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Raccolta degli articoli 2002

(C) 2002 Paolo Attivissimo. Distribuzione libera alle condizioni indicate presso http://www.attivissimo.net/nl/norme_distribuzione.htm.

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#2002-001. Apogeonline oscurata? (8/1/2002)

Rispondo pubblicamente a tutti quelli che mi hanno scritto lamentando che il sito del mio editore, www.apogeonline.com, è misteriosamente inaccessibile.

Tutto quello che so, per il momento, è che ho ricevuto un messaggio in cui Apogeonline segnala che il sito non è visibile "da alcuni giorni per cause tecniche" esterne ad Apogeonline.

Non ho quindi motivo di sospettare sabotaggi, censure o problemi legali dovuti alla presenza dei miei articoli ;-)


#2002-002. Spyware: programmi spia negli eredi di Napster (8/1/2002)

Privacy a rischio ancora una volta, se usate certi programmi di scambio musicale eredi di Napster, come Grokster (www.grokster.com), LimeWire/Gnutella (www.limewire.com) e KaZaA (www.kazaa.com). Le versioni di questi programmi distribuite intorno a Natale, infatti, contengono uno "spyware" di nome DlDer: un software che zitto zitto redige una lista dei siti che avete visitato e la spedisce a una società commerciale.

Sapere che tutte le nostre attività in Rete di certo vengono spiate non fa piacere a nessuno, neppure a chi non ha nulla da nascondere; oltretutto gli spyware raccolgono i dati di navigazione per bombardarci selettivamente di pubblicità indesiderata, cosa ancor meno piacevole.

In teoria, "selettivamente" significa che se lasciate che uno spyware vi spii, riceverete pubblicità specificamente adatta ai vostri gusti. In realtà significa che ricevere la stessa pubblicità (spam) che già ricevete, più altra pubblicità riguardante cose che magari avete visto online. E' quindi inutile accettare gli spyware nella speranza che riducano il vostro carico di reclame ricevuta tramite e-mail.

C'è anche chi avanza il dubbio inquietante che le case discografiche usino i dati di questi programmi-spia per identificare gli utenti che scambiano musica via Internet e trascinarli in tribunale.

Dato che i sistemi anticopia sui CD si stanno rivelando un fallimento e che perseguire legalmente i siti di scambio musicale (come è successo con Napster), i discografici stanno infatti tentando anche quest'ultima strada: colpire gli utenti finali. La teoria è che quattro o cinque cause di alto profilo, pubblicate con rilievo sui quotidiani, faranno venire la tremarella agli utenti che partecipano agli scambi di musica online e ne produrranno la fuga in massa. Staremo a vedere.

Per sapere se siete sotto osservazione da parte di DlDer, guardate se nella directory di Windows c'è un file di nome DLDER.EXE, oppure esaminate il vostro computer con un antivirus aggiornato (DlDer è infatti considerato un virus, o meglio un trojan, a tutti gli effetti). Potreste anche trovare sul desktop un'icona con la dicitura "ClickTilUWin".

Se trovate segni di infezione, potete rimuovere D1Der usando il vostro antivirus oppure gli appositi programmi di rimozione approntati con imbarazzo da Grokster (http://www.grokster.com/files/dlder-remove.exe) e KazaA (http://download.kazaa.com/dlder-remove.exe); nel caso di LimeWire, invece, presso www.limewire.com/index.jsp/trojan trovate una nuova versione di LimeWire garantita esente da spyware.

Se preferite il fai da te, presso http://www.antivirus.com/vinfo/virusencyclo/default5.asp?VName=TROJ_DLDER.A trovate le istruzioni (in inglese) per la rimozione manuale di DlDer. Stando a CNN (http://www.cnn.com/2002/TECH/internet/01/05/software.spy.ap/index.html), gli utenti infetti sono circa 150.000 per LimeWire, circa 50.000 per Grokster e alcune centinaia di migliaia per KaZaA.

I siti di scambio musicale coinvolti si scusano per l'accaduto: Grokster ha pubblicato una pagina di spiegazione sul caso DlDer presso http://www.grokster.com/dlderinformation.html, LimeWire si scusa presso http://www.limewire.com/index.jsp/trojan e KaZaA presenta il proprio spiegone presso http://www.kazaa.com/en/dlder.htm. Tuttavia si dichiarano vittime di un malinteso con lo sponsor che ha inserito lo spyware nei loro programmi e precisano di non avere alcun controllo sul contenuto di questi inserimenti sponsorizzati.

Traduzione: gli incidenti di spyware succederanno ancora. Meglio dunque imparare a difendersi da soli. Prima di tutto, controllate qualsiasi programma scaricato da Internet, anche dal sito più blasonato, usando un antivirus aggiornato. In secondo luogo, dotatevi di un buon programma "firewall", come ZoneAlarm, che segnala quando uno spyware tenta di comunicare i vostri dati al suo padrone e vi consente di bloccarlo.


#2002-003. Bill Gates (quello vero) vestito da Harry Potter (12 gennaio 2002)

All'Hilton di Las Vegas è stato presentato un video in cui Bill Gates (quello vero, non un sosia) compare travestito da Harry Potter, nell'ambito della presentazione della fiera dell'elettronica che si è tenuta a Las Vegas nei giorni scorsi.

Se vi interessa, la foto è qui:

http://dailynews.yahoo.com/h/p/nm/20020108/ts/imdf08012002012255a.html

zio bill vestito da Harry Potter

Leggere attentamente le avvertenze. Non somministrare ai bambini sotto i 12 anni o a persone facilmente impressionabili. Può avere effetti collaterali (nausea, irritazione, indignazione, risa irrefrenabili). Usare sotto controllo medico e con un antivirus aggiornato.


#2002-004. Ai confini della realtà - prima puntata (12 gennaio 2002)

C'è una newsletter in inglese, di nome Need To Know, che segnala alcune delle cose più strane reperibili in Rete. è loro, ad esempio, la segnalazione della foto di Bill Gates vestito da Harry Potter del mio messaggio precedente.

Se volete saperne di più, visitate http://www.ntk.net/.

Nel frattempo vi propongo un altro esempio delle chicche scovate da Dave Green, l'autore di Need to Know.

scatola Red Hat

http://www.adminbase.net/~inorog/dead-rat-800x600.jpg

Secondo l'agenzia di censura australiana, la confezione di Red Hat Linux contiene "violenza di basso livello" ("low level violence") e non è adatta ai minori di 15 anni. Vedere per credere.

Aggiornamento: Linux violento - il seguito! (12 gennaio 2002)

Non c'è che dire, ho dei lettori fenomenali. Subito dopo che avevo segnalato una enigmatica foto (http://www.adminbase.net/~inorog/dead-rat-800x600.jpg) di una confezione di Linux australiana stranamente etichettata "violenza di basso livello" e "non adatto ai minori di 15 anni", un lettore (lazarus.led) mi ha rivelato il mistero, e con piacere giro a voi la spiegazione.

La confezione di Red Hat Linux raffigurata nella foto contiene versioni demo di alcuni giochi della Loki (come riportato sulla scatola dalla dicitura "Staroffice & demos of Loki games"), e sono questi giochi, non Linux, a essere classificati "non adatti ai minori di 15 anni".

Grazie Lazarus.led!

A chi mi chiede invece (fra il serio e il faceto) se sono sicuro che si tratta di Australia, rispondo indicando lo stemma accanto alla dicitura "MATURE", che mostra inequivocabilmente un canguro (e già questo basterebbe) e soprattutto, in caratteri molto piccoli, la parola "Australia".


#2002-005. Microsoft contro FBI: l'FBI si rimangia tutto (12 gennaio 2002)

Come segnalato da un amico e lettore (grazie Zane), l'FBI ha deciso, guarda un po', di rimangiarsi le severe critiche che aveva fatto a Microsoft a proposito della recente mega-falla di Windows XP. Devo quindi aggiornare un mio articolo di qualche giorno fa.

Riassumo i fatti: il 20 dicembre 2001, Microsoft rivela che da cinque settimane il suo gioiello, Windows XP, ha lasciato tutti i suoi utenti alla mercé del primo che passa, grazie a una falla enorme nel servizio Universal Plug and Play, come avevo raccontato la storia in un articolo che trovate su ZeusNews:

http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=983&ar2=stampa&numero=999

Microsoft pubblica un programma di correzione (patch) e invita tutti gli utenti a scaricarlo. Pochi giorni dopo (23 dicembre 2001), l'FBI, allarmata dal fatto che aziende vitali degli Stati Uniti e moltissimi enti governativi usano XP per gestire informazioni delicate, esponendole quindi al rischio di incursioni cyberterroristiche, ha dichiarato che le contromisure suggerite da Microsoft per turare le falle di Windows XP non sono sufficienti e ha avvisato gli utenti di XP di disattivare le funzioni 'Universal Plug and Play' (uPnP).

Ora un articolo del 3 gennaio 2002 della Associated Press, che trovate anche presso http://www.msnbc.com/news/681390.asp?0si=-, segnala che l'FBI ha cambiato idea. Tutto sommato non è necessario disattivare il servizio uPnP e basta installare la patch fornita da Microsoft. Pare che ci sia stata una riunione fra esperti dell'FBI, esperti Microsoft ed esperti del CERT (un prestigioso organo governativo autonomo che gestisce le emergenze informatiche), e si siano resi conto che le istruzioni date dall'FBI per disattivare uPnP erano sbagliate...

Andiamo bene. Andiamo proprio bene!

E intanto il consumatore paga.


#2002-006. Apogeonline è di nuovo online (15 gennaio 2002)

Apogeonline è ritornata online dopo 18 giorni di blackout, all'indirizzo provvisorio www.apogeonline.it (anziché il solito .com [che è stato riattivato poco dopo che avevo spedito questo messaggio. -- Paolo]). Sul sito trovate lo spiegone di come possa succedere che un sito rimanga disattivato per più di due settimane per un garbuglio di (ir)responsabilità: è presso http://212.239.21.50/webzine/2002/01/15/01/200201150101.


#2002-007. RAI: società commerciale o ente pubblico? (16 gennaio 2002)

Scusatemi, questo e' un "messaggio di servizio". Ho bisogno del vostro aiuto per indagare su una questione. Per ora non dico altro; se ci saranno sviluppi, sarete i primi a conoscerli.

Mi sapete dire se giuridicamente la Rai e' ancora un ente pubblico governativo o se e' a tutti gli effetti una societa' commerciale? In un caso o nell'altro, mi servirebbe una fonte precisa e autorevole, che so, un articolo di legge o un decreto o una pagina della Rai che spiega la sua storia e il suo status giuridico.


#2002-008. Perché Windows Media Player fa la spia? (16 gennaio 2002)

Ci risiamo. Un'altra falla nel software Microsoft. Di per sé la cosa non farebbe notizia (capita spessissimo), ma è il tipo della falla che mi fa venire i brividi e mi spinge a scriverne. In pratica, Windows Media Player (il programma Microsoft che serve per suonare i file audio e video) permette di spiare la navigazione di un utente e riconoscerlo anche se ha attivato tutte le normali protezioni di privacy.

La cosa funziona così. Quando installate Windows Media Player, al programma viene assegnato automaticamente e silenziosamente un numero identificativo. Il numero identificativo assegnato alla vostra copia è unico e irripetibile: non ce l'ha nessun altro su Internet. In altre parole, quel numero vi identifica inequivocabilmente. è il vostro numero di matricola, la vostra impronta digitale, il vostro DNA in Rete. In pratica, a vostra insaputa Windows vi assegna un codice di identificazione individuale. E poi lo sbandiera in Rete.

Eh già. Il problema è che questo numero identificativo segreto è interrogabile dall'esterno, per cui può essere usato per riconoscervi. Come descritto da Richard M. Smith presso http://www.computerbytesman.com/privacy/supercookie.htm, bastano poche righe di Javascript per consentire a un sito ostile di evocare il Windows Media Player e fargli rivelare il vostro identificativo. Questo avviene anche se disattivate tutti i cookie e li cancellate ogni volta, come si fa di solito per proteggere la propria privacy. Per questa sua caratteristica di comportarsi come un cookie anche quando i cookie sono disattivati, Richard usa il termine "supercookie" per definire questa falla di Windows Media Player.

Tutto questo apre possibilità di tracciamento inquietanti. Ad esempio, un sito può sapere quando e quante volte lo visitate. Una serie di siti legati da un accordo commerciale può condividere i dati di tracciamento cortesemente offerti da Windows Media Player e farsi un'idea molto precisa delle vostre abitudini, dei vostri gusti e delle vostre disponibilità economiche. Voi siete convinti di navigare anonimamente, ma in realtà Windows Media Player vi sta tradendo alle spalle, lasciando dietro di voi una scia di numeri identificativi in ogni sito che decide di approfittare di questa falla.

Se per caso non siete convinti che possa esistere un simile abominio, provate voi stessi. Visitate questo indirizzo:

http://www.computerbytesman.com/privacy/supercookiedemo.htm

Dopo qualche secondo comparirà il vostro numero identificativo univoco. Il mio è questo: {16A8EDA0-AAE5-11D5-BECF-0020E00EB7DD}.

La pagina dimostrativa funziona con qualsiasi browser (compreso il nuovissimo Internet Explorer 6 e anche Opera) e qualsiasi versione di Windows, XP compreso, con o senza rifiuto dei cookie, a patto che abbiate attivato Javascript (cosa che fanno quasi tutti).

Contenti? Visto con che amorevole cura Microsoft si occupa della vostra privacy?

Rimedi

Il numero identificativo di Windows Media Player è per fortuna modificabile. Però richiede che modifichiate il Registro, operazione delicata e di certo non alla portata dell'utente medio. Se ve la sentite, la chiave del Registro da modificare, stando a Richard Smith, è questa

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows Media\WMSDK\General

oppure

HKEY_USERS\<utente>\Software\Microsoft\Windows Media\WMSDK\General

Il valore da modificare è la stringa "UniqueID". Tuttavia la modifica potrebbe impedire il funzionamento dei sistemi di gestione dei diritti digitali del Media Player (quelli che vi permettono di suonare la musica protetta con sistemi anticopia).

Un altro metodo per evitare di seminare queste impronte digitali è disattivare Javascript, ma questo comporta che moltissimi siti diventeranno inutilizzabili perchè usano appunto Javascript.

A seguito delle segnalazioni di Richard Smith, Microsoft ha aggiunto alle versioni recenti del Media Player un'opzione nel menu Strumenti > Opzioni. Nella versione inglese è etichettata "Allow Internet sites to uniquely identify your player" (in italiano è "Consenti ai siti Internet di identificare in modo univoco il lettore multimediale"): disattivandola, il numero di identificazione verrà cambiato ad ogni sessione di Internet Explorer, per cui la vostra privacy sarà di nuovo salva (almeno fino alla scoperta della prossima falla).

Microsoft ha documentato il problema presso http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS01-029.asp, dove trovate anche una patch apposita.

Nella peggiore delle ipotesi, se siete sufficientemente disgustati da questo pasticcio, potete naturalmente disinstallare Windows Media Player e cercarvi un programma sostitutivo nelle biblioteche di software di Internet.

La domanda fondamentale

Trovata e risolta la falla, resta la domanda iniziale. Perché Microsoft ha introdotto questa funzione? A che cosa può mai servire un numero identificativo univoco così ben nascosto in un programma che apparentemente non c'entra proprio niente con l'identificazione dell'utente? Non certo per la gestione dei diritti digitali, dato che ora Microsoft ne consente la disabilitazione.

E allora quale altra spiegazione rimane?

Lascio la risposta alla vostra immaginazione.

Nel frattempo, felice navigazione con i prodotti Microsoft.

Aggiornamento (17 gennaio 2002)

Punto Informatico ha pubblicato un articolo (http://punto-informatico.it/p.asp?i=38696) con ulteriori dettagli sulla vicenda. Inoltre alcuni lettori mi hanno segnalato che le loro prove sono state molto positive, nel senso che sono fallite, e che il loro Windows Media Player non sembra lasciare tracce identificative. Buon per loro! Eccone un paio:

·         "con Windows NT e Windows Media Player 6.4.07.1119, il link del "SuperCookie" non produce alcun risultato, ho controllato anche nel registro e non esistono le voci da te segnalate".

·         "Opera 6 (in inglese), Win2K pro e il WMP installato di default da Windows, ovvero la versione 6.4.09.1109, ZoneAlarm ver. 2.6.362: la casella del test rimane vuota. Ho effettuato la prova anche utilizzando Internet Explorer (quello installato di default) ver. 5.00.3315.1000 e in questo caso nella stringa è venuta la scritta "NONE". Ho constatato inoltre che non possiedo queste due stringhe nel registro."

Il fatto che il test sia fallito per questi utenti non deve però farvi abbassare la guardia. Molti altri utenti (me compreso) sono affetti dal problema, per cui è meglio non prenderlo sottogamba: fate comunque il test, tanto ci vogliono pochi secondi. Se siete fortunati, avrete una falla in meno di cui preoccuparvi. Se siete sfortunati, almeno saprete in che guaio state.

Se decidete di modificare il Registro, fate attenzione al valore che immettete: non lasciatevi tentare dall'idea di immettere "fatti i fattacci tuoi, Bill" e altre invettive del genere. Proprio perché sono modificate e personalizzate, permetterebbero comunque di identificarvi. Conviene invece mettere semplicemente "None", che è il valore segnalato da alcuni lettori ed è usato abbastanza diffusamente da non consentire di identificarvi con certezza. è un pò come se ci fossero tante auto con la stessa targa, non sarebbe possibile sapere quale, di preciso, ha commesso un'infrazione.


#2002-009. Indagine antibufala: Gli stipendi dei parlamentari (17 gennaio 2002)

Un lettore nel forum Rai che ho l'arduo compito di moderare (http://www.rai.it/RAInet/community/pub/copertina/copertinaIndex/0,4965,6_36,00.html) mi ha sottoposto una catena di sant'Antonio che forse ha colpito anche voi. Visto che ho fatto un po' di indagini, magari interessa anche a voi saperne il risultato.

Il testo della catena di sant'Antonio e' questo (lo riassumo): "Sull'Espresso di questa settimana c'e un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali."

Segue un elenco di cifre iperboliche riguardanti stipendi, rimborsi e privilegi vari che spettano ai parlamentari italiani:

> STIPENDIO 37.086.079 AL MESE

> STIPENDIO BASE 19.325.396 al mese

> PORTABORSE 7.804.232 al mese (generalmente parente o familiare)

> RIMBORSO SPESE AFFITTO 5.621.690 al mese

> TELEFONO CELLULARE gratis

> TESSERA DEL CINEMA gratis

> TESSERA TEATRO gratis

> TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

> FRANCOBOLLI gratis

E cosi' via.

Il messaggio si conclude con questo appello:

> Far circolare.......stiamo promovendo un referendum per l'abolizione

> dei privilegi di tutti i parlamentari............queste informazioni

> possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasitutti i mass

> media rifiutano di portarle a conoscenza degliitaliani......

> PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA

Vi racconto come procedo io quando mi capita una catena di sant'Antonio come questa, cosi' magari trovate qualche spunto per fare le vostre indagini personali.

Prima di tutto, do un'occhiata alla coerenza interna del messaggio. Prima si dice che "sull'Espresso di questa settimana c'e' un articoletto", poi si dice "queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet". E gia' qui mi pare che la cosa non stia in piedi.

Secondo: manca ogni e qualsiasi riferimento a date, persone, indirizzi, leggi o documenti. Si dice "stiamo promuovendo un referendum": chi? dove? Se qualcuno sta davvero promuovendo un referendum, mi pare logico che voglia far sapere dove si raccolgono le firme, come contribuire, eccetera. Invece niente.

Inoltre si dice "sull'Espresso di questa settimana". Bella mossa, davvero intelligente! Cosi' la settimana prossima il messaggio sembrera' riferirsi a un altro numero dell'Espresso, e cosi' via. Ha tutta l'aria di essere un espediente per non far datare la catena.

Fin qui i dubbi che saltano fuori da una semplice analisi senza verifiche esterne. Ce ne sarebbero gia' abbastanza da cestinare immediatamente il messaggio, ma siccome c'e' tanta gente che abbocca e non crede a una semplice verifica basata sul buon senso, approfondisco le indagini.

Cosi', per prudenza, facciamo anche qualche altra verifica. La piu' ovvia e' che basterebbe comperare questo fantomatico numero dell'Espresso "di questa settimana" e vedere se c'e' l'articolo. Qualcuno si offre? Scommetto che non c'e'.

Per cominciare, vado su Google (www.google.com), un ottimo motore di ricerca, e immetto una frase tratta dal messaggio: va scelta in modo che sia univoca, quindi non scelgo "recentemente il Parlamento ha votato", ma scelgo "camuffata in modo tale da non risultare nei verbali", cioe' una serie precisa e piuttosto insolita di parole che difficilmente compariranno in messaggi diversi da quello che sto cercando.

Niente. Non c'e' neppure una pagina di Internet che ne parla.

Sempre in Google, scelgo "groups" per cercare la stessa frase nell'archivio dei newsgroup (e' una funzione aggiunta da poco a Google, contiene circa vent'anni di messaggi da tutto il mondo, comprese molte chicche). E qui, in effetti, ci sono tracce in abbondanza. Una risale addirittura ai primi di dicembre 2001 (e naturalmente cita sempre "l'Espresso di questa settimana" ;-)). Credo che non perdero' tempo ad andare in edicola a comperare la pregevole rivista.

Per buona misura, mi tuffo con Google nel mitico newsgroup it.discussioni.leggende.metropolitane, che deve essere tappa obbligata di qualsiasi indagine su catene come questa. Guarda un po'? Ci trovo un sacco di gente che si ricorda di un messaggio _identico_ risalente a ben due anni fa.

Insomma, direi proprio che ci sono abbastanza dati per dichiararla bufala DOC. Per carita', non sto a disquisire sull'esattezza o meno delle cifre propinate; sulle ruberie dei politici ci si puo' accapigliare fino al giorno del giudizio, ma lo si puo' fare con dati veri, non occorrono quelli inventati. E quelli di questo appello sono inventati.

Quello che mi meraviglia ogni volta e' il numero di persone che si beve senza alcun senso critico qualsiasi fregnaccia letta su Internet (comprese le mie ;-)). Ho trovato copie di questo messaggio in it.discussioni.animali.gatti, it.politica.lega-nord, it.politica.pds, it.politica.polo, it.comp.console.playstation e tanti altri, a dimostrazione che la creduloneria e' diffusa tanto a destra quanto a sinistra e in centro ;-)

Fine dell'indagine. Il caso e' chiuso.

Scommettiamo che fra due anni questa catena di sant'Antonio sara' ancora in giro?


#2002-010. Stipendi dei parlamentari: le indagini dei lettori (17 gennaio 2002)

Alcuni lettori mi hanno mandato degli ulteriori approfondimenti al caso della catena di sant'Antonio riguardante gli stipendi dei parlamentari, fornendo dettagli migliori dei miei.

Innanzi tutto, non e' vero che non ci sono pagine Web che non citano questo messaggio, come ho detto nel mio rapportino d'indagine. Infatti basta immettere in Google un altro passaggio del testo della catena ("PORTABORSE (generalmente parente o familiare)") per trovare fior di risultati. Alcune pagine citano anche nomi e numeri di telefono di persone a cui chiedere informazioni. Sarebbe interessante contattarle, ma io non ho alcuna intenzione di farlo, mi sa che sono semplici ripetitori di un'informazione avuta da un amico che l'ha avuta da un cugino.

Fra l'altro, una versione cita una "gazzetta ufficiale 28-11-99" nella quale comparirebbe il testo del referendum, e un sedicente "COMITATO REFERENDUM ABOLIZIONE PRIVILEGI PARLAMENTARI ITALIANI" (lo scrivono tutto in maiuscolo per sentirsi piu' grandi?). Se qualcuno ha voglia di approfondire...

Inoltre un lettore mi segnala che la prima versione di questa catena risale addirittura al 13 ottobre 2000 (il che non collima molto con la data della Gazzetta Ufficiale, ma lasciamo perdere) nel newsgroup alt.cracks, mentre circolava via e-mail da luglio 2000.

Lo stesso lettore (il suo "nom de plume" e' spatatrac) mi segnala questa pagina web: http://www.protadino.it/20000709/08quanto.html, nella quale si racconta di un certo Silvano Giometto "leader del gruppo indipendente Democrazia Costituente [...] ha deciso di sfidare il "Palazzo" proponendo un Referendum per togliere i privilegi di cui godono parlamentari nazionali ed europarlamentari". Insomma, parrebbe essere lui l'iniziatore di questa catena di sant'Antonio. Purtroppo pero' i due siti citati da questa pagina (www.listeciviche.com, www.siroma.com/referendum) non contengono piu' alcuna informazione riguardante il supposto referendum, e io francamente non voglio perderci dietro altro tempo.

Infatti la considerazione fondamentale e' questa. Puo' darsi che il referendum esista. Puo' anche darsi che ci sia davvero qualcuno che si chiama Silvano Giometto che l'ha lanciato. Pero' nella forma in cui circola attualmente, questa catena di sant'Antonio e' del tutto inutile, dato che non offre alcun modo per contattare gli (ipotetici) promotori del referendum. Anzi, e' persino controproducente, perche' se il referendum esiste davvero, tanti saranno scettici perche' hanno ricevuto il messaggio-bufala che ne parla. E' anche vero che i piu' creduloni, se vengono a sapere che il referendum esiste, penseranno "Ecco! questo e' il referendum di cui parlava quella catena di sant'Antonio!" e correranno a firmare. Boh.

Un altro lettore (renato52) mi segnala che forse ho perso la mia scommessa: infatti "sull'Espresso 'di questa settimana' (nr  3 del 17/1/2002) pag 23 un articoletto parla dell'aumento dello stipendio dei  deputati, approvato alla vigilia di Natale, retroattivo da giugno 2001. Le cifre pero' non concordano, se non parzialmente in alcune voci, con la "catena": ora guadagnano tot. EUR 13374.68, di cui EUR 4648.11 indennita', EUR 3873.43 diaria, EUR 4028.36 portaborse, EUR 774.69 spese viaggio.".

Tuttavia questo non dimostra che i dati contenuti nella catena siano autentici: anzi, i dati citati dall'Espresso non concordano, se non parzialmente, e quelli che concordano potrebbero benissimo essere semplici coincidenze.

Spero di avervi divertito con questa piccola indagine e ringrazio i lettori che vi hanno cosi' ampiamente contribuito. Per il resto, per me il caso rimane chiuso. Io _non_ inoltrero' questa catena di sant'Antonio. Pero' chiamatemi quando c'e' da firmare per il referendum ;-)


#2002-011. Microsoft ora mi telefona a casa / Articoli Gazzetta Sport (23 gennaio 2002)

Microsoft adesso ha il mio numero di telefono di casa: il bello e' che gliel'ho dato io, perche' Microsoft aveva delle obiezioni riguardo un mio articolo per Apogeonline. Cosi' ho fatto il mio primo faccia a faccia telefonico con l'azienda che prendo a bastonate cosi' spesso. Che effetto fa essere finalmente arrivati alle orecchie di Bill Gates e sapere che ora sanno dove rintracciarmi? Se volete saperne di piu', la storia e' presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/01/23/01/200201230102

Su un altro versante, gli articoli su Internet che scrivo per la Gazzetta dello Sport ogni mercoledi' sono sospesi indefinitamente (spero non per quello che ho scritto!). La raccolta completa e non tagliata e' comunque disponibile presso il mio sito:

http://www.attivissimo.net/gazzetta/indice-gaz.htm


#2002-012. Panorama Next: quando mi girano, mi girano! (23 gennaio 2002)

Vi mando una copia di una lettera che non sono riuscito a trattenermi dallo scrivere a Panorama. Vari lettori mi hanno infatti segnalato un articolo (http://panoramanext.mondadori.com/panext/computer_palmari/art006005000163.jsp) assolutamente tragicomico in quanto a incompetenza informatica. Roba da non credere. E questo su una testata come Panorama, fra le più vendute (in senso buono) in Italia.

Insomma, mi è partita di getto una protesta al fulmicotone che spero troviate interessante e magari anche divertente: un esempio di come scrivo quando mi fanno girare le cosiddette (mi sto esercitando per un nuovo filone di articoli, ma questa è un'altra storia). Ne ho mandato copia anche alle riviste per le quali scrivo; amici editori, se vi piace, pubblicate, ve lo regalo. Se vi fa schifo, amici come prima.

La letterina a Panorama

To: next@mondadori.it
Cc: internetpertutti@yahoogroups.com
From: Paolo Attivissimo <topone@pobox.com>
Date: Wed, 23 Jan 2002 15:39:13 +0000
Subject: [INTERNET PER TUTTI] Articolo "Hacker: difendi così il tuo pc" su Panorama Online
Reply-To: internetpertutti-owner@yahoogroups.com

Buongiorno, mi chiamo Paolo Attivissimo, giornalista informatico per Apogeonline, Zeus News e Punto Informatico.

Vorrei segnalare una esilarante serie di errori nel vostro articolo:

http://panoramanext.mondadori.com/panext/computer_palmari/art006005000163.jsp

a firma Luca Panerai. Il giornalismo italiano non brilla in quanto a competenza informatica, ma questo articolo lo porta a nuovi abissi di scelleratezza. Mi permetto di fare l'autopsia a questo pezzo perchémi è stato segnalato più volte dai miei lettori indignati.

>Quel ragazzo fu arrestato, ma come lui ce ne sono a migliaia, tutti collegati alla setta Open World. Comunicano su speciali chat line private e usano messaggi in codice. Condividono ogni software, ogni scoperta, che possa contribuire a rendere più forte la setta degli hacker.

Cominciamo dall'abbiccì. Un pirata informatico si chiama "cracker", non "hacker". Un hacker è un appassionato che studia i sistemi informatici per migliorarne le prestazioni, non per distruggerli o penetrarli. C'è la stessa differenza che fra "astronomo" e "astrologo".

Inoltre trovo repellente l'idea di associare il termine "setta" a hacker. "Setta" implica un circolo segreto di iniziati, cosa di cui la comunitàhacker (_hacker_, non cracker) è l'esatta antitesi. La comunitàhacker infatti crede nella _condivisione_ pubblica e libera delle informazioni, aperta a _tutti_, non solo agli appartenenti a questa fantomatica "setta".

Usare "setta" evoca immagini di animali sgozzati e incappucciamenti rituali che nulla hanno a che fare con il mondo hacker e che farebbero meglio a tornare dov'erano, ossia nella fantasia malata del giornalista, evidentemente stimolata da libagioni troppo abbondanti.

>Alcuni guru di Open World si sono convertiti e hanno fatto i soldi, come Linus Torvall, l’ideatore del sistema operativo Lynux (distribuito a prezzi stracciati per fare concorrenza a Windows Xp); o come i ragazzi di Napster, che, dopo avere messo in crisi le corti di giustizia americane con la musica gratis via Internet, hanno raggiunto un accordo con una casa discografica, la Bertlesmann, per diffondere musica in rete a prezzi concorrenziali.

Ritorniamo all'abbiccì. Non si chiama "Linus Torvall", ma "Linus Torvalds". Inoltre il sistema operativo da lui ideato si chiama "Linux", non "Lynux", e non è distribuito "a prezzi stracciati", ma _gratuitamente_. Tre cose che sanno anche i muri, ma che il Panerai, bontàsua, non si cura di conoscere prima di ispensare sapienza informatica. Ma è così difficile documentarsi su questi concetti di base, prima di mettersi a blaterare?

Inoltre la casa discografica si chiama "Bertelsmann". Come vi sentireste se si parlasse del vostro giornale come "Penorama" e della casa editrice come "Mandaodori"? Giuro che i rispettivi giochi di parole sono del tutto involontari. Mi sono venuti spontanei, non so perché.

>Recentemente, la rete centrale della Microsoft è stata bloccata da un maxivirus: era la risposta di Open World alla pretesa invulnerabilità del nuovo sistema operativo Windows Xp.

Davvero? Non mi risulta alcuna dichiarazione di Microsoft in tal senso. Posso sapere le fonti di questa presunta informazione? Che so, delle date? Il nome del "maxivirus"? Credo che ci siano gli estremi per una querela da parte di Microsoft, alla quale mi associerei volentieri (una volta tanto).

>Immaginiamo che i nostri dati siano il cuore di una cipolla e i software antivirus installabili sul singolo pc il primo strato della cipolla, ebbene, tutto il resto è vulnerabile.

Ma che cosa si è fumato il Panerai? Questa frase non ha alcun senso tecnico ed è totalmente fuorviante. Infatti anche i software antivirus sono vulnerabili, come tutti i programmi. Anche questa è una nozione da prima elementare.

>Il primo sistema serio di difesa di una rete è il Firewall (muro di fuoco)

E già che ci siamo, torniamo per la terza volta all'abbiccì, anzi al dizionario di lingue. "Firewall", in inglese, significa "parete tagliafuoco", _non_ "muro di fuoco". Un concetto un tantinello diverso, e magari anche più calzante, non vi pare? Se il Panerai avesse la cortesia di aprire un dizionario d'inglese, potrebbe risparmiarci queste sconcezze. Ma per carità, un esperto come il Panerai non si abbassa a sfogliare un dizionario: lui è un giornalista, e in quanto tale _crea_ la lingua, non la consulta.

>e consiste in un sistema di monitoraggio costante dei profili predefiniti di chi entra e chi esce dalla rete. Qualsiasi utente non registrato o non rispondente ai requisiti stabiliti dalla rete viene «bruciato», in termine tecnico, e lasciato incenerito fuori dalla rete.

Davvero il firewall fa queste cose? Meno male che c'è il Panerai a spiegarcele. In realtà un firewall non lascia fuori gli _utenti_, ma i _dati_ appartenenti a programmi non autorizzati. Leggere un manuale prima di scrivere costerebbe troppa fatica, vero?

>Resta però il rischio di danno fisico alla rete o di distruzione del sistema. Un esempio per tutti: l’11 settembre la Morgan Stanley, i cui uffici erano situati nelle Torri Gemelle, ha subito la perdita di milioni di gigabyte importantissimi.

Si vede che volete essere querelati anche dalla Morgan Stanley. Infatti come qualsiasi azienda seria, la Morgan Stanley ha i cosiddetti piani di "disaster management", per cui la perdita di dati è stata zero. Non vi chiedo di credermi sulla parola: andate qui

http://www.business2.com/articles/mag/0,1640,35214,FF.html

e leggete. "Morgan Stanley... No data lost". Traducete, per favore, per il sig. Panerai; se ha problemi con "firewall", non vorrei fraintendesse anche questo.

Basta, non voglio infierire oltre. Credo che ce ne sia abbastanza.

Mando questo messaggio in copia ai miei lettori e alle riviste per le quali scrivo, così la pubblicano e si fanno quattro risate. Grazie dell'occasione di sano divertimento. Involontario, ma sempre divertimento.

Cordiali saluti da Paolo Attivissimo.

Aggiornamento: articolo di Panorama rimosso (24 gennaio 2002)

Protestare a volte serve. L'infame articolo di Luca Panerai (http://panoramanext.mondadori.com/panext/computer_palmari/art006005000163_stampa.jsp), contro il quale mi ero scagliato per via delle sue allucinanti dimostrazioni di incompetenza, è stato rimosso.

Al suo posto ci sono delle scuse di Panorama Next.

Sia ben chiaro che non è tutto merito mio: da quel che mi risulta, sono arrivate a Panorama e-mail di protesta a badilate. Grazie, fra l'altro, a quelli di voi che hanno scritto a Panorama.

Ora sarebbe interessante sapere quali conseguenze ci saranno per il suo autore. Hmmm... Promozione?

Aggiornamento: Panerai/Panorama Forever! (24 gennaio 2002)

C'è un ultimo strascico della vicenda dell'articolaccio comparso su Panorama Next, e lo devo alle acute (anzi, acuminate) penne di Clarence.com. C'era infatti un passaggio dell'articolo sul quale ho preferito non infierire insinuando interessi di parte: "Un'offerta seria di Asp e di sicurezza dei server la offre per esempio una giovane società partecipata da Telecom Italia, la Netesi".

Mi sembrava strano che si evidenziasse una società in particolare fra le tante, ma un conto è il sospetto, un altro è la certezza, per cui mi sono limitato a criticare gli aspetti certamente sbagliati dell'articolo.

Ma stasera un lettore mi ha segnalato questo commento di Clarence.com (http://www.clarence.com/contents/tecnologia/penne/panerai/), secondo il quale "la società Netesi S.p.A. è stata fondata a settembre del 2000 da un certo Luca Panerai". Direi che se è un caso di omonimia, è davvero stupefacente. Lascio a voi trarre le conclusioni sulla qualità delle "notizie" offerte da Panorama e più in generale dal giornalismo italiano.

Aggiornamento: Panerai forever -- la vendetta (25 gennaio 2002)

A proposito del sospetto legame fra l'articolista Luca Panerai, (ir)responsabile dell'articolo ritirato a furor di popolo da Panorama Next (versione online della rivista) descritto nei miei messaggi precedenti, ho l'obbligo di una precisazione fatta da un lettore.

Infatti ho detto che Clarence.com ha scovato una inquietante omonimia fra il Luca Panerai in questione e uno dei soci fondatori della Netesi, la società che ha citato (per puro caso, naturalmente) nel proprio articolo.

Ma un lettore (munehiro, che ringrazio) mi ha segnalato che in realtà il documento scovato da Clarence.com (http://www.navision.com/it/view.asp?documentID=336&categoryID=315) cita, come uno dei fondatori, un certo "Luca Pan_c_rai", non "Pan_e_rai".

Allora Panerai è innocente e noi siamo colpevoli di pensieri maliziosi? Nossignore, "Pancrai" è semplicemente un errore di battitura, perché mi è arrivata questa segnalazione (che proviene da fonte attendibile ma che non posso garantire perché non ho visto di persona gli articoli): Luca Panerai "siede nel consiglio di amministrazione di Class Editori e risulta esser stato uno dei tre fondatori di Netesi". A riprova sono citati "due articoli di MF (il quotidiano collegato a Milano Finanza)", uno pubblicato a pag. 17 del numero 066 datato 3-04-2001 e firmato da Francescopaolo Tarallo, e uno pubblicato a pag. 13 del numero 123 datato 23-06-2000.

Adesso basta, non ne parlo più, altrimenti rischiamo di trasformare Panerai nel mago Casanova di Internet ;-)

Altre perle del giornalismo

Comunque, se vi può consolare, il giornalismo italiano non ha certo l'esclusiva di queste porcherie. Grazie al fiuto della newsletter "Need to Know" (http://www.ntk.net/), posso segnalarvi questa perla:

http://crazy.codetroop.com/randimg/imgs/computer_bomb.jpg

è una pagina del "Weekly World News" che intervista Arnold Yabenson, della National Cybercrime Prevention Foundation, che dichiara che "è già possibile, per un assassino, inviare a qualcuno un e-mail con un allegato dall'aria innocua. Quando il destinatario scarica l'allegato, la corrente elettrica e la struttura molecolare dell'unità centrale di elaborazione vengono alterate, facendola deflagrare come una grossa bomba a mano".

