solito composta di numeri mescolati a lettere (ad esempio "pc2678h65s785sa90fl225"). Se il codice d'accesso non somiglia a qualcosa che la Adobe vi richiederebbe di digitare per abilitare una copia di Photoshop, è probabile che la

"cartolina" sia una truffa.

3. Qualsiasi sito Web che offre cartoline elettroniche e vi chiede informazioni personali (eccezion fatta, eventualmente, per il vostro indirizzo di e-mail) è una truffa. Fossi in voi, sarei cauto anche verso i siti che vi chiedono il vostro indirizzo di e-mail.

Ringraziamenti speciali a Paul Collins presso la One Click Systems per aver segnalato questa truffa.

[Segue il racconto di una bufala riguardante una truffa telefonica che colpisce solo gli americani e di alcuni commenti personali di Bob e

Patrick (gli autori dell'articolo originale). Mi sono permesso di cancellarlo; se a qualcuno interessa, può prelevare l'originale o chiedermelo. -- Paolo]

Se vi capita ogni tanto di usare il traceroute [un comando per seguire il percorso dei dati da voi al sito che vi interessa visitare. --

Paolo] e usate Windows 95 o Windows NT, vi consiglio vivamente di provare un programma shareware (costa 15 dollari) chiamato NeoTrace.

Si tratta di un programma di traceroute velocissimo che esegue anche i

"reverse DNS lookup" e i "Whois lookups" [in linguaggio terra terra, vi fornisce ulteriori informazioni sui siti dai quali transitano i vostri dati. -- Paolo]. Basta una cliccata su uno qualsiasi dei nodi visualizzati per vedere tramite Whois le informazioni concernenti il nodo o sito in questione.

Jack Rickard ha scritto una magnifica recensione di NeoTrace (e una

_splendida_ introduzione al traceroute) che potete trovare sul Web presso

http://www.boardwatch.com/mag/98/jan/bwm70.html

[in inglese, naturalmente. -- Paolo]

Trovate una lista completa di siti dai quali prelevare NeoTrace presso

http://www.neoworx.com/neotrace/download.asp

Fra l'altro, nei due anni e mezzo di vita del Tourbus, non mi sono mai permesso di consigliare pubblicamente un programma (o almeno non mi ricordo di averlo fatto). Ma NeoTrace mi ha colpito così tanto che ho fatto uno strappo alla regola. Se usate traceroute più di una volta al mese, vi meritate un giro di prova con NeoTrace.

E questo è tutto! Buona settimana di San Valentino!!

Volete contribuire? + Immortalità digitale (18/2/98)

Oggi vi offro due modi per rendere immortale il vostro nome: il primo è semiserio (per forza, trattandosi di un mio progetto): il secondo renderà davvero il vostro nome più durevole delle piramidi.

_ Volete contribuire?

Finalmente il mio libro più recente (Internet per tutti, terza edizione) è finito: perlomeno, ora è nelle mani degli impaginatori

(orrore!!) e dovrebbe essere in giro nelle librerie verso aprile.

al libro si affianca un sito Web (http://come.to/topone). E qui entrate in gioco voi, se vi interessa avere il vostro nome fra i collaboratori del libro e quindi essere "immortalati".

Presso questo sito, infatti, verranno pubblicati (gratuitamente e in modo accessibile a lettori e non lettori) gli aggiornamenti del libro man mano che si renderanno necessari, ma già ora c'e' una pagina Web contenente l'elenco dei siti citati nel testo, suddivisi in base ai dodici capitoli del libro.

Si tratta di controllare periodicamente che i siti citati nel testo esistano ancora e non abbiano subito modifiche sostanziali. Se un sito trasloca, bisogna che la pagina Web contenga un rimando al nuovo indirizzo.

La mia proposta è questa: sceglietevi un capitolo e una volta al mese accedete alla pagina Web per verificare se tutto è in ordine.

Includerò il vostro nome e indirizzo di e-mail nelle pagine del sito e avrete la mia sempiterna gratitudine.

[Certo che lo so che esistono programmi che fanno lo stesso controllo in automatico. Ma credo più nelle risorse _umane_ della Rete che in quelle digitali].

Se trovate delle modifiche, mi mandate un e-mail con i dettagli. Tutto qui. Se vi stufate, potete piantar lì senza problemi in qualsiasi momento (ma avvisatemi!).

Interessati? Benissimo! Mandatemi un e-mail (sempre a topone@pobox.com) e vi farò avere i dettagli.

_Immortalità digitale

Ma veniamo a qualcosa di più serio. Vi stupireste se vi dicessi che il mio nome durerà più delle piramidi e del mondo stesso? Beh, se mi conoscete, forse non vi sorprendereste e sospettereste uno dei miei soliti eccessi di megalomania. Ma non sto scherzando.

Esiste già adesso un un modo per scrivere il proprio nome tra le stelle e racchiuderlo in uno scrigno che durerà migliaia e probabilmente milioni di anni.

Poetico, vero? Un bel regalo da fare al proprio partner ("tesoro, ho fatto scrivere il tuo dolce nome fra le stelle del firmamento...").

Peccato che San Valentino sia appena passato, ma c'e' sempre il prossimo.

Ma veniamo ai dettagli pratici. Il "trucco" è questo: far porre il proprio nome in un chip che viaggerà a bordo di una delle numerose sonde spaziali americane. Non parlo di satelliti, che prima o poi ricadono sulla terra, ma di sonde che si allontanano definitivamente dal nostro pianeta e spesso escono addirittura dal nostro sistema solare.

Questi gioelli tecnologici viaggeranno nello spazio cosmico molto tempo dopo che l'erosione del vento avrà smussato le piramidi, la deriva dei continenti avrà trasformato il Mediterraneo in un laghetto e il debito pubblico italiano sarà stato estinto.

Far incidere il proprio nome e cognome in questi chip è semplice. basta essere membri della Planetary Society (http://planetary.org), quella fondata dal compianto Carl Sagan (autore di "Contact" e di alcuni fra i più bei libri di divulgazione scientifica dopo i miei).

Tutti i nomi degli iscritti vengono automaticamente caricati nel chip, che viene spedito nel cosmo in occasiione della successiva missione spaziale.

Io mi sono iscritto (anche perché la rivista della Planetary Society contiene delle foto di Marte che lasciano senza fiato) e ora il mio nome andrà nello spazio, a bordo della sonda Stardust che parte il 6 febbraio 1999 e va a raccogliere campioni di cometa.

Ok, lo so che il mio nome è scritto _molto_ in piccolo, sul chip, ma mi accontento...

Non tutti i servizi della Planetary Society sono legati ad un abbonamento, per carità. Il loro sito Web offre un archivio completo e gratuito di tutte le immagini restituite dalla sonda Pathfinder su

Marte e dalla sua nave madre in orbita intorno al pianeta rosso, e scusate se è poco.

Sempre in tema di Marte e spazio, ecco alcuni siti che vi possono interessare.

-- Le nuove immagini che arrivano dall'orbita di Marte vengono tuttora pubblicate in tempo quasi reale presso http://mars.jpl.gov/mgs.

-- Se volete sapere se Arthur Clarke ha visto giusto e davvero c'e' vita su Europa (il satellite, non il continente), seguite la missione

Galileo presso http://www.jpl.nasa.gov/galileo.

-- A gennaio del 1999 la sonda NEAR raggiungerà l'asteroide Eros.

Potete seguire la missione presso http://sd-www.jhuapl.edu/NEAR, e se volete rintracciare Eros nel cielo notturno trovate le mappe di guida presso http://boulder.swri.edu/clark/finderos.html.

come direbbe il professor Fontecedro, "Cosmico, ragazzi"....

TOURBUS: Restare in contatto tramite ICQ (12 marzo 1998)

[Scusatemi se non mi sono fatto vivo per un po', ma mettetevi nei miei panni: dovendo scegliere fra passare momenti indimenticabili con tre adorabili ragazze, tutte insieme nel letto, e scervellarvi sui misteri di Internet, cos'avreste fatto?

Quello che ho fatto io, naturalmente: dedicarmi insieme a mia moglie alle nostre due gemelline!

Scherzi a parte, mi sono dovuto fermare con la mailing list per prendere fiato dopo una lunga corsa. Adesso mi sono ricaricato, le emergenze sono passate, e posso dedicarmi con serenità agli arcani della telematica.

-- Paolo.]

OGGI PARLIAMO DI: ICQ L'INDIRIZZO DI OGGI: http://www.mirabilis.com/

Si dice che se ripetete qualcosa un numero sufficiente di volte, dopo un po' la gente comincerà a crederci. Beh, sono state così tante le persone che mi hanno detto ultimamente che ICQ è un'applicazione per Internet veramente tosta che mi sono sentito obbligato a provarla per voi.

Che cos'e' ICQ?

ICQ è l'acronimo di "I Seek You" ["io cerco te" -- Paolo.]. Si tratta di uno strumento, facile da usare, che vi dice quando i vostri amici sono online e vi aiuta a contattarli facilmente. Ditemi quante volte vi è capitata una situazione di questo tipo:

1) cercate l'indirizzo di e-mail di un amico o collega

2) mandate un messaggio del tipo "Ehi, sei collegato in questo

momento?"

3) vi chiedete se il vostro messaggio è arrivato a destinazione

3) aspettate una risposta

con ICQ, venite informati istantaneamente quando un amico inizia una sessione Internet e potete inviare un messaggio o un "chat" [scambiare messaggi in tempo reale scrivendo sulla tastiera, tipo telex. -- Paolo] con un paio di cliccate.

Oltre ai messaggi istantanei e al chat, con ICQ potete inviare file e URL [indirizzi. -- Paolo] di pagine Web, giocare o bighellonare insieme a un gruppo di cyber-amici quando navigate nella Rete.

Dopo che avete prelevato ICQ, ricevete un UIN (Universal Internet

Number) univoco, tutto per voi. Se volete, potete allegare delle informazioni personali al vostro UIN: in tal caso consentite agli altri utenti di ICQ di riconoscervi quando vi collegate alla Rete.

Dopo che avete impostato il vostro UIN e il vostro profilo d'utente personalizzato, compilate nel programma una lista di amici e colleghi che usano come voi ICQ. Queste persone compariranno nella vostra "contact list" [elenco dei contatti. -- Paolo], in modo che possiate tenerle d'occhio e contattarle rapidamente. Se non siete sicuri se un determinato utente adopera ICQ, potete consultare il database di ICQ, che contiene oltre otto _milioni_ e mezzo di utenti, e scegliere quelli che volete includere nella vostra lista.