Io l'ho sempre detto, che gli allegati fanno male ;-)

Lascio a voi il compito educativo di leggere e tradurre il resto dell'articolo, corredato da una notevole foto del signor Yabenson. Va da sé che non vi è traccia, su Internet, della National Cybercrime Prevention Foundation, che non è un ente governativo americano e probabilmente esiste soltanto nella fantasia malata dello Yabenson medesimo.


#2002-013. Nuovo servizio gratuito: l'antibufala (24 gennaio 2002)

Visto che mi chiedete spesso di chiarire se un appello ricevuto via e-mail e' vero o no, ho pensato di inaugurare una nuova rubrica nella newsletter "Internet per tutti" (quella che state leggendo, insomma): la caccia alla bufala.

Ho cominciato ad aggiungere la sezione "Servizio antibufala" al mio sito (http://www.attivissimo.net) e a raccogliere alcune delle bufale piu' interessanti che ho ricevuto in questi anni. Alcune, sorprendentemente, sono autentiche, e a volte molto inquietanti.

Vi offro un assaggio: la bufala di George Arlington, che molti di voi avranno ricevuto o riceveranno prossimamente. Ecco i risultati della mia indagine.

Il testo della catena di sant'Antonio

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Subject: Leukaemia - Please read then forward

If you delete this ... you seriously don't have a heart.

Hi, I am a 29-year-old father. My wife and me have had a wonderful life together. God blessed us with a child too. Our daughter's name is Rachel, and she is 10 years old.

Not long ago the doctors detected brain cancer and in her little body. There is only one way to save her...an operation. Sadly, we don't have enough money to pay the price.

AOL and ZDNET have agreed to help us. The only way they can help us is this way, I send this email to you and you send it to other people. AOL will track this email and count how many people get it.

Every person who opens this email and sends it to at least 3 people will give us 32 cents.

Please help us.

Sincerely

George Arlington

ITALIANO

Oggetto: Leucemia - Per favore leggete di seguito

Se la cestinerete.davvero non avete cuore.

Salve, sono un padre di 29 anni. Io e mia moglie abbiamo avuto una vita meravigliosa. Dio ci ha voluto benedire con una bellissima bambina. Il nome di nostra figlia è Rachele. Ed ha 10 anni.

Poco tempo fa i dottori hanno rilevato un cancro al cervello e nel suo piccolo corpo. C'è una sola via per salvarla.operare. Purtroppo, noi non abbiamo denaro sufficiente per far fronte al costo. AOL e ZDNET hanno acconsentito per aiutarci.

L'uinico modo con il quale loro possono aiutarci è questo: Io invio questa email a voi e voi inviatela ad altre persone. AOL rileverà la traccia di questa e-mail e calcolerà quante persone la riceveranno.

Ogni persona che aprirà questa e-mail e la invierà ad altre 3 persone ci donerà 32 centesimi .

Per favore aiutateci

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Spesso il messaggio viaggia sotto forma di allegato contenente un'immagine di una neonata.

Perché è una bufala

Primo indizio: pensateci un attimo. Credete davvero che aziende come AOL (America Online) e ZDNet siano così crudeli da organizzare questa sottospecie di lotteria? "Caro George, mi spiace, ma non ci hanno risposto in numero sufficiente, per cui non ti paghiamo l'operazione e lasciamo morire tua figlia..." Suvvia, siamo seri.

Secondo: Se AOL e ZDNet sono davvero lanciate in quest'impresa, ne parleranno sicuramente nei loro siti: è una ghiotta occasione per mostrare la propria generosità e guadagnarci in fatto di immagine. Ma nei loro siti non c'è traccia di questo appello. Pensate seriamente che un'azienda faccia queste cose segretamente, rinunciando a pubblicizzare quant'è brava e bella?

Terzo: non esistono programmi di tracciamento della posta che possano seguire un messaggio ritrasmesso più volte come quello di questa catena.

Quarto: basta immettere "AOL" e "George Arlington" in Google per trovare questa pagina: http://www.snopes2.com/ inboxer/children/arling.htm, che spiega per filo e per segno perché questa è una bufala e la fa risalire ad agosto 2000.

Alla prossima indagine!

Se avete bufale su cui volete che indaghi, scrivetemi a topone@pobox.com.


#2002-014. Servizio antibufala: il dentifricio che fa venire il cancro (25 gennaio 2002)

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

Vi mando in allegato un' e-mail che mi è giunta stamattina.

L' ha spedita un amico di un mio collega.

Si tratta della segnalazione da parte di un' impiegata presso l' ASL di Bergamo della presunta pericolosità di un ingrediente che si trova negli shampoo e dentifrici più usati.

Se fosse vero, ciò sarebbe davvero preoccupante.

Subject: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI LEGGERE E MEDITARE !

QUESTA E- MAIL MI E' ARRIVATA DA UNA MIA AMICA CHE LAVORA ALL'OSPEDALE DI BERGAMO

Ciao,

fai molta attenzione alla mail che mi è arrivata.....

Controlla gli ingredienti sulle bottiglie di shampoo e controlla se contengono una sostanza chiamata SODIUM LAURETH (o lauryl) SULFATE, o semplicemente SLS.

Questa sostanza si trova nella maggior parte degli shampoo, e i produttori la usano perche' fa molta schiuma ed e' economica.

Ma il fatto e' che l'SLS si usa per strofinare i pavimenti dei garage ed e' molto forte.

E' anche provato che puo' provocare il cancro a lungo andare, e questo non e' uno scherzo. Livello di cancerosita e' pari a quello del benzene.

Il VO5, Palmolive, Paul Mitchel, il nuovo shampoo della Hemp contengono questa sostanza. Allora ho chiamato una ditta e gli ho detto che il loro prodotto contiene una sostanza che fara' venire il cancro.

Hanno risposto:"Si , lo sappiamo, ma non possiamo farci niente perche' abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre la schiuma."

Anche il dentifricio Colgate contiene quella sostanza per produrre le bolle.

Dicono che mi manderanno delle informazioni. La ricerca ha dimostrato che negli anni'80 le probabilita' di prendere il cancro erano 1 su 800 e ora, negli anni '90, sono 1 su 3, e ci F2 e' molto preoccupante.

Cosi' spero che prendiate questa lettera sul serio e la passiatea tutti quelli che conoscete, nella speranza di impedire di provocarci il cancro..

La cosa e' seria, dopo che avete letto questa lettera cercate di informare tutti quelli che potete.

Contengono quella sostanza:

Shampoo dell'Antica Erboristeria

Bagnoschiuma Bionsen

Bagnoschiuma Nivea

Collutorio L'Angelica

Shampoo Clear

Shampoo Garnier

Shampoo L'Oreal

Dentifricio Macleens Extrafresh

Dentifricio Oral-B Sensitive Fluoride

Dentifricio AZ verde protezione carie

Shampoo OSMOSE e BIOPOINT

Non so quelli dell'Erbolario, con l'occasione ho scoperto che non hanno gli ingredienti sulla confezione.

SE HAI ANCORA DUBBI LEGGI "SALUTE" IL SETTIMANALE DI REPUBBLICA SULLA SALUTE DEL 9 NOVEMBRE 2000. ALLA PAG 40-41 (riquadro verde in alto al centro) TROVERAI UN ARTICOLO CHE PARLA PROPRIO DI QUESTA SOSTANZA.

CONCLUSIONE: NESSUNO NEGA LA PRESENZA DI TALE SOSTANZA, MA LAGIUSTIFICANO; ANZI, PER MOTIVI PURAMENTE ECONOMICI, DICONO CHE LE BASSE DOSI SAREBBERO ININFLUENTI, MA UNA BASSA DOSE CON LA DOCCIA,UNA PERLAVARE I DENTI , UNA PER LAVARE I CAPELLI ..... A LUNGO ANDARE QUANTO FA?

E SE COLORO CHE GIUSTIFICANO L'UTILIZZO DI TALE SOSTANZA INVECE DI PENSARE ALLA SALUTE DEI CONSUMATORI PENSASSERO SOLO A NON FARE ANDARE IN ROVINA LE MULTINAZIONALI?

Una delle varianti cita anche un indirizzo di un "Istituto Europeo di Oncologia, via Ripamonti 435, 20141 Milano, tel. +39-02-57489205, fax  +39-02-57489872, e-mail: lucia.zigliani@ieo.it".

Inquietante, vero? E oltretutto apparentemente ben documentata: cita istituti, indirizzi, riviste e nomi di persone a cui chiedere conferme. Ma nonostante tutto, è una bufala.

Perché è una bufala

Come spesso accade, l'impagabile sito Urban Legends Reference Pages, la "Bibbia" delle leggende metropolitane. chiarisce bene i termini della faccenda: trovate tutti i dettagli in inglese presso http://www.snopes2.com/toxins/shampoo.htm, ma ve li riassumo qui in italiano, con qualche mia aggiunta personale.

Primo: usare il buon senso. A un certo punto si afferma "Allora ho chiamato una ditta e gli ho detto che il loro prodotto contiene una sostanza che fara' venire il cancro. Hanno risposto:"Si , lo sappiamo, ma non possiamo farci niente perche' abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre la schiuma." Pronto? C'è nessuno in casa? Vogliamo davvero credere che una persona qualsiasi telefona a un'azienda che fabbrica un prodotto e l'azienda risponde disinvoltamente "Sì, lo sappiamo che è cancerogeno ma non ce ne frega niente"? Senza temere di finire immediatamente su Striscia la Notizia o di essere arrestato dai NAS, picchettato da Greenpeace, Legambiente e tutti gli altri movimenti ecologisti? Ma siamo seri!

Secondo: documentarsi. Innanzi tutto la traduzione: Sodium Laureth Sulphate è, in italiano, sodio lauriletere solfato; Sodium Lauryl Sulphate invece è, in italiano, sodio laurilsolfato. Il primo si abbrevia SLES, il secondo SLS, e hanno nomi diversi perché sono due sostanze diverse. Quindi chi ha redatto il messaggio non sa niente di chimica, perché ne parla come se fossero due nomi della stessa sostanza. L'autore del messaggio, insomma, non sa di che cosa sta parlando.

Terzo: basta immettere questi termini inglesi o italiani in un motore di ricerca per scoprire – ma guarda un po' – che molti siti autorevoli (o perlomeno senza interessi di parte nella questione) segnalano l'esistenza di una catena di Sant'Antonio che avverte di una presunta azione cancerogena di queste sostanze. Va da sé che tutti confermano che le due sostanze sono sì presenti nei dentifrici e nei detersivi, ma non inducono il cancro.

Certo potrebbe essere un complotto delle multinazionali, come insinuato dall'appello. Ma se così fosse, ritorniamo alla domanda iniziale: come mai allora basta telefonare a un'azienda per sentirsi dire che la sostanza è cancerogena? Non è come telefonare al Pentagono e dire "Scusi, avete mica lì un disco volante caduto a Roswell?" e sentirsi rispondere "Certo, è un segreto ben custodito, ma a lei lo dico volentieri"?

Quarto: per avere successo, una buona bufala deve contenere alcuni fondamenti di verità. Infatti stando alle mie ricerche, le sostanze citate sono effettivamente presenti in prodotti come shampoo, dentifrici, collutori e simili, e servono effettivamente a fare la schiuma. Ma il fatto che una parte del messaggio-bufala sia autentico non implica necessariamente che lo sia anche tutto il resto.

Quinto: C'è una tecnica ricorrente nelle leggende metropolitane: l'inganno dei dosaggi. _Qualsiasi_ sostanza è pericolosa se assunta in dosaggi opportuni. Scettici? Bene, allora prendete l'acqua. Cosa c'è di più sano e innocuo dell'acqua pura? Provate a berne trenta litri in un giorno, e vedrete che effetto vi fa. Provate a ingurgitare un etto di sale o di peperoncino. Anzi, non provate; non vi voglio sulla coscienza. Lo stesso vale per le sostanze chimiche. Nel caso specifico, si dice che l'SLS si usa per strofinare i pavimenti dei garage ed e' molto forte. Solo che le sostanze citate nella bufala sono usate in dosaggi molto superiori nei detersivi per pavimenti rispetto ai dosaggi ammessi negli shampoo.

Sesto: è noto e dichiarato apertamente dalla comunità scientifica, e persino dalle tanto famigerate multinazionali, che queste due sostanze sono irritanti. Però anche i disinfettanti, che pure sono così benefici, sono irritanti, se vi lasciate a mollo un dito. Inoltre fra irritante e cancerogeno c'è un abisso. In realtà l'effetto dannoso di queste sostanze è di tutt'altro genere: dal 1998, l'FDA (organo statunitense che certifica la sicurezza o la pericolosità di ogni sostanza coinvolta nei processi di produzione degli alimenti) esige che sui dentifrici sia scritto chiaramente che ingerire troppo dentifricio fa male, ma non perché induce il cancro: perché fa venire la diarrea.

Settimo: i riferimenti. Che dire dell'"Istituto Europeo di Oncologia" citato come fonte? Be', l'Istituto esiste, ed esiste anche la Lucia Zigliani citata come persona da contattare (la conferma è presso il sito dell'Istituto, http://www.ieo.it/italiano/research/epid.htm). Ma come dicevo prima, il fatto che una parte del messaggio contenga dati autentici non garantisce affatto che sia autentico anche il resto. I casi sono due: o la signora Zigliani è una pessima oncologa (anzi, assistente epidemiologa), oppure il suo nome e quello dell'Istituto sono stati aggiunti per dare più autenticità alla bufala. Pensate che danno stanno subendo, in quest'ultimo caso, la signora Zigliani e il suo Istituto a causa di questa bufala.

E che dire dell'articolo dell'inserto di Repubblica? Bisognerebbe prima trovarlo e leggerlo, per cui non posso commentarlo. Se qualcuno lo trova, aggiornerò la mia indagine.

Ultima considerazione: molti prodotti "naturali" o "ecologici" o "alternativi" che dir si voglia amano esaltare la propria qualità dicendo "non contiene X", dove X è una sostanza dal nome complicato e inquietante per i non addetti ai lavori. Molto spesso questi prodotti "naturali" (che non si capisce come possano essere naturali, dato che comunque sono lavorati dall'uomo) dichiarano di non contenere SLS. Guarda caso, circola un messaggio che avvisa che l'SLS è cancerogeno ed è presente in tanti prodotti delle multinazionali. Ora chiedetevi chi può avere interesse a diffondere una bufala di questo tipo.

Insomma, questo appello è un classico esempio di quello che ora si chiama "marketing virale", ossia quella tecnica pubblicitaria in cui si induce il consumatore stesso a diffondere intenzionalmente il messaggio pubblicitario. Il bello è che il consumatore lo diffonde credendo di fare una cosa buona e giusta, e di fregare le schifose multinazionali schiaviste e capitaliste, quando in realtà invece di farsi spennare da un'azienda non fa altro che farsi spennare da un'altra uguale che si è inventata la storia dei prodotti "naturali".

Per carità, questo non vuol certo dire che secondo me tutto quello che fa l'industria è bene e quello che fanno gli ecologisti è male. Vuol dire soltanto che dobbiamo imparare a diffidare degli uni e degli altri e a verificare sempre e comunque le loro affermazioni, anche quando fanno appello al nostro rispetto per l'ambiente. Ne va, in fin dei conti, della nostra salute.

Ciao da Paolo.


#2002-015. Novità sul dentifricio cancerogeno (25 gennaio 2002)

Questa newsletter deve tanto ai suoi lettori; non lo dico per adularli, ma perché è dannatamente vero. Ad esempio, come seguito del mio recente articolo sull'appello contro il presunto ingrediente cancerogeno dei dentifrici che recava la firma di Lucia Zigliani dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Ora un lettore (docgil) ha contattato la Zigliani e si è fatto spiegare la faccenda. Ecco, con il permesso degli interessati, il sunto di quello che mi raccontano.

"Essendo medico, la cosa mi ha incuriosito e, invece di cestinare istantaneamente il messaggio, ho provato a chiedere chiarimenti al suddetto indirizzo e, non senza sorpresa, ho ricevuto una cortese risposta. La signora Zigliani lavora effettivamente per lo IEO e tempo fa ha ricevuto anche lei il messaggio dello shampoo: non sapendo che fare, ha pensato bene di spedirlo in giro e il suo mailer, probabilmente a sua insaputa, ha ficcato al fondo la sua signature cosa che ha dato una particolare aria di autorevolezza a cio' che si affermava."

"Interpellata in merito, la signora Zigliani dice di avere poi fatto delle ricerche in merito (dopo!) e di essersi resa conto che si tratta di una bufala; pertanto si scusa (!). Intanto il messaggio "dell'Istituto Europeo di Oncologia" continua a girare facendo rizzare i capelli in testa a chi usa lo shampo  (e magari anche ai calvi che si lavano i denti :-)"

"Tra l'altro, la Zigliani dice di essersi fatta mandare l'inserto di Repubblica e di aver scoperto che in realta' l'inserto _smentisce_ la cancerogenicita' della sostanza."

La Zigliani ha scritto al lettore: cito, sempre con il permesso dell'interessata, quello che ha detto:

"Gentile Dr. ......,

Qualche tempo fa vi ho inviato un messaggio, che avevo ricevuto a mia volta, in merito a una sostanza, il sodium laureth (o lauryl) sulfate, contenuta in prodotti cosmetici.

Il messaggio sembrava importante, vista anche la citazione dell'articolo apparso sull'inserto di Repubblica, così ho pensato di passarvelo senza prima accertarmi della veridicità della notizia.

Sembra invece si tratti della solita catena di "Sant'Antonio". Ho successivamente fatto qualche ricerca, ma non sono stata in grado di trovare dati scientifici tali da confermare quanto esposto nel messaggio.

Il messaggio che vi ho spedito non voleva assolutamente essere una presa di posizione da parte dell'istituto presso il quale lavoro, ma si trattava di un'iniziativa del tutto personale. Purtroppo, come altri a cui è arrivata la catena prima di me, sono stata tratta in inganno dall'apparente serietà del messaggio, visti tutti gli allarmi ecologici cui siamo spesso sottoposti."

E con questo, amici, anche questo caso del vostro Detective Antibufala è chiuso. Alla prossima indagine!


#2002-016. Ci casca pure il Codacons, che tristezza (28 gennaio 2002)

In un articolo recente di questa newsletter ho indagato sull'appello che circola via e-mail riguardante i privilegi dei parlamentari (i dettagli sono presso http://www.attivissimo.net/antibufala/elenco.htm). Ora scopro, grazie a un lettore (buse.lhd), due ulteriori aspetti di questa catena di sant'Antonio.

Il primo è una smentita che richiede solo una banale occhiata al calendario. I privilegi esorbitanti lamentati dall'appello sarebbero stati attivati nascostamente, stando al testo dell'appello stesso, tramite la Gazzetta Ufficiale del 28/11/99. Solo che il 28/11/99 era _domenica_. E come avrete già capito, la Gazzetta Ufficiale non esce di domenica. Quindi una delle "prove" presentate nell'appello è falsa.

Il secondo aspetto è che ci è cascato persino il Codacons, che di solito è abbastanza cauto e autorevole. Detesto parlar male di loro, visto che avevano presentato pubblicamente la mia storia sul rimborso (poi ottenuto) di Windows (http://www.attivissimo.net/rimborso_windows/istruzioni.htm), ma devo ammettere che stavolta hanno preso una bella cantonata, e come se non bastasse hanno anche rincarato la dose con stupidaggini realizzate in proprio.

Sul sito del Codacons (http://www.codacons.it), nella sezione Archivi, c'è infatti un comunicato stampa intitolato "Cronaca Nazionale 01/02/2001 - APPELLO DEL CODACONS AI DUE CANDIDATI RUTELLI E BERLUSCONI". Notate la data: febbraio 2001, quindi un anno fa, ben prima dell'appello che circola attualmente e cita l'Espresso "di questa settimana". Questo comunicato, guarda un po', ripete _esattamente_ il testo dell'appello, segno evidente che il Codacons non ha neppure pensato di controllare le cifre prima di aprir bocca. Complimenti, che serietà.

C'è di meglio (o peggio, a seconda dei punti di vista). Il 9 febbraio 2001, l'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, di fronte alla veemente denuncia del Codacons e al dilagare su Internet di infinite copie di questo appello-bufala, si trova costretto a diramare una smentita riguardante il comunicato stampa del Codacons, che trovate presso http://www.camera.it/index.asp?content=/primapagina/primapagina/08.comunicati.asp o in copia integrale presso la mia pagina dedicata a questa bufala (http://www.attivissimo.net/antibufala/stipendi_parlamentari.htm). La smentita riporta le cifre ufficiali del trattamento economico dei parlamentari.

Ovviamente ognuno è libero di credere o meno alle smentite ufficiali (ma così facendo il rischio di scivolare nella paranoia è alto) e di ritenere equi o meno questi importi. Ma questa è un'altra storia. Qui siamo a caccia di bufale, non di squali.

Insomma, tale e tanto è il baccano causato da questa catena di sant'Antonio che persino la Camera dei Deputati s'è dovuta mobilitare.

Non è finita. Sempre il Codacons, in una pagina Web intitolata "Cronaca Nazionale 03/04/2001 - QUANTO CI COSTANO I PARLAMENTARI?", contesta anche la smentita. Come lo fa? Presentando una busta paga di un parlamentare? Interpellando la Corte dei Conti? Nossignore. Ribatte con perle come questa: "La Camera ha contestato meno della metà delle cifre da noi riportate, e _pertanto_devono_essere_considerate_veritiere_e_precise_quelle_non_oggetto_di_replica_(più della metà)."

Capito il ragionamento? Stando al Codacons, se uno dice una cosa e nessuno gliela contesta, basta questo per certificare che è vera. Una dimostrazione di logica stupefacente (nel senso stretto di "stupe-fare", ossia "fare lo stupido"). Se questo è il modo di ragionare di coloro che dovrebbero difendere noi consumatori, chi ci difenderà dai difensori?

Insomma, di questa bufala non ci libereremo proprio mai, finché c'è gente che abbocca a qualsiasi cosa legga e non controlla le proprie fonti.


#2002-017. Segnalazione nuovo virus www.myparty.yahoo.com (28 gennaio 2002)

Circola una nuova astuta variante sul tema virus. Come al solito, si basa sull'invio di un allegato e sull'indurre la vittima ad aprirlo.

Fin qui niente di nuovo: la novita' e' la tecnica di persuasione. Infatti l'e-mail che trasporta il virus si intitola "new photos from my party!" e contiene questo testo:

>Hello!

>My party... It was absolutely amazing!
>I have attached my web page with new photos!
>If you can please make color prints of my photos. Thanks!

ma soprattutto include un allegato il cui nome è "www.myparty.yahoo.com". Ha tutta l'aria di essere un indirizzo di un sito, ma non lo e': e' un programma _eseguibile_ per DOS/Windows. Infatti per un'infelice coincidenza, ".com" è il suffisso usato per moltissimi siti Web, ma e' anche il suffisso usato da Windows per i file eseguibili.

Risultato: la vittima, incuriosita (e credulona), clicca sul falso "indirizzo" e invece di essere catapultata su un sito contenente foto di una festa, si trova infetta. Naturalmente il virus coglie subito l'occasione per iniziare a propagarsi infettando altre macchine via e-mail, attingendo alla rubrica degli indirizzi di Windows.

La descrizione del virus e' disponibile presso http://www.sophos.com/virusinfo/analyses/w32mypartya.html.

Considerazioni:

-- il virus colpisce soltanto chi usa Windows (con grande compiacimento degli utenti Mac e Linux)

-- non è necessario usare Outlook per essere a rischio infezione

-- per infettarsi occorre doppiocliccare sull'allegato. Aprire il messaggio _non_ è sufficiente per infettarsi.

-- cancellando il messaggio e l'allegato si elimina il rischio di infezione.

-- gli antivirus hanno già rilasciato un aggiornamento scaricabile che riconosce questo virus

-- rimane valido il consiglio di sempre: NON APRITE GLI ALLEGATI SENZA CONTROLLARLI PRIMA CON L'ANTIVIRUS _AGGIORNATO_.

Come sempre, a chi mi manda questo virus riservo la piu' atroce delle punizioni: l'iscrizione gratuita alla mia newsletter.


#2002-018. Allora, XP vende o no? (29 gennaio 2002)

Se questa e' una di quelle domande che vi fa perdere il sonno, ho qualche risposta per voi. Ho scavato un pochino dietro le quinte di quei roboanti articoli di giornale secondo i quali Windows XP avrebbe venduto sette milioni di copie in due settimane e dietro i sondaggi di CNN che segnalano un 15% di utenti Windows pronti alla fuga. Quanto c'e' di vero in entrambi?

La risposta (o perlomeno un accenno di risposta) all'assillante dubbio e' presso Apogeonline:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/01/29/01/200201290101

Aggiornamenti antibufala

Ho aggiornato alcune voci del mio elenco di bufale diffuse via Internet, arricchendole con le preziose segnalazioni dei lettori. Ci sono novita', ad esempio, per quanto riguarda gli stipendi dei parlamentari (http://www.attivissimo.net/antibufala/stipendi_parlamentari.htm) e ci sono due nuove voci, una dedicata all'appello per i gatti allevati in bottiglia (http://www.attivissimo.net/antibufala/bonsaikitten.htm) e una dedicata alla ricerca di donatori di midollo osseo (http://www.attivissimo.net/antibufala/donatore_midollo.htm).

Buon divertimento!

Apogeonline nel pallone (29 gennaio 2002)

Mi scuso con tutti i lettori anche se non e' colpa mia, ma in questo momento il mio articolo su Apogeonline, segnalato stamattina, non e' leggibile. Per motivi tutti da scoprire, l'articolo (e tutti gli altri articoli del sito) sono in un formato inconsueto (per i patiti di tecnologia, XML invece del solito HTML), per cui non sono leggibili dai normali browser.

Ho gia' avvisato Apogeonline della magagna e vi tengo informati sugli sviluppi della faccenda.

Grazie a tutti coloro che mi hanno segnalato il problema.

Apogeonline, disguido risolto (29 gennaio 2002)

Scusandomi ancora del pasticcio di cui sono anch'io involontaria vittima, posso annunciare con piacere che Apogeonline ha ripreso i sensi dopo la sbandata di oggi pomeriggio. Pertanto il mio fulgido articolo e' di nuovo leggibile presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/01/29/01/200201290101

Grazie a tutti della pazienza e delle segnalazioni.


#2002-019. Good Luck, la madre di tutti i virus? (31 gennaio 2002)

Ricevo da un lettore (dal curioso nickname "vaticano") la segnalazione di questo articolo su un nuovo pericolosissimo virus... OK, lo so, detto così ha molto l'aria della solita bufala. Anzi, più che di bufala, ha l'aria di un ennesimo esempio di squallido giornalismo, dove l'incompetenza si somma all'incoscienza.

Innanzi tutto, il testo dell'articolo: con alcune varianti, circola su vari quotidiani.

Arriva "Good Luck" il virus terrorista - "Buona fortuna" è il perfido augurio lanciato dai pirati informatici che hanno messo a punto "Good Luck", un virus che potrebbe mettere in ginocchio migliaia di imprese. Il virus si copia nel PC restando invisibile fino al momento della attivazione, che pur avvenire dall'esterno, autodistruggendosi poi con tutti i files del computer. E' l'Interpol ad aver stilato un rapporto segreto, reso pubblico dal quotidiano "Le Figaro", nel quale si afferma che "Good Luck" è in grado di superare tutte le protezioni finora utilizzate. In concreto, sostengono gli esperti, il supervirus ha una capacità distruttiva sconosciuta. Il terrorismo, la polizia informatica di tutto il mondo è d'accordo, sta assumendo forme nuove e "Good Luck" potrebbe essere l'arma letale di questa nuova ondata. "Il nostro scopo non è creare il panico - dicono gli autori del rapporto - né dare suggerimenti criminali. E' destinato ai massimi responsabili della sicurezza informatica". Il testo è firmato da Eyal Dotan, direttore della ditta francese di ricerca e sviluppo di Tegam International, che da anni produce tecnologia per antivirus informatici ed che ha individuato "ILoveYou" e i suoi pericolosissimi derivati.

Inquietante, vero? Prima di lanciarmi nella solita indagine su Internet, faccio il mio abituale controllo della coerenza interna del messaggio.

·         primo: il signor Dotan dice che esiste questo virus terribile, che è "in grado di superare tutte le protezioni finora utilizzate". Se è in grado di affermare cotanto prodigio, vuol dire che il virus l'ha studiato e quindi lo conosce. E se lo conosce, perché non ne descrive il funzionamento (in termini meno superficiali di quelli usati nell'articolo), così le aziende che producono antivirus possono creare un rimedio?

·         secondo: guarda caso, l'opinione su Good Luck viene da un "direttore della ditta francese di ricerca e sviluppo di Tegam International". E bravo il signor Dotan: riesce a convincere l'articolista a fargli un bel po' di pubblicità. Anche questo mi induce al sospetto. Mi viene un dubbio: l'articolo sarà mica stato scritto dal mitico Luca Panerai [http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=1040&ar2=stampa&numero=999]?

·         terzo: come mai i grandi nomi dell'industria antivirale sono assenti dall'articolo e, cosa peggiore, sono all'oscuro di tutto, mentre questa oscura azienda francese è anni avanti a loro? Non è un po' strano?

·         quarto: il messaggio ha tutti gli ingredienti di una bufala: gli oscuri pericoli di innominati terroristi, la totale mancanza di informazioni concrete, un rapporto segreto che guarda un po' finisce in mano ai giornali, il rassicurante "nooo.... non vogliamo seminare il panico" che in realtà contraddice tutto quello che si è detto prima.

Seconda fase: ricerca online. Guarda caso, nessuno dei siti dedicati alla sicurezza (e neppure il sito della Tegam medesima, www.tegam.fr) menziona questo fantomatico "Good luck". Mi pare decisamente strano.

Ed è a questo punto che trovo la soluzione. Immettendo in Google (www.google.com) le parole "Eyal Dotan" e "Good Luck" trovo questa pagina:

http://www.webdo.ch/webdotech/news/techno/article.asp?ID_article=8106

Se sapete il francese potete gustarvi l'articolo in originale, ma il sunto è questo: Good Luck non esiste ed è una trovata pubblicitaria di monsieur Dotan.

Naturalmente i giornali francesi ci sono cascati (a dimostrazione che il gene del Panerai è internazionale) e altrettanto, per non essere da meno, ci cascano i giornali italiani.

Clap, clap, clap, ma che bravi questi giornalisti. Bravi e soprattutto diligenti nel controllare le proprie fonti prima di berciare.

Praticamente è andata così. Il signor Dotan ha stilato un rapporto ipotetico su come dovrebbe essere un virus per essere particolarmente dannoso. Nel rapporto dice alcune cose di certo non nuove: che un virus del genere dovrebbe essere polimorfico (modificarsi spontaneamente, in modo da non essere identificabile dagli antivirus), mascherarsi come "cavallo di Troia" (o 'trojan horse', ossia avere l'aspetto di un programma o file innocuo) ed essere comandabile a distanza dal proprio creatore. A questa ipotetica creatura virale ha dato il nome "Good Luck", giusto per comodità.

Ma il buon giornalista non si ferma certo di fronte a un banale "ipotetico". E così la creatura da ipotetica diventa reale e semina il panico. L'irresponsabile di turno, se volete saperlo, si chiama Christophe Doré, del Figaro. Lui è il primo che ha creato il falso scoop: taccio, per compassione, i nomi degli altri giornalisti italiani che hanno ricopiato il suo articolo.

Giusto per confermare che le cose stanno così, Webdo.ch cita le parole del padre di Dotan: "Good Luck n´existe pas, c´est une information préventive, c´est une sorte de scénario catastrophe". Ossia "Good Luck non esiste, è informazione preventiva, una sorta di scenario-catastrofe". Una di quelle ipotesi, insomma, che si preparano abitualmente in ogni settore per prevenire i disastri.

E già che c'è, fa un altro po' di pubblicità: "les spécialistes, qui travaillent presque tous pour des éditeurs d´anti-virus, n´en parlent pas c´est parce qu´ils ne peuvent pas les arrêter avec leurs produits. Contre ce genre de programme, je n´ai pas d´autres remèdes que de conseiller d´acheter mon produit ".

In altre parole, secondo Dotan padre, "gli specialisti, che lavorano quasi tutti per le società che producono antivirus, non ne parlano [di Good Luck], perché non sono in grado di fermarlo con i loro prodotti". Pronti per il colpo da maestro finale? Eccola: "Contro questo genere di programmi non ho altre soluzioni se non consigliare di acquistare il mio prodotto". Che è, naturalmente, un antivirus. Ma che bravo il signor Dotan, magari non scrive il miglior antivirus del mondo, ma sa come turlupinare i giornalisti e farsi autopromozione.

E il rapporto Interpol? Svanito come neve al sole. Infatti Dotan padre chiarisce che non è stato né redatto né commissionato dall'Interpol, ma "è stato stilato dalla nostra azienda e inviato alle autorità nazionali e internazionali a scopo preventivo". E, come dice webdo.ch, magari un tantinello pubblicitario?

Indagine chiusa. Con disgusto, ma chiusa.

Nota: di questo caso si è occupato anche Punto Informatico, in un articolo (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=38892) che segnala come a questa bufala abbiano abboccato il giornale Il Nuovo (http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,102836,00.html) e l'ANSA (http://www.ansa.it/fdg01/20020130195274241/20020130195274241.shtml) e nota che nei newsgroup francesi l'articolo è stato fatto a pezzi dagli sberleffi degli utenti (http://groups.google.it/groups?hl=it&frame=right&th=ac4029ade7bcb77e&seekm=3C57F264.5463B2EA%40acbm.com#link1). L'intervista originale contenente la smentita da parte di Dotan padre è su Transfert.net (http://www.transfert.net/fr/techno/article.cfm?idx_rub=89&idx_art=8106).


#2002-020. Cos'è un petabyte? E chi se ne frega? (1 febbraio 2002)

Qualche tempo fa scrissi un articoletto (http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=897&ar2=stampa&numero=275) sul fatto che Linux era diventato il primo sistema operativo in grado di gestire singoli file di dimensioni fino a 144 petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte).

Mal me ne incolse, perché da allora ho ricevuto una insolita valanga di messaggi della serie "ecchissenefrega". La critica, insomma, era che file così smisurati non avevano alcuna applicazione pratica, per cui vantare un traguardo del genere era un po' come dichiarare di avere una Ferrari capace di andare a 340 l'ora ma vivere in un paese in cui il limite di velocità è 50 l'ora: totalmente irrilevante e inutile.

In effetti anch'io avevo pensato a quest'articolo come una curiosità, più che una dichiarazione di supremazia verso gli altri sistemi operativi, e dubitavo anch'io delle applicazioni pratiche di una potenzialità del genere, tant'è che avevo scritto "Certo oggi parlare di file da oltre cento milioni di miliardi di byte è un po' esagerato, per cui non sarebbe giusto bastonare Microsoft per questo traguardo mancato (magari per altri sì, ma questa è un'altra storia). Tuttavia in applicazioni aziendali (grandi database, video digitale di qualità cinematografica, e via dicendo) cifre di questo genere sono all'orizzonte."

Ma oggi leggo una conferma interessante: i petabyte si usano eccome. Infatti presso The Register (http://www.theregister.co.uk/content/53/23905.html) scopro che Linux è fra i candidati per gestire il computer più grande del mondo, nell'ambito di un progetto governativo statunitense denominato Project Purple (http://www.llnl.gov/asci/purple/), che riunisce le risorse di calcolo dei tre principali laboratori di ricerca USA (Livermore, Sandia e Los Alamos) per eseguire simulazioni nucleari.

E' un computer piuttosto impressionante in quanto a specifiche: ad esempio, il tetto massimo di consumo energetico è sei megawatt per il computer vero e proprio e quattro megawatt per il raffreddamento, ed è richiesto un file system condiviso che scriva sulla rete di computer al ritmo di migliaia di gigabyte al secondo. Notevole.

Ed eccoci ai petabyte. Il progetto richiede la possibilità di gestire file da 50 petabyte, distribuiti su più dischi, e Linux può farlo. Insomma, saper gestire centinaia di petabyte non è più irrilevante e futuribile: è una necessità pratica, anche se limitata a un laboratorio di ricerca avanzata.

Casi come questo dimostrano che è necessario guardare avanti, molto avanti, nel progettare qualsiasi cosa che riguardi l'informatica, perché il futuro arriva prima che uno se l'aspetti. Se non guardiamo avanti, facciamo la fine di quel signore che disse "640 k di memoria dovrebbero bastare a chiunque" (William Henry Gates III, 1981). [nota: dopo che ho pubblicato questo articolo è emerso che la frase gli è attribuita da numerose fonti, ma lui nega di averla mai pronunciata e le fonti non sono in grado di smentirlo]

Aggiornamento (2 marzo 2002)

Un lettore (michelotto) mi ha mandato un suo commento in difesa del mio articolo, che segnala altre situazioni in cui i petabyte sono di uso corrente. "Io lavoro in un esperimento di fisica delle alte energie che comincerà a prendere dati nel 2005 al CERN di Ginevra. Gli esperimenti della generazione precedente durati circa 10 anni dal '90 erano esperimenti di scala Gigabyte. [...] Le scale degli esperimenti futuri sono dell'ordine del PetaByte. Ogni esperimento produrrà un PB di dati all'anno e questi dati ne produrranno altre 100-aia di TB. Tutto questo dovrà essere analizzato da migliaia di processori Intel-like con Linux."

"Ora noi non abbiamo bisogno che una macchina Linux veda tutto il PB di dati ma vogliamo semplicemente che l'attuale limitazione di 1TB venga superata. Questo perché una macchina con 7 dischi SCSI da 180 GB già adesso fine 2001 si imbatte in questa limitazione software."

"Quindi l'articolo in cui si dice che il limite ora è di 144PB vuol solo dire che il limite di 1TB è stato rimosso e già che è stato rimosso non è stato stupidamente portato a 10 TB (per non avere un nuovo tetto tra due o tre anni) ma è stato messo per prudenza sopra il TB). [...] noi fisici non siamo gli unici con base di dati intorno al PB. Anche astronomi geofisici e biologi hanno problemi simili. Nell'industria c'è un disceto interesse quindi potrebbero esserci dei campi in cui anche le industrie hanno requirements simili."


#2002-021. Domanda per gli utenti di Outlook (3 febbraio 2002)

Approfitto della vostra cortesia per un'indagine che non posso svolgere personalmente. Le versioni italiane piu' recenti di Outlook hanno ancora il difetto di rispondere "I:" al posto del "Re:" previsto dagli standard?