___Che differenza c'e' rispetto agli altri programmini per il chat?

Usando programmi come WebChat o Powwow, vi rimane sempre il problema di scoprire se l'altra persona è online e poi dovete determinare qual è il loro indirizzo di IP per stabilire il collegamento.

IRC, poi, è un ambiente a parte e molto complesso, con comandi enigmatici e una curva di apprendimento piuttosto ripida.

ICQ elimina questi problemi avvisandovi automaticamente quando i vostri amici sono disponibili per il chat e rende semplicissimo contattarli grazie all'interfaccia facile da usare.

___OK, ma quante risorse usa?

Il programma ICQ è piccolo, gira in background e non occupa granché le vostre risorse di sistema. In genere lo si esegue in una piccola finestra che viene aggiornata in tempo reale man mano che gli amici si collegano e scollegano.

Potete però avere anche degli amici speciali: piccole icone che si posano sul desktop e vi avvisano quando le persone speciali della vostra lista di contatti si collegano o scollegano. Questo riduce al minimo lo spazio usato da ICQ sullo schermo.

___Altre funzioni carine

URLDirect è una funzione molto comoda che serve a invitare altri utenti a visitare con voi un sito Web. Potete anche ricevere messaggi speciali, che avvieranno il vostro browser e vi porteranno direttamente a una pagina Web che un vostro amico vuole che vediate.

Naturalmente è una funzione disattivabile, dato che sarebbe imbarazzante se un collega di lavoro vi facesse comparire una pagina poco adatta mentre il capo è nel vostro ufficio.

[immagino già quanti scherzi si faranno, facendo comparire le pagine di Playboy sui computer d'ufficio dei colleghi. -- Paolo]

ICQ gestisce inoltre la maggior parte dei programmi di e-mail più diffusi. Potete lanciare il vostro programma di e-mail e inviare messaggi direttamente al Client ICQ. Nella maggior parte dei casi,

ICQ è in grado di indicarvi quanti messaggi avete in giacenza e chi ve li ha mandati, prima ancora di prelevarli.

Se poi vi piacciono i giochi, ICQ vi può collegare con altri giocatori e semplificare Quake, WordZap, Rikken On The Rockx, o Canasta.

ICQ è disponibile per Win95, Win3.x, and Mac, ma hanno anche una versione in Java: questo significa che la può usare chiunque, a prescindere dal suo sistema operativo. E' una bella cosa, se preferite Linux, OS/2 o se siete costretti a usare un sistema mainframe molto eccentrico per lavoro.

Per conoscere meglio ICQ e procurarvi la vostra copia gratuita, andate qui:

http://www.mirabilis.com/

alla prossima! --Bob

[Mi sorge un dubbio: siamo davvero sicuri che sia una buona cosa far sapere quando siamo online? il chat è una delle forme più efficienti di spreco di tempo, salvo che sappiate battere a macchina con dieci dita: aspettare intanto che l'altro interlocutore sillaba penosamente la sua risposta è snervante.

Peggio ancora, la privacy dove la mettiamo? Qualcuno potrebbe obiettare che non desidera affatto far sapere al mondo quando è collegato e quando no. Saranno magari anche fatti suoi!

Ma se non avete di questi problemi, divertitevi pure con ICQ. a presto. -- Paolo.]

Distribuito il codice sorgente di Netscape (18 marzo 1998)

Dal 31 marzo prossimo, l'intero codice sorgente del browser Netscape communicator 5 sarà distribuito liberamente e gratuitamente presso http://www.mozilla.org.

Il codice (diverse decine di megabyte) sarà disponibile anche su CD per pochi dollari e comprende il browser vero e proprio e i nuovi componenti come agenda e calendario.

D'ora in poi Netscape (sia come codice sorgente, sia come programma già pronto per l'uso) sarà totalmente gratuito: prima lo era solo per l'uso privato, mentre la licenza d'uso aziendale arrivava a 60 dollari.

Secondo Dataquest, Netscape detiene ora il 57% del mercato mondiale dei browser, contro il 40% di Internet Explorer della Microsoft (che però ha fatto notevoli progressi rispeto al 10% di due anni e mezzo fa).

Fonte: il Sole 24 ore, 13 marzo 1998.

Risposte ai lettori (23 marzo 1998)

Da questa settimana inizio a pubblicare nella mailing list le risposte alle domande che mi mandate via e-mail. Ho pensato che le informazioni che fornisco in queste risposte magari interessano anche agli altri lettori: in ogni caso, per maggiore scrupolo, se non volete ricevere i miei messaggi dedicati alle risposte ai lettori basta che evitiate di prelevare quelli che contengono "Risposte ai lettori" nel titolo.

Ma veniamo al sodo.

__Audio MPEG3

>vorrei sapere se possibile, quali sono i programmi che permettono

>di trasformare un normale CD audio in formato Mpeg3.

L'articolo pubblicato in Gazzetta il 22/3/98 era dedicato alla compressione audio in formato MPEG3 e accennava a programmi in grado di "succhiare" un brano da un CD musicale e convertirlo in formato

Mpeg3.

ci sono molti programmi di questo tipo: quello che ho provato io e'

WinDAC, scritto da Christoph Schmelnik, di Essen, Germania, raggiungibile via e-mail presso christoph@kali.rhein-ruhr.de. Il suo programma è facilmente reperibile nelle principali biblioteche online. Non è l'unico, ma funziona e costa poco, e a me questo basta!

Normalmente WinDAC converte il brano in formato WAV, che viene compresso poi a parte da un altro programma come MP3 Compressor, anch'esso reperibile nelle migliori biblioteche online e addirittura gratuito (basta mandare un email di ringraziamento a mp3hc@chez.com o mp3hc@hotmail.com). WinDAC può eseguire la compressione MPEG3 direttamente, ma rallenta enormemente la lettura del CD musicale. E' molto più conveniente, se avete 650 MB liberi sul disco, "succhiare" l'intero CD in qualche minuto e poi comprimere con calma.

___Ancora audio MPEG3

>volevo sapere esattamente

>come impiegare solo 5 minuti(ca) per registrare una canzone in mp3 al posto

>delle solite 2 ore che impiego(quando mi va bene!)

Tutto dipende dal processore del vostro computer e dalla qualità del lettore di CD-ROM. Un Pentium 120 MHz, come quello dell'ormai vetusto portatile dal quale scrivo questi articoli, con un lettore 6x

Matsushita, non riesce a leggere neppure a velocità normale: deve rallentare a 0,5x e quindi ci mette 10 minuti per "succhiare" un brano di 5 minuti. Per contro, un Pentium 266 con un recentissimo lettore Hewlett-Packard 24x "succhia" le canzoni a 5x: una canzone da

5 minuti richiede 1 minuto. Un CD intero viene copiato in dieci, undici minuti. Comunque, a parte il tempo di lettura, la qualità della registrazione audio finale è identica a prescindere dalla potenza di calcolo. La cosa più interessante è che questi programmi

"succhia-CD" non hanno bisogno neppure della presenza di una scheda audio per funzionare.

___Virus nella posta (ancora?)

>1) Recentemente mi sono arrivati i seguenti E-mail:

> list@listme.com ---> subject: OK to send e-mail?

> owl@owlseye.com ---> subject: is your Web site a secret

> site@siteposter.com ---> subject: OK to send e-mail?

> launch@launchmaster.com ---> subject: Your Web site re-launch

>

> Sono solo scocciatori o anche portatori di virus? E' meglio rispondere

> (negativamente, si intende) o restare indifferenti?

allora, allora. A costo di essere noioso, ripeto che la normale e-mail, quella costituita solo da testo, NON può assolutamente convogliare virus. L'HTML mail, ossia l'e-mail redatta in formato

HTML (quella con corsivi, grassetti e altri effetti grafici), PUO' contenere alcuni virus. Gli _allegati_ ai messaggi POSSONO contenere qualsiasi virus.

La questione è descritta in dettaglio in un mio msg precedente, che trovate archiviato presso http://come.to/topone.

Scocciatori? Certamente. E-mail come quelli ricevuti dal lettore sono prodotti da società che cercano di vendere i propri servizi inondando le caselle postali degli utenti di Internet con le loro pubblicità.

E' una pratica chiamata "spamming" ed è considerata contraria alla

Netiquette (il galateo di rete). basta non rispondere e cancellare il messaggio.

___Passare a un browser superiore

>2) Possiedo un PC Pentium 100 con 16 MB di RAM ed utilizzo come navigatore

> Netscape 3.0. Mi conviene passare a Netscape 4.0 ?

Non è assolutamente indispensabile passare alla versione più recente di un browser soltanto perché è stata distribuita (fra l'altro a fine marzo viene pubblicata la versione 5 di Netscape). Se vi trovate bene con la versione che avete, tenetevela stretta!

Ovviamente la versione nuova contiene (si spera) migliorie di funzionamento rispetto alla precedente e in genere contiene anche funzioni in più, gestisce una versione più aggiornata dell'HTML e fa molte altre cose.

Questo affinamento, però, ha come contropartita un aumento costante delle dimensioni dei browser. Scaricare Netscape 5 o Explorer 4 da

Internet è proibitivo: sono decine e decine di megabyte.

a parte questo, bisogna tenere conto del "peso" di queste applicazioni una volta installate. Il file eseguibile di Netscape 5 (il file .exe) occupa circa 4 MB di RAM e quindi su macchine come quella descritta dal lettore si riservano una congrua fetta delle risorse.

Inoltre, più è grande il browser, più tempo ci mette a partire (con la significativa eccezione di Explorer 4, che nonostante i suoi 60 MB parte in una decina di secondi sul mio Pentium 120, contro i 30 di Netscape).

Se avete l'abitudine di salvare su disco le pagine Web che vi interessano, dover aspettare mezzo minuto ogni volta per visualizzarle può diventare seccante. a questo proposito devo consigliarvi un browser alternativo chiamato Opera, che costa (35 dollari, mentre Netscape e Explorer sono gratuiti) ma in solo 1 mega e mezzo contiene tutto l'indispensabile ed è fulmineo come prelievo da Internet, partenza ed elaborazione. Ma questo è un argomento che richiede un articolo a parte, e Bob Rankin ha un articolo del Tourbus che freme per essere tradotto e pubblicato (lo faccio appena posso e lo pubblico in questa mailing list, non vi preoccupate).

___ ICQ: aggiunte all'articolo già pubblicato

In un articolo recente di questa mailing list si è parlato del programma ICQ, che serve per tenere traccia di quando gli amici di un gruppo sono in rete simultaneamente, in modo da poter fare chat senza doversi mettere d'accordo prima su date e orari.

>Il 13/3/98 nella tua rubrica" internet per tutti "che gentilmente mi invii >settimanalmente,hai parlato di ICQ

>però ho visto che cè la versione beta ed ha un periodo limitato per l'uso.Mi >chiedo; vale la pena provarla ugualmente?Consigliami Tu.

Grazie per il Tu con la maiuscola, innanzi tutto (sono notoriamente vanesio). Di solito sconsiglio di provare le versioni beta dei programmi, ma per ICQ si può fare un'eccezione: per la sua struttura e funzione, difficilmente causerà i danni tipici di molte versioni beta (come quelle di Windows 98 che circolano in Rete). Il periodo limitato d'uso serve a chi produce un programma per evitare che rimangano in giro versioni beta obsolete (che poi causano problemi ed errori agli altri utenti che usano versioni più aggiornate). Prima della scadenza del periodo viene distribuita di norma una nuova versione. Quindi non credo che l'esistenza di una "data di scadenza" nel programma sia un problema.

a proposito di ICQ, Marco Angeletti <marco.ange@iol.it> (citato qui con il suo esplicito permesso) mi ha segnalato che l'articolo del

Tourbus commette un'omissione importante. Perdonatemi, ma io mi limito a tradurre in italiano gli articoli del Tourbus (col permesso degli autori) e aggiungo commenti e note, e la mia considerazione errata sui pericoli di privacy di ICQ si basava sul testo di Bob Rankin, uno degli autori del Tourbus.

avevo detto:

>>Peggio ancora, la privacy dove la mettiamo? Qualcuno potrebbe obiettare

>>che non desidera affatto far sapere al mondo quando è collegato e quando

>>no. Saranno magari anche fatti suoi!

Ma Marco, che ha provato il programma, conferma che:

>L'ICQ ti permette anche di essere "invisibile" e quindi restare on line

>senza che gli altri utenti siano avvisati di questo.

>Inoltre non è che "tutto il mondo" sa che una persona è collegata...

>ICQ, quando si è trovata la persona amica da contattare, manda a questa una

>richiesta in cui bisogna specificare chi siamo e se possiamo aggiungerla

>nella nostra lista di persone amiche...

>In questo modo si ha la possibilità di accettare o rifiutare di essere

>inseriti nell'"agenda" di chi ha chiamato...

Per quelli di voi che mi hanno mandato richieste di contatto via ICQ, della serie "I wish to contact you on the ICQ Network", mi spiace, ma io non uso ICQ, ne' (sinceramente) intendo farlo. E' questione di gusti, ma personalmente trovo il chat una perdita di tempo e non sento grande bisogno di sapere esattamente quando i miei amici e colleghi sono online. Sono già sommerso da ondate di informazioni da digerire quotidianamente e devo sfrondare il superfluo.

Questo non toglie che ICQ sia un programma che va per la maggiore. Le

"buddy list" (liste di amici) di ICQ sono considerate universalmente uno dei fenomeni più importanti di Internet nel 1998.

E con questo per oggi è tutto. A rileggerci presto!

Trovato virus in Microsoft Access (24 marzo 1998)

Dai notiziari online della CNN (http://cnn.com) cito, riassumo e traduco

(l'originale è in fondo al msg):

TROVATO VIRUS MICROSOFT

20 marzo 1998, 4:10 pm ET

Un funzionario della Microsoft Corporation ha dichiarato venerdì scorso che il rischio di essere infettati da un virus trovato in access, il software per database prodotto dalla Microsoft, è minimo.

La Trend Micro Inc., una società che produce programmi antivirus, ha dichiarato giovedì scorso che aveva scoperto il virus all'inizio della settimana scorsa, a quanto pare poco dopo che era stato creato.

Si ritiene che questo sia il primo virus associato a Microsoft Access da quando il prodotto fu introdotto nel 1992.

Microsoft Access è una delle applicazioni contenute nel pacchetto applicativo Office. Cynthia Sample, "product manager" di Microsoft

Office, ha dichiarato che il rischio di infezione è basso.

"Di norma gli utenti non scambiano in continuazione database con persone che non conoscono. Un database Access è più simile ad un'applicazione, ed è improbabile che le persone le trasmettano via e-mail".

[Questo non toglie che molti utenti debbano scambiare database access con i colleghi per lavoro. A me capita. In casi come questi, il virus si può diffondere agevolmente.

La dichiarazione "via e-mail" è fuorviante: sembra che l'e-mail possa contenere il virus. Il virus è contenuto nel database access _allegato_ a un e-mail. Se non aprite l'allegato con access, non correte alcun rischio. -- Paolo.]

La Trend Micro ha dichiarato che il virus era stato incluso nel linguaggio di programmazione Visual Basic che sta alla base di Microsoft Access.

[In originale parla di "written into", il che farebbe pensare che il codice del virus sia integrato direttamente nel linguaggio o nei file eseguibili di Access. Detto così, sembra quasi che il virus sia stato messo direttamente nei CD di distribuzione di Access, ma non è chiaro. -- Paolo.]

La Trend Micro ha inoltre dichiarato che benché il virus non sia concepito per distruggere file, tenterà di alterare i dati di qualsiasi database Access che riesce a infettare.

Sample ha affermato che la Microsoft sta lavorando con la

International Computer Security Association per produrre un programma aggiornato che rilevi ed elimini il virus.

"Il nostro consiglio agli utenti è di aggiornare costantemente il loro software di protezione antivirus" ha dichiarato Sample.

Ed ecco l'originale, compreso il link all'articolo presso la CNN.

> MICROSOFT VIRUS DETECTED

a Microsoft Corp. official on Friday said that the risk of being infected with a virus found in its Microsoft Access database software was minimal. Trend Micro Inc., a company that makes virus-protection software, said Thursday that it had discovered the virus earlier this week, a few days after it appears to have been created. It is believed to be the first virus associated with Microsoft Access since the product was introduced in 1992.

-->Working on removal

..... http://cnnfn.com/digitaljam/9803/20/microsoft/

Microsoft virus detected computer protection company finds virus in access; Microsoft says risk is low

March 20, 1998: 4:10 p.m. ET

NEW YORK (CNNfn) - A Microsoft Corp. official on Friday said that the risk of being infected with a virus found in its Microsoft Access database software was minimal.

Trend Micro Inc., a company that makes virus-protection software, said Thursday that it had discovered the virus earlier this week, a few days after it appears to have been created. It is believed to be the first virus associated with Microsoft Access since the product was introduced in 1992.

Microsoft Access is one of the applications included in the Microsoft Office suite of products.

Cynthia Sample, a product manager for Microsoft

Office, said the risk of being infected with the virus is low.

"People don't normally send databases back and forth with people they don't know," she said. "An access database is more like an application, and people aren't as likely to send those over e-mail."

Trend Micro said the virus had been written into the Visual Basic programming language which underlies Microsoft Access. Trend Micro said that although the virus is not designed to destroy files, it will attempt to corrupt information in any Access database it infects.

Sample said that Microsoft is working with the

International Computer Security Association on updated software to detect and remove the virus.

"Our recommendation to users is to keep updating your virus protection software," she said.

Aggiornamento su Opera (22 aprile 1998)

Saluti, innanzi tutto, e grazie a tutti quelli che si sono preoccupati per me perché non hanno ricevuto miei articoli per qualche tempo. Va tutto bene, e la mailing list prosegue indipendentemente anche se gli articoli in Gazzetta si potranno diradare.

Scrivo questo articolo in Inghilterra, a York per essere precisi. Sto visitando alcune delle bellezze ciberspaziali e non di questa città, che fra l'altro, per i cultori di queste notiziole, è il luogo in cui sono nato nel tardo Paleozoico.

a proposito di Inghilterra: accidenti come funziona bene Internet da queste parti! Se il vostro modem soffre di crisi depressive perché la rete italiana è intasata, portatelo in vacanza nel Regno Unito.

Il mio modesto modem 33.600 bps fa i salti di gioia. Anche i siti americani più difficili e trafficati sono raggiungibili a velocità fulminee.

Ma veniamo al tema dell'articolo di oggi: Opera, il mini-browser norvegese.

In un recente articolo in Gazzetta ho parlato di Opera, un sostituto di Netscape e Internet Explorer che ha una miriade di pregi rispetto a questi due programmi, primo fra tutti le dimensioni (sta comodamente su un dischetto da 1,44 MB, mentre Explorer e Netscape occupano 60 e più megabyte) e la velocità di avvio.

Nell'articolo non c'era spazio per illustrare altri suoi pregi, come ad esempio la facilità d'uso per i portatori di handicap. Noi internettari ci dimentichiamo spesso che insieme con noi ci sono molti utenti che vorrebbero navigare ma non possono a causa di handicap fisici come la difficoltà a maneggiare un mouse o la vista debole (due problemi che coinvolgono molti anziani che per questo rifuggono dalla Rete).

Opera provvede a questo con due funzioni molto pratiche. Innanzi tutto le varie funzioni del programma sono interamente pilotabili senza far uso del mouse. Questo è utile non solo in caso di handicap ma anche quando si usa un computer portatile un po' vecchiotto (Opera funziona come un fulmine anche su un 386 con 8 MB di Ram) che non ha un mouse integrato.

In secondo luogo le pagine possono essere ingrandite sullo schermo per renderle leggibili anche ai deboli di vista, come già accennavo nell'articolo. Nell'angolo in basso a destra di ogni finestra c'e' una tendina che permette di ingrandire e rimpicciolire dal 20% al

1000% (sapeste come non sopporto le pagine Web che usano quei caratteri microscopici, tipo clausola nascosta di un contratto, per ficcarci le informazioni più importanti).

a proposito di handicap: chissà perché i due grandi browser non hanno una funzione ben fatta che consenta di salvare in un solo colpo una pagina e le immagini che contiene. Con Netscape e Explorer, infatti, occorre ricorrere a programmi aggiuntivi esterni come

NearSite, FreeLoader, UnMozify o altri (funzionano secondo principi diversi ma offrono tutti questa funzione di cattura di una pagina

Web). Questo secondo me è uno degli handicap più gravi dei due browser più importanti sul mercato. Possibile che nessuno abbia pensato di includere questa funzione? o sono io che non l'ho trovata?

beh, sia come sia, la prova gratuita di un mese che offrono i programmatori di Opera ha preso per me una svolta radicale e positiva quando ho provato la funzione "Save Image and Pictures as...", che appunto salva sul vostro disco rigido la pagina Web visualizzata in quel momento, includendo automaticamente le immagini.

Il funzionamento è molto semplice. Accedete alla pagina che vi interessa catturare, e poi attivate questa funzione (sta nel menu

File). Compare una finestra di dialogo nella quale potete scegliere una cartella (o crearne una apposita) in cui registrare l'intera pagina, immagini comprese. Fatta questa scelta, Opera registra il tutto sul vostro computer. Tutto qui. Niente programmi aggiuntivi da installare, configurare, imparare e pagare.