In altre parole, quando rispondete a qualcuno, Outlook italiano genera automaticamente il titolo della risposta prendendo quello del messaggio a cui state rispondendo e anteponendo un "qualcosa". Questo "qualcosa" è "I: " o "Re:" o altro ancora?

Ricordo che questa era una vecchia bega di Outlook di cui molti si lamentavano, e per motivi che poi vi raccontero' vorrei verificare prima di fare un fesseria. Voi direte che avendone io gia' fatte e dette tante, una in piu' ormai non farebbe molta differenza, ma io ci tengo ancora.

Se la bega esiste ancora, qualcuno sa dirmi se esiste, come ai vecchi tempi, una procedura o una patch per correggerla e far si' che anche Outlook italiano aderisca agli standard?

Aggiornamento (3 febbraio 2002)

Grazie a tutti delle numerosissime risposte alla domanda su Outlook: non me ne servono altre, ho tutte le informazioni che mi servivano.

Per il momento non posso dirvi perche' avevo bisogno delle vostre conferme, ma appena posso ve lo diro' (scusate il tono da carbonaro, ma è necessario).

Altra cosa: se usate Morpheus, controllate bene quali cartelle avete dato in condivisione. Poi ricontrollate ancora. E gia' che ci siete, controllate anche una terza volta. Perche'? Perche' c'è una bella falla in Morpheus. Martedi' vi racconto tutti i dettagli.


#2002-022. Usi Morpheus? Allora è meglio che leggi questo.... (5 febbraio 2002)

Se impostato male, il popolarissimo programma di scambio musicale Morpheus è un grave rischio per la sicurezza, dato che consente a chiunque di leggere e scaricare qualsiasi file dal computer dell'utente Morpheus sbadato. La vulnerabilità descritta non è nuova e non mi prendo certo il merito di averla inventata. Ecco come si fa a entrare nei computer altri e come ci si protegge da questa anomalia.

Lo spiegone è presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/05/01/200202050101

Buona lettura!


#2002-023. Bufale come se piovesse! (5 febbraio 2002)

Grazie a tutti, innanzi tutto, per le numerosissime adesioni al "servizio antibufala" e per le segnalazioni di bufale o sospette bufale ricevute su Internet. Rispondero' a tutti e dedichero' una pagina del mio sito http://www.attivissimo.net a ciascuna delle bufale segnalate. Nel frattempo, eccovi qualche rapido accenno alle bufale di cui mi sto occupando.

Dentifrici cancerogeni (il misterioso ingrediente SLS)

Un lettore ha avuto la costanza di contattare una delle aziende citate nella lista dei presunti fabbricanti di prodotti cancerogeni e ne ha ricevuto una bella risposta scritta, che vi raccontero' nei prossimi giorni. Potete immaginare il danno economico che sta causando questa bufala ad alcuni produttori di shampoo, dentifrici e collutori ma, guarda caso, non ad altri che "misteriosamente" non sono citati nella lista dei "colpevoli".

Fra l'altro, nella bufala è rimasta coinvolta persino l'Ambasciata USA di Roma. Una sua dipendente, infatti, ha ricevuto la bufala e l'ha prontamente spedita ai propri amici, che a loro volta l'hanno ridiffusa, e cosi' via. Il guaio è che la dipendente ha spedito la bufala dal computer d'ufficio in ambasciata, per cui l'appello adesso circola con l'apparente autorevole conferma dell'ambasciata statunitense. Ripeto: la storia dell'SLS (sodium laureth sulfate) è una bufala. Trovate gia' sul mio sito una lunga indagine, che arricchiro' con questa nuova testimonianza.

Virus pericolosissimo: SULFNBK.EXE

Dopo un po' di riposo, questa bufala è ricomparsa in dosi massiccie nelle caselle di posta di tutta la Rete. Attenzione: il file in questione è un file _di_Windows_ e come tale _deve_ essere presente nel vostro computer (se usate Windows, ovviamente). NON va cancellato.

Microsoft ha comperato Red Hat

Circola in questi giorni un'allarmata segnalazione: il demonio di Redmond avrebbe mangiato a suon di miliardi la Red Hat, la piu' florida fra le societa' che offrono Linux, l'alternativa a Windows. A riprova viene offerto un link alla notizia riportata su una pagina che _sembra_ risiedere su un sito Microsoft.

Il link è di questo tipo: http://www.microsoft.com&item=q209354@212.254.206.213/1338825GHU_98.asp

Anche questa è una bufala! Infatti il link è "truccato": in ossequio agli standard di Internet (quelli che ormai non studia piu' nessuno, ahime'), tutto quello che precede la chiocciolina viene _ignorato_. Il vero sito, sul quale risiede la falsa pagina di Microsoft, è in realta' indicato da quel che segue la chiocciolina, ossia

212.254.206.213/1338825GHU_98.asp

L'indirizzo del sito è "mascherato" usando l'indirizzo numerico anziche' quello alfabetico consueto. Maggiori dettagli su come si architettano questi inganni presso http://www.attivissimo.net/security/fakesites/fakesites.htm.

Appello per fermare la guerra

Circola anche un appello per la raccolta di firme contro una presunta "terza guerra mondiale" che gli Stati Uniti starebbero per scatenare:

 > >Gli Stati Uniti sono sul punto di dichiarare la guerra.

> >Siamo in un momento di squilibrio mondiale che potrebbe portarci alla

> >TERZA GUERRA MONDIALE. Se sei contro la guerra, l'ONU sta raccogliendo

> >firme per cercare di evitare questo tragico evento.

> >PER FAVORE COPIA questo e-mail in un nuovo messaggio, firma in calce al

> >elenco e invialo a tutte le persone di tua conoscenza.

> >

> >Se ricevi questo elenco con più di 500 nomi, per favore, manda anche una

> >

> >copia a: unicwash@unicwash.org

L'appello è _falso_. E' sufficiente andare a vedere il sito dell'organizzazione citata (unicwash.org) per trovare un contro-appello, visto che i gestori del sito (le Nazioni Unite) sono subissati di queste raccolte di firme _totalmente_inutili_. Se volete fare qualcosa per la pace, fate una donazione a un ente benefico (Unicef, Croce Rossa, Medecins Sans Frontieres, eccetera) o rivolgetevi ai vostri governi, sperando che lo possano fare anche i cittadini dei paesi che alimentano e finanziano l'odio e il terrorismo.

Grazie a tutti se diffonderete queste brevi spiegazioni; contribuirete a fermare queste bufale, che non sono soltanto un fastidio: sono vera disinformazione, che costa denaro e posti di lavoro e ci distoglie dai problemi _reali_ di cui dovremmo occuparci.


#2002-024. Morpheus vulnerabile, ha toppato anche la BBC? (5 febbraio 2002)

Alcuni giorni fa, l'autorevole BBC ha pubblicato un articolo (http://news.bbc.co.uk/hi/english/sci/tech/newsid_1798000/1798095.stm) secondo il quale è stata scoperta una falla in Morpheus, uno dei più diffusi programmi di scambio musicale. Ebbene, pare proprio che si tratti di una bufala.

Precisazione importante: la falla segnalata dalla BBC non ha niente a che vedere con quella già conosciuta da tempo e descritta in un mio recente articolo (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/05/01/200202050101), che poi in realtà più che una falla è una pericolosa magagna di configurazione in cui incappa una grande massa di utenti sbadati. Una magagna che permette di scoprire password, codici Bancomat e quant'altro, ma comunque non dovuta a Morpheus ma all'errore dell'utente.

Quella di cui parla in termini molto vaghi la BBC è invece una vulnerabilità che consentirebbe a un utente ostile di accedere non soltanto alle cartelle che avete detto a Morpheus di rendere disponibili, ma anche a tutto il resto del vostro disco rigido, e di farlo anche in scrittura. In altre parole, stando alla BBC chiunque usi Morpheus starebbe inconsapevolmente pubblicando online l'intero contenuto del proprio computer. Una prospettiva poco gradevole.

Sono naturalmente subito partito con l'indagine, visto che la cosa mi tocca anche personalmente: uso Morpheus per scaricare (e a mia volta ridistribuire) le puntate della nuova serie di Star Trek, "Enterprise". Che strano, nessuno dei più importanti siti di sicurezza fa menzione di una falla del genere. Ho trovato però una "conferma": un messaggio scritto da Paul Sarsfield, di Morpheus, che ammette l'esistenza del problema e dichiara che i programmatori sono al lavoro per ripararla.

Ma essendo io sospettoso di natura, la cosa mi puzza: come mai sul sito di Morpheus (http://www.musiccity.com/) non c'è una dichiarazione a proposito di questa falla? Congiura del silenzio? Ma se è congiura del silenzio, perchè il signor Sarsfield diffonde disinvoltamente le sue conferme?

Così ho scritto a pr@streamcast.ws, l'indirizzo di posta dell'ufficio stampa di Morpheus, chiedendo delucidazioni. Ho appena ricevuto una risposta da Kelly O'Neil, della StreamCast Networks (la società che ha recentemente acquisito Morpheus), che non lascia dubbi in proposito.

La StreamCast dichiara che la segnalazione della BBC è falsa. "The report is not true" dice, e caso mai non si fosse capito, aggiunge "The report of a security hole in Morpheus is FALSE.". La BBC avrebbe intervistato un esperto di sicurezza (anonimo) che le ha "rivelato" la falla, ma né questo esperto né altri, dice Kelly, hanno contattato la StreamCast per avvisare di una vulnerabilità in Morpheus. La prassi, infatti, è che quando si scopre una falla in un programma, _prima_ si avvisa la società autrice del programma, e _poi_ si avvisa la stampa, non il contrario.

Kelly è a conoscenza del messaggio di "conferma" firmato Paul Sarsfield, ma dichiara che non esiste un dipendente della StreamCast con questo nome, e che nessun dipendente o rappresentante della società ha rilasciato dichiarazioni in proposito (tranne lei, ovviamente).

Il testo integrale della risposta di Morpheus/StreamCast

From: "Kelly O'Neil" <kelly@oneilcomm.com>
To: <topone@pobox.com>
Cc: <Kelly@oneilcomm.com>
Subject: RE: BBC reports security hole, please confirm/deny
Date: Tue, 5 Feb 2002 13:48:40 -0800
X-MSMail-Priority: Normal
X-Mailer: Microsoft Outlook, Build 10.0.2627
Importance: Normal
X-MIMEOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2600.0000

Rumors Reported Security Hole in Morpheus are False

Several stories have been printed, leading with a story was printed in the BBC Online, reporting a security leak in Morpheus. The report is not true - The report of a security hole in Morpheus is FALSE.

THIS REPORT IS FALSE

The report was allegedly made by an "anonymous" security consultant. Neither this consultant nor any others have contacted StreamCast directly to report a breach in security.

Several false postings have been made on behalf of StreamCast and Morpheus. One was reported by a source named Paul Sarsfield, who claimed to be a "Morpheus" employee. StreamCast does not employ any person by that name, nor have any StreamCast employees or company representatives posted any responses to this matter.

There has never been a security breech in Morpheus since its introduction in April 2001.

ABOUT MORPHEUS

Only Morpheus users are able to elect which files they want to share with the user network. To share files, Morpheus users must select a file folder which contains the files they want to share and check the box next to that file folder.

StreamCast recommends that users place the files that they elect to share in their "My Shared Folder" within the Morpheus product. This ensures that the user doesn't inadvertently share something private.

All files in shared folders are accessible by any other Morpheus users. StreamCast reminds its' users to be sure they are not sharing files they want to keep private or files that are copyrighted.

StreamCast Networks takes claims of this nature very seriously.

Morpheus provides the best user experience available due to its ease of use, rapid download capabilities and persistent data. StreamCast is very committed to providing this technology product to consumers to give them a way to communicate and share information directly. Consumers agree - Morpheus has been downloaded over 60 million times in just 10 months.

Che dire? E' decisamente stagione di figuracce cosmiche da parte dei giornalisti: prima il caso Panerai su Panorama Next, poi i francesi con il "supervirus Good Luck" (mai esistito), e adesso questa bufala della BBC. Il bello è che la BBC continua a cambiare il testo dell'articolo, cercando di rimpolparlo: ora cita anche il prestigioso sito hacker 2600.com, nel quale però stranamente non c'è traccia di questa vicenda). Peggio ancora, dice che ha tentato di contattare Morpheus ma non ha ottenuto risposta ("BBC News Online tried to contact Morpheus but no one was available for comment"). Che cosa? Non rispondono alla BBC, ma a me sì? Improvvisamente mi sento importante.

Insomma, tutte riprove della serietà e affidabilità del (dis)Ordine dei Giornalisti, che come sempre ringrazio per il divertimento involontariamente offerto.

Mi viene, infine, un ultimo dubbio. Chi trae benefici dalla diffusione di false notizie su Morpheus che fomentano paura e dubbi e inducono gli utenti ad abbandonare i sistemi di scambio musicale? I discografici, ad esempio. Che guarda caso proprio in questo periodo stanno cercando faticosamente di introdurre macchinosissimi sistemi per scaricare la musica da Internet (a pagamento, ovviamente) e iniettano nei CD bacatissimi sistemi anticopia che degradano l'affidabilità dei dischi (e comunque sono facilmente scavalcabili). Gli stessi discografici che si lamentano delle ingenti perdite causate dalla pirateria musicale e poi pagano Mariah Carey 30 milioni di euro per _non_ fare altri dischi (http://news.bbc.co.uk/hi/english/entertainment/music/newsid_1777000/1777172.stm).

Ops, la fonte della notizia su Mariah Carey è la BBC. Avranno mica toppato anche questa?

Aggiornamento su "falla" in Morpheus (7 febbraio 2002)

Poco dopo che ho pubblicato l'articolo "Morpheus vulnerabile: ha toppato anche la BBC" (http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=1070&ar2=stampa&numero=999) sono successe due cose che possono far sembrare sbagliato quello che ho scritto:

-- durante la notte, sul sito di Morpheus (www.musiccity.com) è comparso un comunicato che smentisce la notizia data dalla BBC sull'esistenza di una falla in Morpheus

-- la BBC ha modificato ancora una volta il testo del proprio servizio: l'originale, a cui si riferisce il mio articolo, è presso http://news.bbc.co.uk/hi/english/sci/tech/newsid_1798000/1798095.stm e contiene tuttora la frase che citavo ("BBC News Online tried to contact Morpheus but no one was available for comment") e che mi ha fatto dire che Morpheus parla _prima_ con me e _poi_ con la BBC (!), mentre la versione modificata è presso http://news.bbc.co.uk/low/english/sci/tech/newsid_1804000/1804123.stm.

Ora, ammette la BBC, la falla pare proprio uguale a quella che avevo descritto, ossia è un errore di configurazione da parte di un gran numero di utenti, che dicono a Morpheus di condividere _tutto_ il proprio disco rigido. Il che significa che _tutto_ quello che hanno sul computer (non solo musica e video, ma anche dati, password, documenti personali) è scaricabile tramite Morpheus. Precisa infatti la BBC: "The exploit, first reported by BBC News Online, appears to be a result of the way people have set up the program... Leading file-sharing expert Jack Spratts said: "It seems to be a vulnerability exclusively for those inexperienced enough to share entire drives."

Naturalmente non è colpa di Morpheus se gli utenti sono sbadati, esattamente come non è colpa di un fabbro che vende una porta blindata se poi il cliente ne mette le chiavi sotto lo zerbino.

Inoltre è _falsa_ la pretesa della BBC di essere stata la prima a riferire di questo problema ("first reported by BBC News Online"), dato che su Google si trovano facilmente tracce risalenti a vari mesi fa.

Morale della favola: fidarsi? Mai. Verificare? Sempre!


#2002-025. Antibufale: approfondimenti e nuovi casi (6 febbraio 2002)

Come promesso, ho aggiornato varie indagini antibufala:

Shampoo cancerogeni: le immagini delle lettere ufficiali della Clear e dell'Ambasciata USA, coinvolta in questa bega da una dipendente poco sveglia - http://www.attivissimo.net/antibufala/dentifrici_cancerogeni.htm

Microsoft compra Linux - http://www.attivissimo.net/antibufala/microsoft_compra_red_hat.htm

Il "virus" sulfnbk.exe - http://www.attivissimo.net/antibufala/sulfnbk.htm

Fermate la terza guerra mondiale - http://www.attivissimo.net/antibufala/fermate_la_guerra.htm

Un appello tristemente autentico: Daniele Brandani cerca aiuto per sua figlia

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

>Mi chiamo Daniele Brandani e ho una figlia di 2 anni di età che si chiama Lucia. Nell' Ottobre del 1999 abbiamo scoperto che Lucia ha un cancro, si tratta più precisamente di un "endocarcinoma surrenalico secernente", una forma molto rara nei bambini.

>Purtroppo dopo 2 operazioni e la chemioterapia fatta (si tratta di un ciclo con Mitotane associato a Etoposide, Doxorubicin e Cisplatino) non abbiamo avuto il minimo risultato ed il tumore continua a crescere ad una velocità spaventosa.

>Forse tu conosci qualcuno che potrebbe darci aiuto per affrontare questo tumore, forse tu conosci un amico che ha gia avuto questa esperienza. Se lo conosci digli di contattarmi al più presto, non ci rimangono che poche settimane!

Vorrei tanto potervi dire che è una bufala, ma stavolta non posso. L'appello è autentico. Anzi, lo era: Lucia è morta il 30 aprile 2000.

Siete pregati di NON continuare a diffondere ulteriormente questo appello. Causereste soltanto altra sofferenza a chi ha già perso una figlia.

Un lettore (lollo_resentini) mi segnala che esiste un indirizzo di e-mail intestato a Lucia (per_lucia_brandani@libero.it). Il lettore ha scritto il 5/2/2002 per chiedere delucidazioni, ed ecco la risposta del padre della bimba:

>Oggetto : Re: Appello per Lucia
Data : Tue, 5 Feb 2002 15:31:29 +0100
(ora solare Europa occidentale)

>Cari Amici,
mi dispiace informarvi che Lucia, mia figlia, è morta il 30 Aprile 2000 (quasi due anni fa). Grazie comunque per ciò che avete fatto.

>Daniele Brandani.

Altre conferme arrivano dai newsgroup (http://groups.google.com/groups?q=Lucia+Brandani&hl=en&ie=utf-8&oe=utf- 8&selm=39296A53.8F98E672%40iii.it&rnum=1) e da una semplice ricerca sul Web tramite Google (che però nessuno pensa di fare).

Ecco, infatti, un altro messaggio inviato da Daniele Brandani:

>Cari Amici
>vi ricordate di Lucia Brandani, una bambina di 2 anni malata di una forma molto rara di tumore?

>Se non vi ricordate, qualche tempo fa' avete ricevuto un messaggio dove io vi chiedevo se avevate informazioni per curare questo tumore e voi mi avete risposto in molti modi.

>Con il vostro aiuto ho potuto prendere in considerazione ogni possibilita' per curare mia figlia, ma nessuno al mondo conosce un metodo per curare questo tipo di tumore.

>Io voglio rigraziare tutti voi:

>**** SIETE STATI FANTASTICI ****

>Ma purtroppo nella notte del 30 Aprile 2000 Lucia Brandani e' morta.

>I funerali si terranno il 3 Maggio 2000 alle ore 14:30 a Bologna (ITALY) alla chiesa di "S.Antonio da Padova a la Dozza".

>Vi abbraccio e grazie ancora

>Daniele Brandani

E così, grazie alla stupidità della gente, Daniele continua a ricevere e-mail su e-mail di persone che gli chiedono di sua figlia, e ogni giorno gli tocca rispondere "grazie, ma mia figlia è morta". Grazie, collettività pecorona di Internet, per averglielo ricordato anche oggi, siete proprio tanto gentili.

Quindi d'ora in poi, per favore, usate e fate usare il cervello prima di rispondere agli appelli.


#2002-026. La galleria degli orrori Microsoft (7 febbraio 2002)

Avrete forse sentito della strombazzata iniziativa di Bill Gates di introdurre l'"informatica sicura", che lui chiama "trustworthy computing". Lasciamo stare il fatto che l'annuncio implica che il software Microsoft che abbiamo usato finora era insicuro (caso mai non ce ne fossimo accorti). Lasciamo stare il fatto che Microsoft ha annunciato che per un mese non scriverà software nuovo e si dedicherà a risolvere le magagne di quello esistente.

Scusatemi, ma questa non riesco a non commentarla. Un _mese?_ Che sforzo, ragazzi. Temo un effetto imitativo. Risolviamo definitivamente la sovrappopolazione mondiale: basta che ci asteniamo tutti dal sesso per un mese. Risolviamo una volta per tutte il caos giudiziario italiano: nessun commetta più reati per un mese. Eliminiamo per sempre l'inquinamento: nessuno guidi per trenta giorni.

Lasciamo stare questi momenti di comicità involontaria e dedichiamoci alla comicità intenzionale. Un burlone ha infatti registrato il dominio "trustworthycomputing.com", spiazzando Microsoft, che sembrava intenzionata a usare quest'espressione come emblema della propria iniziativa per la sicurezza. Il bello è che se visitate il sito, venite teletrasportati al motore di ricerca Google, impostato in modo da elencare le più gravi falle di sicurezza di cui si è rivelata colpevole Microsoft.

Il sito: http://www.trustworthycomputing.com/

Buona lettura!


#2002-027. Hanno toppato anche questi! (8 febbraio 2002)

A dimostrazione che la progenie feconda del Panerai (se non sapete chi è, leggete Panorama Next) non dorme mai ed è invero assai produttiva e creativa, ecco alcune perle del giornalismo internazionale, offerte cortesemente da Need to Know (www.ntk.net). Attenzione, visitate in fretta questi siti, perché presto si accorgeranno dell'errore e zitti zitti lo correggeranno. Sperando che nessuno l'abbia visto... ma voi li avete beccati!

Cominciamo con Yahoo: http://uk.news.yahoo.com/020203/80/crhyh.html: cose strane nella fontana di Trevi.

Didascalia: "due euromonete nella fontana di Trevi..." Foto: due militari che frugano di notte in un cimitero. Avranno mirato male nel lanciare la monetina? Oppure sul fondo della fontana c'è davvero un cimitero segreto?

Quelli di Enterprise Magazine hanno idee curiose in fatto di banner pubblicitari: http://www.ntk.net/2002/02/08/dohorac.png

L'articolo parla di come il database Oracle9i si sia rivelato massicciamente vulnerabile, nonostante la campagna pubblicitaria "unbreakable" (invulnerabile, appunto) lanciata da Oracle. Nella stessa pagina, sopra l'articolo che lo stronca, un bel banner di Oracle, con lo slogan "unbreakable". Quanti clienti attirerà quel banner?

Sarà un baco di Windows? http://www.ntk.net/2002/02/08/dohinnis.jpg

La schermata della televisione MSNBC (dove MS sta per "Microsoft") mostra un uomo di colore che parla dello scandalo Enron. Il suo nome, stando alla titolatrice, è "Nigger Innis". "Nigger", per chi non lo sapesse, è un insulto razziale un po' peggiore del nostro "sporco negro". Inquietante. Presso http://cgi.fark.com/cgi/fark/comments.pl?IDLink=112537 trovate le scuse ufficiali di MSNBC e la spiegazione: l'uomo si chiama Niger (una G sola), ma si sospetta che la correzione ortografica automatica ci abbia messo qualcosa di suo ;-)

Da segnalare, inoltre, la creatività dei giornalisti del Weekly World News, un giornale assolutamente imperdibile (http://www.weeklyworldnews.com/wwn/newsstand.cfm): "Pattinatrice a tre gambe bandita dalle gare", "Satana fugge dall'inferno", "Testi rap trovati all'interno di una tomba di 3500 anni fa", "Tartarughe saltellanti invadono gli USA", "Un vagabondo del New Jersey è il vero re d'Inghilterra"... Questi però non toppano, se le inventano proprio di sana pianta, e lo fanno anche con arte.

Toppano anche i consulenti in proprietà industriale: (http://www.colitz.com/site/3216423/3216423.htm)

"Dispositivo per facilitare il parto tramite forza centrifuga" ("Apparatus for Facilitating the Birth of a Child by Centrifugal Force"), brevetto USA 3,216,423. La partoriente viene messa su un tavolo che poi viene fatto roteare vorticosamente per generare una spinta centrifuga. Non è uno scherzo: è un brevetto autentico.


#2002-028. British Telecom dice che ha inventato lei il Web, adesso vuole i soldi (12 febbraio 2002)

Avete forse sentito che British Telecom ha riesumato un suo vecchio brevetto che le conferirebbe la paternita' dei link che stanno alla base del Web. Adesso ha fatto causa a un grande provider americano: vuole i soldi delle royalty sul brevetto. Panico generale! E' la fine di Internet, come dicono in molti, o possiamo dormire tranquilli?

Tutti i dettagli nel mio articolo presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/12/01/200202120101


#2002-029. Antibufale alla radio! (14 febbraio 2002)

Esordisco con gli immancabili auguri di san Valentino e passo subito al sodo: domani la Rai (Radiouno) dedichera' il programma "Beha a colori" alle bufale che circolano su Internet.

Ci sara' il sottoscritto e verranno coinvolti (sconvolti?) alcuni degli autori e vittime delle bufale piu' celebri di questa stagione, come quella degli stipendi dei parlamentari e quella degli shampoo cancerogeni. Dovrebbe essere una bella chiacchierata, ma senza esclusione di colpi...

Il programma va in onda dalle 12.35 alle 13.00 e prosegue alle 14.00 su Radiouno. Il sito della trasmissione è http://www.radio.rai.it/radio1/beha/, e se volete partecipare potete chiamare il numero verde 800.055.103, mandare un e-mail a beha.acolori@rai.it, oppure un fax allo 06.33172217.

Buon divertimento!


#2002-030. Antibufale: Sodium Laureth Sulfate alla radio (16 febbraio 2002)

Anteprima: le prossime indagini antibufala di cui mi occupero' sono la raccolta di fondi per i soldati israeliani che rifiutano di combattere (non è una bufala) e la misteriosa catena "Pregate per me", che non è una bufala in senso stretto ma è molto educativa riguardo ai meccanismi di propagazione delle catene di sant'Antonio su Internet. Restate in ascolto!

Ma torniamo alla faccenda della radio. Avrete sentito parlare dell'appello sulla presenza di SLS nei prodotti per l'igiene personale che circola in Rete ultimamente: l'appello dice che l'SLS è cancerogeno e che le aziende lo sanno e se ne fregano. Il tutto circola con la "garanzia" dell'Istituto Europeo di Oncologia.

E' una bufala, naturalmente. La trasmissione "Beha a colori" di Radiouno del 15 febbraio 2002 ha indagato su questa bufala (intervistando anche il sottoscritto). Per chi se la fosse persa, la registrazione della prima parte del programma è disponibile presso http://www.radio.rai.it/radio1/beha/archivio_2002/audio/behaacolori15022k2.ram).

Ecco in sintesi i risultati:

Nella seconda parte della trasmissione, purtroppo non disponibile in Rete, si è parlato anche di gatti bonsai allevati in bottiglia, di Safiya Hussaini (la nigeriana condannata a lapidazione), e di stipendi dei parlamentari. E' intervenuto, in maniera piuttosto vivace, anche Silvano Giometto, che pero' ha rilasciato dichiarazioni incoerenti (eufemismo) dalle quali mi pare di capire che sia davvero lui l'autore di questa bufala degli stipendi parlamentari.

A proposito di un altro appello, quello di George Arlington per salvare la sua bimba malata, è stato intervistato Alberto d'Ottavi, di ZDNet Italia (una delle aziende che secondo l'appello avrebbe offerto di pagare le cure della bimba se la catena raggiunge un numero sufficiente di persone), che ha smentito categoricamente che ZDNet faccia una cosa di questo genere.


#2002-031. Servizio Antibufala: avviso virus, stavolta autentico (16 febbraio 2002)

Non tutti gli avvisi antivirus che circolano tramite le catene di sant'Antonio sono falsi. Ogni tanto (ma non molto spesso) ne compare uno autentico. E' il caso, ad esempio, dell'appello a proposito del virus "My party".

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il messaggio è grosso modo questo:

----------------------

Oggetto: ATTENZIONE!!!

C'e' un virus in circolazione con subject "new photos from my party" ed un attachment: www.myparty.yahoo.com

Chiunque lo riceva lo cancelli immediatamente senza aprirlo o eseguirlo.

Grazie dell'attenzione

---------------------

Perché NON è una bufala

Esiste davvero un virus che usa questa specifica modalità di attacco, peraltro abbastanza ben conosciuta e abitualmente utilizzata dai virus: consiste nell'inviare un messaggio contenente un allegato infetto (il virus vero e proprio) e nell'indurre la vittima ad aprirlo tramite un espediente psicologico, che solitamente è la promessa di immagini di donnine nude.

La particolarità di questo virus è la tecnica di persuasione. Infatti l'e-mail che trasporta il virus si intitola "new photos from my party!" ("nuove foto della mia festa!") e contiene questo testo:

>Hello!

>

>My party... It was absolutely amazing!

>I have attached my web page with new photos!

>If you can please make color prints of my photos. Thanks!

ma soprattutto include un allegato il cui nome è "www.myparty.yahoo.com". Ha tutta l'aria di essere un indirizzo di un sito, ma non lo è: in realtà è un programma eseguibile per DOS/Windows. Infatti per un'infelice coincidenza, ".com" è il suffisso usato per moltissimi siti Web, ma è anche il suffisso usato da Windows per identificare i file eseguibili (programmi).

Risultato: la vittima, incuriosita (e credulona), clicca sul falso "indirizzo" e invece di essere catapultata su un sito contenente foto di una festa, si trova infetta. Naturalmente il virus coglie subito l'occasione per iniziare a propagarsi infettando altre macchine via e-mail, attingendo alla rubrica degli indirizzi di Windows.

La descrizione del virus è disponibile presso http://www.sophos.com/virusinfo/analyses/w32mypartya.html.

Considerazioni

Il virus colpisce soltanto chi usa Windows (con grande compiacimento degli utenti Mac e Linux).

Non è necessario usare Outlook per essere a rischio infezione.

Per infettarsi occorre doppiocliccare sull'allegato. Aprire il messaggio non è sufficiente per infettarsi.

Cancellando il messaggio e l'allegato si elimina il rischio di infezione.

Gli antivirus hanno già rilasciato un aggiornamento scaricabile che riconosce questo virus.

Rimane valido il consiglio di sempre: NON APRITE GLI ALLEGATI SENZA CONTROLLARLI PRIMA CON L'ANTIVIRUS _AGGIORNATO_.


#2002-032. Servizio Antibufala: La preghiera di Pasquale (17 febbraio 2002)

Scusate, sono di corsa e sono le tre del mattino, per cui la faccio breve ma prometto di darvi i dettagli in seguito.

Se ricevete un messaggio di questo genere, NON RISPONDETE e NON DIFFONDETELO.

>----- Original Message -----
>From: "Pasquale" pasqualepas@supereva.it
>To:
[indirizzo omesso]
>Sent: Thursday, February 14, 2002 5:38 PM
>Subject: Pregate per me
>
>
>>
>> Ciao amico,
>> ti mando questo messaggio per chiederti una piccola cosa
>> per salvare una vita. Mi chiamo Pasquale e mi trovo in un
>> tempo di grande sofferenza per malori fisici e spirituali.

E' un falso appello alla vostra pieta'. "Pasquale" è in realta' uno spammer (un professionista della pubblicita' indesiderata via Internet) che sta collaudando il proprio software. Vuole sapere fin dove arriva il suo messaggio. Per questo è importante che non rispondiate: se rispondete, il suo test avra' successo.

E naturalmente l'indirizzo pasqualepas@supereva.it è fasullo.

Per il momento è tutto quello che posso dirvi. I dettagli, come dicevo, nei prossimi giorni: l'importante era fermare subito questa sconcezza.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-033. Gatti in bottiglia, ci casca anche Repubblica (18 febbraio 2002)

A dimostrazione che la madre dei giornalisti è sempre incinta, ho il dubbio piacere di segnalarvi un altro individuo che rispetta alla lettera il motto della categoria "documentarsi è inutile": Ferruccio Sansa, inestimabile penna del quotidiano Repubblica.

A sua firma è infatti uscito, sul numero del 18/2/2002, pagina 24, un pregevolissimo articolo su un sito Internet che, udite udite, atrocemente confeziona gatti in bottiglia. Orrore, sdegno, tanto di foto di gattino imbottigliato. Non una parola di dubbio, non un'ombra di esitazione: il Sansa procede fiero e impavido nella sua crociata contro questi infami torturatori.

Il sito, ormai l'avrete capito, è il famoso Bonsaikitten.com, noto da anni a chi frequenta la Rete e documentato come sito-burla da tempo immemorabile. Burla di cattivo gusto, indubbiamente, ma efficacissima nel far cascare gli asini.

Ripeto: Bonsaikitten.com è una burla; nessun gatto è stato imbottigliato o torturato in alcun modo per realizzarlo. E' tutto un abile fotoritocco digitale combinato con un testo studiato astutamente in modo da rasentare la plausibilità, ma contenente un'abbondanza di indizi che lo rivelano subito come presa in giro, se chi legge si degna di usare un attimo il cervello anziché parti meno nobili dell'organismo.

Un grazie di cuore ai numerosissimi lettori che mi hanno segnalato quest'ennesima vetta del giornalismo italiano e in particolare a "Lidoco", che mi ha anche scansionato l'articolo, che ora è affisso nella pagina della mia Antibufala di Bonsaikitten (http://www.attivissimo.net/antibufala/bonsaikitten.htm).

Piccola considerazione segnalatami da un lettore (mabega) e mandata in copia a Repubblica.it: "Ha ragione il signor Sansa ad indignarsi tanto: quella proposta da Bonsaikitten è una pratica crudele. Accanirsi in questo modo verso la superficialità di coloro che si fermano alle apparenze, è da cinici."


#2002-034. La preghiera di Pasquale (18 febbraio 2002)

Come dicevo un paio di giorni fa, la Rete è stata inondata di un curioso messaggio che non è una vera e propria catena di sant'Antonio, perché non chiede di essere ritrasmessa, ma è comunque una bufala.

Ne esistono almeno due versioni, il cui testo è grosso modo questo:

From: Pasquale <pasqualepas@supereva.it>

Subject: Pregate per me

Ciao amico,

ti mando questo messaggio per chiederti una piccola cosa per salvare una vita. Mi chiamo Pasquale e mi trovo in un tempo di grande sofferenza per malori fisici e spirituali.

[eccetera]

Perché è una bufala

E' un falso appello alla vostra pietà: "Pasquale" è in realtà uno spammer (un professionista della pubblicità indesiderata via Internet) che sta collaudando il proprio software. Vuole sapere fin dove arriva il suo messaggio.

Naturalmente l'indirizzo pasqualepas@supereva.it è fasullo.

C'è un'ottima analisi del fenomeno su Punto Informatico (http://punto-informatico.com/p.asp?i=39101) che riassumo qui: il vero mittente è un cliente ADSL di Tin, trovato tramite l'analisi presente sul newsgroup it.news.net-abuse.

La "preghiera" è stata mandata a un numero enorme di indirizzi di posta, raccolti su tutta la Rete con programmi automatici, allo scopo di saggiare quali indirizzi sono ancora attivi e quali no: una tecnica molto diffusa fra gli spammer per tenere aggiornato il proprio elenco di indirizzi a cui mandare in seguito messaggi pubblicitari.

Secondo i membri del newsgroup it.news.net-abuse, si tratta di una "verifica di indirizzi da parte di internich.net di Catanzaro, uno degli spammer piu' grossi in operazione su Interbusiness in questo momento... Lo spammer guarda attentamente le segnalazioni ricevute o archiviate e elimina gli indirizzi che hanno protestato. A quel punto ha un database meno "problematico" per far partire gli spam dei suoi clienti.".

Il newsgroup nota che "il tentativo di nascondersi dietro il sentimento religioso" è una tecnica "del tutto standard, già vista molte volte. Alle volte il messaggio di prova è camuffato da errore, ossia fa finta di essere una mail diretta ad un altro."

Morale della bufala

Di casi come questi ce ne sono in continuazione: gli spammer hanno bisogno di indirizzi a cui spedire i loro assurdi messaggi pubblicitari e non si fermano di fronte a nulla pur di procurarseli. Di conseguenza, se vedete appelli di questo genere, date per scontato fino a prova contraria che si tratta di una bufala.

Ciao da Paolo.


#2002-035. Occhio agli SMS-truffa! (19 febbraio 2002)

Da marzo arriva anche in Italia la truffa degli SMS a carico del destinatario: tutti i dettagli, se vi interessano, nel mio articolo presso Apogeonline:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/19/01/200202190101


#2002-036. Il 'virus' rand() di Word (19 febbraio 2002)

Alcuni lettori mi hanno chiesto di verificare una segnalazione che circola in Rete, secondo la quale immettendo in Word 97 e Word 2000 una determinata parola ("rand" seguita da numeri tra parentesi) il programma prende vita e digita spontaneamente una frase ripetuta, sulla falsariga inquietante del celebre "Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca..." del film Shining. E' un virus?

La segnalazione è autentica e valida: queste due versioni di Word si comportano effettivamente come descritto, ma non si tratta di possessioni demoniache o di virus: è un "easter egg" (letteralmente "uovo di Pasqua"), ossia una di quelle sorpresine che i programmatori nascondono spesso nelle proprie opere. In questo caso specifico, la sorpresina è probabilmente nata per generare automaticamente del testo durante il collaudo del programma ed è rimasta perche' in effetti è utile per evitare di digitare testo di prova quando, come capita spesso, si vuole vedere che aspetto ha un'impaginazione prima che il testo definitivo sia disponibile.

In quanto tale, l'easter egg è assolutamente innocuo e non è assolutamente sintomo di infezione da virus informatici. Se volete saperne di piu', ci sono interi siti dedicati all'argomento, come Eeggs (http://www.eeggs.com/) e Eggcentral (http://www.eggscentral.com/).

La procedura esatta è questa:

-- in un documento di Word 97 o 2000, digitate

=rand()

e premete Invio. Otterrete una frase ripetuta (in Word 2000 inglese è "The quick brown fox jumps over the lazy dog."). Il numero di ripetizioni è regolabile immettendo coppie di numeri fra le parentesi: il primo specifica il numero di paragrafi, il secondo specifica il numero di frasi per paragrafo. Ad esempio,

=rand(10,1)

genera dieci paragrafi contenenti una singola ripetizione della frase.