[A proposito di pagare: Purtroppo Opera non è gratuito. Costa però

35 dollari, che non sono un salasso insostenibile, e ci sono sconti per scuole e studenti. Se decidete di acquistare Opera, fatelo un po' prima della scadenza del periodo di prova: i norvegesi mi dicono che i loro gestori di carte di credito sono un po' lenti]

I vari file che compongono la pagina Web registrata vengono rinominati e anche i link (rimandi) alle immagini vengono rinominati corrispondentemente all'interno del testo HTML della pagina base.

Quando ho provato questa funzione e ho visto che lavora bene e senza fronzoli (come del resto tutto Opera), mi sono convinto: ho disinstallato Netscape e registrato (acquistato) il programma via

Internet. Così facendo ho liberato circa 40 megabyte di spazio dal disco del mio computer, che essendo un portatile non largheggia in quando a dimensioni del disco rigido.

Morale della favola: consiglio vivamente Opera, se non si fosse capito!

TOURBUS: La Sindone (2 maggio 1998)

[L'articolo originale è parecchio più lungo, ma parla di molti altri argomenti che AMMP (a mio modesto parere) sono di interesse scarso per i non statunitensi. -- Paolo]

Per la prima volta dopo vent'anni, la Sindone viene presentata al pubblico a Torino. Per chi non riesce ad andarci di persona, c'e' sempre il sito Internet:

http://sindone.torino.chiesacattolica.it/

Questo sito "ufficiale" per la Sindone è disponibile in inglese, italiano, francese e spagnolo. Il sito esamina e spiega la storia della Sindone usando tre "percorsi": quello scientifico, quello iconografico e quello biblico. Ad esempio, il percorso scientifico descrive alcuni dei test scientifici condotti di recente sulla

Sindone.

[I risultati di questi test sono estremamente controversi, e non c'e' da stupirsi, visto l'argomento. Affermazioni straordinarie richiedono dimostrazioni straordinarie, e sembra che i ricercatori (pro e contro la natura soprannaturale della Sindone) facciano apposta a disseminare il proprio lavoro di trascuratezze, liti e scorrettezze. Bah. Se comunque volete un altro punto di vista scientifico, provate il sito del CICAP presso http://www.valnet.it/cicap.

Presso il sito CICAP troverete fra l'altro che un ricercatore dell'Università di Pavia, Luigi Garlaschelli, è riuscito a ricreare delle "sindoni" in tutto e per tutto simili all'originale usando materiali dell'epoca.

-- Paolo.]

Purtroppo il sito "ufficiale" della Sindone non offre immagini molto buone. Per vedere la Sindone in dettaglio occorre andare a

http://www.shroud.com/examine.htm

La rivista statunitense Time ha inoltre pubblicato recentemente un articolo molto approfondito sulla Sindone. Il testo integrale è disponibile online [in inglese -- Paolo] presso

http://www.pathfinder.com/time/magazine/1998/dom/980420/cover1.html

L'articolo è distribuito su cinque pagine e dovete raggiungere il fondo della prima pagina per trovare i rimandi alle quattro successive.

Quanti italiani in rete? (9 maggio 1998)

Quanti sono gli italiani su Internet? Per farla breve, di preciso non lo sa nessuno. Anzi, neanche "di preciso".

Nel testo di "Internet per tutti" parlo di circa 1.700.000 utenti. Era una delle fonti apparentemente più affidabili, ma nel frattempo ne ho trovate delle altre. Sorpresa: le cifre sono discordanti, e non di poco.

Secondo l'osservatorio statistico Alchera, già a settembre 1997 gli utenti erano 2.348.000. Dati di Telecom indicano invece un totale di

400.000 utenti privati, più 125.000 utenti aziendali. Dove sono finiti 1.823.000 utenti? Sembra incredibile che due ricerche, presumibilmente autorevoli, diano risultati così discordanti, ma tant'e'.

Per contro, leggo dal Televideo RAI a maggio del 1998 che il 2,5% delle famiglie italiane è su Internet e che questa percentuale salirà all'8,5% entro la fine del 1998. Supponendo 4 persone per famiglia, in Italia ci sono circa 15 milioni di famiglie, il che significa che ci sono 362.500 famiglie italiane in Rete. Di solito c'e' un solo utente Internet per famiglia e quindi, se anche abbondiamo un pochino, siamo intorno alle quattrocentomila ciber-anime.

chi ci capisce è bravo.

___Niente più articoli in Gazzetta?

Se avete notato che i miei articoli sulla Gazzetta dello Sport si stanno diradando, non vi preoccupate. E' colpa degli imminenti mondiali di uno sport (credo il calcio, ma non sono sicuro), che stranamente hanno la precedenza sui problemi di Internet. Forse è per questo che il giornale si chiama "dello Sport?". Comunque, articoli diradati o meno, riceverete sempre e comunque questi articoli via Internet. Siete in troppi, e siete troppo gentili e divertenti nei vostri messaggi, per lasciarvi. Manco a dirlo, gli articoli continueranno a essere distribuiti gratuitamente.

Aggiornamenti al libro e PGP (10 maggio 1998)

Un lettore mi segnala che l'indirizzo Internet citato a pagina 244 della nuova (terza) edizione del mio "Internet per tutti" è inesatto o perlomeno è stato cambiato dopo la chiusura del libro in tipografia.

Pertanto attenzione: l'indirizzo del sito dell'MIT per la distribuzione del programma di crittografia PGP _non_ è http://web.mit.edu/network/pgp.htm, ma è

http://web.mit.edu/network/pgp.html

Praticamente l'estensione "htm" va corretta in "html".

Ringrazio Andrea (di cui non cito il cognome e l'indirizzo Internet in ossequio alla Netiquette), il lettore che ha snidato il refuso; se trovate errori, magagne, segni di arteriosclerosi e altre sconcezze o variazioni nel libro, mandatemi un e-mail a topone@pobox.com e avrete la mia imperitura gratitudine. Se volete soddisfare la vostra vanità, mandatemi due righe di consenso e vi citerò nelle mie pagine Web con nome, cognome e/o indirizzo Internet.

Già che sto parlando del PGP, vi racconto brevemente quali sono gli

"escamotage giuridici" usati dalla comunità di Internet per consentire l'esportazione legale di quello che è uno dei pochi programmi che ha il discutibile pregio di essere considerato "arma pericolosa" dal governo statunitense.

La legge americana sull'esportazione del software per crittografia vieta di trasmettere, trasportare o trasferire programmi su qualsiasi supporto digitale. Quindi non è ammesso esportare dagli USA il PGP

"forte" (quello che usa codici di protezione talmente complessi da non essere decrittabile neppure dai supercomputer) su dischetto o via

Internet. Se lo fate, commettete un crimine federale e siete perseguibili dall'FBI con pene carcerarie non indifferenti.

caso mai ve lo stiate domandando, PGP è così strettamente sorvegliato per via dei suoi possibili usi criminali. I mafiosi, gli spacciatori, i pedofili e i terroristi possono comunicare fra loro con PGP (e molti lo fanno) ed essere sicuri che nessuno può decodificare le loro comunicazioni. Neppure la polizia.

D'altro canto ci sono molti sostenitori della libertà individuale e del diritto alla riservatezza che considerano allarmante e ingiusto che un privato, onesto cittadino non possa avere qualche segreto. anche se con qualche riserva, tendo a essere d'accordo con loro.

L'idea di avere uno Stato che, come il Grande Fratello di Orwell in

1984 (lettura consigliata per quest'estate), può sapere tutto quello che scrivo, dico, faccio, penso e spendo non mi esalta.

Sia come sia, un gruppo di utenti Internet è riuscito a farla in barba alle restrizioni USA. E l'ha fatto legalmente! Il "trucco" è stato questo: un utente statunitense (che come residente USA è automaticamente autorizzato a usare il PGP "forte") ha preso il file del programma PGP e ne ha stampato il contenuto, byte per byte. Poi ha infilato la stampa (un bel pacco di fogli) in una busta e l'ha spedito per posta ordinaria a un altro utente in Scandinavia. all'arrivo, l'utente scandinavo ha immesso i fogli in uno scanner che ha letto i caratteri stampati e ne ha generato un file eseguibile: in pratica, ha ricreato il programma originale.

Siccome la legge USA non parla di distribuzione _cartacea_ dei programmi per crittografia, la spedizione del pacco di fogli non costituisce reato. Furbi, vero?

Una volta uscito dagli USA, il programma PGP è stato messo a disposizione di tutti presso un sito Internet e da lì è stato diffuso ovunque. I governi che cercano di limitare la libertà d'opinione e la circolazione delle idee via Internet farebbero bene a studiarsi questo caso.

Un'ultima cosa. A proposito di FBI, se siete in Italia, non pensate di essere al di fuori della loro portata (giuridica o "informale"), quindi non tentate sciocchezze come farvi trasmettere il programma

PGP via Internet dagli USA (spedire e-mail o dati protetti con PGP è legale nella maggior parte dei paesi, tranne forse in Francia; è illegale trasferire il _programma_). Non ho ancora dimenticato il brivido che mi è corso lungo la schiena un paio d'anni fa.

Stavo facendo ricerche sul sistema telefonico italiano (truffe, phreaking, raggiri Telecom agli utenti eccetera) per uno dei miei libri. Un anonimo utente Internet mi mandò un messaggio. Conteneva un numero di telefono (un numero verde italiano che iniziava per 167) e l'invito a chiamarlo per avere una "sorpresa".

Dopo aver preso opportune precauzioni ho chiamato il numero. Una voce americana ha risposto "FBI headquarters."

Ho riagganciato fulmineamente.

Sicché l'FBI ha un numero verde in Italia dal quale i suoi agenti possono parlare direttamente con il quartier generale gratuitamente. brrr.....

TOURBUS: Batman e altre bufale via Internet (21/5/98)

Oggi vi segnalo, con l'aiuto di Bob e Patrick, due leggende metropolitane che furoreggiano negli USA e sicuramente, con l'aiuto di qualche buontempone e di una folta schiera di creduloni, arriveranno presto anche in Italia, magari in versione modificata.

Già che sono in tema, in fondo a questo articolo troverete un'altra bufala tutta italiana: il Batman erotico di Siena.

___MODEM GRATIS? NON CI CASCO!

attenzione: se ricevete messaggi secondo i quali PC Mall (o un altro negozio d'informatica) vi ha estratto a sorte e avete vinto un nuovo modem US Robotics 56kbps, non credeteci: è una bufala.

Il messaggio dice che se pagate le spese di spedizione il modem sarà vostro. Tutto quello che dovete fare è dare il vostro numero di carta di credito per pagare le spese.

MAI, MAI dare il proprio numero di carta di credito a nessuno in questo modo! E' uno dei più vecchi trucchi per frodarvi soldi.

Qualunque sia la provenienza del messaggio, ignoratelo. Non è vero.

E' una truffa. Una volta ottenuto il numero di carta di credito, il truffatore può addebitarvi quello che gli pare, comprese visite a siti porno a pagamento che sarà _molto_ difficile spiegare quando compariranno nel vostro estratto conto...

Nel caso specifico il mittente era l'indirizzo modemX2@premiumproducts.com e il messaggio diceva che la PC Mall Inc. aveva estratto a sorte dei modem. La società esiste veramente: PC

Mall è uno dei più grandi rivenditori di computer via Internet in

USA e lo trovate presso http://www.pcmall.com/ (ovviamente non regala modem a nessuno).

Tuttavia, ripeto, i dettagli non hanno importanza. Quel che conta è la regola generale: mai dare il proprio numero di carta di credito a sconosciuti che vi dicono che avete "vinto" qualcosa, basta pagare un

"contributo spese". La regola vale, beninteso, non solo nel ciberspazio.

___LE BUFALE NON MUOIONO MAI

a dimostrazione del fatto che le bufale, come le leggende metropolitane, hanno una sopravvivenza lunghissima, ve ne riassumo una che riguarda i veterani dell'esercito americano. Secondo questa bufala, questi veterani possono chiedere una sorta di indennità extra, a patto di inoltrare la relativa domanda con nome, indirizzo, numero di matricola e mansione a una casella postale di

Philadelphia.

La cosa interessante di questa bufala è che risale addirittura alla guerra in Vietnam. Da venticinque anni continua a viaggiare tramite tutti i mezzi di comunicazione. Ogni tanto fa capolino anche sui giornali USA.

Se volete i dettagli, li trovate presso

http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa050698.htm

Questo è uno dei migliori siti dedicati alle bufale e alle leggende metropolitane.

___Batman erotico di Siena: non esiste

Quello che segue è farina del mio sacco e me ne assumo le responsabilità del caso. Bob e Patrick non c'entrano.

Ricordate la notizia dell'uomo che si era vestito da Batman per compiere acrobazie erotiche con la sua partner (legata al letto) e nel balzo dall'armadio si era fantozzianamente sfracellato sul pavimento, tanto che era stato necessario l'intervento dei pompieri, chiamati dai vicini a causa delle grida della imbarazzatissima partner?

I giornali ci si sono buttati a pesce (se mi scusate il gioco di parole) e ci hanno ricamato teorie sulla psiche degli italiani e su come stiamo degenerando e quanto siamo in una società trasgressiva e malata. Sociologi si sono mobilitati a disquisire perché uno si debba travestire da Batman piuttosto che da Robin. Torme di giornalisti hanno frugato Siena e dintorni per sapere chi è l'insospettabile Batman.

Tutto inutile. Infatti la storia di Batman è una leggenda metropolitana che circola da anni in vari paesi. Si vede che qualche credulone l'ha raccontata a un giornalista e lui ha abboccato.

Se si fossero presi la briga di visitare http://www.urbanlegends.com/, il grande archivio delle leggende metropolitane, alla voce "Batman" avrebbero trovato una bella sorpresa.

Infatti la storia del Batman erotico è citata, ad esempio, già nel

1989 dal St. Louis Post-Dispatch ("BATMAN WITH A TWIST LEAPS INTO

NOTORIETY" di Elaine Viets).

Jan Harold Brunvand, un esperto in leggende metropolitane, dice che la storia di Batman circola da parecchio tempo. He trovato storie analoghe in Inghilterra e in Nuova Zelanda. La prima versione risale probabilmente al 1988, quando impazzava il film sull'uomo pipistrello. Nelle sue numerose varianti ci sono dei concetti che non cambiano. L'uomo immancabilmente sta fingendo di "salvare" la sua donzella. A volte è travestito da Batman, altre da Tarzan, da Uomo

Ragno o da Superman. Il supereroe batte la testa contro il ventilatore a soffitto o finisce KO cadendo da un armadio o da una cassettiera.

Il Seattle Times del 21 gennaio 1990 riporta un articolo intitolato

"THE ABSURD WORLD OF TRAVEL -- STRANGE BUT TRUE TALES OF HOTEL, AIRLINE ESCAPADES" di Peter Greenberg.

Stavolta Batman è nel Massachusetts. Una guardia di sicurezza in un hotel di Boston sente le grida di una donna provenienti da una camera. Chiede aiuto, è intrappolata. Con un passepartout apre la porta e trova la donna legata al letto, senza vestiti. Per terra, a poca distanza, c'e' il fidanzato vestito da Batman, pancia a terra e privo di sensi.

Il Chicago Tribune del 30 gennaio 1990, in "How Batman learned he shouldn't fly", di Ann Landers, racconta che una giovane coppia sentiva delle grida agghiaccianti provenire dalla casa dei vicini.

Dopo aver chiamato la polizia ed essersi armati di mazza da baseball, la coppia si diresse verso la casa dei vicini per prestare aiuto. La porta non era chiusa a chiave ed entrarono senza difficoltà.

Seguendo le grida, trovarono la loro vicina, nuda sul letto con mani e piedi legati. Sul pavimento c'era il marito della vicina, privo di sensi, vestito da Batman.

anche in Italia c'e' chi si occupa di queste leggende e bufale. Fra i tanti, vale la pena di citare almeno il CERAVOLC, CEntro per la

RAccolta delle VOci e delle Leggende Contemporanee, Casella postale

53, 15100 Alessandria, che ha anche un sito Internet

(http://www.clab.it/cp/leggende/) e pubblica un esilarante notiziario intitolato "Tutte storie".

Internet via cavo elettrico (5 giugno 1998)

Nel capitolo "Visioni del futuro" accenno alle prove condotte dalla società canadese Nortel per trasmettere dati attraverso i cavi elettrici. Le sperimentazioni condotte fin qui indicano la possibilità di arrivare a un megabit al secondo anche per l'utente domestico, col vantaggio di essere sempre collegati in rete.

Il Sole 24 Ore del 22/5/98 annuncia che l'ENEL sta sperimentando con Nortel questo stesso sistema in Italia. Sembrebbe quindi una previsione azzeccata. Sembrerebbe.

Tuttavia il notiziario online CNET (http://www.cnet.com) segnala che analoghi esperimenti sono stati condotti da Norweb, una società inglese che da quasi un anno studia il problema. La prima prova del sistema è stata un disastro. I dati trasmessi lungo le linee elettriche hanno cominciato a propagarsi nell'aria sotto forma di onde radio ad alta frequenza a causa dei lampioni che, a causa delle loro dimensioni e della forma simile a quella degli impianti radio, hanno iniziato a comportarsi come antenne di trasmissione.

Panico immediato: questi segnali rischiano di inquinare l'intero spettro radio e interferire con i radioamatori, i canali radio d'emergenza, il controllo del traffico aereo e le televisioni.

Restiamo tutti sintonizzati in attesa di sviluppi. E speriamo che l'Enel sia al corrente di questi problemi, altrimenti ci toccherà pagare nelle nostre bollette una sperimentazione superflua.

ICQ: pericoli per la sicurezza (6 giugno 1998)

In un recente articolo di questa mailing list (marzo 1998, disponibile nell'archivio all'indirizzo http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/net-ml98.txt) ho parlato di ICQ, un programma che consente di sapere e far sapere quando un dato utente è collegato, così da poter fare chat e tenere più facilmente i contatti fra gruppi di persone sparse per la Rete.

Devo precisare che non uso ne' intendo usare ICQ; anche se capisco l'utilità di programmi di questo tipo per molti utenti che usano

Internet per scopi ricreativi, io passo già troppo tempo in Rete per lavoro senza incollarmici anche per chiacchierare (con me la Telecom ci perde di brutto con gli sconti per Internet già così).

Quindi non chiedetemi ragguagli al riguardo. Sorry!

Inoltre io vado in Rete sempre dalle 5 alle 8 del mattino, quando c'e' meno traffico, e dubito che molti di voi vogliano fare gli stessi miei orari per il discutibile gusto di chiacchierare con me!

Detto questo, vengo al sodo. Usare ICQ può comportare pericoli per la sicurezza della vostra identità in rete.

Il gruppo di hacker Rootshell (http://www.rootshell.com) ha comunicato nella sua mailing list che il protocollo usato da ICQ consente almeno quattro diverse violazioni (exploits) da parte di burloni o malintenzionati. A dimostrazione della loro affermazione allegano il codice sorgente di un programma che ruba le password di ICQ. Non lo riporto qui per ovvie considerazioni di legge antipirateria, ma è comunque reperibile in rete. Se siete abbastanza abili da trovarlo, dovreste essere anche abbastanza saggi da farne l'uso adatto, cioe' nessuno.

Secondo Rootshell (che cito e traduco e che si assume la responsabilità dell'autenticità di quanto segue), è sufficiente lasciare attiva e collegata la vostra applicazione per ICQ (sotto

Java o Win32) perchéqualcun altro possa sottrarvi il controllo della vostra identità ICQ, cambiandovi la password senza conoscere la password originale.

Un pirata può così spacciarsi per voi e acquisire informazioni su di voi dai vostri amici inconsapevoli. O fare di peggio.

Rootshell ha avvisato Mirabilis (che gestisce ICQ) del problema, che persiste in tutte le versioni del file DLL di ICQ fino alla 1.26 inclusa.

Suggerisco a tutti gli utenti di ICQ di _non_ usare il servizio per scambiare informazioni delicate, sia personali, sia riguardanti altre persone, ne' ora ne' in futuro. E' una cautela che dovreste adottare sempre e comunque in Internet, tranne quando comunicate su canali crittografati. I curiosi (e i malintenzionati) sono sempre in ascolto...

Leggende metropolitane (ancora) (15 giugno 1998)

Ogni tanto riceverete via e-mail o leggerete nei giornali numerose informazioni fasulle, diffuse per ridere, per ignoranza o per incompetenza da giornalisti e buontemponi. Si chiamano "leggende metropolitane". Ad esempio, in questa mailing list ho parlato recentemente del caso del Batman erotico di Siena, che _non_esiste_, checché ne dica Panorama.

Oggi vi racconto un paio di storie analoghe che girano per la Rete. Se le incontrate, ignoratele. Cancellatele. Qualunque cosa facciate, vi prego, NON DIFFONDETELE. Anche se arrivano da fonte "affidabile".