Secondo le segnalazioni dei lettori, la frase esatta in Word italiano è "parlami o diva dell'ira del pelide Achille" (l'inizio dell'Iliade nella traduzione del Monti). In spagnolo, stando a quello che ho trovato in Rete, è "El veloz murciélago hindú comía feliz cardillo y kiwi". Le frasi hanno in genere un significato abbastanza stravagante, ma c'è un motivo: sono vecchi espedienti dei tipografi, concepiti per contenere tutte le lettere dell'alfabeto (anche se quella italiana non sembra aderire a questa regola) e generare testo di prova dall'aspetto realistico (migliore del banale "asdfjk asdfkg dfdasfasds" che si genera di solito a mano).

Fine dell'indagine antibufala di oggi!


#2002-037. Servizio antibufala: 36enne con dilatazione idromielica (23 febbraio 2002)

Il testo dell'appello è grosso modo questo:

----------------------------

Priorità: Alta

Sono un ragazzo di  36 anni a cui  hanno diagnosticato una Dilatazione idromielica del canale centro midollare C3-C7 , Leucoencefalopatia , mielite.

Trattasi di una malattia  per cui non esistono a tutt'oggi  cure valide, se  gentilmente siete a conoscenza o avete informazioni  riguardanti questa patologia  vi prego di spedirmi una  e-mail  ad  uno dei seguenti indirizzi:

Tesaurod@katamail.com

Dinoerc@tin.it

e di far girare questa  a più persone possibile.

Vi  ringrazio  anticipatamente  per la vostra collaborazione.

Tesauro

In  allegato vi invio le mie cartelle cliniche

----------------------------

Allegati al messaggio ci sono in genere tre documenti Word in formato RTF che sono trascrizioni, apparentemente eseguite con un programma di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), di referti medici dell'Istituto di Scienze Neurologiche dell'Università degli Studi di Siena. I tre allegati, se vi interessano, sono sul mio sito:

http://www.attivissimo.net/antibufala/elenco.htm

Li ho sottoposti a verifica antivirus e non mi risultano infetti.

L'appello è _probabilmente_ autentico: mi spiace, stavolta non vi posso dare una semplice conferma o smentita, anche se l'indagine prosegue e se le conferme/smentite arrivano ve le segnalero'.

Come sempre quando c'è di mezzo un appello riguardante un grave problema di salute, c'è un limite a quanto posso e voglio indagare. Se avete letto le mie altre indagini su appelli medici, avrete visto che molto spesso sono autentici e quindi intromettermi con domande più o meno frivole mi sembra una brutale invasione della privacy e del dolore delle persone coinvolte. Ho già telefonato una volta a casa di una famiglia il cui appello circolava dopo la morte del familiare citato nell'appello e non intendo fare mai più una cosa del genere.

Inoltre, sempre per motivi di privacy, spesso non mi è possibile avere conferme precise dai medici, enti e ospedali citati nell'appello. In altre parole, non posso arrivare a un verdetto inequivocabile sull'autenticità o meno dell'appello. Tuttavia questo appello non contiene indizi che inducano a sospettarlo. Non è la stessa cosa che una conferma di autenticità, ma è il meglio che posso proporvi. Se qualcuno se la sente di approfondire e riferirmi, aggiornerò l'apposita sezione del mio sito.

E se fosse spam?

Molti utenti sono scettici quando ricevono messaggi come questo: temono che siano scherzi di cattivo gusto o, peggio ancora, espedienti meschini usati dagli spammer (i pubblicitari di Internet) per acquisire indirizzi a cui mandare i loro squallidi messaggi commerciali.

E' in effetti possibile che sia un astuto tentativo di raccogliere indirizzi.

Tuttavia ci sono molti indizi che rendono assai plausibile la sua autenticità. Il fatto che le cartelle cliniche siano ottenute con OCR (e lo si vede chiaramente dal numero e dal tipo di errori che contengono) e non siano state ribattute o ripulite fa pensare a una scansione fatta in modo amatoriale. L'uso del formato RTF, invece del solito DOC di Word, è un altro indizio a favore dell'autenticità: uno spammer avrebbe usato il formato Word, più universale e meno sospetto.

Ho esaminato attentamente i file delle cartelle cliniche: non hanno contenuto sospetto o insolito, non contengono virus, macro o web bug o altro che possa far pensare a un secondo fine. L'unica stranezza riguarda le indicazioni sull'autore, che risulta essere Telespazio Fucino o Telespazio S.p.A. Tuttavia potrebbe trattarsi di una stranezza spiegabile: ad esempio la scansione OCR è stata eseguita presso la Telespazio da un amico della persona coinvolta, oppure la copia pirata usata per effettuare la scansione è intestata alla Telespazio.

Ripeto: sono solo indizi e sensazioni, ma penso di avere ormai un po' di fiuto per queste cose.

Allora Paolo che facciamo, diffondiamo?

Anche se l'indagine è incompleta e me ne scuso, mi offre lo spunto per suggerire due semplici regole da seguire per gli appelli medici in generale:

-- Non diffondete se non potete verificare.

-- Se però vi ritenete moralmente obbligati a diffondere un appello medico, vi prego di farlo indicando la data a cui risale (febbraio 2002).

Spiegazione: moltissimi appelli come questo continuano a circolare per anni perché non hanno date; la datazione consente a chi lo riceve dopo di voi di sapere che il messaggio non è recente e che quindi è il caso di indagare per sapere se ci sono stati aggiornamenti. Inoltre talvolta gli appelli continuano a circolare anche dopo la guarigione delle persone citate, intasando inutilmente la Rete e distraendo dagli appelli autentici.

Questo per ora è tutto. Ciao da Paolo.


#2002-038. Allerta virus da sedicenti postmaster (24 febbraio 2002)

Questo non è uno dei tanti allarmi antivirus fasulli che circolano in Rete. Lo so che mi occupo di bufale, ma proprio per questo ho ottimi motivi per aver indagato e per ritenere che questo sia un problema reale e non un allarme ingiustificato.

Se ricevete dal vostro provider (in genere da postmaster o da mailer-daemon) un e-mail che dice in inglese che un vostro messaggio a un utente è stato respinto, ma sapete di non aver mai mandato messaggi all'utente citato, diffidate. Se i messaggi indicano che c'è un allegato al messaggio, non aprite l'allegato prima di un controllo antivirus. Meglio ancora, non apritelo del tutto.

Si tratta infatti di un virus vecchiotto ma confezionato in maniera piuttosto astuta, che si spaccia per l'amministratore della posta del vostro provider nel tentativo di convincervi ad aprire un allegato pericoloso. L'indizio rivelatore è appunto il fatto che l'indirizzo citato come destinatario del messaggio non è fra quelli a cui avete mai scritto. Confusi? Spiego subito qui sotto.

Attenzione: non occorre farsi prendere dal panico. Basta aumentare la normale dose di scetticismo. Valgono le regole di sempre: mai aprire un allegato, chiunque ne sia il mittente, senza controllo con un antivirus aggiornato. E mai usare programmi insicuri che eseguono l'HTML annidato nella posta, come Outlook.

Esempio pratico

Ho ricevuto una dozzina di messaggi di questo genere:

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Date: Fri, 22 Feb 2002 04:03:20 -0500 (EST)
From: MAILER-DAEMON@pobox.com (Mail Delivery System)
Subject: Undelivered Mail Returned to Sender
To: topone@pobox.com

This is the Postfix program at host granite.pobox.com.

The message below did not reach its final destination.

What happened exactly? Our mailserver granite.pobox.com accepted your message and tried to forward it to YUMANA @SINF.NET.

[bla bla]

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Traduzione: salve, sono il programma automatico di smistamento della posta del tuo provider (nel mio caso, pobox.com). Ho tentato di mandare un tuo messaggio a un utente (in questo caso, yumana @sinf.net) ma non ci sono riuscito, per cui te lo restituisco insieme all'allegato che volevi mandare (nota: gli spazi prima della chiocciolina non sono un errore, sono una misura antispam).

Peccato che tutto questo non è vero.

Infatti andando a scavare nei miei archivi ho scoperto di non aver mai mandato posta a quell'utente. Soprattutto, non ho mai mandato allegati come quello (un file .bat) che mi è stato "restituito".

In altre parole, il virus si spaccia per una figura autorevole e presenta un messaggio assolutamente plausibile e convincente, inducendo quindi il destinatario ad aprirlo. Molto astuto.

Inoltre rivelando i codici nascosti nel messaggio salta fuori questa roba (i segni di maggiore e minore sono stati sostituiti da parentesi quadre):

MIME-Version: 1.0
Content-Type: multipart/alternative;
boundary=EXAW9gld7b759o45cR
Message-Id: <20020222090318.0BF5B7DF14@granite.pobox.com>
Date: Fri, 22 Feb 2002 04:03:18 -0500 (EST)
Content-Type: text/html;
[x-html][HTML][HEAD][/HEAD][BODY]
[iframe src=cid:S6AT9cAy6w16vX height=0 width=0]
[/iframe]
[FONT][/FONT][/BODY][/HTML]
[/x-html]

Quell'iframe è secondo me un'istruzione molto sospetta, dato che se ho capito bene apre una finestra di altezza zero e larghezza zero: tipico comportamento da spyware o virus.

Tutto questo mi ha indotto inizialmente a sospettare che si trattasse di una nuova forma molto creativa di attacco virale, ma in realtà è soltanto la confezione a essere creativa e nuova, mentre il virus in sé è piuttosto vecchio: si chiama HTML.mimeExploit, risale ai primi del 2001 e viene già riconosciuto da tempo dai principali antivirus, come Vet e Inoculate-It. In breve, il virus agisce in questo modo: include nel messaggio un codice HTML che sfrutta una vecchia vulnerabilità di Internet Explorer (una delle tante), inducendo IE ad eseguire automaticamente l'allegato.

Trovate la documentazione, e la patch per correggere questa vulnerabilità, presso il sito di Microsoft.

Ve lo dice sempre, zio Paolo, che usare Outlook e Internet Explorer fa male alla salute.

Se cercate alternative, provate Opera (www.opera.com) e Eudora (www.eudora.com). Meglio ancora, la vecchia versione di Eudora, quella del 1997 che uso io e che non interpreta l'HTML e quindi è immune a quasi tutti i virus che fregano Outlook, è disponibile gratuitamente su questa pagina di Zeus News. Scegliete la sezione Windows, l'area Software, e cliccate su Vai. Troverete il mio Eudora Light 3.06 (è gratuito e liberamente distribuibile).


#2002-039. Penne rubate all'agricoltura: La Stampa Web (25 febbraio 2002)

Un mio lettore ("deni") mi ha segnalato un'ennesima perla giornalistica che candida il suo autore, tale Paolo Mastrolilli, a un posto di spicco nella rubrica "Penne rubate all'agricoltura" inaugurata recentemente dalla rivista online Clarence.com.

L'articolo si intitola "Sherlock Holmes ora è nel computer", è del 25 febbraio 2002, ed è leggibile per il momento presso

http://www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/software-spia.asp

Eccone i punti salienti: l'articolo descrive un programma di sorveglianza di nome Investigator, reperibile presso Winwhatwhere.com. Stando al Mastrolilli, questo programma "fa anche la foto a chi sta seduto davanti al video".

Ma davvero? E da quale fessura esce la foto? E' una Polaroid o devo svilupparla in negozio? Mastrolilli infatti dimentica (o ignora) un particolare tutt'altro che trascurabile: questa "fotografia" è possibile soltanto se il computer sorvegliato è dotato di telecamera (Webcam), cosa che non tutti hanno. E in questo senso Investigator non è affatto una novità, dato che queste cose le fa da tempo immemorabile il mitico Back Orifice insieme a molti altri programmi analoghi.

Leggendo l'articolo, invece, vien da pensare che il normale monitor di un computer sia in grado, con qualche misterioso meccanismo, di carpire l'immagine di chi gli sta davanti. Per dare un'idea di quanto sia grossa la sciocchezza che ha scritto il Mastrolilli, è come se avesse scritto che il vostro normale televisore è in grado di spiare chi lo sta guardando, o che il vostro Walkman registra tutto quello che dite. Ancora una volta i giornali blasonati, grazie alla loro superficialità, rischiano di indurre il panico negli utenti che si fidano di quello che leggono.

Ma Mastrolilli non è uno che si accontenta. Infilare un solo strafalcione in un articolo è roba da plebei. Così rincara la dose con quest'altra bufala: "Questa settimana, ad esempio, la Microsoft ha dovuto ammettere che il suo software Media Player registra tutto quello che gli utenti vedono e sentono, creando una lista con le loro abitudini."

Roba da chiodi! Adesso Bill Gates mi guarda e mi ascolta pure? Le cose in realtà stanno ben diversamente: Windows Media Player 8 compila un elenco della musica che ascoltate e dei DVD che vedete usando il computer e manda questo elenco a Windowsmedia.com. Questo comportamento, dal punto di vista della privacy, non è proprio una meraviglia, e la sua scoperta ha causato notevole scandalo, ma è comunque enormemente diverso dal dire che Microsoft "registra tutto quello che gli utenti vedono e sentono".

Grazie, Mastrolilli, dell'involontario divertimento.

"Da Windows a Linux" anche per Palm (25 febbraio 2002)

Grazie a un lettore, Luca Reginato, presso il mio sito http://www.attivissimo.net potete ora scaricare gratuitamente la versione per computer tascabili Palm del mio libro "Da Windows a Linux", completo di grafica.

Webcam arrosto (25 febbraio 2002)

Come avrete gia' notato, la pagina della mia Webcam è irraggiungibile. Purtroppo non è colpa mia: semplicemente è andata a fuoco (letteralmente) la server farm, ossia il centro informatico, di Xoom.it, dove risiede(va) la mia pagina Webcam. La notizia è sul sito di Xoom.it e anche su Punto Informatico (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=39187). Io sto bene, grazie, ma non sarò visibile online per qualche giorno (non ho tempo di migrare altrove la pagina).


#2002-040. Gatti bonsai: giornalista di Repubblica tortura il proprio felino (25 febbraio 2002)

Sull'esempio di Licia Colò, che denunciò la versione italiana del sito-burla Bonsaikitten.com dedicato ai "gatti allevati in bottiglia", vi chiedo di denunciare un giornalista che con i suoi scritti istiga alla tortura dei felini.

Il giornalista è Ferruccio Sansa, di Repubblica, e ha la sfrontatezza di dichiarare pubblicamente il suo crimine. "Dopo due ore di tentativi, finalmente ce l'ho fatta: ho infilato il vecchio Nelson in una bottiglia di Ferrarelle." dice il Sansa presso

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=1575

Questa frase configura il reato di istigazione alla tortura degli animali; esattamente l'accusa rivolta a Bonsaikitten.com. Lascio al vostro buon cuore, e al vostro buon senso, decidere come procedere.

Se volete, potete mandare le vostre proteste indignate direttamente a Ferruccio Sansa al suo indirizzo di e-mail: f.sansa@repubblica.it.



#2002-041. Smascherati i veri pirati della musica online (1 marzo 2002)

Stanchi di vedersi defraudati dei loro diritti d'autore e di vedere altri lucrare massicciamente sulle loro fatiche grazie alla distribuzione della loro musica via Internet, artisti come No Doubt, Dixie Chicks, Mary J. Blige, Dr Dre e molti altri hanno finalmente deciso di passare al contrattacco, inviando lettere di diffida formale... alle case discografiche.

Se vi interessa saperne di più, c'è un mio articoletto in proposito su Apogeonline:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/26/01/200202260101


#2002-042. Servizio antibufala: il codice segreto antifurto per cellulari (1 marzo 2002)

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

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Subject: Fwd: Furti di cellulare

Non ho avuto modo di verificare la notizia. Ve la giro comunque: dovrebbe essere interessante...

Ecco un'informazione che sarà utile per tutti: Un'informazione molto utile, per una volta! Ci si può chiedere perchè i negozianti di telefonini la tengono riservata.

Se questa notizia si espande a tutti, i ladri di telefonini possono riciclarsi!

Una specie di rivincita se vi rubano il vostro telefonino: per ottenere il numero di serie del vostro telefono, battete i tasti:

*#06#

Un codice a 15 cifre apparirà sullo schermo.

Questo codice è unico. Scrivetelo e conservatelo preziosamente. Se vi rubano il telefono, telefonate al vostro operatore e dategli questo codice.  Il vostro telefono potrà essere completamente bloccato, anche se il ladro cambia la scheda SIM.

Non recupererete probabilmente il vostro telefono, ma siete almeno sicuri che nessuno potrà usarlo.

Se tutti prendono questa precauzione, il furto di telefonini diventerà inutile.

Mandate questo messaggio a più persone che potete!

Quando il n° di serie è affisso, scrivetelo! Non potrete più provare questo trucco dopo il furto...

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Perché NON è una bufala (o quasi)

L'appello contiene molte inesattezze, ma la sostanza è vera: digitando il codice *#06# effettivamente il cellulare visualizza un numero, che è davvero il suo numero di serie, è distinto dal numero di telefono e non cambia quando si cambia tessera SIM. In gergo tecnico, questo numero si chiama IMEI. Però non è vero che "i negozianti di telefonini la tengono riservata.". Se non ve lo dicono quando acquistate il cellulare, è semplicemente per ignoranza o fretta, non certo per malizia. Anzi, spesso l'IMEI viene scritto (proprio dal negoziante) nel contratto di acquisto quando acquistate un cellulare insieme alla scheda SIM.

Fra l'altro l'IMEI è comunque scritto nel vano batterie del cellulare e spesso è riportato anche sull'imballo del telefonino.

Ma serve davvero trascriversi questo codice in caso di furto?

Non è un rimedio a prova di bomba come dice l'appello, ma è senz'altro meglio di niente. Se vi viene rubato il cellulare, potete in effetti indicare questo IMEI nella denuncia alle autorità di polizia, che lo segnaleranno agli operatori telefonici. Queste segnalazioni vengono raccolte in una cosiddetta blacklist ("lista nera"), che praticamente è un grande elenco di IMEI di telefonini rubati.

L'IMEI viene comunicato automaticamente da ogni cellulare GSM ogni volta che si collega alla rete per fare o ricevere una chiamata. Di conseguenza, gli operatori cellulari dispongono di un sistema molto semplice per rendere inservibili i telefonini rubati: consultare automaticamente la blacklist prima di consentire a un telefonino di accedere alla propria rete. Se l'IMEI del cellulare è presente nella blacklist, la connessione viene rifiutata.

Sulla carta questo è un ottimo deterrente: è inutile rubare un cellulare se poi non lo si può usare (se non come fermacarte). In pratica, però, le cose stanno ben diversamente.

Innanzi tutto, solo alcuni operatori usano la blacklist: gli altri non fanno alcun controllo sull'IMEI dei cellulari che usano la loro rete telefonica. Inoltre gli operatori raramente condividono le proprie blacklist, per cui un cellulare che viene rifiutato su una rete potrebbe benissimo essere accettato in un'altra, specialmente in un altro paese.

Per esempio, i quattro operatori GSM italiani (Omnitel, TIM, Blu, Wind) condividono le blacklist soltanto da gennaio 2002 (http://www.mytech.it/mytech/cellulari/art006010037302.jsp), ma questa condivisione tuttora non si estende ad altri operatori esteri. In altre parole, se vi rubano il cellulare e tentano di usarlo in Italia, non ci riusciranno; ma se lo portano in Cina o in Francia è assai probabile che riescano ad usarlo.

C'è di peggio. L'IMEI è modificabile. Basta una rapida ricerca su Internet per trovare ogni sorta di risorse per alterare questo numero di serie e ridare così la verginità all'apparecchio rubato. Fra l'altro, procurarsi un IMEI "pulito" è molto semplice: basta usarne uno di un altro cellulare non rubato. Infatti sorprendentemente l'IMEI non è univoco (possono cioè esistere due o più telefonini con lo stesso identificativo), contrariamente a quanto si ritiene normalmente.

Gli operatori inglesi BT Cellnet e Vodafone, per esempio, dichiarano che circa il 10% degli IMEI che circola sulle loro reti è costituito da doppioni (http://www.guardian.co.uk/mobile/article/0,2763,643752,00.html). Nokia dichiara che è "molto difficile" alterare gli IMEI dei propri apparecchi (ma si guarda bene dal dire che è impossibile) e che gli IMEI duplicati sono "rari" (ma esistono). Sony Ericsson dichiara che i suoi cellulari non hanno mai IMEI identici.

Tirando le somme, l'appello è fondato su fatti reali, anche se leggermente alterati. L'efficacia della misura proposta non è assoluta, ma è comunque significativa (della serie "piuttosto che niente, meglio piuttosto"). Considerato che costa poca fatica includere l'IMEI in una denuncia di furto, vale la pena di farlo.


#2002-043. Morpheus è morto (6 marzo 2002)

Il sistema di scambio file Morpheus ha fatto le bizze nei giorni scorsi, con misteriosi messaggi su "versioni troppo vecchie" del software installato sui computer di decine di milioni di suoi utenti. Poi è crollato definitivamente, riemergendo in una nuova veste che non ha certo accontentato molti dei suoi fan (me compreso).

Se volete sapere cos'è successo e se la festa dello scaricamento di musica, film e telefilm da Internet è finita davvero, date un'occhiata all'articolo che ho scritto per Apogeonline e che trovate qui:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/03/05/01/200203050101


#2002-044. Antibufala: soldi facili dalla Nigeria (6 marzo 2002)

Molti lettori mi hanno chiesto cosa c'è dietro all'ondata di inviti via e-mail in inglese che circolano in Rete e propongono, in varie salse, di spartire una torta di diversi milioni di dollari derivanti da traffici poco ortodossi di ex funzionari governativi nigeriani (o di altri paesi africani). Tutto quello che serve, stando all'invito, è il vostro numero di conto corrente e un e-mail di conferma, e soprattutto il vostro silenzio. E' un affare riservatissimo, perbacco!

Non credo che ci voglia una mente da premio Nobel per porsi alcuni semplici dubbi. Perché un perfetto sconosciuto dovrebbe offrire proprio a voi un affare che vi frutterebbe diverse decine di milioni di euro? Perché, se l'affare è così delicato e segreto, inviti di questo tipo vengono disseminati a migliaia di persone, come risulta immettendo i testi di questi inviti in un qualsiasi motore di ricerca e in Google Groups (ricerca nei newsgroup)? Perché viene usata la posta elettronica, notoriamente facile da intercettare, anziché un canale più riservato? Perché inviti di questo genere arrivano da persone diverse ma raccontano tutti storie molto simili (variando cifre, luoghi e nomi)? E' scoppiata una moda?

In realtà questi inviti sono delle vere truffe che circolano sia per posta ordinaria, sia su Internet. Funzionano così: se rispondete all'invito, vi viene spiegato che tanta generosità non è disinteressata. Infatti è necessario che versiate degli "anticipi" a copertura di imprecisate spese per risolvere alcuni trascurabili problemi burocratici e poi i milioni di dollari arriveranno a pioggia sul vostro conto corrente. Inutile dire che una volta incassati gli anticipi, i milioni promessi non arrivano mai.

In altre parole: non cascateci. E' una truffa. Non fatevi passare neppure per l'anticamera del cervello che possa esserci un'opportunità di guadagno (perlomeno per voi; i truffatori, invece, ci guadagnano sempre). Se proprio volete fare un affarone losco ma sicuro, contattatemi con discrezione e vi parlerò della spartizione dei proventi della vendita della Fontana di Trevi, che ho recentemente ricevuto in eredità dal compianto Antonio De Curtis.

Fonti e note

Questa truffa circola da anni. Ne parla, ad esempio, la rivista Fortune ("This Just In From Nigeria", di Stanley Bing, 25 giugno 2001, http://www.fortune.com/indexw.jhtml?channel=artcol.jhtml&doc_id=203073). Il sito Web della presidenza nigeriana ha dedicato un'intera sezione a questo imbroglio (http://nopa.net/Useful_Information/419/index.html), con tanto di avvertimenti della Banca Centrale Nigeriana sulla pericolosità di questi inviti e alcuni esempi di inviti-truffa (http://nopa.net/Useful_Information/419/419letters.htm).

Pericolosità? Certo. Talvolta, infatti, le vittime vengono addirittura indotte a recarsi in Nigeria, dove falsi "funzionari governativi" offrono loro il trattamento da VIP e mostrano loro documenti "ufficiali" (rigorosamente falsi). Spesso organizzano addirittura la pubblicazione sui giornali locali di notizie false che testimonierebbero dell'avvenuto sblocco dei fondi dovrebbero arrivare sul vostro conto corrente. Se neppure questo convince la vittima a collaborare, i truffatori possono passare a mezzi più persuasivi. Una delle vittime, racconta il sito delle Poste USA (http://www.usps.gov/websites/depart/inspect/pressrel.htm), si trovò faccia a faccia con due nigeriani armati con armi automatiche e fu costretto a dare loro 4000 dollari in travelers cheques prima di poter lasciare il paese.

Se immettete "419 scam" (virgolette comprese) in Google, troverete tantissimi siti dedicati a questa truffa ("419" è il riferimento numerico della legge nigeriana che rende illegali questi inviti). Il sito delle Poste USA racconta che la truffa circola anche tramite la posta ordinaria: gli ispettori postali hanno sequestrato e distrutto oltre due milioni di lettere di invito, da marzo del 1998, soltanto al centro di smistamento dell'aeroporto JFK di New York. Persino i francobolli sulle buste sono falsi.

Se volete qualche fonte in italiano, potete leggere il comunicato stampa del Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Svizzera (http://www.admin.ch/cp/i/1996Feb8.173207.5294@idz.bfi.admin.ch.html) che risale a febbraio del 1996, oppure un articolo dell'Espresso di febbraio 2002 (http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,31259,00.html) che racconta molti dettagli su questo giro colossale di imbroglioni.

Ma davvero ci crede qualcuno?

Riassumendo: una persona che non vi conosce vi offre un affare chiaramente poco pulito in un lontano paese africano. Basta un attimo di raziocinio per rendersi conto che la cosa non sta in piedi. Ma evidentemente il raziocinio è una risorsa piuttosto scarsa, dato che c'è sempre qualcuno che abbocca anche alle truffe più improbabili. Infatti il già citato sito delle Poste USA segnala che l'ammontare del raggiro è di circa 100 milioni di dollari l'anno soltanto verso gli Stati Uniti.

Ma cosa succede se si risponde all'invito?

Se non vi bastassero queste autorevoli conferme, ecco cosa succede a chi risponde all'invito: lo ha fatto un mio impavido lettore (che identificherò soltanto con il suo nome di battaglia, papalla).

Riassumo traducendo dall'inglese: Papalla si è offerto di accettare l'invito, esprimendo però una certa sorpresa a proposito dell'elevato ammontare dell'affare e delle commissioni abbondanti. Come mai tanta generosità? Non sarebbe meglio incontrarsi prima di imbarcarsi in quest'operazione?

La risposta del truffatore è stata questa: la commissione si basa sul "contributo che ci aspettiamo da lei" ("Please note very carefully the high commission you will receive is based on the contribution we expect from you."). Anzi, caso mai non si fosse capito, "la commissione non è gratuita: deve sostenerci/assisterci finanziariamente nello smistamento delle approvazioni burocratiche da parte di vari ministeri federali" ("So please the commission is not free. you have to support/assist us financially to process the documentary approvals aspect of this transaction from various federal ministries and offices concerned before this transfer is done into your bank account.").

Seguono i dettagli della proposta: la vittima dovrebbe registrare la propria azienda in Nigeria, retrodatando la registrazione al 1997 per dimostrare di essere in attività da tempo in modo da giustificare le somme in gioco come parte del proprio giro d'affari. Dopo una lunghissima serie di approvazioni, permessi e concessioni da ottenere presso le autorità nigeriane, i soldi saranno sul conto della vittima "in meno di 48 ore".

Insomma, se non sentite puzza di bruciato neanche a questo punto, posso solo consigliarvi di farvi un bel viaggetto in Nigeria. Poi, però, non venite a piangere da me.

Dettagli su questa e altre bufale della Rete presso http://www.attivissimo.net/antibufala/elenco.htm.


#2002-045. Servizio Antibufala: Bush e Blair candidati al premio Nobel per la pace? (8 marzo 2002)

L'elenco completo delle bufale già "servite" è presso http://www.attivissimo.net/antibufala/elenco.htm

Il testo della catena di sant'Antonio

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Subject: C'è chi vuol nominare Bush e Blair per il Nobel per la Pace... protestiamo !

Allego indirizzo del sito da cliccare per protestare contro l'idea "originale" di nominare i suddetti per il Nobel per la Pace. Il sito è in inglese ma basta compilare i propri dati e c'è già una lettera preconfezionata (che chi conosce l'inglese può tranquillamente modificare) e inviarla.

http://www.eskimo.com/~cwj2/actions/bushblairnobel.html

La presentazione dice che tale Harald Tom Nesvik, parlamentare norvegese di destra, motiva la sua proposta per "le loro azioni decisive contro il terrorismo, cosa che ritengo la maggiore minaccia futura alla pace". La pagina specifica poi che il Premio Nobel andrebbe assegnato a che "avrà fatto di più o il lavoro migliore per promuovere la fratellanza tra nazioni, per l'abolizione o riduzione di eserciti permanenti e per l'organizzazione e promozione di congressi per la pace"

E fa presente che Tony Blair ha ordinato più azioni militari di qualunque altro primo ministro inglese dai tempi della II guerra mondiale, che Bush ha spinto ad aumentare massicciamente le spese militari ed aumentato le dimensioni dell'esercito...ecc

Conclude affermando che dare il Premio per la Pace per compensare massicce campagne militari globali sarebbe uno schiaffo in pieno viso agli attivisti per la pace e per la giustizia di tutto il mondo.

Firmiamo !

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Perché è autentica ma comunque una bufala

La notizia è autentica, ma partecipare all'appello è un gesto inutile e irrilevante.

Primo, il parlamentare norvegese ha semplicemente proposto le candidature di Bush e Blair; di certo non le ha decise. C'è una differenza notevole.

Secondo, il premio Nobel per la pace viene assegnato in base alle scelte di un comitato ristrettissimo (soltanto cinque persone), del quale il parlamentare norvegese non fa parte. Anzi, il parlamentare è soltanto una delle tantissime persone ammesse a inviare proposte al comitato di nomina, per cui, con tutto il dovuto rispetto, il suo suggerimento conta quanto il due di picche.

Terzo, nell'assegnazione dei premi Nobel non vince chi viene "votato" di più. La scelta vera e propria, infatti, viene compiuta a prescindere dal numero di volte che ciascun candidato è stato proposto.

Quarto, uno dei cinque membri del comitato è apertamente contrario alle scelte di Bush e Blair e questo conta molto, ma molto di più di qualsiasi proposta di un parlamentare.

Quinto, come segnala il sito del premio Nobel per la pace, le candidature devono arrivare entro il primo di febbraio. Quindi per Bush e Blair è comunque ormai troppo tardi (almeno per quest'anno, ma l'anno prossimo, chissà... e così l'appello torna buono per il 2003).

Insomma, mandare e-mail di protesta serve a poco e niente. Già adesso le probabilità che Bush e Blair vincano il Nobel per la pace sono, per dirla schietta, le stesse che avete voi di svegliarvi domattina con Manuela Arcuri (o, se preferite, Brad Pitt) che vi serve il caffé a letto.

Se davvero avete voglia di fare qualcosa per migliorare il mondo, evitare di intasare Internet di appelli inutili come questo è già un buon punto di partenza.

L'indagine

Cominciamo con i fatti. Il sito citato nell'appello esiste: però non appartiene a un'associazione ben conosciuta e affidabile, ma è semplicemente il sito di un privato cittadino, Charles W. Johnson. Questo già in partenza induce un minimo di cautela, visto che chiunque può scrivere quello che gli pare su Internet. Basta guardare quante fesserie scrivo io.

Esiste anche il parlamentare norvegese citato, Harald Tom Nesvik, come confermato da una rapida ricerca in Google.

Infine, l'indirizzo a cui scrivere al comitato per il Nobel è autentico: postmaster@nobel.no è infatti presente nella pagina Web del sito del comitato per il premio Nobel per la pace, http://www.nobel.no (che fra l'altro è distinto da quelli degli altri premi Nobel).

Anche la candidatura è vera. C'è ad esempio un articolo del giornale The Guardian(http://www.guardian.co.uk/ international/story/0,3604,645075,00.html), del 5 febbraio 2002, che fornisce alcuni dettagli della vicenda. Ho inoltre trovato traccia di un dispaccio della Associated Press del 4 febbraio 2002, 16:23 GMT, che conferma la candidatura: "U.S. President George W. Bush and U.K. Prime Minister Tony Blair have been nominated for the 2002 Nobel Peace Prize for fighting terrorism and securing world peace, a Norwegian lawmaker announced Monday. Harald Tom Nesvik, a member of parliament from the right-wing Party of Progress, said he has nominated the two leaders for the coveted peace prize, despite their role in ordering war[...]"

Inoltre una ricerca in Google con le parole chiave Bush, Blair e Nobel trova molti siti, compresi quelli di alcuni giornali, che riportano la notizia. La BBC e la CNN, tuttavia, non ne fanno menzione (forse perché troppo irrilevante).

A completare il quadro e dare un'ulteriore conferma arriva quella impareggiabile miniera di antibufale che è Urban Legends Reference Pages, che dedica una pagina (http://www.snopes2.com/rumors/nobel.htm) all'argomento, segnalando un commento dell'agenzia Reuters, secondo il quale è assai improbabile che il premio Nobel per la pace vada a Bush o Blair, perché il vescovo Gunnar Staalsett, membro del riservatissimo comitato di scelta dei vincitori, è apertamente contrario alle azioni militari statunitensi e britanniche in Afghanistan.

L'articolo del Guardian rivela l'aspetto fondamentale che mi fa considerare inutile questo appello: il numero di persone che possono mandare proposte di candidatura è enorme, per cui un singolo "voto" come quello del parlamentare norvegese conta poco e niente.

Per esempio, qualunque membro di governo di qualunque stato ha diritto di proporre candidature. Lo hanno anche moltissime altre persone, compresi i professori universitari di legge, scienze politiche, storia e filosofia (perché non ce l'abbiano i professori di fisica, per esempio, non l'ho capito, ma è così: l'elenco completo degli aventi diritto di nomina è presso http://www.nobel.no/ eng_com_nom.html).

Tirando le somme, l'unico risultato che otterrete partecipando all'appello è intasare di e-mail inutili una casella di posta in Norvegia.

Attendere prego

La cerimonia di consegna del premio si svolge il 10 dicembre, ma l'annuncio del vincitore viene dato, per dirla come recita il sito del premio Nobel, "in un venerdì di metà ottobre". Per cui per sapere se Bush o Blair hanno davvero vinto il Nobel per la pace basterà attendere quella data.

Accetto scommesse.

E con questo, amici, anche questo caso del vostro Detective Antibufala è chiuso. Alla prossima indagine!


#2002-046. SMS truffa, chiedo la vostra collaborazione all'indagine (12 marzo 2002)

L'articolo che ho pubblicato su Apogeonline (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/19/01/200202190101) un paio di settimane a proposito degli SMS-truffa a carico del destinatario sta suscitando parecchie polemiche. C'è chi lo considera un "falso allarme" (come il ben documentato articolo presso http://www.portel.it/rubriche/punto.asp?id=177). Addirittura molti mi scrivono dicendo di aver ricevuto l'articolo via e-mail e me lo mandano dicendo "Paolo, indaga su questa notizia, sarà mica una bufala?"....

Sto preparando un articolo di aggiornamento al primo, e per il momento posso dirvi che a mio parere la truffa si può comunque fare, nonostante le dichiarazioni tranquillizzanti degli operatori. Il mio consiglio originario rimane valido: senza alcun panico, semplicemente occorre controllare _sempre_ i numeri a cui inviate SMS di risposta. Tutto qui.

Nel frattempo, però, per preparare l'articolo come si deve, ho bisogno del vostro aiuto.

Conoscete qualche numero 144 o 166 dal contenuto erotico? Avete qualche pubblicità sui giornali italiani di numeri di questo genere (che inizino con 144 o 166, non con 00)? Qui in Inghilterra non è facile trovarne.

Alcuni di voi avranno già intuito dove sto andando a parare. Non temete, non rivelerò nomi e cognomi degli esperti conoscitori delle linee erotiche ;-)

Grazie anticipate e ciao da Paolo.


#2002-047. Aggiornamento di sicurezza Microsoft via e-mail: attenzione, è un virus (12 marzo 2002)

La faccio breve, quanto basta per avvisarvi del problema. Sta circolando un e-mail in inglese che dichiara di provenire dalla Microsoft (per la precisione dal "Microsoft Corporation Security Center") e afferma di allegare un 'security update' (aggiornamento di sicurezza) che risolve le ultime magagne di Internet Explorer e Outlook.

Il messaggio è _falso_.

Primo, Microsoft non distribuisce via e-mail gli aggiornamenti. L'utente se li deve scaricare dal sito Microsoft proprio per evitare raggiri come questo.

Secondo, l'allegato al messaggio è un virus. Si chiama Gibe, e lo trovate documentato presso

http://news.zdnet.co.uk/story/0,,t270-s2106131,00.html (in inglese)

Quindi se lo ricevete, cancellatelo. Tutto qui.


#2002-048. Servizio antibufala: Safiya, nigeriana condannata a lapidazione per adulterio (14 marzo 2002)

Avrete probabilmente già sentito dai giornali dell'appello per salvare Safiya Hussaini, una donna nigeriana condannata a lapidazione per adulterio in base alla legge islamica in vigore nel suo paese.

Sta circolando ora un appello diverso da quello originale, che invitava a scrivere alle ambasciate nigeriane. Il nuovo testo invita a compilare un modulo presente in una pagina della Missione permanente della Nigeria presso le Nazioni Unite (http://www.nigerianmission.org/feedback.htm), invocando libertà per Safiya.

Questa nuova versione contiene una piccola inesattezza, ma per il resto è corretto. Non è vero che, come dice l'appello, "soltanto in queste ultime ore è stato reso noto che Safiya sarà giudicata in appello lunedì prossimo" (ossia il 18 marzo): la data era nota da tempo, come indica il comunicato della trasmissione Rai "Zapping" del 5 marzo 2002.

E' invece vero e valido l'indirizzo citato nell'appello (http://www.nigerianmission.org/feedback.htm).

Lascio naturalmente alla vostra coscienza decidere cosa fare di questo appello. Tuttavia tenete presente che c'è sempre il rischio di peccare di presunzione nel voler misurare le altre culture con il nostro metro.

Se volete saperne di più prima di decidere cosa fare, date un'occhiata ai giornali nigeriani, fra cui Nigeria Today (http://www.nigeriatoday.com/), che riporta alcune notizie (senza data) sul caso di Safiya.

Presso la BBC, invece, trovate vari dettagli sul caso: un articolo del 14 gennaio 2002 (http://news.bbc.co.uk/hi/english/world/africa/newsid_1758000/1758794.stm) e uno del 23 gennaio 2002 (http://news.bbc.co.uk/hi/english/world/africa/newsid_1778000/1778614.stm), entrambi con foto di Safiya e della figlia Adama. I due articoli confermano che la condanna è sospesa temporaneamente fino all'udienza del 18 marzo 2002. Fino a quella data, Safiya è libera (non è incarcerata).

Se anche quest'udienza di appello dovesse fallire, Safiya può ancora appellarsi alla Corte Suprema nigeriana.

Se ci sono ulteriori aggiornamenti, ve li segnalerò.

Altre indagini antibufala

Se non siete ancora stufi di leggere le mie farneticazioni digitali, potete sfogarvi con Computer Idea: la rivista ha infatti pubblicato un mio articolo sulle catene di sant'Antonio nel numero 54 (6 marzo 2002). E se neppure questo vi bastasse, ce ne sarà uno sullo spyware nel numero 55 (20 marzo 2002). Entrambi contengono immagini e dettagli che non ho avuto modo di pubblicare nel sito del Servizio Antibufala.


#2002-049. Servizio antibufala: "Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia?" (3 cent per la bimba malata di cancro) (15 marzo 2002)

Sta circolando un appello che promette di guarire una bimba malata di cancro: verranno donati 3 cent per ogni copia spedita. Il messaggio è, tanto per cambiare, una bufala. Ecco tutti i dettagli.

Il testo dell'appello

Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia? Qualche volta hai seguito il volo di una farfalla? O osservato il tramontare del sole?
Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Vivi ogni giorno sempre di corsa? Quando ti domandi chi sei, ascolti la tua risposta?
Quando il giorno finisce e ti sdrai sul tuo letto, ti assilli con mille pensieri?

Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Le tue giornate passano freneticamente? Qualche volta hai detto al tuo bambino "lo faremo domani" e nella tua apatia non hai visto la sua tristezza? Qualche volta per mancanza di tatto hai lasciato che un caro amico morisse senza averlo chiamato per dirgli "ciao"?

Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo.
Quando corri troppo in fretta per raggiungere qualsiasi luogo, ti perdi la metà del divertimento per arrivarci?
Se sei preoccupato, se corri per tutto il giorno, è come se gettassi la tua vita nel cestino.
La vita non è una corsa, ma va vissuta e assaporata con calma. Ascolta la musica prima che la canzone finisca.

L'unica cosa che vi viene chiesta è solo un po' del vostro tempo, per inviare questo messaggio. C'è solo bisogno di un po'd'amore per mandare questa e-mail.
Per favore, passate questo messaggio a tutti quelli che conoscete. E' l'ultimo desiderio di una bambina, che presto lascerà questo mondo, dato che è vittima di una terribile malattia: il CANCRO. Grazie per il vostro sforzo. Questa non è una catena, ma una scelta di tutti noi per salvare una piccola vita che si sta spegnendo per una seria e fatale forma di cancro.
Per favore inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete e non conoscete.
A questa bimba restano 6 mesi di vita, e come sua ultima volontà lei ha voluto inviare questa e-mail a tutti voi, perché riusciate a vivere la vita al massimo,dato che lei non lo farà mai.
Non andrà mai da nessuna altra parte, non riuscirà a laurearsi o sposarsi, nè ad avere una famiglia.
Lo scopo di questa e-mail non è il denaro, ma dare a lei e alla sua famiglia po'di speranza. Per ogni persona che riceverà questa e-mail la Società Americana del Cancro donerà 3 centesimi di dollaro per il trattamento ed il piano di recupero. Una persona ne ha inviate già 500. Aiutatemi.
Se potete inviatela a tutte le persone che conoscete.
Riflettete e non siate egoisti! Dedicare 5 minuti per inviare questo messaggio è di vitale importanza: tutto questo potrebbe accadere a ciascuno di noi.

Giorgio Lambertenghi Deliliers M.D.
Professor of Internal Medicine - Università di Milano
Centro Trapianti di Midollo
Ospedale Policlinico
Via F. Sforza, 35
20122 - Milan - Italy

Perché è una bufala

Primo indizio: pensateci un attimo. Come ho già detto in altri casi analoghi, credete davvero che enti come la Società Americana per la ricerca sul Cancro siano così crudeli da organizzare questa sottospecie di lotteria? "Cara bambina, mi spiace, ma non ci hanno risposto in numero sufficiente, per cui non ti paghiamo l'operazione e ti lasciamo morire." Suvvia, siamo seri.

Secondo: Se la American Cancer Society fosse davvero lanciata in quest'impresa, ne parlerebbe sicuramente nel suo sito (http:/ /www.cancer.org). Ma non c'è traccia di questo appello. Anzi, sul suo sito trovate una seccata e vigorosa smentita, che potete leggere qui sotto.

Terzo: non esistono programmi di tracciamento della posta che possano seguire un messaggio ritrasmesso più volte come quello di questa catena.

Quarto: il sito Snopes.com, dedicato alle leggende metropolitane, ha rintracciato questo appello e le sue varianti (della serie "persona malata di X riceverà Y cent per ogni e-mail ritrasmessa") fino a gennaio 1997. Quindi, cinicamente parlando, se davvero alla bambina restavano solo sei mesi di vita, ormai l'appello è parecchio fuori tempo massimo. Tutti i dettagli, in inglese, sono presso http://www.snopes2.com/inboxer/children/mydek.htm.

Lo stesso sito cita anche una delle varianti, di marzo 1997, che ripete quasi esattamente il testo dell'appello italiano, in particolare i concetti della povera bimba che ha soltanto sei mesi di tempo e non diventerà mai grande, del suo ultimo desiderio e del tizio che ha già contribuito con 500 messaggi: "this little girl has 6 months left to live her life, and as her dying wish, she wanted to send a chain letter telling everyone to live their life to the fullest, since she never will. she'll never make it to prom, graduate from high school, or get married and have a family of her own. but by you sending this to as many people as possible, you can give her and her family a little hope, because with every name that this is sent to, the american cancer society will donate 3 cents per name to her treatment and recovery plan. one guy sent this to 500 people !!!! ".

Le poetiche parole introduttive sono state aggiunte a novembre del 1998 e in originale facevano così:

"Slow Dance
Have you ever watched kids / on a merry-go-round / Or listened to the rain / slapping on the ground?
Ever followed a butterfly's / erratic flight / Or gazed at the sun into / the fading night?
You better slow down / Don't dance so fast / Time is short / The music won't last
Do you run through each day / on the fly / When you ask "How are you?" / do you hear the reply?
When the day is done / do you lie in your bed / With the next hundred chores / running through your head?
You better slow down / Don't dance so fast / Time is short / The music won't last
Ever told your child / We'll do it tomorrow / And in your haste / not see his sorrow?
Ever lost touch / Let a good friendship die / 'Cause you never had time / to call and say "Hi"?
You better slow down / Don't dance so fast / Time is short / The music won't last
When you run so fast / to get somewhere / You miss half the fun / of getting there.
When you worry and hurry / through your day / It is like an unopened gift / thrown away...
Life is not a race / Do take it slower / Hear the music / before the song is over."

La smentita ufficiale della Società Americana per la ricerca sul Cancro

La stessa American Cancer Society smentisce categoricamente di avere a che fare con questi appelli. I dipendenti della ACS sono talmente subissati di richieste di informazioni su queste "donazioni" da aver istituito una pagina Web apposita (http://www.cancer.org/eprise/main/docroot/NWS/content/NWS_2_1x_Giving_Wisely) che dice testualmente:

"Another hoax uses a chain letter claiming the American Cancer Society (ACS) will donate three cents to cancer research for every letter forwarded to someone else. The ACS has no connection to the letter and regrets people are fooled into thinking they are helping the organization by perpetuating this e-mail message."

Traduzione: "Un'altra bufala usa una catena di sant'Antonio secondo la quale la Società Americana per la ricerca sul Cancro donerà tre centesimi di dollari per ogni lettera rispedita a un'altra persona. L'ACS non è collegata in alcun modo a questa catena e si rammarica che alle persone si faccia credere che stanno aiutando la nostra organizzazione ritrasmettendo questo e-mail".

Sì, va bene, ma che dire del medico "garante"?

A questo punto dovrebbe essere abbastanza chiaro che si tratta di una burla di dubbio gusto. Resterebbe soltanto da considerare quanto tempo viene perso dal personale dell'ACS per rispondere alle richieste di informazioni su queste "donazioni". Tempo che viene tolto proprio a chi ne ha bisogno: ai veri malati di cancro. Quindi anche per questa catena di sant'Antonio vale il solito monito: non diffondetela pensando "tanto male non fa". Invece lo fa.

Ma c'è un ultimo dubbio: il nome del medico in coda al messaggio. Sembra una garanzia di ufficialità oltre ogni dubbio, anche perché il professor Giorgio Lambertenghi Deliliers esiste veramente (basta cercarlo su Google) e lavora davvero presso il Centro Trapianti di Midollo dell'Ospedale Maggiore di Milano. Tutti i suoi estremi sono in questa pagina pubblica dell'Università di Milano (http://www.unimi.it/chiedove/persona.idc?matricola=5602).

Ho parlato telefonicamente il 15/3/2002 con una persona che lo conosce personalmente e che per il momento esclude che il professore abbia inserito il proprio nome nell'appello. E' assai probabile, semmai, che lo abbia fatto qualche buontempone (o, peggio ancora, una persona che voleva fargli un dispetto). Anche in questo caso, quindi, diffondere ulteriormente la catena di sant'Antonio farà danni, intasando la casella di e-mail e i telefoni del professore.

Comunque gli ho anche mandato un e-mail il 15/3/2002 e sono in attesa di una sua risposta. Appena l'avrò, la pubblicherò (con il suo permesso), giusto per dissipare qualche eventuale dubbio che vi possa essere rimasto.


#2002-050. Richiesta di aiuto per Antibufala: il referendum di Micromega (16 marzo 2002)

Scusate se non mi arrangio da solo, ma ho una catasta di bufale e poco tempo per approfondirle, per cui chiedo cortesemente il vostro aiuto.

Nessuno di voi ha (o sa trovarmi) il numero di telefono o l'indirizzo di e-mail della redazione della rivista Micromega?

O meglio ancora, nessuno di voi ha un numero della rivista e può controllare se è vero che sta raccogliendo "firme" per un referendum contro alcune leggi italiane recentemente approvate?

Mi spiego. Ho ricevuto diverse segnalazioni di un appello via e-mail che dice grosso modo questo:

--------

 

"Micromega sta raccogliendo le firme per proporre un Referendum abrogativo riguardo alle due leggi recentemente approvate del nostro Governo; quella  sul falso in bilancio, vale a dire la legge del 5 Ottobre 2001 n. 0366 sulle riforme del diritto societario e quella del 5 Ottobre 2001 n. 0367 sulle rogatorie.

Per aderire bisogna scrivere a micromegaforum@katamail.com e mettere come  oggetto "Referendum per la legalità", fornire i propri dati anagrafici e il numero di un documento di identità e scrivere quanto segue:

Il/la sottoscritto/a XY (dati anagrafici e documento con Numero, data di rilascio e Ente che lo ha rilasciato) aderisce al Referendum  per  la legalità finalizzato all'abrogazione delle leggi 5 Ottobre 2001 n. 0366 sulle riforme del diritto societario e 5 Ottobre 2001 n. 0367 sulle Rogatorie."

--------

Non entro nel merito degli aspetti politici della vicenda: mi interessa soltanto sapere se è autentica o meno, ossia se davvero la rivista Micromega ha indetto questa "raccolta di firme".

Sarò paranoico, ma a me la faccenda sembra molto sospetta. Innanzi tutto, per quel che ne so una "raccolta di firme" via e-mail è del tutto priva di valore giuridico (qui non viene neppure richiesta la firma digitale con PGP o simili, per cui chiunque può mandare "firme" a nome di chi gli pare). Secondo, la richiesta di dati anagrafici così dettagliati... non è che tutto questo è un furbo meccanismo per carpire le identità delle persone? Un buon pirata informatico, armato del vostro nome, cognome e numero di documento di identità può fare sfracelli spacciandosi per voi (si chiama "furto di identità", ed è un crimine molto ben conosciuto in Rete).

Terzo, l'indirizzo di e-mail: è un semplice indirizzo presso Katamail.com, uno che avrei potuto crearmi anch'io; non è un indirizzo del sito di Micromega (che fra l'altro non sono riuscito a trovare, sarà la fretta).

Insomma, il mio sospetto è che qualcuno (uno spammer? un pirata?) abbia aperto una casella di posta il cui nome richiama Micromega e si sia poi inventato questa storia per raccogliere senza fatica centinaia e forse migliaia di indirizzi di e-mail e di dati anagrafici per i suoi sporchi traffici.

Ripeto, è soltanto un sospetto probabilmente fomentato dalla mia istintiva diffidenza per gli inviti via e-mail. Mi basta contattare la redazione della rivista, o vederne una copia stampata in cui si parla di questa "raccolta", per dissipare questo sospetto. Nel frattempo, però, mi sembrava opportuno mettervi in guardia sul possibile pericolo di truffa.

Appena ho ragguagli, ve li segnalerò. Nel frattempo grazie anticipate per l'aiuto!

Ciao dal vostro oberatissimo Detective Antibufala.


#2002-051. Antibufala Flash: un'e-mail che raccatta gli indirizzi delle vittime (16 marzo 2002)

Sta circolando un e-mail intitolato "ADV: Yahoo Traffic! $15.00 per year" che sostiene di essere un avviso proveniente dal sito Yahoo e chiede di immettere il proprio nome e indirizzo di posta elettronica. _Non_fatelo_: è una bufala. O meglio, è una tecnica per creare elenchi di indirizzi da usare per bombardamenti pubblicitari (spamming).

Tutti i dettagli, se volete, sono qui: http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=39440


#2002-052. Indagine sugli SMS a carico del destinatario: cercansi volontari per missione pericolosa (17 marzo 2002)

L'approfondimento all'articolo sugli SMS-truffa che vi avevo promesso è praticamente pronto, ma per chiuderlo mi serve ancora il vostro aiuto. E' un aiuto grande, perché non è gratuito, per cui non mi offendo certo se dite di no. Scusate se non faccio da solo, ma come forse sapete abito in Inghilterra e quindi mi è materialmente impossibile testare di persona I servizi italiani.

Se decidete di fare i kamikaze, fatelo presto: l'articolo dovrebbe essere pubblicato martedì e quindi deve essere chiuso entro domani (lunedì).

Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno mandato i numeri 166 e 144 erotici che avevo chiesto (per l'articolo... cosa stavate pensando?).

Ciao da Paolo.

Prima prova

C'è qualche volontario/a, dotato/a di cellulare Wind, che si offre di testare il servizio WindRai? La prova è questa: si manda un SMS al 5858 e si sceglie uno dei servizi descritti qui: http://www.cellularitalia.com/gestori/wind/windrai.html.

Se ho ragione io, dovreste trovarvi abbonati, _senza_ulteriori_conferme_o_avvisi_ (è questo il punto fondamentale), al servizio WindRai, al costo di 12,4 eurocent (250 lire) per messaggio ricevuto. Per disattivare il servizio, il comando dovrebbe essere CANCELALL.

Se lo fate, raccontatemi esattamente cos'è successo, quali messaggi sono comparsi sullo schermo, e via dicendo. Soprattutto è importante sapere se venite avvisati in qualche modo di quello che andrete a spendere.

Seconda prova

C'è qualche volontaria/o Omnitel, dotata/o di cellulare Nokia, che si offre di scaricare un logo o una suoneria dal servizio Easylogo (http://waptopic.supereva.it/easylogo/)? Costa un euro.

Anche in questo caso quello che mi preme verificare è se l'utente viene avvisato sul cellulare, in qualche modo, della cifra che si appresta a spendere. In teoria, stando alle istruzioni sul sito, non c'è avviso.

Come ringraziarvi

Se avete un telefonino con autoricarica, vi telefonerò per sdebitarmi tramite l'autoricarica. Se avete PayPal, vi rimborserò la spesa sostenuta.

Se non avete niente di tutto questo ma vi offrite lo stesso, siete adorabili e posso soltanto sdebitarmi parzialmente inviandovi in anteprima, solo per i vostri occhi, il testo dell'articolo. Leggetelo prima di fare le prove, così avete un'idea del motivo per cui sono così importanti. E per favore non distribuitelo, è solo una bozza e non voglio finire querelato se contiene errori.

La versione definitiva dell'articolo conterrà numerosi link che in questa versione in formato "puro testo" non sono inclusi. Ovviamente ogni vostro commento a questa bozza è ben gradito.

SMS truffa, smentite poco convincenti
di Paolo Attivissimo (topone@pobox.com)

L'articolo che ho pubblicato a febbraio 2002 qui su Apogeonline a proposito degli SMS-truffa a carico del destinatario sta suscitando parecchie polemiche. Voci autorevoli lo considerano un falso allarme, ma l'articolo si è diffuso in Rete tramite l'angosciato passaparola degli utenti, trasformandosi in una catena di sant'Antonio. Il Garante per la privacy ha avviato un'indagine in merito. Molti mi scrivono chiedendomi "Paolo, indaga su questa notizia che ho ricevuto in un e-mail, sarà mica una bufala?", non sapendo che l'articolo l'ho scritto proprio io. Ho dunque creato un mostro?

Così parrebbe. Infatti secondo un ben documentato articolo di Portel.it, il reverse billing (il meccanismo che consente di far pagare al destinatario gli SMS ricevuti) in Italia "non funziona come descritto" dal mio articolo. Le truffe inglesi che mi avevano messo in allarme, descritte eloquentemente dall'Herald, "sono un errore di gioventù cui è già stato posto rimedio".

Stando a Portel.it, la tutela del consumatore italiano è blindata: "L'iscrizione è regolata da un meccanismo che tutela l'utente dalle brutte sorprese: l'utente entra in una pagina Web dedicata, si autentica con password oppure lascia il proprio numero di cellulare, riceve un sms che chiede conferma per l'iscrizione al servizio. Essere iscritti a propria insaputa è insomma difficile, se non impossibile". L'articolo cita inoltre le smentite di Wind, Omnitel e Tim: "l'ipotesi di iscrizione via SMS da parte di fornitori senza scrupoli è da escludere a priori, perché il gestore mobile metterebbe in gioco la propria immagine commerciale".

Se le cose stanno così, devo ordinare una massiccia dose di cenere con cui cospargermi il capo.

Eccezioni pericolose

Ma (e dannazione, c'è sempre un ma che mi rode) osservo servizi come WindRai di Wind e le granitiche certezze appena acquisite cominciano a vacillare. Infatti stando alle pagine Web di WindRai, "tutti i Clienti Wind, sia abbonati che con carta prepagata, sono abilitati già dall'attivazione ai servizi informativi WindRAI" e basta inviare un SMS al 5858 per iniziare a ricevere messaggi al costo di 12,40 centesimi di euro (240 lire) ciascuno.

In altre parole, per WindRAI non c'è nessuna "pagina Web dedicata" da raggiungere, nessuna "autentica con password". E' quindi banale per un utente malintenzionato o uno spammer diffondere e-mail o un SMS del tipo "Vuoi il tuo oroscopo gratis? SMS al 5858, scrivi ASTRI e le prime tre lettere del tuo segno!!". La vittima esegue e si trova abbonata. Verrà avvisata dei costi? Stando alle pagine Web di Wind, no.

Quanto tempo vi ci vorrà per decifrare cosa sta succedendo, per capire che sono gli SMS ricevuti a ridurre il credito (e chi mai ci penserebbe?) e che per porvi rimedio occorre chiamare l'assistenza clienti Wind? Lo scherzo potrebbe andare avanti a lungo prima che riusciate a smascherarlo.

Anche alcuni servizi che consentono di ricevere loghi e suonerie mandando un SMS si prestano allo stesso raggiro. Per esempio, Easylogo (per gli utenti Omnitel) non ha né "pagine Web dedicate" né "autentica con password". Le istruzioni del servizio sono chiare in proposito: "Invia un SMS contenente il codice del logo o della suoneria da te scelto al numero 4333222 (costo dell'SMS inviato 1 Euro Iva inclusa). Riceverai il logo o la suoneria via SMS in pochi istanti!".

Come per WindRai, quindi, è facile per un malintenzionato mandare SMS o e-mail pubblicitari, magari spacciandosi proprio per un operatore telefonico, e omettere l'indicazione del costo. La vittima manda l'SMS senza sapere quanto le costerà e ci rimette un euro, magari ritrovandosi pure con un logo pornografico sul telefonino.

E' chiaro che in casi come questi non sono colpevoli gli operatori telefonici, che non possono certo impedire che qualcuno diffonda istruzioni volutamente inesatte per i loro servizi. Tuttavia possono evitare di esporsi a questi abusi, che danneggiano non solo l'utente ma anche l'immagine dell'operatore: basterebbe un semplice SMS, mandato dall'operatore prima dell'addebito, che informi sui costi e richieda una conferma. Una precauzione semplice che però almeno in questi due casi pare proprio non sia stata ancora presa.

SMS come virus

Ma perché mai qualcuno dovrebbe commettere azioni di questo genere, dato che non ci guadagnerebbe nulla? Dopotutto, i soldi finirebbero comunque in tasca agli operatori, non al malintenzionato.

Mi vengono in mente almeno due ottime ragioni. La prima è il sabotaggio nei confronti dell'operatore che offre il servizio, che finirebbe sommerso di proteste e di denunce per truffa, con grave danno alla propria reputazione. La seconda è la dimostrazione di potere, sulla falsariga degli autori di virus informatici. Chi dissemina un virus non lo fa per denaro, ma perché gode nel lanciare indiscriminatamente il sasso e nascondere la mano, stando a vedere quante vittime centra. Lo stesso meccanismo psicologico potrebbe indurre un utente ostile a lanciare una campagna di e-mail o SMS ingannevoli basati su questi servizi.

Fra l'altro, sono liberamente disponibili in Rete programmi che permettono di mandare un gran numero di SMS, alterandone oltretutto l'origine apparente (SMS spoofing), per cui il vero mittente diventa praticamente impossibile da rintracciare. Insomma, tutti gli ingredienti per disseminare SMS truffaldini come se fossero virus sono dunque a portata di mano. E' improbabile, semmai, che rimangano inutilizzati a lungo.

C'è anche una terza ragione possibile: fare soldi, ossia la situazione descritta nello sketch originale. Gli operatori telefonici affidano a società esterne lo sfruttamento di questi servizi. Una di queste società potrebbe facilmente, a insaputa dell'operatore, usare messaggi promozionali molto allettanti e poco trasparenti per raccogliere il maggior numero possibile di abbonati, sapendo oltretutto di avere buone probabilità di farla franca usando i meccanismi descritti sopra.

Certo, gli operatori dichiarano che le società esterne saranno selezionate e sorvegliate rigorosamente, ma quanto potrà essere inflessibile la loro sorveglianza, considerato che gli operatori incassano una quota tutt'altro che trascurabile degli importi raccolti dalle società clienti e quindi non è nel loro interesse essere troppo pignoli?

Illustre precedente

Ma come mi permetto di ipotizzare complicità degli operatori mobili? E' uno scenario implausibile, direte voi. Dopotutto, per dirla con Portel.it, "il gestore mobile metterebbe in gioco la propria immagine commerciale". Se un operatore mettesse in piedi un traffico del genere, non sopravviverebbe allo scandalo, per cui nessuno lo farà mai.

Invece è già successo, e l'operatore in questione è sopravvissuto e anzi sta benone, grazie. Mi riferisco a Telecom Italia e ai servizi Audiotex, meglio noti come 144 e 166, che sono soggetti non solo a un codice di autodisciplina, ma anche a una regolamentazione di legge. "Le informazioni o prestazioni audiotex e videotex non devono comunque presentare forme e contenuti a carattere erotico, pornografico od osceno", recita il decreto (13 luglio 1995, n. 385) che governa questi servizi. Lo conferma anche il sito del Ministero dell'Interno.

E allora come mai esistono siti come www.vellutorosso.com (166.146108), oppure quello associato al numero 166.19658755 (slogan: "Cosa c'è di più poetico ed arrapante al mondo di una innocente lolita nuda e pronta all'amore?", siamo a un soffio dalla pedofilia), Chat Live - Sesso dal vivo (166 132 944), Linea erotica con vere ragazze (166 146 048), Telefono Erotico (166 122 362) e tutti gli altri reperibili in Google con una semplice ricerca con le parole chiave 166 e sesso?

Semplice: Telecom Italia non è legalmente responsabile delle violazioni commesse da chi gestisce i numeri 144 e 166. Secondo la legge, l'attività di vigilanza su questi servizi è svolta dal Ministero delle Comunicazioni. Svolta abbastanza maluccio, par di capire, ma lasciamo perdere. Così assistiamo all'assurdo che i servizi 144 e 166 erotici sono vietati, eppure esistono, e Telecom ci guadagna sopra disinvoltamente.

Di fronte a questo modello esemplare di azienda che "mette in gioco la propria immagine commerciale" e ne emerge con il forziere pieno di soldi, la tentazione di voler fare altrettanto con i servizi SMS diventa molto più plausibile. Un operatore, insomma, può mantenere la propria verginità, basta che faccia finta di non sapere cosa fanno le aziende alle quail affida la gestione dei servizi.

Speriamo che il legislatore abbia il buon senso di adottare per questi nuovi servizi criteri meno ingenui di quelli adottati per l'Audiotex. Nel frattempo, in attesa dei risultati delle indagini del Garante per la privacy, posso soltanto confermare che il mio consiglio originale rimane valido: niente allarmismi, ma attenzione ai numeri ai quali mandate SMS, possono costarvi caro.


#2002-053. Additivi tossici nelle merendine? (19 marzo 2002)

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

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QUESTO TESTO E' STATO DIFFUSO DAL CENTRO TUMORI di AVIANO:
ADDITIVI CONTENUTI NEGLI ALIMENTI DA NOI QUOTIDIANAMENTE CONSUMATI :
ADDITIVI INOFFENSIVI :
E100 E101 E103 E104 E105 E111 E121 E122 E126
E132 E140 E161 E162 E181 E182 E183 E170 E160
E171 E172 E173 E174 E175 E180 E181 E190 E200
E201 E202 E203 E206 E237 E238 E260 E262 E272
E280 E281 E282 E290 E300 E301 E302 E303 E304
E306 E307 E308 E309 E325 E326 E327 E331 E332
E333 E334 E335 E336 E337 E400 E401 E402 E403
E404 E405 E406 E408 E410 E411 E413 E414 E420
E421 E422 E440 E470 E471 E472 E473 E474 E475
ADDITIVI SOSPETTI:
E125 E131 E141 E150 E153 E210 E212 E213 E214
E215 E216 E217 E221 E222 E223 E224 E226 E231
E233 E238 E240 E241 E338 E339 E240 E341 E480
E461 E463 E465 E466 E467
ADDITIVI TOSSICI:
E102 E110 E120 E123 E124 E127 E220 E221 E230
E339 E250 E251 E252 E311 E313 E320 E321 E407
E450 E330
N.B.: ATTENZIONE! L'additivo E330 è il più pericoloso.
ALCUNI ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITIVI TOSSICI :
MERENDINE: Buondì Motta, Jolli Alemagna, Merendine Fabbri, TinTin Alemagna, Merendine Briciola
BIBITE: Aranciata Sanpellegrino, Cin Cin, Levissima, Bitter analcolico, Gingerini, Spume, Crodini
DOLCIUMI: Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi (limone e arancia), Caramelle fondenti e assortite, Sette sere Perugina, Charms Alemagna
FERMATE L'USO DI QUESTI ADDITIVI SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPERATE.
E' IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LE SCELTE DEI FABBRICANTI.
RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO E DISTRIBUITELO ATTORNO A VOI PER LA DIFESA DELLA VOSTRA E ALTRUI SALUTE, GRAZIE.
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Ne esiste anche una versione cartacea, che veniva largamente distribuita, nell'era pre-Internet, tramite fotocopiatrice e poi mediante i fax. Presso http://www.attivissimo.net/antibufala/coloranti_cancerogeni.htm ne trovate un'immagine.

Nella versione cartacea la fonte cambia: è l'ospedale Villejuif di Parigi, in abbinamento all'ospedale Regina Elena e, guarda un pò, all'ENEA. Cosa c'entri l'ENEA (ex Ente Nazionale Energia Atomica, ora ribattezzato più ecologicamente Ente Nazionale Energie Alternative e poi Ente per le Nuove tecnologie, L'Energia e l'Ambiente, http://www.enea.it/) con gli additivi cancerogeni è un quesito che già da solo dovrebbe indurre a dubitare pesantemente dell'affidabilità dell'appello. Ma sorvoliamo.

Origini (la nonna di tutte le bufale)

L'appello in forma cartacea risale almeno al 1976, secondo VoiceBuster (http://www.voicebuster.it/allarmistiche.htm) e altri siti (molti dei quali sono francesi e citano l'appello proprio per smentirlo): "Era un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente "Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori".

Se ne trovano altre tracce nel 1992, come documentato da un articolo della rivista Scienza e paranormale del CICAP (Maria Teresa Carbone, 99 leggende urbane, Scienza & paranormale: N.1 Anno IV Aprile 1992).

Secondo gli archivi di Google, il messaggio compare nei newsgroup italiani, nella forma "garantita" dal Centro Tumori di Aviano, a maggio del 1996 (newsgroup it.annunci). Nei newsgroup francesi, la versione "garantita Villejuif" compare invece a giugno 1997(fr.bio.medicine).

Perché è una bufala

Tutte le varianti di questo appello hanno in comune un concetto: l'additivo più pericoloso sarebbe l'E330. Ma basta consultare una qualsiasi fonte di settore per scoprire che l'E330 è in realtà l'acido citrico, quello che si trova in natura nelle arance e nei limoni. Da solo, questo errore grossolano basterebbe a dimostrare la totale inaffidabilità della lista.

Ma come mai l'appello circola con i nomi degli ospedali? Semplice: qualcuno gliel'ha appiccicato per rendere più credibile la storia. Infatti le varie fonti citate (ospedale Villejuif, professor Tubiana, Centro Tumori di Aviano) hanno smentito più volte (invano) di aver mai prodotto una lista di questa natura.

Ecco la smentita del Centro Tumori di Aviano, raccolta dal CICAP (http://www.cicap.org/external/esperto/ Additivi_tossiciC14_veritC04_o_leggendaC10.htm): "In realtà è da parecchio tempo che se ne sente parlare. Sapevamo che era un falso, una leggenda metropolitana, ma per sicurezza abbiamo girato la domanda al direttore del Centro anti-tumori di Aviano, professor Umberto Tirelli, che così risponde: 'è un noto falso che gira ormai da un decennio'".

Presso http://www.vegetariani.it/dossier/coadiuvanti_e_additivi/additivi_alimentari.htm (un sito gestito dall'Associazione Vegetariana Italiana e quindi difficilmente sospettabile di complotti chimico-industriali) trovate una lista esauriente degli additivi alimentari, che indica i nomi delle sostanze corrispondenti ai codici dichiarati "tossici". Nonostante i nomi inquietanti sono invece tutti prodotti ammessi per uso alimentare:

E102 Tartrazina (colorante)
E110 Giallo tramonto FCF – giallo arancio S (colorante)
E120 Cocciniglia, acido carminico (colorante)
E123 Amaranto (colorante)
E124 Poncean 4R-rosso cocciniglia (colorante)
E127 Eritrosina (colorante)
E220 Anidride solforosa (conservante)
E221 Sodio solfito (conservante)
E230 Difenile (conservante)
E339 Sodio ortofosfati (sinergisti degli antiossidanti)
E250 Sodio ortofosfati (conservante)
E251 Sodio nitrato (conservante)
E252 Potassio nitrato (conservante)
E311 Ottile gallato (antiossidante)
E313 (non trovato in nessun elenco)
E320 Butile-ossi-anisolo (BHA) (antiossidanti)
E321 Butile-ossi-tolulo (BHT)
E407 Carragenine
E450 Fosfati e polifosfati

Fra gli additivi dichiarati come "sospetti" troviamo inoltre altre sostanze che è invece assai difficile considerare pericolose una volta che si sa il nome associato al codice numerico: E141 (complessi rameici di clorofille e clorofilline), E153 (carbone vegetale), E150 (caramello).

Insomma, non c'è che dire, la lista è un capolavoro di affidabilità.

Ma che male fa diffondere una catena di sant'Antonio?

Tanto per cominciare, il povero professor Tubiana, citato nell'elenco come fonte, è stato costretto a sporgere denuncia contro ignoti per difendersi dalla diffamazione.

Vale la pena anche di pensare alle aziende i cui prodotti, citati incolpevolmente nell'appello, sono stati boicottati dai consumatori. Quanti lavoratori avranno avuto il posto di lavoro a rischio grazie alla creduloneria e all'imprudenza della gente?

Che dire poi del vero e proprio panico inutile prodotto da questa lista, come raccontato ad esempio dal giornale Il mattino del 9 maggio 2000:

"Alla paginetta fitta fitta, con intestazione Centro antitumori di Aviano (Pn), manca solo il simboletto delle sostanze radioattive per accrescere la preoccupazione. Reca un elenco di alimenti e bevande di uso comune «contenenti additivi tossici» da mettere al bando. Un documento falso che, però, non si sa come, è stato  distribuito dall’Esercito a centinaia di militari nelle caserme degli alpini della Brigata Julia. Quel foglio, recante il numero di protocollo e di data dei vari comandi di battaglione, è passato di mano in mano. Dai militari alle famiglie, quindi agli amici e sta discendendo la Penisola riprodotto in fotocopia. Insomma lo Stato maggiore degli alpini lo avrebbe scambiato per autentico e diffuso nelle mense e negli spacci militari. Ufficialmente nelle caserme non è ancora giunto un «contrordine» circa il suo contenuto, per cui sono a migliaia ad evitare l’acquisto di buondì, merendine di note marche, bibite e aperitivi con tanto di nome, caramelle e finanche alcuni tipi di sigarette. Un ghiacciolo al limone è addirittura indicato come il più pericoloso perché conterrebbe il «famigerato» additivo E330.

Solo i più smaliziati hanno telefonato al Centro di riferimento oncologico di Aviano, uno dei più prestigiosi istituti nazionali di ricerca sui tumori.

«Siamo tempestati di telefonate - dicono al Cro -: naturalmente si tratta di un falso. Quel documento non ci appartiene e contiene, del resto, una serie di menzogne senza alcun fondamento scientifico». «Per fare un esempio - aggiunge la dottoressa Maria Parpinel del Cro di Aviano - in realtà l’additivo E330 non è altro che acido citrico, componente naturale di numerosi alimenti ed utilizzato nell’industria alimentare per le sue proprietà antiossidanti».

Ma come è possibile che l’Esercito sia caduto in un tale inganno ed abbia addirittura distribuito il documento alla truppa? «In effetti - conferma il colonnello Beraldo, comandante del 14° reggimento alpini - il documento ci è giunto per le vie gerarchiche un mese e mezzo fa. Si raccomandava di riprodurlo in fotocopia e distribuirlo allo spaccio. Così abbiamo fatto. Le confesso che anch’io mi sono preoccupato ed ho raccomandato in famiglia di non far uso di quei prodotti. Poi ho letto sul giornale una smentita del Centro oncologico ed ho capito che si trattava di un documento falso». Ma quel trafiletto, apparso su Il Gazzettino, lo hanno notato in pochi. Non lo hanno notato affatto i militari che sono poi rientrati a casa tant’è vero che ieri, a Caserta, un soldato di leva si è rivolto alla redazione de Il Mattino preoccupato perché aveva mangiato un alimento contenente gli additivi messi al bando."

Quindi, per favore, pensateci due volte prima di propagare appelli che non avete verificato.


#2002-054. Servizio antibufala: il latte Fresco Blu Parmalat (18 marzo 2002)

Intorno alla fine di febbraio 2002 ha cominciato a circolare un appello diramato da una persona che dichiara di essere "un produttore di latte" al quale "sta a cuore farvi conoscere tutta la verità sulla più grande cazzata del momento: il latte "Fresco blu" della Parmalat."

Ecco in sintesi il testo dell'appello (la versione integrale è presso http://www.attivissimo.net/antibufala/latte_fresco_blu_parmalat.htm): gli spot dicono che si tratta di "latte buono 8 giorni su 8, fresco, qualità superiore, trattato con metodi naturali" mentre secondo l'appello oltre i quattro giorni "non ha più senso di parlare di latte fresco [...] potrebbe essere anche un buon latte ma non chiamatelo fresco perché non rispetta la normativa nazionale che concede 4 giorni + 1 dalla mungitura come vita massima."

"Ci dicono che è un metodo naturale, ma mi pare che la microfiltrazione sia tecnologia pura. Dovrebbero parlate quindi di latte TECNOLOGICO ma non è bello da dire in TV, saprebbe molto di pecora dolly o di OGM e sappiamo che l'opinione pubblica non gradisce queste cose. [...] Il mio appello è uno solo: bevete latte nazionale, sicuramente il più sicuro sul mercato."

Perché NON è una bufala

Non è una bufala, ma non è neppure la verità al cento per cento. Tuttavia solleva alcune questioni tutt'altro che frivole e che ho cercato di riassumere qui.

Cosa si intende per "fresco"

La questione fondamentale sollevata dall'appello è valida: il latte trattato nel modo in cui viene trattato il Fresco Blu Parmalat può essere chiamato davvero "fresco"? Secondo l'appello no: per la legge italiana non è ammissibile chiamare "fresco" un latte che dura otto giorni.

Ma secondo la legge comunitaria sì, come descritto in un'intervista con Carmelito Di Salvo, consulente di Ave Industries e di alcune centrali del latte, che potete leggere presso http://www.milkonline.it/fiera/settegiorni/dairyworld220102.htm: "In Italia, infatti, la legge prevede che il latte possa restare sullo scaffale quattro giorni più uno; in altri paesi, come ad esempio Germania e Austria, una regola più liberale lascia alle imprese la facoltà di stabilire quanto a lungo il latte possa essere definito fresco in virtù del fatto che se ne conosce l'origine, la qualità di trasformazione ed il sistema distributivo. [...] [Fresco Blu è] però un latte prodotto nei termini di legge di otto giorni più uno, così come previsto dalle norme tedesche, sulla base di regolamenti comunitari inerenti la libera circolazione delle merci."

Quindi c'è, a quanto pare, un serio conflitto fra le leggi italiane e quelle comunitarie. Un pasticcio burocratico, insomma, per cui Parmalat avrebbe simultaneamente torto e ragione.

Lascio agli avvocati il piacere di accapigliarsi sui cavilli: la cosa più importante è che questo significa che la definizione europea di "latte fresco" non coincide con quella italiana. Da qui nasce una serie di dubbi: se troviamo in un supermercato italiano una confezione di latte tedesco etichettato come "fresco", siamo indotti a pensare che sia equivalente allo stesso prodotto italiano, ma non è necessariamente così. Meglio fare attenzione e informarsi.