Se proprio ci tenete a darmi una mano, rispondete al mittente in questi termini (potete conservare questo testo e incollarlo pari pari nella risposta, vi cedo tutti i diritti!):

Caro xxxxx, sarebbe ora che tu ti documentassi un tantino meglio prima di diffondere notizie _false_. Infatti questa drammatica notizia che ti sei premurato di mandarmi è fasulla. E' una cosiddetta "leggenda metropolitana", che è già stata sviscerata e affrontata un milione di volte sulla Rete. Per documentarti potresti ad esempio iscriverti alla mailing list INTERNET PER TUTTI, che diffonde gratuitamente notizie e curiosità (autentiche) sul mondo della Rete.

Basta che mandi un e-mail a topone@pobox.com scrivendo "subscribe". Così non faresti più queste figuracce.

Al vostro buon cuore, tanto a me non ne viene in tasca niente.

Ma ora veniamo alla dose di oggi di leggende metropolitane, suggeritemi dall'"Internet Tourbus" di dell'"Internet Tourbus" di Patrick Douglas Crispen e Bob Rankin e che traduco qui con la loro autorizzazione.

Se v'interessa l'originale, trovate le informazioni su come riceverlo in fondo a questo articolo.

Il caso Procter & Gamble

LA LEGGENDA DICE che il presidente della Procter & Gamble (una nota multinazionale nel campo dei prodotti per la casa) è andato al "Donahue Show", una sorta di 'Maurizio Costanzo Show' americano, il primo marzo 1994, che che in quell'occasione ha dichiarato pubblicamente di essere affiliato alla chiesa di Satana.

LA REALTA' E' QUESTA: la storia è totalmente inventata. Secondo Phil Donahue (il Maurizio Costanzo locale, insomma), "il presidente della Procter & Gamble non è mai andato al Donahue Show, ne' lo ha mai fatto nessun altro funzionario dell'azienda. Chiunque sostenga di aver visto una trasmissione in tal senso si sbaglia o mente. Non è mai successo!"

Pensate che la P&G ha dovuto cambiare marchio (c'erano dei riccioli nella barba della Luna che era il loro simbolo, e questi riccioli secondo alcuni formavano il 666, il numero di Satana) e creare una pagina Web per smentire questa leggenda. La trovate presso http://www.pg.com/rumor/. Fra l'altro quelli della Procter & Gamble stanno prendendo sul serio il problema. Fino a oggi hanno vinto più di una dozzina di cause intentate contro le persone che avevano diffuso la falsa notizia.

Quindi occhio quando ricevete queste notizie e le diffondete: non è vero che "tanto male non fa". Può farne a voi, dato che anche in Italia esiste il reato di diffusione di notizia falsa.

Il caso Bill Gates

LA LEGGENDA DICE che Bill Gates sta sperimentando un programma per la gestione dell'e-mail con la collaborazione degli utenti di Internet, e che manderà 1000 dollari e una copia di Windows 98 a chiunque rispedisca il suo messaggio.

LA REALTA' E' che questa burla gira in rete da novembre del 1997. Come era falsa allora, è falsa anche adesso. Maggiori informazioni presso http://urbanlegends.tqn.com/library/blgates.htm. La Microsoft non ha ancora fatto causa a nessuno per questa storia, forse perché presa da problemi legali più pressanti, ma non è detto che non lo faccia. Avrebbe anche ottime ragioni per farlo, dato che l'autore del messaggio si firma "Bill Gates".

Il caso Nike

LA LEGGENDA DICE che la Nike vi invierà un paio di scarpe gratis per ogni paio che rispedite alla loro fabbrica per riciclarle.

LA REALTA' E' che la burla gira in Rete dall'inizio del 1998. Un recente comunicato stampa della Nike conferma che "tutte le offerte di questo tipo non sono scaturite dalla Mike e sono false".

Maggiori dettagli presso http://207.87.4.130/s_release.html e presso http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa032598.htm.

Il bambino malato di cancro (prima parte)

LA LEGGENDA DICE che un ragazzino sta morendo di cancro e che l'American Cancer Society donerà x centesimi per ogni persona che riceve un messaggio che parla di questa triste storia.

LA REALTA' E' che questo scherzo crudele circola su Internet da oltre un anno. L'American Cancer Society non ha avviato alcuna attività di raccolta fondi tramite catene di Sant'Antonio. Anzi, ha messo in rete un comunicato stampa presso http://www.cancer.org/chain.html in cui afferma che questa storia è una "frode". Altri retroscena di questa leggenda sono disponibili presso http://urbanlegends.miningco.com/library/bljess.htm.

Il bambino malato di cancro (seconda parte)

Ecco un aggiornamento su una storia di cui ho parlato in tutti i miei libri, compresa la terza edizione di "Internet per tutti" (a pagina 120).

Non sono certo stato io il primo a parlarne, ne' sarò l'ultimo; infatti ne parlano praticamente tutti i libri su Internet. Eppure la leggenda continua a circolare imperterrita, segno chiaro che di "boccaloni" (gente che abbocca a qualsiasi fesseria legga) ce n'e' sempre in abbondanza, nel mondo virtuale come in quello reale.

LA LEGGENDA DICE che c'e' un bambino morente che vuole entrare nel Guinness dei Primati per aver ricevuto il maggior numero di cartoline. Le cartoline vanno inviate alla Make a Wish Foundation.

LA REALTA' E' che la Make-A-Wish (che esiste ed è un ente benefico che si occupa di esaudire i desideri dei bambini afflitti da malattie gravissime) è vittima di questa storia da più di _otto _anni_. Questo ente benefico non ha niente a che vedere con la richiesta fasulla ed è stata costretta a creare un sito speciale per cercare di informare gli utenti di Internet della situazione. Lo trovate presso http://www.wish.org/craig.htm.

Visto che questa è una delle leggende più durature di Internet, ho preparato una pagina Web in italiano (quelle che cito qui sono in inglese) presso http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/craig-shergold-appeal-true-story.html.

In breve: la storia è inizia nel 1989, quando Craig Shergold, un ragazzo inglese di nove anni cui era stato diagnosticato un tumore fatale al cervello, espresse il desiderio di entrare nel Guinness dei Primati per il maggior numero di cartoline d'auguri ricevute (come vedete, fin qui la storia è vera). Il suo desiderio fu esaudito nel 1990, dopo aver ricevuto 16 milioni di cartoline.

Ora Craig (che sta bene ed è stato curato) non desidera altre cartoline. Tutta la sua storia si trova presso http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa102997.htm.

E per oggi è tutto. Qui sotto trovate le coordinate per iscrivervi alla versione originale inglese del Tourbus da cui ho tratto parte di questo articolo col permesso degli autori. A presto!

=[ Tourbus Rider Information ]=
The Internet Tourbus - U.S. Library of Congress ISSN #1094-2238
Copyright 1995-97, Rankin & Crispen - All rights reserved
Archives on the Web at http://www.TOURBUS.com
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Libro gratis in rete (18 giugno 1998)

Spero di aver fatto cosa gradita pubblicando in Rete il testo integrale della prima (ormai "storica") edizione di "Internet per tutti". Se vi interessa leggerlo, scoprire quanto è cambiata la rete e quanti trucchi di quattro anni fa sono invece ancora attualissimi, visitate il mio sito al solito indirizzo http://come.to/topone scegliendo "Preleva gratuitamente la 'storica' prima edizione" oppure, se volete andare subito al sodo, all'indirizzo seguente:

http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/inet1.zip

Statistiche su Internet in Italia (18 giugno 1998)

Dal Sole 24 Ore del 17 giugno, pagina 4, colgo e cito alcune cifre sullo "sviluppo" di Internet in Italia. La fonte dei dati è Assinform.

Personal computer in Italia: 5,9 milioni, pari a 10 ogni 100 abitanti

Personal computer in USA: 102 milioni, pari a 38 ogni 100 abitanti

Peso degli utenti Internet americani sul totale: 55%

Peso degli utenti Internet italiani sul totale: 0,84% (al quattordicesimo posto, dopo il Brasile).

No comment.

Navigazione anti-mondiali di calcio (18 giugno 1998)

Tempo fa ho scritto un articolo sugli orari ottimali per trovare Internet libera. La sostanza dell'articolo era che per navigare su siti italiani l'orario migliore era la mattina presto.

Purtroppo non tutti hanno uno stile di vita che consente loro di usare Internet dalle cinque alle otto del mattino. Ma per i prossimi trenta giorni c'e' un orario magico, nel quale il mondo intero si assenta dalla Rete per dedicarsi a reti di un altro tipo. Ovviamente sto parlando dei mondiali di calcio.

Se, come me, siete fra i pochi (o le poche) che non seguono il pallone e mal sopportano i venti minuti di sport _all'inizio_ di tutti i telegiornali (il Kosovo e il debito pubblico s'arrangino, conta molto di più se gioca o non gioca Del Piero), beh, approfittatene.

Infatti mentre l'intero pianeta va in catalessi di fronte al televisore, la Rete è magicamente libera, come Milano a ferragosto. Scorrazzate in lungo e in largo a velocità impressionanti. Provare per credere.

Questa è un'occasione irripetibile (almeno per i prossimi quattro anni, fino al mondiale successivo). Infatti di solito la Rete ha zone di traffico che seguono i cicli di veglia e di sonno dell'umanità e si spostano intorno al mondo ogni ventiquattro ore. Non c'e' mai un momento in cui _tutti_ dormono e quindi non capita mai che _tutta_ la rete sia libera. Eccetto durante i mondiali.

Per cui prendete nota degli orari delle partite e sfruttateli per raggiungere i siti che non siete mai riusciti a visitare a causa del troppo traffico o dei fusi orari incompatibili. E buon mondiale anche a voi!

Netiquette: cosa fare se ricevete posta non diretta a voi (19 giugno 1998)

Un lettore mi segnala di aver ricevuto un e-mail che non era sicuramente destinato a lui (anche perché il firmatario, un certo Lorenzo, lo concludeva con "Ti mando un violento e aggressivo bacio modello sanguisuga sulla bocca").

Casi come questi sono tutt'altro che infrequenti. Internet, benché concepita per motivi di difesa nucleare [almeno così si riteneva all'epoca – Paolo, 2001], non è affatto a prova di errore. E' capitato anche a me, e capiterà anche a voi, di ricevere messaggi che non vi riguardano.

La cosa interessante è che i messaggi arrivano nella vostra casella postale anche se sono _chiaramente_ indirizzati a qualcun altro. Non si tratta di messaggi in cui il mittente ha sbagliato ad immettere l'indirizzo del destinatario e ci ha messo il vostro al posto di quello giusto: il campo "To" dell'intestazione, infatti, riporta indiscutibilmente un indirizzo che non è il vostro.