Trattamenti "naturali"

L'appello critica anche la "naturalità" del metodo usato per produrre il latte Fresco Blu, descritto dettagliatamente presso http://www.informatoreagrario.it/Infoagri/Lia1102/pag15.asp. Ma a mio parere ha ben poco senso dire che il metodo Parmalat non è "naturale". Tutto dipende, infatti, da cosa si intende per "naturale". Se per "naturale" si intende "latte così come esce dalla mucca", è evidente che nessun latte commercializzato potrebbe essere considerato "naturale": tutto il latte viene trattato in qualche modo, per evidenti motivi di salute e sicurezza.

Ammetto di non essere esperto di settore, ma non capisco perché il trattamento Parmalat (microfiltrazione) debba essere considerato "innaturale" o "tecnologico", mentre il trattamento normale del latte fresco (pastorizzazione) debba essere considerato "naturale". Chiaramente sono entrambi processi tecnologici, per cui disquisire su quale sia "naturale", e dire che uno è "tecnologico" e l'altro no, è un controsenso.

Fra i due litiganti il terzo non gode

Nel mezzo della contesa, ovviamente, rimane il consumatore, che non sa che pesci pigliare. Io di certo sono la persona meno indicata per dirvi se il latte Parmalat Fresco Blu è buono e fa bene o no: sono soltanto un detective antibufala, per di più dilettante, e in questo caso posso soltanto indagare sulla veridicità degli appelli.

Tuttavia posso darvi un suggerimento: leggete la descrizione degli aspetti giuridici della vicenda presso http:// www.informatoreagrario.it/Infoagri/Lia0302/pag9.asp e confrontate i due metodi (quello "tradizionale" e quello Parmalat), descritti presso http://www.informatoreagrario.it/Infoagri/Lia1102/pag15.asp. Poi chiedetevi quale dei due prodotti vi ispira di più. Valutate il contenuto di sostanze nutrienti dei vari tipi di latte, e decidete se il Fresco Blu è più vicino al latte a lunga conservazione o a quello fresco. Valutate, naturalmente, anche il suo maggior costo.

Aggiornamenti all'appello

L'11/3/2002 ha iniziato a circolare un aggiornamento proveniente da un altro indirizzo, lottoperlaqualita@inwind.it, che contiene numerosi rimandi agli estremi di legge pertinenti al caso e ai ricorsi presentati al TAR e al ministro Alemanno e cita le prese di posizione della Coldiretti. Il 13/3/2002 è stato diffuso un ulteriore aggiornamento: "Ultimissime novità al sito del ministero http://www.politicheagricole.it/MiPA/ComunicatiStampa/2002/ 20021303(1).htm: il ministro Alemanno ha vietato qualsiasi commercializzazione di latte non conforme alla legge 169/89, che resta in vigore."

Le versioni integrali di questi messaggi, che consiglio vivamente di studiare prima di prendere decisioni in proposito, sono presso http://www.attivissimo.net/antibufala/latte_fresco_blu_parmalat.htm.


#2002-055. Antibufala flash: il professore e i 3 cent per la bimba malata, Safiya, e altro ancora (18 marzo 2002)

Come promesso, c'è un aggiornamento all'indagine sull'appello "Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia?": quello che promette 3 cent per curare una bimba malata di cancro per ogni copia dell'appello inviata agli amici.

Tutta la storia è raccontata e aggiornata qui: http://www.attivissimo.net/antibufala/tre_cent_per_bimba_malata.htm, ma il sunto delle novità è questo: il professor Lambertenghi Deliliers, citato in coda al messaggio come se fosse un 'garante' del messaggio, ne è invece una vittima.

L'ho contattato e ho ricevuto oggi 18/3/2002 una sua telefonata, in cui cortesemente smentisce di aver voluto "garantire" in alcun modo l'appello: semplicemente l'ha preso per buono, come capita a tanti, senza verificarlo. Ecco inoltre cosa mi ha scritto via e-mail:

From: Giorgio Lambertenghi Deliliers <indirizzo omesso per Netiquette>
Subject: Re: Intervista su "catena di sant'Antonio" che La cita
To: Paolo Attivissimo topone@pobox.com
La ringrazio per la sua iniziativa. Ho trasmesso il messaggio su invito di un collega, ma mi sono reso conto che è una truffa!! Cerchi di bloccare la catena.
Grazie per la sua collaborazione,

G.Lambertenghi

Credo che questo dissipi gli eventuali dubbi che potrebbero essere rimasti. Fra l'altro, il professore si è parecchio pentito di aver sottoscritto l'appello, perché ora, come capita sempre in questi casi, il suo telefono e la sua casella di posta sono intasati da richieste di informazioni e offerte di aiuto. In questo caso, quindi, diffondere ulteriormente la catena di sant'Antonio farà soltanto altri danni, intasando la casella di e-mail e i telefoni del professore.

Safiya: sentenza rimandata

Stando al telegiornale di Raiuno del 18/3/2002, l'udienza di appello per Safiya è stato rimandato al 25/3/2002. Inoltre il caso di Safiya è stato oggetto di un ampio servizio nel programma TV7 di Raiuno.

Antibufale in corso di indagine

Sono sommerso di richieste!

Per favore, NON mandate altre segnalazioni delle seguenti bufale: ho già moltissimo materiale su ciascuna, ma non ho tempo di preparare subito una pagina di resoconto per ogni bufala, anche se lo farò... datemi un po' di tempo. Le faccio un po' alla volta, e ricordo che questo è un hobby, non un lavoro pagato, per cui abbiate pazienza se non vi rispondo subito. Di certo vi leggo, state tranquilli.

-         "Vuoi guadagnare con Internet?"

-         Referendum indetto da Micromega (a proposito, grazie di tutte le segnalazioni e le info che avete raccolto come richiesto)

-         Cucciolata di 7 Golden Retriever

-         Latte Fresco Blu Parmalat (è già pronta l'indagine, è sul mio sito già adesso, ne riceverete un sunto via e-mail)

-         i dipendenti di Blu

-         le nuove aliquote fiscali proposte dal governo italiano

Ciao da Paolo.


#2002-056. Passare da Morpheus a Kazaa senza spyware (21 marzo 2002)

Per tutti coloro che vogliono continuare a scambiare musica e video dopo il collasso di Morpheus, ho preparato un articoletto di istruzioni su come usare Kazaa (il padre degenere di Morpheus) senza farsi imbottire di programmi-spia (spyware).

Lo trovate qui:

http://www.attivissimo.net/ml/2002/20020321_kazaa_senza_spyware.htm

E' una guida spiccia e sporca, per cui commenti e correzioni sono non solo necessari ma anche graditi ;-)


#2002-057. Servizio antibufala: il referendum di Micromega (21 marzo 2002)

(Una versione più dettagliata di questo articolo è disponibile presso http://www.attivissimo.net/antibufala/referendum_micromega.htm)

Circola un e-mail che dice grosso modo questo:

"Micromega sta raccogliendo le firme per proporre un Referendum abrogativo riguardo alle due leggi recentemente approvate del nostro Governo; quella sul falso in bilancio, vale a dire la legge del 5 Ottobre 2001 n. 0366 sulle riforme del diritto societario e quella del 5 Ottobre 2001 n. 0367 sulle rogatorie.

Per aderire bisogna scrivere a micromegaforum@katamail.com e mettere come oggetto "Referendum per la legalità", fornire i propri dati anagrafici e il numero di un documento di identità e scrivere quanto segue:

"Il/la sottoscritto/a XY (dati anagrafici e documento con Numero, data di rilascio e Ente che lo ha rilasciato) aderisce al Referendum per la legalità finalizzato all'abrogazione delle leggi 5 Ottobre 2001 n. 0366 sulle riforme del diritto societario e 5 Ottobre 2001 n. 0367 sulle Rogatorie."

Perché non è una bufala, ma quasi

Micromega sta davvero promuovendo un referendum: l'iniziativa è stata presentata ne I Quaderni di Micromega, supplemento al n. 4/2001 della rivista bimestrale Micromega. Ma non sta raccogliendo firme e non chiede documenti di identità come invece sostiene l'appello.

Come spiegato dal sito Web della rivista Il Ponte, che collabora con Micromega a questa iniziativa, si tratta di una semplice raccolta di adesioni all'idea di costituire "un comitato promotore del referendum". Un concetto ben diverso da quello espresso dall'appello. Un'"adesione" vuol dire tutto e niente e non comporta alcuna conseguenza concreta, una firma ha un significato giuridico ben preciso e delle conseguenze estremamente concrete.

Tramite le ricerche dei lettori (che colgo l'occasione per ringraziare come sempre) sono risalito all'indirizzo del sito Web di Micromega (http://www.micromega.manipulite.it/) e all'indirizzo e al numero di telefono della redazione (via Goito 58A, 00185 Roma, tel. 06/49.40.439-4959242 - fax 06/4940403).

Alcuni lettori mi hanno mandato immagini della pagina della rivista che presenta l'iniziativa, e questa mi sembra già documentazione più che sufficiente. Comunque, per maggiore scrupolo, ho telefonato alla redazione il 21/3/2002 e ho parlato con Cristina Maroncelli, che mi ha confermato che:

-- non si tratta di una raccolta di firme (che sarebbe comunque illegale), ma di una semplice raccolta di "pre-adesioni";

-- Micromega non vuole in alcuni modo dati anagrafici o estremi di documenti, ma soltanto un indirizzo di e-mail o fisico a cui contattare chi manda la propria pre-adesione, così se il referendum viene avviato è possibile avvisare gli interessati.

Il caso di Micromega è un ottimo spunto per mettere in guardia contro ogni appello che dichiara di star facendo "raccolte di firme". Un e-mail contenente il proprio nome e cognome non costituisce una firma legalmente valida. I motivi sono abbastanza evidenti: chiunque può mandare un e-mail spacciandosi per voi. Non c'è modo di verificarne l'autenticità. Anche l'ipotesi di aggiungere gli estremi di un documento di identità non offre alcuna garanzia e non certifica in alcun modo che la firma è autentica.

Semmai, le raccolte di firme hanno dei seri pericoli. Un utente ostile o un truffatore, armato degli estremi di un vostro documento di identità, può fare sfracelli in Rete spacciandosi per voi. Non date mai queste informazioni a nessuno tramite Internet.

E non fidatevi mai di quello che dice un appello ricevuto nella posta: verificate, verificate, verificate.


#2002-058. Servizio antibufala: ennesimo virus 'pericoloso' (La vita è bella) (21 marzo 2002)

Circola un messaggio che ha la seguente falsariga:

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Attenzione:
pare che la Microsoft e la Norton abbiano individuato un nuovo virus "la vita è bella". Si trasferisce con un *.pps e (pare) cancella l'intero contenuto del vostro pc.

IN caso riceviate una mail con oggetto "la vita è bella" cancellatelo immediatamente.

L'autore è un cracker che si autodefinisce "il padrone della vita" ed ha un contenzioso con la microsoft per una patente XP

La notizia la ho avuta via mail da una fonte attendibile, ma non ho trovato alcun riscontro sui siti ufficiali.

DANGER

Some peoples says that Microsoft and Norton find on www a new virus named "life is beautyful ". It works on a *.pps file and (they says) it cancel all the pc content.

Where you receive a mail "RE: Life is Beautyful" or "RE: la vita è bella" I strongly raccomend you to delete it.

The author of this virus is a Cracker who call himself like "life's owner" and he have some troubles vs microsoft

This notice was mailed me by a reliable source but I've not found any reply on official site

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Datazione

La versione portoghese di questa bufala ha iniziato a circolare il 15 gennaio 2002, secondo Symantec (http://www.symantec.com/avcenter/venc/data/life.is.beautiful.hoax.html) e McAfee (http://vil.mcafee.com/dispVirus.asp?virus_k=99307&).

Perché è una bufala

Lo dicono due importanti produttori di antivirus, ossia i suddetti Symantec (http://www.symantec.com/avcenter/venc/data/life.is.beautiful.hoax.html) e McAfee (http://vil.mcafee.com/dispVirus.asp?virus_k=99307&).

Inoltre è sufficiente immettere in un motore di ricerca le parole "Microsoft", "Norton" e "life is beautiful" per trovare dozzine di siti in varie lingue che parlano di questa bufala.

Consigli generali

A prescindere dal titolo di un messaggio e dagli appelli antivirus veri o fasulli, ci sono alcune regole di sicurezza da seguire sempre e comunque:

-- Non è dal titolo che si capisce se un e-mail è pericoloso o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo. Quindi appelli vaghi e generici come questo sono del tutto inutili e fuorvianti, perché fanno pensare che soltanto e-mail con quel titolo siano pericolosi. E' come dire "Attenti alle pistole Beretta, sparano proiettili che possono uccidere!!": è vero, ma fa sembrare che le altre pistole siano innocue.

-- Usate sempre un antivirus.

-- Tenetelo sempre aggiornato (almeno una volta la settimana, meglio ancora tutti i giorni).

-- Verificate con l'antivirus ogni e qualsiasi messaggio, anche se proviene da qualcuno che conoscete.

-- Evitate di usare programmi che aprono automaticamente gli allegati, come Outlook e Internet Explorer. Ci sono molte alternative sul mercato, come Eudora, The Bat, Pegasus per la posta e Opera per il Web.

-- Non diffondete questi allarmi incontrollati, neanche pensando "male non fa". Distraete dagli allarmi veri. Avete presente la storiella dell'"al lupo, al lupo"? Appunto.

Cosa fare se ricevete questo appello

Cancellatelo e non pensateci più. Se avete tempo, scrivete a chi ve l'ha mandato e ditegli che si tratta di una bufala.


#2002-059. Scaricare e masterizzare Linux Mandrake 8.2 (23 marzo 2002)

Come forse saprete, è stata rilasciata la versione 8.2 di Linux Mandrake. Pare che sia una gran bella distribuzione, estremamente facile da installare e configurare, soprattuto per chi vuole passare da Windows a Linux.

L'intero sistema operativo è scaricabile gratuitamente, ma non è un'impresa semplicissima. Così ho preparato una miniguida spiccia e sporca per aiutarvi se vi interessa sperimentare le nuove frontiere delle alternative al monopolio Microsoft.

La miniguida è qui:

http://www.attivissimo.net/ml/2002/20020323_mdk8-2_iso_cd.htm


#2002-060. Antibufala sull'11 settembre: l'aereo caduto sul Pentagono (23 marzo 2002)

Sto ricevendo numerose segnalazioni su questo sito, che presenta alcune idee inquietanti che parrebbero mettere in dubbio il fatto che un aereo si sia davvero schiantato contro il Pentagono l'11 settembre:

http://www.asile.org/citoyens/numero13/pentagone/erreurs_it.htm

Sto facendo indagini come al solito, ma il vostro contributo è gradito. Per ora faccio soltanto alcuni rapidi commenti:

-- La Rete è piena di gente che "dimostra" che non siamo mai andati sulla Luna, che i venusiani sono atterrati 50 anni fa a Forlì, che il Titanic non è mai affondato (è affondata la sua nave gemella... giuro che non me la sono inventata) e che la terra è piatta, per cui in queste cose ci vuole una doppia dose di prudenza. Tuttavia le foto sono piuttosto convincenti, e il fatto che puntino a originali residenti su siti militari è un indizio a loro favore.

-- La pagina Web contiene "web bug": piccole immagini di un pixel che servono per seguire le tracce di un documento e sapere quando viene aperto e da chi viene aperto. Non è bello, ma in sé non dice nulla sull'autenticità delle affermazioni contenute nella pagina.

-- La pagina Web contiene inoltre rimandi a un libro recentemente pubblicato, per cui potrebbe trattarsi di una mossa pubblicitaria. Il libro darebbe una spiegazione alternativa agli attacchi e all'intera vicenda. Sembrerebbe essere la solita paccottiglia di ipotesi di complotto, ma non sarebbe corretto esprimere sentenze affrettate senza documentarsi meglio.

-- Il filmato dell'impatto (http://www.cnn.com/2002/US/03/07/gen.pentagon.pictures/, oppure http://www.washingtonpost.com/wp-srv/flash/photo/nation/pentagonattack/movie.htm) non è molto nitido: alla risoluzione a cui è disponibile online, l'aereo è praticamente invisibile (si vede un minuscolo dettaglio di quella che sembra essere la deriva dell'aereo). Secondo il commentatore della CNN, è estremamente radente al suolo. I complottisti potranno quindi ribattere che l'aereo in realtà non c'era oppure è stato aggiunto digitalmente.

-- Le testimonianze di chi si trovava a Washington, nelle vicinanze del Pentagono, e ha dichiarato alle TV di aver visto l'aereo, sono state inventate tutte di sana pianta? Quanto sarebbe vasto questo complotto così ben organizzato?

-- Il vero quesito, se le congetture del sito sono fondate, è che fine abbia fatto allora il volo 77 della American Airlines, e soprattutto dove sono finiti tutti i passeggeri (64 persone equipaggio compreso; la lista ufficiale è presso http://www.cnn.com/SPECIALS/2001/trade.center/victims/AA77.victims.html). Tutti svaniti nel nulla? Una delle persone a bordo, fra l'altro, era Barbara Olson, moglie di un alto funzionario del Dipartimento di Giustizia. Non stiamo dunque parlando di individui anonimi e senza storia, che si "creano" e si "fanno sparire" senza lasciare traccia. Questa è la vita reale, mica X-Files.

-- In attesa di maggiore documentazione, personalmente applico la Legge di Carl Sagan: "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie".


#2002-061. Perché adoro Bill Gates (26 marzo 2002)

Visto che i miei articoli settimanali su Apogeonline sono stati ultimamente un po' pesanti e polemici, ho cercato di fare qualcosa di più divertente per svagarmi un po'. Visto che Bill Gates ha recentemente smentito di aver detto "640 K bastano a chiunque", ho pensato di dirgli grazie del chiarimento. A modo mio ;-)

Aggiornamento (26 marzo 2002)

Scusate, ho dimenticato di dirvi dove si trova l'articolo in questione: è presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/03/26/01/200203260101

Adesso vado a prendermi una doppia dose di Rimbambinase.


#2002-062. Antibufala: l'aereo fantasma caduto sul Pentagono (26 marzo 2002)

Ringrazio eddo, che ha scovato la pagina di Snopes.com dedicata a questa bufala. La versione Web di quest'indagine, corredata di foto, è presso http://www.attivissimo.net/antibufala/pentagono_boeing_fantasma.htm.

In questa bufala non c'è un vero e proprio messaggio standard: semplicemente c'è il passaparola allarmato degli utenti della Rete, che si segnalano a vicenda un sito (nella versione italiana è http://www.asile.org/citoyens/numero13/pentagone/erreurs_it.htm) che "dimostra" che l'11 settembre 2001 il Pentagono non fu colpito da un aereo di linea pilotato da terroristi suicidi e che l'esplosione è invece dovuta ad altre misteriose cause: nientemeno che un complotto di "qualcuno" che aveva accesso al Pentagono.

Il sito pone una serie di domande inquietanti, corredandole di fotografie che sembrano avvalorare la tesi che nessun aereo ha colpito il Pentagono.

Perché è una bufala

Le fotografie sono autentiche e non ritoccate (sono tratte direttamente da siti militari statunitensi), ma sono scelte ad arte per non far vedere i rottami dell'aereo e il suo punto d'impatto.

Trovate un'analisi dettagliata di questa bufala presso questi siti:

http://www.snopes2.com/rumors/pentagon.htm

http://urbanlegends.about.com/library/blflight77.htm

http://www.hoaxbuster.com/

La migliore analisi in assoluto è presso http://paulboutin.weblogger.com/2002/03/14.

Le domande del sito Asile.org sono riportate qui sotto, con le relative risposte antibufala.

"Si vede chiaramente che solo il primo anello è stato toccato dall'aereo. I quattro anelli più interni sono intatti e sono stati danneggiati soltanto dall'incendio che si è sviluppato dopo l'esplosione. Riuscite a spiegare come un Boeing 757-200, del peso di circa 100 tonnellate che si schianta ad almeno 400km/h possa aver danneggiato soltanto la facciata del Pentagono?"

In realtà non è vero che "solo il primo anello è stato toccato dall'aereo". La stessa foto usata da Asile.org mostra che i danni si estendono fino al terzo anello. Certo il fuoco si è propagato dopo l'esplosione, come sostiene Asile.org, ma che dire di quella macchia nera isolata, lungo la fiancata interna del terzo anello, circondata da zone non bruciate? Non vi pare che sia invece la logica conseguenza di un aereo che penetra nell'edificio?

Anche nella seconda foto presentata a sostegno della tesi di Asile.org i danni al secondo anello ci sono eccome: semplicemente sono mascherati dai detriti del primo anello.

"Si può notare che solo il piano terra è stato toccato dall'aereo. I quattro piani superiori sono crollati alle 10:10 circa. L'altezza dell'edificio è di 24m. Riuscite a spiegare come un Boeing alto 13,6m, lungo 47,3 m, apertura alare di 47,32m ed una cabina larga 3,5m possa aver toccato soltanto il piano terra dell'edificio?"

In realtà non è vero che solo il piano terra è stato toccato. Asile.org ha semplicemente scelto una foto in cui la breccia è coperta dai getti d'acqua dei pompieri. Stando ai resoconti ufficiali, l'aereo ha colpito il primo e il secondo piano. Ma naturalmente i resoconti ufficiali e i rapporti dei testimoni possono essere tutti falsi, argomenteranno i complottisti.

"Domanda: sapendo che il Boeing 757-200 ha penetrato l'edificio all'altezza del piano terra, trovate nell'immagine qualche rottame dell'aereo."

Nell'immagine scelta da Asile.org indubbiamente non ci sono tracce dell'aereo. Ma riflettete un attimo: un aereo di oltre cento tonnellate, lanciato ad almeno 400 chilometri l'ora, cosa avrebbe dovuto fare, rimbalzare contro i muri del Pentagono?

Il motivo per cui non ci sono rottami all'esterno del Pentagono è molto semplice: l'aereo ha fatto quello che le leggi della fisica gli imponevano di fare, ossia è penetrato profondamente nell'edificio, esattamente come è successo tragicamente al World Trade Center. L'entità dei danni è ben visibile in una foto presente presso http://www.snopes2.com/rumors/pentagon.htm, che mostra l'area interessata dai lavori di ripristino.

Tuttavia ci sono eccome delle foto che mostrano alcuni piccoli rottami dell'aereo all'esterno del Pentagono, proiettati all'indietro dall'esplosione: una di queste foto, ad esempio, è presso http://cfapp.rockymountainnews.com/slideshow/slideshow.cfm?ID=Pentagon1&NUM=8.

Naturalmente gli appassionati di ipotesi di complotto potranno argomentare che quel pezzo di fusoliera potrebbe essere stato messo lì da "qualcuno".

C'è anche il filmato dell'impatto (http://www.cnn.com/2002/US/03/07/gen.pentagon.pictures/, oppure http://www.washingtonpost.com/wp-srv/flash/photo/nation/pentagonattack/movie.htm). Tuttavia alla risoluzione a cui è disponibile online, l'aereo è praticamente invisibile (nel primo fotogramma, qui sotto, si vede un minuscolo dettaglio di quella che sembra essere la deriva dell'aereo). I complottisti potranno quindi ribattere che l'aereo in realtà non c'era oppure è stato aggiunto digitalmente.

"Potete spiegare perché il Segretario alla Difesa ha ritenuto necessario coprire il prato di sabbia e sassi nonostante esso non sia stato danneggiato dall'attentato?"

Il prato è stato coperto semplicemente per agevolare il transito dei mezzi pesanti di soccorso e ricostruzione. E' una prassi comune quando occorre far lavorare dei veicoli molto pesanti in zone erbose e cedevoli.

Inoltre non risulta che l'ordine sia partito dal Segretario alla Difesa. Se Asile.org ha documentazione in merito, la tiri fuori.

"Riuscite a spiegare cosa sia accaduto alle ali dell'aereo e perché queste non abbiano causato alcun danno?"

Bugia spudorata. La foto che accompagna l'immagine è stata inquadrata in modo da non far vedere le due grandi zone bruciate ai lati della breccia, che sono invece chiaramente visibili in una foto tratta da http://www.snopes2.com/rumors/pentagon.htm:

"Riuscite a spiegare perché il comandante dei pompieri non riesce a dire dove si trovano i resti dell'aereo?"

Bugia. Il comandante dei pompieri non ha alcun problema a dire dove si trovano i resti dell'aereo. Dice infatti (come riportato da Asile.org): "vi erano alcuni frammenti di aereo visibili dall'interno durante le operazioni di spegnimento dell'incendio di cui parlavo, ma non si trattava di rottami di grosse dimensioni. Non ci sono pezzi di fusoliera o cose simili."

In altre parole, i pezzi dell'aereo ci sono, ma sono tutti molto piccoli, come del resto ci sarebbe da aspettarsi da un impatto del genere.

"Riuscite a trovare il punto d'impatto dell'aereo?"

Sì! La domanda è accompagnata da una foto in cui il punto di impatto è coperto dai getti d'acqua dei mezzi di soccorso: sta proprio dietro il pompiere in piedi sulla sinistra, nella foto più piccola. Infatti notate che le finestre sono tutte inclinate più o meno partendo da metà dell'immagine verso sinistra, come se la struttura avesse ceduto in quella zona nella parte bassa dell'edificio. Guarda caso, Asile.org ha scelto proprio due foto in cui i getti sono disposti in modo da non far vedere bene la breccia, che però si intuisce lo stesso se si guarda con calma l'immagine.

Il vero complotto è Asile.org

Innanzi tutto, la pagina Web di Asile.org contiene "Web bug": piccole immagini di un pixel, intenzionalmente invisibili, che servono per seguire le tracce di un documento e sapere quando viene aperto e da chi viene aperto. I Web bug sono una forma molto diffusa di sorveglianza e di tracciamento dei documenti.

Asile.org inoltre contiene inoltre rimandi a un libro recentemente pubblicato, che darebbe una spiegazione alternativa agli attacchi e all'intera vicenda. Viene dunque il dubbio che si tratti di una squallida mossa pubblicitaria, nata per lucrare sulle tragedie altrui.

Ci sono anche dei fini politici. Infatti secondo il giornale francese Le Monde, dietro questa faccenda c'è Thierry Meyssan, noto radicale di sinistra estremamente attivo in Rete tramite siti come Reseau Voltaire. Suo figlio, Raphaël Meyssan, è webmaster di Reseau Voltaire e – guarda com'è piccolo il mondo – anche di Asile.org. La teoria di Meyssan è che il governo americano abbia perpetrato quest'orrore verso i propri concittadini (per quali scopi è meglio non chiedere), accusando poi i terroristi stranieri.

In attesa di maggiore documentazione, personalmente mi associo a Snopes.com e applico la Legge di Carl Sagan: "affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie".

E già che ci sono, mi permetto di fare anch'io le mie domande ai complottisti di Asile.org:

n      Tutte qui le foto che "dimostrano" la vostra tesi? Non ce n'è nessuna che mostri chiaramente e inequivocabilmente la facciata del Pentagono colpita soltanto al piano terra?

n      Le bruciature ai lati della breccia sono state fatte dagli artisti della CIA per rendere più plausibile la storia dell'aeroplano?

n      Le testimonianze delle migliaia di persone che si trovavano nelle vicinanze del Pentagono (http://urbanlegends.about.com/library/blflight77w.htm), che è in mezzo alla città, e ha dichiarato alle TV e ai giornali di aver visto l'aereo, sono state inventate tutte di sana pianta? Oppure quel giorno Washington era piena di comparse pagate dal governo USA per testimoniare il falso? Quanto sarebbe vasto questo complotto?

n      Se le congetture di Asile.org sono fondate, che fine avrebbe fatto allora il volo 77 della American Airlines, e soprattutto dove sono finiti tutti i passeggeri (64 persone equipaggio compreso; la lista ufficiale è presso http://www.cnn.com/SPECIALS/2001/trade.center/victims/AA77.victims.html). Tutti svaniti nel nulla? L'aereo si è schiantato altrove senza che se ne accorgesse nessuno?

n      Una delle persone a bordo, fra l'altro, era Barbara Olson, moglie di un alto funzionario del Dipartimento di Giustizia. Non stiamo dunque parlando di individui anonimi e senza storia, che si "creano" e si "fanno sparire" senza lasciare traccia. Le loro biografie sono presso http://www.cnn.com/SPECIALS/2001/trade.center/victims/AA77.victims.html.

Questa è la vita reale, mica X-Files. Abbiate almeno un po' di rispetto per le vittime di questa tragedia.


#2002-063. Due parole su Safiya (26 marzo 2002)

La donna nigeriana inizialmente condannata a lapidazione, come avrete ormai saputo, è salva: è stata assolta definitivamente. Prima di compiacersi troppo per questo trionfo, pensiamo alle altre Safiye, come Amina Lawal, già pronte per l'applicazione della pena, che non avranno il beneficio dell'attenzione del circo dei media.

La prima Safiya vende copie, la seconda stufa.


#2002-064. A proposito di SMS truffa (26 marzo 2002)

Cito dal sito del Codacons (www.codacons.it), che a sua volta cita il Sole 24 Ore del 26/03/2002:

"Sms: Codacons chiede intervento Authority - Il Codacons ha chiesto all'Autorità per le Comunicazioni un "controllo preventivo di tutte quelle aziende che utilizzeranno il servizio di messaggistica sul cellulare a carico del destinatario: il costo di tali sms, infatti, può arrivare fino a 10 euro". Secondo il Codacons, questa messaggistica spesso viene attivata all'insaputa dell'utente".

Non so se tutto questo è dovuto in qualche modo ai miei articoli sull'argomento pubblicati da Apogeonline:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/03/19/01/200203190101

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/02/19/01/200202190101

ma ben venga un'indagine. Se qualcuno ne sa di più, mi faccia un fischio!


#2002-065. Antibufala flash: appello per le donne afgane (27 marzo 2002)

Il testo della catena di sant'Antonio

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Se decidi di non inoltrare questa mail, per favore spediscila indietro a me. Questa è una petizione, ma le "firme" saranno perse se tu la lasci cadere. Per favore, prendi 3 minuti della tua vita e fai la tua parte.

Da quando i Taliban hanno preso il potere nel 1996, le donne hanno dovuto indossare il burqua e sono state picchiate e lapidate in pubblico perchè non vestivano in maniera appropriata, perfino se questo significa semplicemente non avere il velo davanti agli occhi.

[...]

DICHIARAZIONE:

Nel firmare questo, siamo d'accordo che l'attuale trattamento delle donne in Afghanistan è completamente INACCETTABILE e merita azioni da parte delle Nazioni Unite e che l'attuale situazione non sarà tollerata. Il diritto delle donne non è una piccola questione in alcun posto, ed è  INACCETTABILE che degli esseri umani, ancora nel 2000, siano trattati come subumani e come una proprietà. Eguaglianza e decenza umana sono un DIRITTO mentale, non libertà da concedere, che si viva in Afghanistan o altrove.

[segue chilometrico elenco di nomi]

ISTRUZIONI: PER FAVORE COPIA questa mail su un nuovo messaggio, firmala in fondo e spediscila a tutti nella tua lista di distribuzione. Se ricevi questa lista con piu di 300 nomi, per favore spediscine una copia a:

sarabande@brandeis.edu

Anche se decidi di non firmare, per favore sii ragionevole e non uccidere la petizione.

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Perché è una bufala

L'indirizzo a cui mandare queste presunte firme è stato disattivato nel 1999, come riferito presso http://www.brandeis.edu/unet/newschainletter.html:

Chain Letter Announcement (January 10, 1999)

An unauthorized mass mailing recently went out to most UNet users soliciting email to sarabande@brandeis.edu. Please do not respond in any way; the owner of that address no longer wants the mail. Due to unmanageable volume, the sarabande address has not been receiving email since January 3rd 1999, and will never be a valid email address again. postmaster@brandeis.edu will answer no more questions about this issue. Please do not initiate or propagate chain letters. For some examples of past chain letters, see

http://www.nbi.dk/~dickow/stop-chain-letter.txt

http://athos.rutgers.edu/~watrous/pbs-funding-chain-letter-petition.html

http://www.wish.org/home/frame_chainletters.htm

http://www.cancer.org/eprise/main/docroot/MED/content/MED_6_1_Chain_E-mail

Some information on effective (non-email-abuse-based) activism regarding the issues discussed in this two-year-old chain letter is available on the Feminist Majority and kabultec sites.

Per chi non è ferrato in inglese, il sunto è questo: non rispondete all'appello in alcun modo, il proprietario dell'indirizzo sarabande@brandeis.edu non desidera più ricevere questi messaggi. Questo indirizzo non riceve più posta dal 3/1/1999 e non verrà mai più riattivato.

In secondo luogo e più in generale, le "firme" raccolte via Internet in questo modo non hanno alcun valore e semmai si prestano ad essere raccolte dagli spammer.

Cosa fare se ricevete questo appello

Cancellatelo e non pensateci più. Se avete tempo, scrivete a chi ve l'ha mandato e ditegli che si tratta di una bufala.


#2002-066. Una curiosa "analisi" del messaggio delle Brigate Rosse (29 marzo 2002)

Non volevo parlarne, ma dopo aver ricevuto la centododicesima copia di questa 'notizia', mi sono reso conto che non potevo più starmene zitto.

Sto parlando dell'"analisi" che circola in Rete, secondo la quale il comunicato delle Brigate Rosse dopo l'assassinio di Biagi conterrebbe chiare "prove" del fatto che è stato redatto da uno straniero, presumibilmente un inglese.

L'analisi completa è leggibile ad esempio presso http://italy.indymedia.org/front.php3?article_id=43204&group=webcast.

Ho tentato di discuterne in quella sede, ma mi si pianta il browser e quindi provo a farlo qui, così magari arriva a destinazione lo stesso.

Penso di poter aprir bocca in proposito non soltanto per la mia esperienza di "cacciatore di bufale" per la quale alcuni mi avranno sentito nominare (spero senza ingiurie di accompagnamento), ma soprattutto perché sono di professione traduttore madrelingua inglese e faccio questo mestiere da vent'anni. Di conseguenza, ho l'arrogante pretesa di avere qualche credenziale per parlare con cognizione di causa, perché sono ben avvezzo a riconoscere le lingue in cui un documento viene "pensato".

Riporto e commento le frasi salienti dell'"analisi":

VIENE DALL'AMERICA IL COMUNICATO BR?

[...]

1-Una parte consistente dello stesso sembra essere un'improbabile versione italiana di un testo redatto in lingua straniera. La sua trascuratezza linguistica è in contrasto con le altri parti del documento che appaiono invece redatte con una certa aderenza al linguaggio comunemente usato dalla sinistra estremista.

2- La lingua straniera originale dalla quale è stata fatta la traduzione è, probabilmente, l'Inglese.

Il mio commento: l'ipotesi che il titolo tenta di insinuare è "il documento è stato redatto da un inglese, ergo da un americano, ergo dai servizi segreti USA, ergo il delitto Biagi è un complotto americano." Piccola obiezione a questa catena logica, peraltro tipica delle ipotesi di complotto dal "non siamo mai andati sulla Luna" e "gli americani hanno un alieno prigioniero nell'area 51" in giù: ammettiamo che il testo sia stato scritto da un inglese. Perché deve essere per forza un americano? Perché non un inglese, un sudafricano, uno scozzese, un indiano, o un giamaicano? Siamo seri e obiettivi. L'analisi dichiara che "Si tratta, naturalmente di ipotesi aperte al confronto di tutti e che non sottendono nessuna tesi precostituita.", ma mi pare che invece la tesi precostituita ci sia, dato che nell'"analisi" non c'è nulla che indichi che l'inglese a cui si accenna è per forza inglese americano.

[...]

2.1. Il testo è composto da proposizioni lunghissime, con un uso palesemente erroneo della punteggiatura. Una delle cose più difficili da apprendere, per chi traduce, in entrambe le direzioni, tra Italiano e Inglese, sono proprio queste regole.

Il mio commento: questo _smentisce_ la teoria proposta. Le proposizioni lunghissime sono _tipiche_ dell'italiano. Una delle prime cose che si insegna ai traduttori dall'italiano verso l'inglese è proprio "spezza, spezza, spezza" (le frasi). Se c'è un modo per riconoscere un italiano che scrive in inglese, è la lunghezza delle sue proposizioni. Per contro, nessun inglese, tranne forse Joyce, si sognerebbe di creare mostruosità linguistiche chilometriche come quelle presentate in questa analisi, e di cui offro qui un assaggino: "la funzione politico-operativa svolta da Massimo D'Antona sulle principali contraddizioni su cui l'avanzamento e capillarizzazione dell'assetto neo-corporativo va ad impattare, e cioè regole della contrattazione, della rappresentanza e dello sciopero, tutti piani inclinati su cui può scivolare la prevenzione del conflitto che a sua volta è linea di affrontamento dello scontro ai fini di garantire la governabilità; e perciò aspetti di riferimento per condurre l'opera di revisione legislativa".

[...]

1.9. " Un approfondimento che è il portato dell'internazionalizzazione" (pag. 6)

Commento: Si dovrebbe dire "la conseguenza". L'errore è ripetuto più volte e non è, quindi, casuale.

1.10. " che è il portato della dialettica politica tra una linea di continuità-critica-sviluppo del patrimonio comunista in specifico dell'esperienza prodotta dalle Br nel nostro paese e peculiarmente del ricentramento operato dalle B.R.-P.C.C. nella Ritirata Strategica, e il concetto percorso di riaggregazione delle avanguardie rivoluzionarie, in funzione della ricostruzione delle forze rivoluzionarie" (pag. 18)

[...]

2.11." il portato " Il verbo "brought" in Inglese significa "portato" ma anche "conseguenza" , "risultato".

Il mio commento: Questo è semplicemente _falso_. Il verbo inglese (che è "to bring", di cui "brought" è il participio irregolare) non viene assolutamente usato come sostantivo. La cosa più importante è che si argomenta più volte che questo uso di "il portato" sarebbe una prova del fatto che il testo è stato redatto da un non italiano. Se c'è invece una cosa che semmai _conferma_ l'italianissima origine del testo, è proprio quell' "il portato" tanto criticato, che è un malvezzo diffusissimo e very, very Italian, come "viene a essere" e "quelle che sono", fra coloro che non capiscono una beata mazza di niente ma vogliono darsi delle arie di sapienza.

[...]

2.13. " concetto percorso " può venire da "conceived", che significa "concepito" o "stabilito". Probabilmente poi "concepito" si è "trasformato nella sua forma arcaica "concetto" che, tra l'altro, è un nome molto diffuso tra gli Italo-Americani , soprattutto nella forma femminile.