In altre parole, non è come sbagliare numero al telefono: il "numero" infatti è stato composto nel modo giusto, ed è la Rete che ha sbagliato a instradare il messaggio.

Perché succedono queste cose? Ne ho parlato con vari net.god (i guru della rete) e la risposta è unanime: "quando la Luna è in Ariete, succede". In altre parole, non lo sa nessuno di preciso. Ma succede!

Il problema vero è cosa fare dei messaggi di questo tipo. La Netiquette impone una scelta fra i seguenti comportamenti:

1. rispedire il messaggio al mittente, dicendogli che l'avete ricevuto voi per errore di rete.

2. rispedire il messaggio al destinatario, avvisandolo che fate da tramite e che c'e' stato un errore di rete.

C'e' una cosa da _non_ fare assolutamente: cancellare il messaggio.

Ritrasmetterlo vi costa solo qualche cliccata, per cui non ci sono scuse. Cancellarlo significa che chi l'ha mandato crede che il messaggio sia giunto a destinazione (la Rete infatti non dà messaggi d'errore, perché pensa di aver fatto tutto giusto). Inoltre cancellarlo può portare a disguidi, incomprensioni e danni morali e materiali (pensate a chi sa adesso quali sono i gusti di Lorenzo in fatto di baci...).

Di una cosa non dovete preoccuparvi: la famigerata legge sulla privacy. Infatti non è _assolutamente_ colpa vostra se ricevete il messaggio e lo leggete prima di rendervi conto che non è per voi. Rispeditelo e _poi_ cancellatelo e dimenticatevi dell'accaduto.

A proposito di privacy, incidenti tecnici come questi devono far riflettere sul fatto che l'e-mail non è una comunicazione privata.

Sinceramente non mi interessa cosa dice la legge in proposito: l'e-mail _non_ è equiparabile a una lettera e quindi il segreto epistolare non è applicabile.

Infatti chiunque, con un minimo di competenza tecnica, può leggere la vostra posta in transito. Ci sono poi gli errori tecnici come quello che ho descritto, per cui la vostra posta può diventare pubblica o finire nelle mani sbagliate.

La regola di Internet, che risale a ben prima di Mr. Rodotà e delle demenziali conseguenze della legge italiana sulla privacy, è molto semplice. L'e-mail _non_ è una lettera. E' una cartolina. E come tale va considerata: chiunque la maneggi durante il suo viaggio la può leggere.

Se avete qualcosa di _privato_ da dire, o che diciamo non vorreste vedere affisso in pubblico, non usate l'e-mail normale. Usate uno dei tanti programmi di crittografia che si integrano direttamente nei programmi di e-mail decenti (come Eudora, che offre il PGP integrato). Usare l'e-mail non protetta per affari personali è come scherzare col fuoco! Non dite che non vi ho avvertito.

Carte di credito e siti porno (19 giugno 1998)

Un altro lettore mi chiede quanto siano sicuri gli acquisti fatti con la carta di credito via Internet. Uno, in particolare, mi ha raccontato che dopo aver pagato l'iscrizione a un sito a luci "un tantino rosse" si è ritrovato sull'estratto conto della sua carta addebiti molto più consistenti del previsto, che fra l'altro continuano (con suo comprensibile imbarazzo).

Ne ho parlato più diffusamente nel Capitolo 10 di "Internet per tutti", ma il sugo è questo: una transazione con la carta di credito fatta via Internet non è più sicura (ne' meno sicura) di una fatta in un qualsiasi negozio.

Infatti chi vi dice che il negoziante truffaldino non si faccia una copia del vostro numero di carta di credito e lo usi anche lui per visitare a scrocco un sito porno a pagamento, comprare traffico telefonico o cambiare le gomme alla sua Ferrari?

Così come ci sono negozianti onesti e meno onesti, ci sono siti Internet onesti e altri meno specchiati. Se acquistate via Internet un libro da Amazon.com, o un programma dalla Microsoft, non c'e' di che preoccuparsi: è tutta gente che ha più da perdere in reputazione in una eventuale causa di quanto possa guadagnare scroccando dalla vostra carta di credito.

I siti porno a pagamento, invece, sono all'altro estremo. Non voglio fare di tutt'erba un fascio, ma tantissimi siti porno sono creati con l'esclusivo scopo di spillare soldi truffando con le carte di credito. E' gente che crea il sito, si fa pubblicità nei newsgroup e poi aspetta che qualcuno abbocchi. Qualche mese dopo, raccolti i numeri delle carte di credito, chiude baracca e burattini e inizia la predazione.

Non voglio neanche fare il moralista. Beh, quasi. Vorrei solo dire che se proprio ci tenete al materiale porno che c'e in Rete, _non_pagatelo_. Pagare significa incoraggiare la gente che lucra sull'umiliazione altrui. La pornografia stampata è in crisi grazie a Internet e al suo porno gratuito e la cosa, sinceramente, non mi dispiace affatto.

Non mi formalizzo se qualcuno vuole mostrare al pubblico le sue attività intime (simulate o meno); ne' mi formalizzo se qualcuno si eccita a guardare immagini, filmati e quant'altro. Non è questo il punto. Il punto è che secondo me non è bene che ci siano terzi (quasi sempre legati alla malavita) che ne traggono guadagno. E' una forma di sfruttamento della prostituzione. Virtuale, ma sempre sfruttamento e'. Se nessuno pagasse, nessuno si venderebbe e nessuno obbligherebbe gli altri a vendersi.

Dicevo, dunque, non pagate per la pornografia. Non c'e' niente nei siti a pagamento che non si trovi gratis altrove e con facilità. Lo so perché c'e' fior di gente che pensa di farmi un favore mandandomi password per i suoi siti preferiti. Grazie, amici, mi sono documentato per i miei libri, ma ho già visto tutto (ma proprio _tutto_) e adesso ho altro da fare nel mio tempo libero.

Ma che fare se, come nel caso del nostro malcapitato compagno di ciberviaggio, avete già fatto l'errore di dare il vostro numero di carta di credito a un sito porno e quello vi addebita somme non dovute?

L'unica cosa da fare è _chiudere_ _immediatamente_ la carta di credito. Inutile perdere tempo in reclami, cause e quant'altro. Come fareste a far causa a una società che sta, ad esempio, nel Delaware? Chiudete la carta di credito e basta. Una volta chiusa, il suo numero diventa inutile per il criminale e la cosa finisce lì. Avrete imparato la lezione, spero, e non lo rifarete più.

Notizie e notiziole (20 giugno 1998)

Non preoccupatevi, non ho intenzione di assillarvi quotidianamente!

E' che in questo periodo stanno capitando molte cose interessanti in Rete. Quasi tutte si meritano almeno una breve citazione. Per cui eccovi un sunto delle ultime novità.

Sommario:

--Geocities arriva a 2.000.000 di utenti gratuiti

--Anno 2000 preso sottogamba: regole di sopravvivenza

--Aggiornare il computer: occhio ai DVD e ai prezzi dei chip

--Quanti utenti Internet in Italia?

--Opera: mini-browser ora anche in italiano

Geocities: due milioni di siti gratuiti

Il World Report, la mailing list di Geocities, ha annunciato che il 13 giugno scorso è stato raggiunto il traguardo di due milioni di siti Web ospitati dal sito Geocities (http://www.geocities.com).

Per chi non lo sapesse, Geocities è uno dei più famosi siti di Internet che concede spazio Web gratuito (ben 10 megabyte) a chiunque. basta visitare il loro sito, iscriversi gratuitamente e scegliersi un indirizzo (usano una metafora di città, con strade e numeri civici). E rispettare le norme della decenza, ovviamente (non vedono di buon occhio le foto di donnine eccetera, insomma).

Anno 2000 preso sottogamba

Tony Blair ha istituito una commissione apposita. Molti paesi CEE hanno già pianificato sgravi fiscali per consentire alle aziende di aggiornare i loro sistemi contabili e gestionali per gestire correttamente il passaggio all'anno 2000.

In Italia, silenzio.

Evidentemente in molti non si sono resi conto dell'entità del problema. Allora eccomi con una lista di cose da fare e da non fare intorno alla fine di dicembre 1999:

-- non andare in aeroplano (i sistemi di navigazione e localizzazione GPS non sono in grado di gestire correttamente l'anno 2000 e possono quindi dire al pilota che si trova a New York mentre sta andando a sbattere contro la torre Eiffel).

-- non telefonare per fare gli auguri a mezzanotte (c'e' il rischio che la telefonata vi venga conteggiata come se fosse iniziata nel 1999 e finita nel 1900, con conseguenze -- come dire -- imprevedibili sulla bolletta)

-- comperare candele: non si sa se i sistemi di gestione e temporizzazione dell'ENEL sono stati collaudati per funzionare durante il cambio di anno da 1999 a 2000

-- non prendere ascensori o andare in palazzi dove gli allarmi sono a tempo, ad esempio banche eccetera. Molti dei loro sistemi di controllo non sono in grado di capire che dopo 99 viene 00 e possono quindi lasciarvi bloccati.

-- il 31 dicembre, farsi fare una stampa del saldo dei propri conti correnti. Se il primo gennaio 2000 la banca andrà in tilt, voi avrete la prova del vostro saldo.

-- prelevate e tenete a disposizione parecchi contanti. I Bancomat potrebbero non funzionare. Idem gli uffici postali.

-- non tenete in casa molti surgelati: la corrente potrebbe mancare a lungo!

Non sto facendo il catastrofista. All'estero si sono resi conto da un pezzo che l'anno 2000 è un problema serio. Combinato poi con il passaggio all'euro, è ancora più preoccupante.

Per dirne una, la CNN segnala che le società erogatrici di energia (le loro ENEL, insomma) hanno testimoniato di fronte a una commissione del Senato USA che si stanno adoperando per risolvere il problema del cambio di anno a quattro cifre, ma che non possono garantire che il primo gennaio 2000 non ci sarà un immenso blackout.

Per dirne un'altra, il Sole 24 Ore ha segnalato che le Poste italiane già ora non riescono a gestire i Bancomat (usati per certi pagamenti) se la loro scadenza è nel 2000.

Insomma: il problema dell'anno 2000 è un fatto, non una teoria.

Il guaio è che non tutti si rendono conto di quanto siamo diventati dipendenti dai computer per la gestione delle cose più essenziali, e soprattutto di quanto sia importante che questi computer siano sincronizzati fra loro e sappiano esattamente che ore sono. La rete cellulare GSM, ad esempio, funziona solo se tutti i suoi computer sono assolutamente sincronizzati, altrimenti la decodifica digitale va in tilt. Le transazioni di borsa, quelle bancarie, le prenotazioni dei voli, i sistemi di inventariazione delle merci dei supermercati, i pagamenti col bancomat.... tutto dipende dalla cosiddetta "base dei tempi". Senza quella si blocca tutto. Internet compresa!

Aggiornare il computer: attendere prego!

Se state pensando di cambiare il processore al vostro PC, aspettate ancora un pochino. Il 9 di giugno la Intel ha tagliato i prezzi dei propri processori in modo massiccio (fino al 32 per cento). Tenete d'occhio i rivenditori italiani e assicuratevi che abbassino anche loro i prezzi.

A proposito di processori, sapevate che ci sono in giro quelli falsi?

Rivenditori senza scrupoli hanno infatti messo in circolazione processori Pentium II da 266 MHz spacciandoli per la versione a 300 e rotti MHz, che costa circa 200.000 lire in più. Basta un abile ritocco della serigrafia sul processore e il gioco è fatto.

Per verificare se un chip è autentico c'e' però il programma ctP2Info, prelevabile gratuitamente da http://www.heise.de/ct/p2info.

Se state pensando di aggiornarvi per avere un lettore di DVD, tenete presente la magagna seguente: i dischi DVD non sono universali.

E' l'idiozia del decennio. Immaginate di andare in Germania e comperare un CD musicale introvabile in Italia. Tornate a casa e scoprite che non potete suonarlo perché il vostro lettore di CD è italiano. Bene, i DVD funzionano esattamente così.

Ma non stavamo entrando in Europa?

In breve, lo standard DVD ha introdotto la cosiddetta "codifica mondiale", dividendo il pianeta in sei regioni. Sono poi possibili ulteriori suddivisioni (la Warner, ad esempio, ha diviso l'Europa in tre aree linguistiche). I lettori di DVD sono a loro volta costruiti con un loro "codice" interno. Insomma, esistono lettori italiani, lettori americani, lettori tedeschi e così via. I dischi DVD funzionano soltanto se suonati su un lettore che ha la codifica corrispondente (grosso modo, su un lettore italiano potete suonare e vedere solo DVD italiani, e così via).

Morale della favola: con i DVD siete costretti a comperare soltanto i titoli che la casa di distribuzione decide di pubblicare nel vostro paese. Sono finiti i tempi in cui si andava all'estero per trovare film altrimenti irreperibili in Italia.

A meno che...

I lettori di DVD per computer possono forse scavalcare questa limitazione. Il concetto è semplice. Un lettore di DVD "normale" è una scatola non modificabile, come un videoregistratore. Ma un lettore DVD per computer è collegato a un processore che può eseguire programmi: l'essenza della modificabilità.

Non credo sia impossibile, per un buon hacker, creare un programma (corredato magari da qualche istruzione per maneggiare opportunamente un saldatore) che alteri il codice geografico del lettore per renderlo compatibile con i DVD esteri.

Sto seguendo la questione e vi terrò aggiornati: nel frattempo, meditate bene prima di acquistare un lettore DVD. Sul mercato italiano sono disponibili DIECI film della Warner. E basta.

(Alcuni dati sono tratti dal Sole 24 Ore del 19 giugno 1998)

Ma quanti siamo in Italia?

Annosa domanda: quanti sono gli utenti di Internet in Italia? Tutto dipende da cosa si intende per "utente". A seconda del criterio usato, cambia il totale degli utenti.

Ad esempio, se basta collegarsi a Internet almeno una volta al mese, allora in Italia ci sono 2.600.000 utenti. Questo è il dato annunciato dall'Osservatorio Internet Italia della Sda Bocconi. L'osservatorio alchera dice 2.508.000, ma grosso modo le cifre coincidono.

Se però pensiamo che ci voglia un po' più di assiduità per essere considerati "utenti", il numero scende parecchio. I due istituti di ricerca stimano rispettivamente 770.000 e 800.000 utenti che si collegano tutti i giorni a quasi.

(fonte: il Sole 24 Ore del 19 giugno 1998)

Opera anche in italiano

Ne parlerò prossimamente in un articolo sulla Gazzetta, ma voi che siete iscritti alla mailing list "Internet per tutti" lo potete sapere in anteprima: è finalmente disponibile la versione italiana di Opera, il mini-browser che sta su un dischetto.

Non sono sponsorizzato dai norvegesi di Opera Software, ma come avrete notato ho un debole per questo programma. Con una sola mossa elimino i problemi di partigianeria (e' meglio Netscape o Explorer?) e quelli di spazio (vuoi mettere 1,4 mega contro 60 e passa?).

Sono sempre stato un minimalista del software e Opera fa al caso mio. certo, non è gratis (dopo il mese di prova), ma le cose miniaturizzate si pagano.

Se v'incuriosisce, Opera 3.21 in italiano puo` essere prelevato presso http://www.promo.net/opera/italian/download.html.

Esiste in versione per Windows 95 e 98 e (cosa più importante) anche in versione 16 bit per Windows 3.1. Così possono navigare come si deve anche quelli che hanno computer vecchiotti e che Netscape ed Explorer avevano relegato nel ghetto.

Fra l'altro, se siete già utenti registrati della versione inglese o in qualsiasi altra lingua, l'aggiornamento all'italiano è gratuito.

Notizie da Internet (27 giugno 1998)

Sommario:

--Presto disponibili lettori di CD per Mpeg3; riproduttori per Mpeg3

grandi come carte di credito

--Windows 98 italiano in arrivo il 10 di luglio

--Email sui cellulari con Omnitel

Presto disponibili lettori di CD per Mpeg3

Se seguite da qualche tempo questa mailing list e i miei articoli sulla Gazzetta dello Sport (disponibili presso http://www.gazzetta.it/gazzetta/attivissimo/attiv_hp.htm), saprete della mia infatuazione per il formato audio MP3 o Mpeg3.

E' difficile non invaghirsi di un sistema che consente di immagazzinare su un CD-ROM duecento e passa canzoni (otto ore di musica), senza alcuna perdita percepibile di qualità sonora.

Unico problema: per suonare questi CD "compressi" serve un PC. Non tutti hanno la fortuna come me di avere un PC portatile con lettore di cD interno, per cui posso suonarmi la musica dei miei CD (legittimamente duplicati perché ho comprato gli originali) dove mi pare, anche in macchina.

Per fortuna stanno cominciando a circolare su Internet istruzioni per lettori di CD-ROM modificati, con una scheda aggiuntiva, che decomprimono e suonano questi CD in MP3 senza l'ausilio di un computer. Tuttavia è roba un po' da smanettoni che occorre fabbricarsi in casa. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.

Inoltre, secondo il Sole 24 Ore (26/6/98, pagina IX, articolo di Roberto Faggiano), la Technics ha presentato a Genova, in un suo seminario tecnico, un riproduttore di IC Card. Le IC card sono delle memorie senza parti in movimento, grandi come monete, in grado di contenere 32 megabyte (l'equivalente di un CD audio compresso con Mpeg3). Il riproduttore, udite udite, è grande grosso modo come una carta di credito. Per ora è solo un prototipo (ma perfettamente funzionante) per motivi puramente di costo.

Il difetto del sistema Technics, infatti, è che una IC Card adesso costa oltre 100 dollari. Tuttavia si prevede che entro il 2005 scenda sotto i dieci e arrivi un dollaro prima del 2010.

Se vi piace il formato audio Mpeg3, aggiungo che potete frequentare i newsgroup appositi, dove c'e' un fittissimo (e non certo legale ;-) scambio di registrazioni audio.

I newsgroup sono suddivisi per periodo storico e sono reperibili anche su provider nostrani come TIN. I nomi sono alt.binaries.sounds.mp3.1960s e così via.

Il difetto è che i file sono sempre suddivisi in più parti e ci vuole quindi un lettore di newsgroup come Forte' Free Agent che gestisca i file suddivisi. cosa peggiore, non tutte le parti dei file arrivano sui news server e quindi è facile prelevare diversi mega per trovarsi poi un file incompleto (leggete quindi bene i titoli dei messaggi e controllate che ci siano tutti i pezzi, che sono numerati).

In compenso troverete gli indirizzi di molti siti che, se non vi dispiace fare slalom fra annunci porno, vi forniranno file audio in abbondanza.

Ma occhio alle leggi sul copyright!

Windows 98 italiano: arriva il 10 luglio

La strombazzatissima versione di aggiornamento (tecnicamente, una "bug fix") di Windows sarà disponibile in italiano il 10 di luglio 1998. Il prezzo stimato sarà di 240.000 lire Iva compresa. Lo conferma il Sole 24 Ore Informatica, (26/6/98, Pagina 1).

Non starò a farvi l'elenco dei motivi per cui 240.000 lire sono, a mio modestissimo parere, una cifra indecente per un aggiornamento che sarà anche stato tecnicamente impegnativo per la Microsoft ma che per gli utenti comuni presenta vantaggi quasi trascurabili (a chi frega qualcosa, sinceramente, di poter gestire otto monitor contemporaneamente?).

Bill Gates ha dichiarato che Windows 98 pone rimedio a ben 3000 errori presenti in Windows 95. Bill Gates è anche famoso per aver dichiarato "640K [di memoria RAM] dovrebbero essere sufficienti per chiunque". Era il 1981.

A me francamente pare che questa dei 3000 errori sia un'affermazione a doppio taglio. Significa, infatti, che Mister 75.000 miliardi ci ha rifilato nel '95 un programma con 3000 difetti. Chi ci dice quanti ce ne sono in Windows 98? Volete essere voi i primi a sperimentarli sulla vostra pelle (anzi, sui vostri bit)? Accomodatevi.

A proposito di soldi e Bill Gates: ho calcolato che se anche devolvesse in beneficienza il 99,99% delle sue ricchezze resterebbe sempre multimiliardario. Questo, a mio parere, rende ancor meno giustificabile il prezzo di Windows 98 (capisco che alla Microsoft lavora tanta altra gente, però...). A titolo di confronto, il sistema operativo Linux, ad esempio, è prelevabile gratuitamente; costa qualche decina di dollari se lo volete su CDROM.

E' vero che, come dicono alcuni miei colleghi, i difetti di Windows 95/98 sono piuttosto noti e vengono scoperti in breve tempo (ma dopo l'uscita del prodotto!), mentre quelli dei concorrenti come Linux non sono altrettanto pubblicizzati (eccetto in newsgroup come it.comp.sicurezza.virus o nelle mailing list specializzate), ma francamente fra 240K lire e zero, preferisco spendere zero e tenermi Win95, che ho già pagato fior di palanche.