Il mio commento: Questa osservazione è talmente sconnessa che fa ridere. L'agente segreto della CIA stava pensando a sua moglie Concetta mentre preparava il testo? Allora se leggo un articolo sul giornale in cui si parla di "neoassunti", devo pensare a un giornalista che ha numerose chiazze rotondeggianti sulla cute e ha una moglie di origini meridionali"? Se proprio vogliamo dare corda a questo 'ragionamento', allora questo indizio "prova" che l'autore del volantino è un meridionale, poiché il nome "Concetta" è assai diffuso nel Sud. Notate ancora il ragionamento guidato: viene evidenziato che il nome è diffuso fra gli italo_americani_, invece di indicare che è un nome in voga nel Sud.

Ci sono altre "prove" molto divertenti:

1.7. "sostanziando lo Stato imperialista"( pag. 5)

Il commento degli "analisti" è "non significa nulla". "non significa nulla", ergo è prova di origini straniere. Sarà, ma io non vedo il nesso logico. Allora i temi degli scolaretti, e i discorsi dei politici italiani (di destra e di sinistra), pieni di frasi che "non significano nulla", sono in realtà redatti subliminalmente dalla CIA? Oppure siamo tutti americani senza saperlo?

Un'ultima considerazione: ci sono invece tracce evidenti (se vogliamo usare il metro di questi 'analisti') del fatto che _è_chi_ha_scritto_ questa_analisi_ ad essere un inglese, quindi un americano, quindi al soldo della CIA. Mi riferisco all'uso ricorrente della parola "Inglese", scritta con la I maiuscola. Orbene, sappiamo tutti che in italiano i nomi delle lingue si scrivono in minuscolo. Nessun italiano farebbe mai un errore di questo genere, non vi pare? E sapete invece in quale lingua i nomi delle lingue si scrivono con l'iniziale maiuscola? Indovinato: proprio l'inglese.

Quindi chi ha scritto l'analisi non è un italiano ed è invece un inglese.

Come vedete, è facile usare i 'ragionamenti' presentati nell'analisi per 'dimostrare' tutto e il contrario di tutto.

Vi risparmio il resto delle "prove", che sono semplicemente, a mio modesto parere, strafalcioni di un italiano che non sa usare bene la propria lingua. Tutte le cosiddette "prove" fanno parte, per esempio, del normale lessico di italianissimi professori universitari che si sono risciacquati i panni in Hudson anziché in Arno a furia di leggere pubblicazioni in inglese.

Se vogliamo ipotizzare complotti USA, facciamolo, per carità, ma facciamolo su basi un po' più solide.

Pubblico questo scritto pur sapendo di attirarmi una montagna di flame, ma vi chiedo di dimostrare di amare davvero la democrazia rispettando la libertà d'opinione altrui.

E non perdete tempo a chiamarmi fascista perché smonto le tesi antiamericane. Io sono ben al di sotto delle parti in queste diatribe patetiche.

Ciao da Paolo.


#2002-067. Power-Off, nuovo virus per tutti i sistemi operativi (1 aprile 2002)

Come sapete, abitualmente non segnalo in questa newsletter ogni virus che esce in Rete: ne nascono troppi ogni giorno. Faccio volentieri un'eccezione, pero', quando il virus ha caratteristiche inconsuete o rappresenta un salto tecnologico, come a suo tempo BubbleBoy e i suoi emuli.

E' per questo che vorrei segnalarvi la circolazione di un nuovo virus estremamente minaccioso, denominato "Power-Off" o "pHiSh", che e' stato recentemente rilevato da alcuni esperti. Purtroppo, in ossequio alle nuove leggi sul "responsible disclosure", l'annuncio ufficiale di questa vulnerabilita' non puo' essere dato dai siti dedicati alla sicurezza se non dopo almeno due settimane dalla segnalazione alle aziende il cui prodotto e' risultato vulnerabile: quindi, visto che il problema e' stato comunicato oggi 1 aprile alle aziende, gli utenti sono vulnerabili e totalmente indifesi almeno fino al 14/4.

Di solito rispetto questa legge, anche se e' estremamente discutibile, ma stavolta, vista la serieta' della minaccia, non me la sono sentita di lasciarvi alla merce' del primo pirata che passa per ben due settimane. Mi premeva avvisarvi prima che il virus cominciasse a mietere vittime.

Niente panico: il virus e' potente, ma lo si ferma con alcune semplici contromisure che trovate in fondo a questo avviso.

Un inquietante passo avanti

Il salto tecnologico e' questo: la capacita' di colpire _qualsiasi_ sistema operativo. Infatti sappiamo tutti che i virus sono scritti su misura per un singolo sistema operativo. Un virus puo' infettare un computer sul quale gira Windows, ma non puo' fare nulla contro un PC sul quale gira Linux, OS/2, BeOS o contro un Mac, e viceversa. Esistono alcuni virus che superano questa barriera, i cosiddetti "cross-platform", ma sono ben poco efficaci (infettano al massimo due sistemi operativi) e soprattutto vengono fermati dagli antivirus aggiornati.

pHiSh, invece, ha un'efficacia notevolissima, in quanto riscrive direttamente il BIOS, rendendo quindi inaccessibili e inservibili i dischi rigidi, il mouse e la tastiera (i dati sono recuperabili soltanto smontando _immediatamente_ i dischi rigidi e installandoli su un altro computer non infetto), ma soprattutto perche' agisce _prima_ dell'avvio del sistema operativo, ossia proprio quando l'antivirus non puo' fare nulla per fermarlo.

Pensateci un attimo: anche l'antivirus piu' moderno e aggiornato e' attivo soltanto quando il sistema operativo e' in funzione (e in realta' si avvia alcuni secondi _dopo_ che e' stato avviato il sistema operativo stesso, lasciando quindi una finestra di vulnerabilita' anche verso altri virus meno sofisticati). Non puo' fare nulla prima che il sistema operativo si avvii e soprattutto non puo' fare nulla quando il computer e' _spento_.

E qui entra in funzione pHiSh. Molti dei computer moderni, infatti, non si "spengono" mai completamente. Quando ad esempio dite a Windows di arrestare il sistema, alcune parti del computer rimangono sotto tensione. Il filo telefonico del modem rimane alimentato (come potete verificare con un tester), i condensatori e i compensatori di Heisenberg presenti nel computer mantengono un residuo di corrente e soprattutto il BIOS rimane alimentato da una batteria interna. Il computer e' insomma in "sonno", ma non e' del tutto inattivo, ed e' a questo punto che agisce il nuovo virus.

Come agisce pHiSh

Proprio per questo e' denominato appunto "Power-Off", e per questa sua caratteristica e' in grado di agire a prescindere dal sistema operativo che avete installato sul computer. Agisce in due modi:

-- nel caso di un computer collegato a Internet tramite filo telefonico, modulando la tensione presente sul filo telefonico stesso in modo da emulare un segnale di "wake-up on modem call" (funzione presente in molti BIOS, che consiglio di disattivare), che "risveglia" il BIOS in modalita' "read/write" e permette al virus di sovrascrivere con dati pseudocasuali le impostazioni del BIOS, paralizzando il computer;

-- nel caso di un computer collegato a Internet tramite una rete locale Ethernet, modulando i segnali presenti sul cavo Ethernet in modo da attivare la funzione "wake-up on LAN". Anche questa funzione e' presente in molti BIOS (e va disattivata) e "risveglia" il BIOS come descritto sopra.

Al momento non e' chiaro se anche le connessioni tramite cellulare GSM e tramite rete wireless si prestino a questo exploit, ma sembrerebbe di no. Probabilmente anche i laptop che hanno schede di rete PCMCIA sono immuni. Non ho ancora dati su quali BIOS siano colpiti e quali no, anche se si presume che tutti quelli recenti dotati delle suddette funzioni di "wake-up" siano vulnerabili. Appena avro' informazioni, ve le segnalero'.

Vorrei sottolineare che questo virus agisce _su_qualsiasi_sistema_operativo_ e _scavalcando_ogni_antivirus_. Rappresenta pertanto un vero traguardo tecnologico per gli autori di virus, ma soprattutto una seria minaccia per ogni utente di personal computer. Vi consiglio di diffondere a tutti quelli che conoscete questa segnalazione, anche se e' preliminare e incompleta, affinche' possano adottare subito le semplici ma preziose contromisure del caso, descritte qui sotto.

Propagazione

Al momento (1 aprile 2002) non e' ancora ben chiaro il metodo di propagazione, ma alcuni fatti sono ragionevolmente assodati. L'infezione si propaga in due fasi.

-- Prima fase: ad alcuni computer il virus viene recapitato sotto forma di e-mail (senza allegato; e' "embedded" nel codice HTML), e in questa guisa e' facilmente riconoscibile dal fatto che il messaggio infettante arriva da un utente che la vittima conosce (un amico, un collega, un conoscente), e' in formato HTML e inizia con il codice "I:" oppure "R:" seguito da uno o piu' spazi. Diffidate di ogni messaggio che inizia con questi codici, facili da confondere con quello standard (che e' "Re:"). Chi lo manda potrebbe essere infetto.

-- Seconda fase: una volta insediato, il virus esegue una scansione del disco rigido alla ricerca di numeri di telefono (o numeri che possono sembrare telefonici) e poi esegue un "soft dial", ossia compone in sequenza ogni numero trovato, senza pero' dare la tensione esatta necessaria per il comando "solleva la cornetta" che precede una normale chiamata. Questo inganna la centrale telefonica (e' un trucco usato da tempo per telefonare gratis), che non registra la chiamata e non la addebita, ma la chiamata raggiunge comunque il numero del destinatario. Se a quel numero e' collegato un PC spento, il virus ne riscrive il BIOS, rendendo inservibile il PC. Questa tecnica, fra l'altro, mi fa pensare che probabilmente non ha effetto su linee ISDN, ma e' solo una mia teoria.

Rimedi

Sono piuttosto semplici:

-- Disattivare le funzioni "wake up on LAN" e "wake up on modem" del BIOS

-- Scollegare il PC dal filo telefonico e dalla rete Ethernet quando e' spento

-- Diffidare di ogni messaggio che inizia con "I: " oppure "R: " ed e' in formato HTML

-- Non usare programmi che interpretano automaticamente l'HTML contenuto nei messaggi

-- Disattivare la _spedizione_ di messaggi in formato HTML, in modo che non possiate infettare altri utenti

Consigli particolari per gli utenti Outlook

Alcune versioni di Outlook generano risposte contenenti proprio i codici "I:" e "R:" incriminati. Se la vostra versione lo fa, installate l'apposita patch gratuita (http://www.vene.ws/mail/patch.asp), altrimenti i vostri messaggi sembreranno infetti e quindi causeranno falsi allarmi.

Per impostare Outlook in modo che mandi i messaggi come testo semplice e quindi non possa veicolare l'infezione, scegliete Strumenti - Opzioni - Invio - Formato invio posta. I dettagli della procedura sono descritti in vari siti, come http://pcpro.mondadori.com/pcpro/know_how/art006001035850.jsp.

Gli utenti di Outlook 2000 e Outlook 2002 possono evitare l'interpretazione automatica dell'HTML contenuto nei messaggi _ricevuti_ usando un semplice plug-in gratuito, chiamato NoHTML, reperibile gratuitamente presso http://ntbugtraq.ntadvice.com/default.asp?sid=1&pid=55&did=38. Il plug-in NON funziona con Outlook 98 e Outlook Express.

Troverete maggiori informazioni, quando saranno disponibili, presso il mio sito www.attivissimo.net.

Nel frattempo, buon lunedi' dell'Angelo a tutti.

Ciao da Paolo.


#2002-068. Musica online, il segreto di Kazaa (3 aprile 2002)

Un articolo di Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=39655) conferma quello che si sospettava da tempo: i programmi aggiuntivi installati insieme a Kazaa (il programma di scambio di musica e video che ha rimpiazzato Morpheus) sono stracolmi di funzioni nascoste.

Il caso piu' eclatante e' il plug-in di Brilliant Digital, b3d Projector. Il produttore, la Brilliant Digital, lo dichiarava come un player di filmati nel formato proprietario B3d. Il fatto che venga installato senza alcun preavviso e senza offrire alcuna opzione di rifiuto non prometteva bene, e infatti adesso salta fuori che il programmino ha ben altri scopi.

Infatti, secondo PI, Brilliant Digital "ha silenziosamente integrato in Kazaa..." questo "programma che, una volta attivato, trasformerà milioni di PC in nodi di una nuova rete P2P parallela a quella di Kazaa e interamente controllata da Brilliant" per usare "le macchine degli utenti di Kazaa – ma solo dietro il loro consenso - per ospitare e distribuire contenuti dell'azienda come pubblicità e musica o, in alternativa, per avviare progetti di calcolo distribuito che... sfruttino le risorse di calcolo non utilizzate per risolvere complessi problemi computazionali."

In altre parole, Kazaa/Brilliant Digital ritiene di avere il diritto di _usare_ il vostro computer per farci girare programmi che non servono a voi, ma a lei, rallentando a suo beneficio il vostro PC. Ma che bello.

E purtroppo ha perfettamente il diritto di farlo, perche' e' previsto dale condizioni di licenza di Kazaa, quelle che non legge mai nessuno e tutti accettano disinvoltamente. Questi sono i risultati.

Le istruzioni per installare Kazaa senza farsi infinocchiare da spyware e Brilliant Digital sono presso

http://www.attivissimo.net/ml/2002/20020321_kazaa_senza_spyware.htm


#2002-069. Aggiornamento sul virus pHiSh (3 aprile 2002)

La data del mio articolo sul temibile virus pHiSh, che agisce a computer spento, e' il primo d'aprile. "pHiSh", in inglese, si pronuncia "fish", ossia "pesce". I "compensatori di Heisenberg" citati nell'articolo fanno parte della fantatecnologia di Star Trek.

Se ci siete cascati, sorridete, siete su Candid Camera. Se non ci siete cascati, vi siete meritati il titolo di Aiuto Detective Antibufala.

Alcuni lettori si sono lamentati che da me non si aspettavano una burla e quindi si sono fidati ciecamente. Male! A parte il fatto che io sono notoriamente un burlone represso, la regola cardine dell'indagine antibufala e' mai fidarsi delle fonti non verificabili, anche quando sono "autorevoli".

Comunque il mio pesce d'aprile aveva funzioni educative: se avete seguito i "rimedi" proposti, avete comunque migliorato la sicurezza del vostro computer e fatto cosa gradita alla Rete, rispettandone gli standard.


#2002-070. Lettera aperta al Corriere della Sera, inserto Salute (3 aprile 2002)

Molti lettori mi hanno segnalato un articolo dell'inserto Salute del Corriere della Sera, che definisce l'hacker come "ambizioso e feticista" e prosegue con altre scempiaggini degne del miglior Panerai. Visto che mi avete chiesto un commento, ho scritto di getto questa lettera aperta: ditemi voi se e' il caso di mandarla al Corriere. Spero di farvi fare due risate non troppo amare.

L'articolo originale

(tratto da http://www.corriere.it/edicola/salute.jsp?path=%09%09&doc=BOX29S)

IDENTIKIT DELL'HACKER

E' ambizioso e feticista il pirata dei sistemi

L'hacker, il "pirata" informatico, è un esperto di computer pervaso da una vena, più o meno marcata, di criminalità. Trascorre molto tempo al computer e interagisce con i sistemi operativi, instaurando un rapporto "feticistico" ed esclusivo. L’obiettivo è quello di usare le proprie conoscenze a scopo illegale per "bucare un sistema", cioè per entrare in un sistema attraverso la rete Internet senza essere stato autorizzato.

Il più delle volte l'hacker aggira le protezioni di un programma e si inserisce nel sistema provocando dei danni: cancellando i dati, sostituendo informazioni con altre artefatte o fraudolente, oppure danneggiando l’intero sistema con virus che potranno anche diffondersi ad altri utenti che si collegheranno con la postazione infettata.

Entrare abusivamente nei sistemi telematici può avere diverse motivazioni: dal piacere personale, quindi come gioco, a quella del sabotaggio, per arrivare alla concorrenza sleale.

In alcuni casi, la volontà dell’hacker è quella di rendere disponibili a tutti informazioni che altrimenti potrebbero essere conosciute soltanto pagando un elevato costo: il suo intervento, in questi casi, assume connotazioni politiche e trasgressive.

Oggi, gli hacker hanno, di fatto, un vero potere sociale, che ha obbligato le aziende ad adottare contromisure creando sistemi più complessi e accessi sempre più difficili. In realtà, si tratta di accorgimenti temporanei, poiché gli hacker hanno messo a punto programmi che sono in grado, per esempio, di scoprire le password, di leggere quanto di più riservato è contenuto nel computer e di trasmetterlo a nostra insaputa ad un altro utente che potrà farne un uso più o meno corretto.

La mia risposta: Lettera aperta al Corriere della Sera

In risposta al vostro inquietante pezzo "Identikit dell'Hacker", pubblicato sul Web nella rubrica "Corriere Salute" (http://www.corriere.it/edicola/salute.jsp?path=%09%09&doc=BOX29S), mi permetto di proporne una versione riveduta e corretta.

Come avrete modo di leggere, l'accozzaglia di luoghi comuni e di stupidaggini che avete pubblicato si presta perfettamente a una descrizione di un'altra categoria a voi cara che mi risulta altrettanto dedita all'ambizione e al feticismo.

Sarei lieto di conoscere il nome dell'anonimo estensore, affinche' egli possa meritatamente assurgere al Pantheon delle "Penne Rubate all'Agricoltura" di Clarence.com, ove vengono venerati gli autori delle migliori opere di disinformazione intorno al mondo dell'informatica.

Se volete che rispettiamo meglio la vostra categoria, imparate a rispettare la nostra.

Cordiali saluti da Paolo Attivissimo (aspirante "feticista").

IDENTIKIT DEL "GIORNALISTA"

E' ambizioso e feticista il pirata della carta stampata

Il "giornalista", detto anche "pennivendolo", è un esperto in luoghi comuni e adulazione dei potenti pervaso da una vena, più o meno marcata, di criminalità. Trascorre molto tempo alla macchina per scrivere e interagisce con i potenti della Redazione (o, nel gergo, Sistema Raccomandativo), instaurando un rapporto "feticistico" ed esclusivo, che gli esperti hanno definito (con un'ardita metafora mutuata dai sessuologi postfreudiani) "attivo" nei confronti dei subalterni e "passivo" nei confronti dei superiori e degli sponsor, denominati infatti "Inserzionisti".

L'obiettivo è quello di usare le proprie conoscenze a scopo illegale per "bucare la pagina", cioè per entrare in una pubblicazione cartacea (che nel gergo di questa setta si chiama "giornale" o, per i meno fortunati, "inserto salute") attraverso la Rete delle Raccomandazioni senza essere stato autorizzato dai lettori paganti, e trafugarne una refurtiva nota come "stipendio".

Il più delle volte il giornalista aggira le protezioni del buon senso dei lettori e si inserisce nelle loro menti provocando dei danni: cancellando i dati, sostituendo informazioni con altre artefatte o fraudolente, oppure danneggiando l'intero sistema sociale con idee fasulle, scritte dietro lo squallido paravento dell'anonimato, che potranno anche diffondersi ad altri utenti che si collegheranno con la redazione infettata.

Entrare abusivamente nelle letture altrui può avere diverse motivazioni: dal piacere personale, quindi come gioco, a quella del sabotaggio, per arrivare alla concorrenza sleale.

In alcuni casi, la volontà del giornalista è quella di rendere disponibili a tutti le sue false informazioni, dando l'illusione che la Verità possa essere conosciuta soltanto pagando un elevato costo: il suo intervento, in questi casi, assume connotazioni politiche e trasgressive.

Oggi, i giornalisti hanno, di fatto, un vero potere sociale, che ha obbligato i lettori ad adottare contromisure, creando sistemi di informazione autonoma meno complessi e con accessi meno difficili, commercializzati e politicizzati.

In realtà, si tratta di accorgimenti temporanei, poiché i giornalisti hanno messo a punto programmi (denominati "telegiornali") che sono in grado, per esempio, di influenzare le abitudini dei lettori, di spiattellare in pubblico quanto di più riservato esiste nelle tragedie personali come quella di Cogne e di trasmetterlo a nostra insaputa ad un altro utente o (peggio ancora) giornalista, che potrà farne un uso più o meno corretto.

Ciao da Paolo.


#2002-071. Il sequestro di brigaterosse.it (3 aprile 2002)

Ho scritto un articolo per Apogeonline a proposito del sequestro del sito brigaterosse.it. La piccolissima indagine che ho fatto per l'articolo, devo confessare, mi ha generato piu' domande che risposte, ma soprattutto mi ha confermato che la stampa non capisce un piffero di Internet.

Se volete, l'articolo e' qui: http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/03/01/200204030102

Ciao da Paolo.


#2002-072. Inserto Salute, articolo "rimosso"? (3 aprile 2002)

Grazie per i commenti divertiti alla mia risposta pubblica allo squallido articolo "Identikit dell'Hacker" pubblicato (non si sa bene con che nesso logico) nell'inserto Salute del Corriere della Sera, che definisce l'hacker come "ambizioso e feticista".

L'articolo del Corriere non e' piu' disponibile in Rete. Il suo indirizzo era http://www.corriere.it/edicola/salute.jsp?path=%09%09&doc=BOX29S)

Non sono sicuro che sia stato rimosso a seguito delle proteste mie e altrui: e' piu' probabile che sia stato tolto perche' e' uscita la nuova edizione dell'inserto Salute e quella vecchia non viene archiviata online.

Per cui ormai scrivere al Corriere per protestare non ha piu' molto senso. Spero comunque di avervi divertito.


#2002-073. Amaro epilogo per Safiya (3 aprile 2002)

Stando a un'intervista che uscira' a breve sul settimanale "Oggi" e stando a un comunicato ANSA (2002-04-02 - 20:09:00), Safiya (la donna nigeriana salvata dalla lapidazione da una mobilitazione dell'opinione pubblica internazionale) e' in realta' _colpevole_.

Il comunicato Ansa dice infatti:

'Non sono stata violentata. Ho mentito per salvarmi la vita': questa, riferisce 'Oggi' in un'anticipazione, e' la confessione che Safiya Akgu-tudu, 36 anni, ha fatto alla giornalista del settimanale che l'ha raggiunta a Sokoto (Nigeria) dopo che a sorpresa e' stata assolta in appello dai giudici islamici in seguito a una mobilitazione internazionale. La donna nigeriana era stata condannata in primo grado alla lapidazione perche' era diventata madre senza essere sposata. (ANSA).

Insomma, nessuna buona azione rimane impunita a lungo. Migliaia di lettere, e-mail, interviste, servizi giornalistici in televisione, per salvare una donna che _ha_commesso_un_reato_. Che ironia. Certo, per i nostri standard essere lapidati per aver fatto l'amore fuori dal matrimonio e' barbaro, ma le regole del paese in cui abita Safiya sono quelle e lei le ha violate.

Pazienza, direte voi: anche se e' una "criminale" per il suo paese, non e' giusto lapidarla, al limite le si dia una multa. Non e' cosi' semplice. Infatti Safiya ha fatto la furba a spese delle altre donne nigeriane. Eh gia', perche' pensate che si mobilitera' di nuovo l'opinione pubblica per la prossima donna che verra' processata per adulterio? Certo che no. E se quella donna fosse _davvero_ innocente? Avra' diritto alla stessa attenzione elargita a Safiya? Il tribunale nigeriano sara' altrettanto cauto e prudente?

Safiya, ci hai fregati tutti. E ci lasci con l'amaro in bocca, noi che pensavamo di essere cosi' buoni e giusti.

Ciao (amareggiato) da Paolo.


#2002-074. "Safiya ci ha fregati", grazie (anche) delle contestazioni (5 aprile 2002)

Grazie a tutti dei messaggi a proposito dell'epilogo a sorpresa del caso di Safiya Husseini (http://www.attivissimo.net/antibufala/safya.htm), in cui la donna nigeriana ha (stando a quello che sostiene l'ANSA) confessato di essere colpevole. Ho fatto un commento a caldo, amareggiato e un po' disgustato, che ha spinto molti lettori a scrivermi, principalmente per contestarlo.

Vorrei potervi rispondere individualmente. Alcuni di voi, fra l'altro, hanno scritto cose bellissime e raccontato esperienze personali che non cito qui per Netiquette, ma che meriterebbero un forum di discussione meno informale di questa mia newsletter. Ma siete troppi, per cui riassumo qui le principali obiezioni, alle quali non ho la pretesa di poter dare una risposta. Ogni obiezione che avete fatto non fa che tirarmi fuori altre domande.

Safiya, si obietta, ha fatto soltanto quello che qualsiasi essere umano disperato avrebbe fatto: mentire per salvarsi la pelle. Questa e' in effetti un'attenuante. Ma se mentire comporta salvarsi la pelle facendoci andare di mezzo qualcun altro (le prossime nigeriane accusate dello stesso crimine, che non godranno della stessa protezione da parte dell'opinione mondiale)? E' ancora un gesto umanamente perdonabile?

Alcuni lettori si sono posti un dubbio: chi ci dice che la notizia Ansa sia autentica? E se il/la giornalista si fosse inventato lo scoop finale? In effetti Safiya sarebbe stupida oltre ogni dire a spiattellare in giro il fatto di aver fregato il tribunale. Il buon senso le dovrebbe imporre di starsene zitta. Obiezione giusta: in effetti, vista la qualita' scadente del giornalismo italiano che abbiamo tutti sotto gli occhi, puo' benissimo darsi che la notizia sia falsa. Ma puo' anche darsi che Safiya sia una donna di scarso buon senso che non ha resistito alla tentazione di vantarsi di averla fatta franca. Dopotutto ha dimostrato di non saper resistere ad altre tentazioni, che poi sono proprio quelle che l'hanno portata a un passo dalla lapidazione. Insomma, dannazione, lo _sapeva_ che quello che stava facendo era un reato. Si e' cacciata nei guai volontariamente, oppure e' talmente ignorante che non conosceva le leggi di base del proprio paese? Anche questo e' possibile.

C'e' un altro tema al quale non so dare una risposta. Chi siamo noi per decidere e criticare le regole di vita di un altro paese? A casa di Safiya le regole sono quelle. Ci possono ripugnare, ma sono quelle. I casi sono due: o riteniamo che il nostro stile di vita sia cosi' giusto e superiore da dover essere imposto anche agli altri (e allora non mi spiego il coro di proteste immancabile che si leva quando qualcuno lo afferma senza menare il can per l'aia), oppure riteniamo di non essere superiori e che ognuno abbia il diritto di fare come gli pare a casa propria (ma in questo caso non avremmo dovuto interferire negli affari della Nigeria promuovendo l'appello per salvare Safiya). Quale delle due e' la scelta giusta? Sono domande di non poco peso, considerato che lo stesso problema dell'interferenza si pone proprio in questi giorni a proposito del conflitto in Medio Oriente.

Ci sarebbero molte altre considerazioni da fare, ma mi rendo conto che sto uscendo dal mio ruolo di semplice detective antibufala e sto scivolando maldestramente verso quello del moralista-opinionista, per cui chiudo qui la faccenda. Se volete discuterne pubblicamente, c'e' sempre il mio forum "Internet per tutti" presso il sito della RAI: http://www.community.rai.it/cgi-bin/UltraBoard/UltraBoard.cgi?action=Headlines&BID=36.

Dico solo una cosa. Accidenti, Safiya, ma non potevi startene zitta? Almeno avremmo avuto l'illusione del lieto fine.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-075. Correzioni a proposito dell'analisi del messaggio BR (6 aprile 2002)

Il 30 marzo Zeus News ha pubblicato un mio articolo (http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=1170&ar2=stampa&numero=999) intitolato "Una curiosa analisi del messaggio delle Brigate Rosse". L'articolo contiene alcuni errori causati dalla mia disattenzione, che non ne invalidano il senso fondamentale ma mi fanno fare la figura del cioccolataio.

In particolare, ho scritto che il messaggio delle BR analizzato si riferisce al delitto Biagi, ma in realtà si riferisce a un altro assassinio rivendicato dalle Brigate Rosse, quello di Massimo D'Antona, di circa tre anni prima.

Inoltre la fonte originale dell'analisi che ho tanto bastonato è presso il sito di Oikos (http://www.oikos.org/Politica/comunicatobr.htm); Indymedia si e' semplicemente limitato a riportarla.

Se posso invocare un'attenuante per il mio errore, dico solo che l'analisi ha preso a circolare in Rete subito dopo il delitto Biagi e quindi sembrava riferirsi a quest'ultimo. E' triste constatare che i delitti politici, in Italia, sono talmente tanti che è facile confondere l'uno con l'altro.

Ringrazio Giatru, il lettore che mi ha avvisato dei miei sbagli, e chiedo scusa per il pasticcio.

Ciao da Paolo "Panerai" Attivissimo.


#2002-076. Blindare Outlook (10 aprile 2002)

Ho scritto per Apogeonline un articoletto su come rendere meno vulnerabile Outlook... e gia' che c'ero ci ho infilato anche un'antibufala. E' vero che si puo' immettere "!000" nella rubrica per bloccare i virus? Indovinate la risposta intanto che cliccate qui sotto per leggere l'articolo:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/09/01/200204090103

Ciao da Paolo.


#2002-077. Per gli appassionati di Streghe e Star Trek (12 aprile 2002)

Solo per stasera, sono scaricabili quasi tutte le puntate della nuova serie "Enterprise" e della quarta stagione di "Streghe" (tutto in inglese) da questo indirizzo:

217.35.151.163

Per scaricare Streghe, accedete usando un programma per FTP, dando come utente 'charmed' e come password 'halliwell'.

Per scaricare Enterprise, come sopra, ma l'utente e' 'trekker' e la password e' 'jadziadax'.

Se la cosa vi piace e funziona, terro' d'occhio il sito in questione e vi aggiornero' sulla sua disponibilita'.

Attenzione: i file sono da almeno 80 megabyte l'uno, ma sono di ottima qualita'.


#2002-078. Ancora su Kazaa / Un paio di siti da far paura / Palestina e altre notizie (13 aprile 2002)

Scusate se latito da un po', sto facendo un po' di esperimenti e pulizie informatiche, poi vi racconto. Per il momento, accontentatevi di un po' di cose varie che ho trovato in questi giorni.

Il sistema di scambio musicale Kazaa si presterebbe ad attacchi su vasta scala. Stando a un articolo di Apogeonline (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/11/02/200204110203), se un utente ostile prende il controllo di un server di Kazaa, può "telecomandare" i computer degli utenti di Kazaa e far commettere loro ogni sorta di sconcezze (attacchi ad altri siti, per esempio) se questi utenti non hanno disattivato il plug-in di Brilliant Digital. Vi consiglio quindi, se siete utenti di Kazaa, di disattivare questi plug-in, come descritto presso http://www.attivissimo.net/ml/2002/20020321_kazaa_senza_spyware.htm.

Questo problema, per ora teorico, si aggiunge a quello reale derivante dal fatto che Kazaa include una "sotto-rete" di scambio, Altnet, che verra' attivata nei prossimi giorni e che usa i momenti di inattivita' del vostro computer per eseguire calcoli non meglio specificati. In pratica, usando Kazaa regalate parte della potenza di calcolo del vostro PC a quelli di Kazaa, che cosi' si trovano con un supercalcolatore virtuale, composto da decine di milioni di processori... cosa ci faranno esattamente con tutta quella potenza?

Puo' darsi che facciano cose utili, come la decodifica dei genomi, o cose meno costruttive, come simulare un'esplosione nucleare per fabbricare bombe 'migliori', ma comunque sia, e' meglio che l'utente sia informato di quello che succede nel suo computer, cosi' puo' fare le proprie scelte.

Ho aggiornato abbondantemente la mia pagina dedicata a Kazaa per tenere conto di questi sviluppi.

Un paio di siti da far paura

Sono in debito con quelli dell'Internet Tourbus (http://www.TOURBUS.com) per questi due siti.

http://www.cynisk.net/whatswrong.swf

Va visitato tenendo alto l'audio del computer. L'interrogativo dell'immagine proposta e' semplice: cosa c'e' di strano nella foto? Apparentemente nulla, ma... Se non vi piacciono le emozioni forti e/o andate facilmente in tachicardia, _NON_ visitate questo sito. Io ho fatto un salto sulla sedia, quando l'ho visitato la prima volta.

Se invece preferite emozioni piu' dolci e quattro risate, godetevi questa parodia dei video yoga: come coinvolgere il vostro gatto nelle vostre sedute di yoga.

http://www.yogakitty.com

Ci vuole una connessione veloce per vederlo decentemente, ma dovrebbe farvi sorridere. Nota: nessun gatto viene maltrattato nel video. Lo si vede abbastanza chiaramente, ma considerato il numero di persone (e giornalisti) che ha abboccato a bonsaikitten.com, e' piu' prudente specificarlo.

Buon divertimento!

Palestina "scaduta" online

Come cambiano i tempi. In giorni pieni di speranza, neppure due anni fa, era stato attivato il top level domain .ps per la Palestina. I suffissi di due lettere vengono assegnati di solito soltanto alle nazioni (come .it per l'Italia, ad esempio), e quindi l'assegnazione di .ps era un passo piccolo ma emotivamente importante verso il riconoscimento della nazione palestinese.

Il canone di gestione del dominio .ps, intestato a Yaser Doleh, un palestinese residente negli Stati Uniti, e' scaduto il 22 marzo 2002 (http://www.netsol.com/cgi-bin/whois/whois?!PS240-DOM&id=0), e nessuno l'ha piu' rinnovato.

E' solo un dettaglio in una tragedia terribile, ma e' un segno di quanta strada si era fatta e quanta se ne e' persa, grazie alla follia di entrambe le parti in causa.

Ricevi spam? Denunciali, ti rimborsano 250 euro!

Una bellissima idea arriva da Massimo Cavazzini, che e' riuscito a farsi rimborsare 250 euro da una societa' italiana che lo aveva bersagliato con pubblicita' non richiesta (spam). La sua storia, e lo spiegone di come c'e' riuscito, sono presso http://punto-informatico.it/pi.asp?i=39788.

Partecipiamo numerosi all'iniziativa, mi raccomando, ma limitiamoci allo spam proveniente da operatori italiani, sui quali il Garante per la privacy ha giurisdizione.

CD protetti? Chiedi indietro i soldi!

Sempre da Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=39783) arriva la lieta segnalazione di un utente italiano che e' riuscito a farsi rimborsare il CD protetto di Celine Dion. Il negoziante ha naturalmente fatto lo gnorri, ma poi l'utente ha chiamato Sony Italia e il rimborso e' stato eseguito.

A dimostrazione che essere cocciuti, ogni tanto, serve.

Ciao da Paolo.


#2002-079. Punto Informatico copia il servizio antibufala? (14 aprile 2002)

Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto segnalando che la newsletter "SalvaPC" di Punto Informatico di ieri 14/4 (http://punto-informatico.com/p.asp?i=37624) parla dell'appello di Daniele Brandani per sua figlia malata, una catena di sant'Antonio tragicamente vera, già descritta a suo tempo dal mio Servizio Antibufala presso http://www.attivissimo.net/antibufala/daniele_brandani.htm.

Alcuni di voi hanno gridato "copioni! copioni!", ma non e' il caso. Per quanto io sia lusingato dal vostro tifo, non ho certo il monopolio sulle bufale ne' tanto meno sulle tragedie altrui. La cosa importante qui e' la salvaguardia degli utenti della Rete dalle bufale, a cui si aggiunge, in questo caso particolare, la speranza di risparmiare a Daniele un po' di sofferenze inutili. Per cui ben venga anche il contributo di Punto Informatico.

Insomma, non importa _chi_ fa il Servizio Antibufala, ma che lo si faccia. Piu' avvisi antibufala ci sono, piu' speranze ci sono di fermare queste ossessive catene di sant'Antonio.

E in ogni caso, si dice che l'imitazione e' la miglior forma di adulazione...


#2002-080. Servizio antibufala: Vuoi guadagnare miliardi con Internet? (14 aprile 2002)

Circola da alcune settimane un delirante invito a partecipare a un "MLM American System" che garantisce vincite miliardarie a tutti. E' l'ennesimo riciclaggio di una vecchia bufala, anzi di una truffa.

Il testo della catena di sant'Antonio

Il testo e' molto lungo (la versione integrale è disponibile presso la pagina dedicata a questa truffa, http://www.attivissimo.net/antibufala/mlm.htm), ma i punti salienti sono questi:

-------------------------

Vorresti davvero Vincere con Internet?

Questo Sistema è diverso da tutti gli altri, ti assicuro che dopo averlo compreso a fondo sarà per te IRRESISTIBILE la voglia di partecipare.

QUESTO E` SENZA DUBBIO IL GIORNO PIU` FORTUNATO DELLA TUA VITA!!! IMMAGINA COSA POTRESTI FARE CON 750.000 EURO (1.5 ­ 2 MILIARDI DI LIRE) ….. SEI UNO DEI PRIMI FORTUNATI ITALIANI A RICEVERE QUESTA FAMOSA MLM E-MAIL, DELLA QUALE TUTTI STANNO PARLANDO, E DELLA QUALE LA TELEVISIONE E TUTTI I GIORNALI AMERICANI HANNO DEDICATO AMPIO SPAZIO NELLE SCORSE SETTIMANE!!! 1.5 ­ 2 MILIARDI DI LIRE IN SOLE 6 SETTIMANE!!!

[...]

Per ogni report spedisci 5 euro.

[...]

1: Ok, vediamo come funziona. Supponiamo che spedisci 20 e-mail a 20 persone. Pur essendo tutti in attesa di questa e-mail, soltanto 10 di loro trovano il tempo di ordinare il report numero 1 da te.

2: Quelle 10 persone spediscono a loro volta 20 e-mail a testa, per un totale di 200 e-mail. Di nuovo, pur essendo tutti in attesa di ricevere questa e-mail ed intascare i loro miliardi, soltanto la meta` di loro, 100 persone, ha il tempo di ordinare il report numero 2.

3: Quelle 100 persone spediscono a loro volta 20 e-mail a testa, per un totale di 2000 e-mail. Stessa storia, solo 1000 di loro trova il tempo di ordinare il report numero 3.

4: Quelle 1000 persone spediscono 20 e-mail ciascuno, per un totale di 20.000 e-mail. Solo 10.000 di loro ordina il report numero 4.

5: Quelle 10.000 persone spediscono 20 e-mail a testa, per un totale di 200.000 e-mail. Solo la meta` di loro ordina il report numero 5.

Ora, un po’ di matematica. Il totale della vincita in questo caso, dove non si ha il pieno potenziale di giocatori, poiche` si presume che soltanto la meta` della meta` della meta`, ecc. Partecipi, e` il seguente:

Per il report numero 1: 10 richieste = 10 x 5 euro = 50 euro = 100.000 lire

Per il report numero 2: 100 richieste = 100 x 5 euro = 500 euro = 1.000.000 lire

Per il report numero 3: 1.000 richieste = 1.000 x 5 euro = 5.000 euro = 10.000.000 lire

Per il report numero 4: 10.000 richieste = 10.000 x 5 euro = 50.000 euro = 100.000.000 lire

Per il report numero 5: 100.000 richieste = 100.000 x 5 euro = 500.000 euro = 1.000.000.000 lire

Totale: 50 + 500 + 5.000 + 50.000 + 500.000 = 555.550 euro, pari a 1.111.100.000 di lire !!!!

[...]

Ti informo che questo non è uno spamming ai sensi della legge 675/96. Se Ti e' arrivata questa lettera è perchè il tuo indirizzo di posta elettronica è stato acquisito da fonti pubblicamente consultabili. Da noi non riceverai altre e-mail. Il Tuo account sarà eliminato dal nostro database. Il tuo indirizzo e-mail è stato trovato su www.elencoonline.it

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Perché è una bufala, anzi una truffa

E' il classico gioco della piramide, in voga da anni: guadagnano soltanto chi inizia la piramide e chi sta vicino alla sua cima. Tutti gli altri sono soltanto polli da spennare.

Il motivo è semplice: ben presto, e molto più rapidamente di quello che può far credere il buon senso, ogni piramide si ferma per esaurimento delle persone disponibili. Chi è entrato e ha pagato non trova più nessuno da reclutare per riavere i propri soldi, perché tutti hanno già partecipato o non vogliono partecipare per vari motivi. Soltanto i primissimi iscritti portano a casa i propri soldi e anzi in genere ci guadagnano, ma è praticamente impossibile far parte di questi fortunati (a meno di non lanciare la propria piramide personale). L'unico che guadagna davvero senza fare nulla è il fondatore della piramide.

Soprattutto, per guadagnare le cifre promesse occorre reclutare un numero elevato di persone: a 5 euro a testa, per guadagnare il milione di euro promesso vi servono duecentomila reclute, come dice l'appello stesso: ma come gestireste duecentomila persone? A mano?

Anche accontentandosi di vincite ben più modeste, diciamo 5.000 euro (dieci milioni di lire), vi servono mille reclute. Ipotizzando ottimisticamente che servano dieci inviti per convincere una recluta che non vi conosce a mandarvi dei soldi, per guadagnare soltanto dieci milioni di lire vi servirebbero diecimila indirizzi da contattare. Dove li trovate? E una volta trovati, come li amministrate?

Nel caso specifico di questo appello, inoltre ci sono molte affermazioni false e ingannevoli. Ne cito giusto qualcuna delle tante:

-- "SEI UNO DEI PRIMI FORTUNATI ITALIANI A RICEVERE QUESTA FAMOSA MLM".

Falso. L'appello è ormai in giro da settimane (al momento in cui scrivo) e io ne ho ricevute dozzine di copie. Molti lettori hanno subìto lo stesso bombardamento, per cui l'appello è in realtà diffusissimo.

-- 'Il principio è quasi simile a quello utopico del "se ognuno dei 5 miliardi di persone oggi esistenti sulla terra spedisse 1 dollaro a tutti gli altri, vivremmo in un mondo di miliardari"'.

Ingannevole. Per spedire 1 dollari a tutti gli altri 4.999.999.999 abitanti del pianeta, dovreste avere 4.999.999.999 dollari (più i soldi per la spedizione e la gestione), e quindi dovreste già essere miliardari in dollari (e allora non avreste bisogno di partecipare alla piramide).

-- "un sistema che genera benessere per tutti."

Falso. Dato che la quantità di denaro in circolazione nel mondo non è infinita e che il denaro non si crea dal nulla, per ogni persona che riceve soldi c'è qualcuno che li scuce. Per ogni giocatore che diventa miliardario, ci devono essere ad esempio mille persone che sborsano un milione. Il "benessere" promesso viene in realtà generato soltanto per pochi giocatori.

-- "Il costo totale del tuo investimento e`: 5 x 5 euro = 25 euro è una sciocchezza paragonata a quello che riceverai !!!".

Falso. In realtà è estremamente difficile recuperare i 25 euro iniziali, figuriamoci guadagnare, come chiarito nello Spiegone matematico qui sotto. Se non ci credete, provateci, ma poi non venite a piangere sulla mia spalla.

-- "Quando parliamo di una vincita di 1.5 ­ 2 miliardi di lire ogni 6 settimane, ci riferiamo ad una vincita media (dati forniti dalle varie trasmissioni televisive che hanno fatto ricerche fra i numerosi partecipanti e redatto delle statistiche) fra tutti I giocatori partecipanti."

Falso. Non c'è traccia di queste "trasmissioni televisive" e di queste "statistiche". Se qualcuno sa quali sono, me lo dica.

-- "Vi sono giocatori nel sistema che arrivano a spedire anche 1 milione di e-mail nel giro di un paio di settimane".

Ingannevole. Spedire un milione di e-mail in due settimane è tecnicamente fattibile, ma non con le normali risorse a disposizione di un utente medio. Per farlo occorrono sistemi informatici dedicati e accessi a Internet ben diversi da quelli standard. Se provate a spedire non dico un milione, ma anche "soltanto" centomila messaggi dalla vostra casella di posta, la intaserete e il vostro fornitore d'accesso probabilmente ve li bloccherà, ritenendoli (giustamente) una forma di spamming.

Se non vi basta questa breve spiegazione, leggete lo "spiegone matematico" che trovate presso il sito del Servizio Antibufala (http://www.attivissimo.net/antibufala/mlm.htm).

Ma allora dove sta il guadagno per chi avvia la piramide?

Il guadagno per il fondatore scaturisce da un principio molto semplice. Il fondatore è l'unico che si trova con un terreno vergine e non ha oneri di amministrazione.

-- Terreno vergine. Man mano che la piramide gira, il numero di "reclutatori" che si contendono i potenziali giocatori aumenta vertiginosamente. Soltanto all'inizio c'è un unico reclutatore (il fondatore), che ha a disposizione (almeno teoricamente) tutti gli utenti della Rete e ha quindi gioco relativamente facile nel trovare vittime credulone.

-- Niente oneri di amministrazione. Il fondatore non deve fare altro che raccogliere un enorme numero di indirizzi di e-mail (esistono programmi e società apposite, le stesse usate dagli spammer) e spedire gli inviti; poi aspetta che i pesci abbocchino e gli mandino i soldi. Tutti i livelli sottostanti della piramide, se vogliono guadagnare, devono invece gestire un database enorme di inviti e di reclute (centomila reclute, e un numero ancora più grande di inviti, per guadagnare un miliardo di lire) e un traffico colossale di e-mail.

In altre parole, il gioco della piramide funziona, ma soltanto per chi la avvia.

Che c'entra elencoonline.it?

Nel caso descritto in quest'indagine, il messaggio termina con la precisazione "Il tuo indirizzo e-mail è stato trovato su www.elencoonline.it". Tuttavia la società Elencoonline.it ha dichiarato di essere assolutamente estranea alla faccenda. A questo proposito, infatti, mi è arrivata una segnalazione di un lettore ("cillo"), che ha ricevuto questa smentita:

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Gent.mo Iscritto, capiamo perfettamente il tuo disappunto e siamo estremamente amareggiati del fatto che un'azienda o una persona fisica non autorizzata, abbia attinto ai tuoi dati personali nei nostri data base per scopi commerciali e di spamming senza alcuna autorizzazione da parte nostra. Abbiamo di conseguenza avviato le dovute azioni legali nei confronti del mittente e invitiamo anche te, così come a tutti coloro che hanno ricevuto il suddetto spamming, a sollevare la tutela dei propri diritti. Ci teniamo a precisare che la persona che ti ha scritto non ha ricevuto i tuoi dati da noi e quindi ti invitiamo a scrivergli almeno una e-mail di risposta in cui gli si faccia presente l'infrazione legale commessa e le imminenti azioni legali che partiranno nei suoi confronti.
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#2002-081. Aggiornamento antibufala: la "conferma" dell'Istituto Superiore di Sanità (16 aprile 2002)

La bufala dell'appello per la bambina malata di George Arlington, gia' documentata dal Servizio Antibufala (http://www.attivissimo.net/antibufala/george_arlington.htm), ha preso a circolare con una variante: in fondo al messaggio c'è il seguente indirizzo, che sembra dare un tono di ufficialità all'appello:

Barbara Varano
Laboratorio di Virologia
Istituto Superiore di Sanità
V.le Regina Elena 299
00161 Roma, Italy
Tel 39-06-49903170
Fax 39-06-49387184

Questa non è in alcun modo una conferma di autenticità dell'appello. Semplicemente è un fenomeno che si è già visto in molte altre catene di sant'Antonio: una persona ha ricevuto l'appello sul posto di lavoro e l'ha rispedito. Il suo programma di posta ha aggiunto automaticamente in fondo al messaggio la sua "signature" (la coda standard nella quale molti utenti mettono il proprio nome e cognome e magari una frase spiritosa), generando l'equivoco. Tutto qui.

Poiché in questo caso la signature contiene il nome dell'Istituto Superiore di Sanità e l'appello riguarda un caso medico, gli utenti che non hanno familiarità con il funzionamento di Internet hanno l'impressione che l'appello sia una dichiarazione ufficiale dell'Istituto stesso, quasi come se fosse scritto sulla sua carta intestata. Invece è una semplice iniziativa personale di una sua dipendente.

Le conseguenze di quest'iniziativa sono tutt'altro che piacevoli. Infatti ho contattato Barbara Varano presso l'Istituto, e l'ho trovata in pieno dramma: l'Istituto Superiore di Sanità è subissato di chiamate a proposito di questo appello (appena ho detto al centralinista chi cercavo, mi ha detto "è per l''e-mail?" col tono esasperato di chi ripete la stessa frase per la centomillesima volta). Barbara Varano ha dovuto cambiare numero di telefono in ufficio: quello citato nell'appello è stato disattivato perché squillava in continuazione, rendendo impossibile lavorare a lei e ai suoi colleghi.

Ho potuto parlarle telefonicamente, e mi ha confermato che assolutamente non intendeva confermare l'appello a nome dell'Istituto Superiore di Sanità. Ha semplicemente ricevuto l'appello e l'ha rispedito dal computer in ufficio. La direzione dell'Istituto, però, non ha gradito affatto che il nome dell'ISS sia ora associato a questa bufala: "io mi trovo in un bel guaio", mi ha detto Barbara Varano, "non ce la faccio più...". Una situazione imbarazzante, soprattutto considerato che si tratta di una neoassunta. Una gaffe iniziale come questa può compromettere a lungo la serenità dei rapporti con i colleghi.

Ora la Varano sta tentando in tutti i modi di fermare la catena di sant'Antonio che circola con la sua "firma", ma come già visto in altri casi simili, c'è poco da fare, a parte pubblicare il più diffusamente possibile smentite come questa, sperando che chi riceve la catena si prenda la briga di fare una rapida verifica prima di rispedirla.

La morale di questa storia è una sola. Se proprio dovete diffondere le catene di sant'Antonio, perlomeno non fatelo dal posto di lavoro!


#2002-082. Scaricare film online, una modesta proposta (17 aprile 2002)

Ho scritto per Apogeonline un articolo sulle mie esperienze di scaricamento di film e telefilm da Internet e su un'idea commerciale un po' stravagante che mi e' venuta. Se vi interessa, l'articolo e' presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/17/01/200204170103.


#2002-083. Aiuto per un'indagine (17 aprile 2002)

Secondo una fonte affidabile trovata in Rete (The Inquirer.co.uk), alcuni prodotti Microsoft contengono, nella licenza d'uso, una clausola che vieta di usarli per criticare Microsoft. In altre parole, Microsoft adesso vuole arrogarsi anche il diritto di decidere che cosa diciamo e scriviamo con i suoi prodotti.

Un esempio di questa clausola e' tratto dalla EULA (la licenza) di FrontPage 2002:

"You may not use the software in connection with any site that disparages Microsoft, MSN, MSNBC, Expedia, or their products or services, infringe any intellectual property or other rights of these parties, violate any state federal or international law, or promote racism, hatred, or pornography."

In sostanza, se usate FrontPage per creare le vostre pagine Web, guardatevi bene dal creare pagine che critichino Microsoft, altrimenti sarete in violazione della licenza.

Se qualcuno ha FrontPage 2002 italiano, puo' dare un'occhiata alla EULA e dirmi qual e' il testo italiano corrispondente? Se questa clausola c'e' anche nella versione italiana, prometto un articolo al vetriolo in proposito.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-084. I costi dei telefilm (19 aprile 2002)

Nel mio recente articolo per Apogeonline a proposito dello scambio di film online (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/17/01/200204170103) ho detto che produrre "una puntata di un telefilm fra i più costosi, come Star Trek o 24, costa mediamente due milioni di dollari." Ci sono tuttavia telefilm ben piu' costosi. Sembra strano, dato che un telefilm di fantascienza richiede costumi, effetti speciali, scenografie sempre fantasiose e diverse, eppure "ER" costa 8 milioni di dollari a puntata, Friends ne costa 7 e Frasier ne costa 5, pur essendo ambientati ai giorni nostri. Il maggior costo, in questo caso, e' rappresentato dalla paga degli attori. I dati sono tratti da Fortune dell'1/4/2002.

Tuttavia questo non cambia i concetti espressi nel mio articolo: al posto di quattro milioni di telespettatori disposti a dare un dollaro, ne servono otto, tutto qui. Non e' un grosso problema, dato che un telefilm "normale" e' enormemente piu' seguito di un telefilm di fantascienza.


#2002-085. I siti da urlo (19 aprile 2002)

Alcuni lettori si sono persi i siti "da far paura" che avevo citato in un recente messaggio, perche' non sono piu' disponibili agli indirizzi citati. Uno e' disponibile anche altrove, presso http://www.tekzoned.com/whatswrong/ (ringrazio giobpubb per averlo scovato). Mi raccomando, alzate il volume del PC, cercate di scoprire cosa c'e' di strano nell'immagine, ma non visitatelo se siete deboli di cuore. Non dico altro.


#2002-086. Antibufala flash: salviamo la foresta amazzonica (19 aprile 2002)

Circola un appello (in inglese) che segnala con allarme che "il Congresso brasiliano sta votando in merito a un progetto che ridurrà del 50% le dimensioni della foresta amazzonica... Ci vuole UN MINUTO per leggere quest'appello, ma PER FAVORE mettete il vostro nome nella lista e rispeditela. L'area da deforestare è grande 4 volte il Portogallo e verrà usata principalmente per agricoltura e allevamento di bestiame. Tutto il legno verrà venduto sui mercati internazionali sotto forma di trucioli da parte di grandi aziende multinazionali."

L'appello chiede di aggiungere il vostro nome e cognome all'elenco presente in coda al messaggio e di mandarne copia a tutti quelli che conoscete. Se siete la quattrocentesima persona che firma, dovete mandarne una copia a fsaviolo@openlink.com.br.

Perché è una bufala

Le intenzioni del creatore dell'appello, e di chi lo propaga, sono sicuramente buone, ma è una buona volontà mal riposta.

-- Questa campagna è scaduta. Secondo Snopes.com, il progetto citato è stato abbandonato dal Congresso brasiliano il 18 maggio 2000. C'è una conferma in tal senso presso http://forests.org/recent/2000/histvica.htm. Per cui l'appello è un po' fuori tempo massimo.

-- L'indirizzo citato (fsaviolo@openlink.com.br) non esiste più. Se provate a spedirgli un messaggio, torna indietro respinto. Per cui tutte le "firme" raccolte non potranno mai arrivare a una destinazione.

-- Più in generale, le raccolte di firme realizzate in questo modo non hanno alcun valore legale. Inoltre, un e-mail è psicologicamente molto meno efficace di una lettera scritta e firmata.

Se volete saperne di più, visitate le pagine dedicate a questa catena di sant'Antonio dai siti Break the Chain (http://www.breakthechain.org/exclusives/rainforest.html) e Snopes.com (http://www.snopes2.com/inboxer/petition/brazil.htm). Una versione più ampia di questa indagine e' disponibile presso http://www.attivissimo.net/antibufala/amazon_petition.htm.

Ciao da Paolo.


#2002-087. Anche i Mac a rischio grazie a Microsoft (21 aprile 2002)

Microsoft ha pubblicato delle "patch" (programmi di correzione) per rimediare alle falle delle versioni per Macintosh di Microsoft Internet Explorer e Office.

Una delle falle, un "buffer overrun" (come al solito), permette a un intruso di eseguire applicazioni sul Mac della vittima, se la vittima visita una pagina Web appositamente confezionata. L'altra falla consente all'intruso di eseguire Applescript per comandare da remoto un Mac.

L'avviso di sicurezza e le relative patch sono presso http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS02-019.asp.

Un articolo piu' dettagliato (in inglese) e' stato pubblciato da InfoWorld il 17/4/2002 ed e' reperibile presso http://www.infoworld.com/articles/hn/xml/02/04/17/020417hnmac.xml.

Ringraziamo Microsoft per aver permesso anche agli utenti Mac di non sentirsi ghettizzati ed esclusi dall'orgia planetaria di virus e falle di sicurezza.


#2002-088. Antibufala: aggiornamento sul Boeing al Pentagono (21 aprile 2002)

Ho aggiornato massicciamente l'indagine a proposito della ipotesi che l'11 settembre il Pentagono non sia stato colpito da un aereo di linea ma da un attentato di tipo diverso (http://www.attivissimo.net/antibufala/pentagono_boeing_fantasma.htm).

Nel frattempo, i complottisti di Asile.org, ideatori della bufala, hanno cambiato versione: secondo loro, adesso, non sarebbe piu' stato un attentato _dall'interno_, ma un missile _dall'esterno_. Tutta la faccenda e' raccontata da loro (in francese) presso http://www.asile.org/citoyens/numero14/missile/temoins_fr.htm.

Questa pagina tende a influenzare fortemente il lettore con informazioni presentate in modo ingannevole: si comincia con l'immagine che mette a confronto il Boeing con il Cruise, facendoli sembrare dimensionalmente simili, quando in realtà un Boeing è lungo 47 metri e un Cruise appena 6 metri. Poi viene detto che c'è un testimone che ha visto che l'aereo "sembrava contenere 8-12 persone". Come ha fatto a contarle? Siamo seri.

Asile.org pone poi la domanda del "foro circolare" (http://www.asile.org/citoyens/numero14/missile/trou_fr.htm), indicato in foto di origine non sospetta (fonti militari e giornalistiche), sostenendo che questo è un tipico indizio di un missile. Semmai è la conferma che Asile.org conta balle: infatti Asile.org indica dove si trova il foro, ossia sul retro del _terzo_ anello del Pentagono. Ma non avevano sostenuto che (cito testualmente) "solo il primo anello è stato toccato dall'aereo" e che i "quattro anelli più interni sono intatti"?

A loro dire, un foro circolare di quel tipo non potrebbe essere prodotto dal muso di un Boeing, come affermato da alcune fonti. E su questo hanno probabilmente ragione: il muso di un Boeing è una struttura relativamente fragile. Ma da questo a dire che è stata invece la testata di un missile ce ne passa. Il foro potrebbe essere stato prodotto plausibilmente da altre parti molto meno fragili del Boeing (parti dei motori, per esempio).

Insomma, io sento uno stridio di unghie che cercano invano la presa su uno specchio....


#2002-089. Guerre stellari Episodio II (21 aprile 2002)

Fan della serie, vi siete mai chiesti come l'angelico bambinetto di Episodio I si sia tramutato nel perfido Darth Vader? I massimi esperti hanno trovato la spiegazione: le continue arrabbiature dovute al troppo spam ricevuto ;-) Sto preparando un articoletto sull'argomento, con qualche consiglio pratico su come evitare di essere bombardati di pubblicita'-spazzatura e la spiegazione del perche' lo spam e' aumentato di recente. Per una inquietante coincidenza, c'entrano le catene di sant'Antonio.

Ma a parte questo, volevo segnalare che il 16 maggio esce, appunto, Episodio II. Qui a York, Inghilterra, come in molti altri posti, verra' fatta una proiezione speciale cinque minuti dopo la mezzanotte fra il 15 e il 16, che dovrebbe essere un bell'evento popolato di matti come le proiezioni del Rocky Horror Picture Show.

Sono riuscito a trovare biglietti per il giorno della prima, a una proiezione a orari meno da vampiri, per cui vi potro' raccontare in quasi-anteprima se il film e' davvero, come sembra, molto piu' indovinato rispetto al precedente. Restate sintonizzati!

Ciao da Paolo.


#2002-090. Servizio antibufala: sviluppi di due tragedie (23 aprile 2002)

Purtroppo il titolo "servizio antibufala" sembra troppo frivolo per associarlo a tragedie come quelle descritte negli appelli che commento qui sotto, e me ne scuso.

Boeing fantasma: abbattuta anche la teoria del missile

C'e' stato un ennesimo sviluppo nella storia della bufala del Boeing caduto sul Pentagono, che secondo i complottisti di Asile.org (http://www.asile.org/citoyens/numero13/pentagone/erreurs_it.htm) non esisterebbe: visto che la loro teoria iniziale (una bomba) non ha retto agli sberleffi di mezzo mondo, ora ci riprovano con una nuova ipotesi: un missile.

Asile.org, infatti, sostiene che il foro d'uscita visibile sul terzo anello e' troppo piccolo per essere stato prodotto da un aereo di linea: le sue esigue dimensioni suggerirebbero un proiettile o, appunto, un missile.

A parte il fatto non trascurabile che un missile che esplode non produce un foro d'uscita, il vero problema di questa teoria è che ci sono DUE fori di uscita. Se infatti si guarda attentamente proprio una delle foto citate da Asile.org (quella presentata presso http://www.asile.org/citoyens/numero14/missile/trou_fr.htm e reperibile ad alta risoluzione presso http://www.asile.org/citoyens/numero14/missile/images/trou4_grande.jpg), si nota che c'è un secondo foro. Sembra assai improbabile che un missile Cruise decida di sdoppiarsi dopo l'impatto e produca due fori d'uscita.

Sembra invece assai più plausibile che i due fori siano stati prodotti dai motori del Boeing (che è, guarda caso, un bimotore).

Ho pertanto aggiornato la pagina Web dedicata a questa bufala: la trovate presso http://www.attivissimo.net/antibufala/pentagono_boeing_fantasma.htm.

E con questo la storia del Boeing e' chiusa, per quel che mi riguarda, con un ultimo pensiero alle vittime di questa tragedia. Se Asile.org vuole tirar fuori altre strampalate teorie che insultano i morti, si accomodino: hanno dimostrato di essere dei cialtroni e io non intendo dedicare loro altro tempo.

Le foto dell'orrore israelo-palestinese

L'appello è costituito da un documento Word contenente delle foto agghiaccianti e il seguente testo inglese:

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First they arrest Moh'd Saleh, a Palestinian aged 23.  So far nothing is wrong with the picture!!

[foto]

Then they pin Moh'd on the floor suspecting he had bombs attached to him. Still nothing out of the ordinary?

[foto]

They have him on the floor still, and they try to question a second Palestinian on the scene.  They seem to have definitely overpowered him and have full control over the situation.

[foto]

That's not enough?  OK!! Now they have to strip him to make sure he doesn't really have any bombs on him.  As we can see he is almost naked on the floor, (at least they had the decency to keep his underwear on), he is obviously overpowered and unarmed, there is no sign of a bomb or any resistance.  So what would a democratic country such as Israel, a country that claims to respect human dignity and life do??? Take him to prison??

[foto]

The picture speaks for itself! The least you can do while sitting in the comfort of your home is forward this pictures to as many people as possible especially westerners so they can have a glimpse of what Palestinians go through!!

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Ecco la mia traduzione:

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Per cominciare, arrestano Moh'd Saleh, un palestinese di 23 anni. Fin qui non c'è niente di sbagliato nell'immagine!

[foto]

Poi inchiodano a terra Moh'd perché sospettano che abbia delle bombe addosso. Non c'è ancora niente di insolito?

[Foto]

Poi lo tengono fermo a terra e cercano di interrogare un altro palestinese sul posto. Sembrano averlo reso sicuramente innocuo e sembrano avere il totale controllo della situazione.

[foto]

Non basta? OK! Ora devono spogliarlo per essere sicuri che davvero non abbia bombe addosso. Come possiamo vedere, è quasi nudo per terra (almeno hanno avuto la decenza di lasciargli addosso la biancheria intima), è chiaramente sopraffatto e disarmato, non c'è segno di bombe o di resistenza. E allora cosa farebbe un paese democratico come Israele, un paese che afferma di rispettare la vita umana e la dignità? Lo porterebbe in prigione?

[foto]

L'immagine non ha bisogno di commento! Il minimo che potete fare, mentre ve ne state seduti comodi in casa, è spedire queste immagini al maggior numero possibile di persone, specialmente occidentali, perché possano vedere cosa subiscono i palestinesi!

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Le foto mostrano la sequenza descritta nel testo: una persona viene trattenuta da alcuni poliziotti e militari, fatta sdraiare a terra e spogliata. L'ultima foto lo mostra a terra in una pozza di sangue, apparentemente ucciso dalle persone mostrate nelle foto precedenti.

Al 23 aprile 2002, non c'è traccia di questo appello nei newsgroup, mentre Google trova un sito (http://home.earthlink.net/~lavozdeaztlan/zionistbrutality.htm) che pubblica l'appello, completo di foto.

Le foto non mostrano segni evidenti di contraffazione. E' chiaro che non sono state scattate in rapida sequenza: si capisce dalle ombre che cambiano, dal fatto che inizialmente ci sono militari in verde e poi poliziotti in blu, e dal fatto che il punto di ripresa non è sempre lo stesso.

Non vengono fornite né date né luoghi. Volendo essere scrupolosi, non c'è traccia evidente del fatto che i militari ripresi siano effettivamente israeliani; non ho  abbastanza dimestichezza con i veicoli, gli armamenti e le divise mostrate per riconoscerle, forse qualcuno mi può aiutare.

Perché probabilmente NON è una bufala...

Nonostante la situazione descritta sia molto vaga, non c'è motivo di dubitare seriamente della loro autenticità, visto che rappresentano una situazione terribilmente e tristemente plausibile. Le violenze e gli abusi, durante le guerre, ci sono sempre, e da entrambe le parti.

...ma comunque non va diffusa

Se diffondete soltanto le immagini dei palestinesi massacrati, senzaaccompagnarle con quelle altrettanto raccapriccianti degli israeliani dilaniati dagli uomini-bomba palestinesi, non siete obiettivi. In questo conflitto ormai non ci sono più buoni e cattivi, aggrediti e aggressori, chi ha ragione e chi no,  e non ha più senso chiedersi chi ha cominciato per primo. E' una follia da entrambe le parti, e basta. Prendere le difese di una delle due parti sarebbe un insulto ai morti dell'altra.

Io, moralmente, non me la sento di distribuire soltanto una parte della storia. O tutto, o niente.

La pagina Web dedicata a questo appello e ai suoi aggiornamenti è questa: http://www.attivissimo.net/antibufala/orrore_palestina.htm.

Ciao da Paolo.


#2002-091. Kazaa senza spyware, troppo bello per essere vero? (24 aprile 2002)

Ho scritto un articoletto a proposito di Kazaa Lite: come saprete, Kazaa è il nuovo leader nei sistemi di scambio, ma è pieno di spyware. Un hacker ha creato Kazaa Lite, versione "decontaminata" ma non ufficiale. Ci si può fidare?

Retroscena, trucchi e consigli presso Apogeonline: http://www.apogeonline.com/webzine/2002/04/23/01/200204230101


#2002-092. Servizio antibufala: il temibile "virus" JDBGMGR.EXE (24 aprile 2002)

La storiella di sulfnbk.exe si ripete: ora l'allarme (falso) che circola riguarda il file jdbgmgr.exe, che se trovato nel computer sarebbe sicuro sintomo di infezione... In realta' si tratta di un normale file di Windows.

Tutti i dettagli nell'apposita Antibufala, presso http://www.attivissimo.net/antibufala/virus_hoax_jdbgmgr.htm.


#2002-093. Klez picchia duro (24 aprile 2002)

Il virus Klez, nelle sue numerosissime varianti, sta spopolando. Soltanto oggi ne ho ricevuti oltre venti copie. Invito tutti ad aggiornare _subito_ il proprio antivirus, ad abbandonare Outlook (le cui note vulnerabilita' vengono sagacemente sfruttate da Klez, come descritto presso http://www.antivirus.com/vinfo/virusencyclo/default5.asp?VName=WORM_KLEZ.E).

e a _non_ aprire _mai_ gli allegati senza prima controllarli con un antivirus _aggiornato_.

Sono le solite raccomandazioni che faccio da sempre (e non sono il solo a farle), ma si vede che c'e' ancora molta gente che non le ascolta. Non sarebbe ora di processare Microsoft per i danni derivanti dai suoi prodotti difettosi? Ah gia', dimenticavo... la licenza di Microsoft lo esclude. Come mai la Fiat, ad esempio, non può fare altrettanto?

A proposito di virus, non perdete tempo ad avvisare chi vi manda un virus. Alcuni nuovi virus, giusto per essere piu' carogne, ora alterano il nome del mittente, per cui sembrano provenire da un utente diverso da quello che ve l'ha effettivamente mandato. Per cui rischiate di mettere in allerta un utente che in realta' non c'entra niente e non e' neppure infetto.


#2002-094. Odeon TV abbocca alla bufala del Boeing (24 aprile 2002)

C'e' anche un piccolo aggiornamento sulla bufala del Boeing fantasma: mi racconta una lettrice (prairie.rider) che "nella storia del Boeing fantasma ci è cascata anche Odeon TV, che in un talk show trasmesso venerdi' sera" [19/4/2002] "ha presentato dettagliatamente il sito di Asile, e quel che è peggio il conduttore ha coinvolto anche il senatore Speroni in questa "ricerca dell'aereo impossibile". Fino ad allora la trasmissione (di cui non ricordo il nome) è stata interessante, perchè si parlava del Pirelli e Speroni da pilota ha fornito alcune spiegazioni abbastanza chiare sulla possibile dinamica di un guasto all'Aero Commander di Fasulo; poi mi sono caduti in questa bella trappola qua :-)"


#2002-095. Era meglio tacere (24 aprile 2002)

Chi segue questa newsletter da un po' di tempo si ricordera' della sezione "era meglio tacere": una raccolta delle migliori castronerie dette dai massimi esperti d'informatica (non ci trovate nessuna delle mie soltanto perche' non sono un massimo esperto, e anche perche' la compilation la scrivo io ;-) ).

La paginetta Web che le raccoglie e' questa: http://www.attivissimo.net/quotes_and_mistakes/era_meglio_tacere.htm. L'ultima aggiunta e' questa splendida previsione di Robert Metcalfe, fondatore della 3Com, inventore dello standard Ethernet per le reti informatiche locali.

"Internet... ben presto esploderà in modo spettacolare, come una supernova, e nel 1996 collasserà catastroficamente."



#2002-096. ADSL, mammografie e Palestina (3 maggio 2002)

Sta impazzando su Internet un messaggio intitolato "L' ADSL è UNA TRUFFA! Ecco ciò che i GESTORI NON DICONO!!!". A giudicare dal numero di segnalazioni che ho ricevuto, l'ha ricevuto una bella fetta dell'utenza Internet italiana.

Non perdo tempo a rispondere alle accuse mosse da questo messaggio a proposito dei fornitori ADSL, se non per dire che è sostanzialmente un'accozzaglia di fesserie, studiata esclusivamente per provocare.

Si tratta infatti di una sorta di "pallone-sonda" mandato da uno spammer (un pubblicitario-spazzatura di Internet). Lo spammer manda migliaia di messaggi semplicemente per collaudare il proprio sistema in vista di un futuro lancio pubblicitario vero e proprio. Di solito il messaggio di prova ha un testo che tocca un argomento delicato o scottante: in questo modo gli utenti che lo ricevono ne discuteranno ampiamente e lo spammer potrà, attraverso Google, vedere fin dove è riuscito ad arrivare il suo messaggio. Un episodio simile era capitato a febbraio 2002 con la famosa "preghiera di Pasquale" (http://www.attivissimo.net/antibufala/preghiera_pasquale.htm).

Gli indizi di questa natura spammatoria del messaggio sono molti:

Se immettete il nome del comitato in Google Groups (http://groups.google.com/) troverete che il newsgroup it.tlc.telefonia.adsl ne ha fatto una splendida discussione (nel senso che l'ha fatto a fettine come si meritava).

Il mio suggerimento è pertanto di NON diffondere ulteriormente questo messaggio e di NON parlarne più in giro. Cancellatelo e non pensateci più.

Regala una mammografia

Tantissimi lettori sono rimasti incuriositi dalla catena di Sant'Antonio che segnala dei siti come www.thebreastcancersite.com, che offrono mammografie agli indigenti in cambio di qualche cliccata ("qualche" nel senso di quarantamila per mammografia). Non è una bufala in senso stretto, ma è comunque un modo assurdamente inefficiente di fare beneficenza. Se ne volete sapere di più, ho preparato la relativa antibufala qui:

http://www.attivissimo.net/antibufala/mammografia.htm

Boeing al Pentagono, nuove "prove"

Un lettore (inapl5) ha segnalato che nelle foto del Pentagono ci sono due fori sulla parete interna del terzo anello (contando dall'esterno), ma che non ci sono fori corrispondenti nel secondo. Secondo le fonti ufficiali, questi fori sono stati provocati dai motori del Boeing. Ma il lettore fa un'obiezione interessante: come avrebbe fatto un motore (o, se per quello, il missile teorizzato da Asile.org) a trapassare il primo e il terzo anello ma non il secondo?

Semplice: contate i livelli di finestre dei vari anelli. Nell'anello che presenta i fori ci sono quattro ordini di finestre, e sotto il primo ordine c'è un altro piano senza finestre: totale cinque piani. Invece nell'anello che non sembra essere stato bucato si vedono tre ordini di finestre e nessun piano senza. Questo significa che almeno due piani non sono visibili. Quindi quello che si vede fra gli anelli non è il suolo ma il tetto di una struttura alta due piani eretta fra i due anelli. Guarda caso è molto liscio e sgombro, ed è proprio dello stesso colore del tetto degli anelli. Il motore può quindi aver trapassato stando al di sotto di questa struttura alta due piani.

Tutti i dettagli sono qui:

http://www.attivissimo.net/antibufala/pentagono_boeing_fantasma.htm

Orrore dalla Palestina, gli sviluppi

Ci sono casi, come questo, in cui il termine "antibufala" è tragicamente stonato. Questa newsletter vorrebbe essere allegra e disimpegnata, ma ogni tanto mi tocca affrontare temi di tutt'altro genere. Mi scuso anticipatamente per questa dissonanza.

Mi riferisco alla catena di Sant'Antonio che diffonde una sequenza di foto che rappresentano una persona (un palestinese, secondo la didascalia) che viene trattenuta da alcuni poliziotti e militari, fatta sdraiare a terra e spogliata. L'ultima foto lo mostra a terra in una pozza di sangue, apparentemente ucciso dalle persone mostrate nelle foto precedenti. La didascalia dichiara che si tratta di un omicidio a sangue freddo commesso dai soldati israeliani.

Nella prima versione di quest'indagine avevo invitato alla prudenza prima di diffondere queste immagini, e in effetti c'è ragione di essere prudenti.

Un lettore (psegre) mi ha infatti segnalato un sito, Israele.net (http://www.israele.net/risposta.html), che risponde proprio a quest'appello che circola in Rete, mostrando una versione diversa della stessa sequenza. Nella versione mostrata da Israele.net c'è una foto in più, che mostra un robot antibomba che armeggia intorno al cadavere del palestinese. Israele.net spiega che il palestinese è stato effettivamente ucciso dai soldati israeliani, ma perché indossava una cintura di esplosivo il cui detonatore era sull'addome.

Non sapremo mai qual è la verità. Ma in un certo senso, che importanza ha? Comunque sia, un uomo è morto. E altri ne muoiono ogni giorno da entrambe le parti. Mi sono promesso di starmene zitto e non infliggervi le mie opinioni personali, ma non posso fare di chiedermi una cosa. Se l'appello mostrasse una sequenza di foto in cui un terrorista suicida palestinese si fa saltare in aria, a sangue freddo, in un autobus gremito di uomini, donne e bambini israeliani, verrebbe diffuso altrettanto appassionatamente come questo?

L'indagine, per quel che può valore di fronte a queste tragedie, è qui:

http://www.attivissimo.net/antibufala/orrore_palestina.htm

Ciao da Paolo.


#2002-097. Chicche online di Guerre Stellari (4 maggio 2002)

Ho scritto un articoletto per Apogeonline che spiega dove trovare tutte le cose più strane riguardanti l'imminente uscita della nuova puntata della saga di Guerre Stellari. Con l'occasione ne è venuto fuori un commento su come è cambiato il modo di fare e vendere cinema dai tempi eroici del primo film.

L'articolo è qui:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/02/01/200205020101


#2002-098. Microsoft Office, addio: arriva OpenOffice (4 maggio 2002)

Presso Openoffice.org potete scaricare gratuitamente OpenOffice 1.0, suite gratuita che sostituisce Microsoft Office in tutto e per tutto (beh, eccezion fatta per le vulnerabilità). Io ho provato le versioni beta (prototipi), e sono effettivamente molto, molto compatibili con i formati Microsoft.

In altre parole, con OpenOffice potete scrivere documenti e salvarli in formato Word e nessuno si accorgerà che non avete usato Word. Potete anche leggere e modificare i documenti Word che ricevete, senza perderne la formattazione. Idem per Excel. Anzi, gli spreadsheet scritti da Excel italiano, che non sono leggibili da Excel inglese e viceversa, sono perfettamente leggibili e modificabili con OpenOffice. Legge e scrive, mi dicono, anche le presentazioni PowerPoint, ma non ho ancora avuto il piacere di verificarlo personalmente.

OpenOffice è corredato di controllo ortografico italiano, ed è molto più snello e leggero del suo antenato Staroffice 5.2, di cui ha perso fortunatamente l'impostazione da "grande mamma" che ti soffocava nel suo abbraccio. E' sparita, soprattutto, la pestifera barra delle applicazioni supplementare, e le richieste di memoria sono diminuite drasticamente.

OpenOffice è disponibile per Windows e per Linux; per il momento è soltanto in inglese, ma a breve esce la versione in italiano. Si può comunque già aggiungere il controllo ortografico italiano a quella inglese.

Sto scrivendo una delle mie solite squallide guide spicce e sporche all'installazione di StarOffice; appena è pronta la pubblico.

Ora non ci sono proprio più giustificazioni, neppure vaghe, per piratare i prodotti Microsoft.

Ciao da Paolo.


#2002-099. Microsoft, così tanti soldi da far paura (7 maggio 2002)

Nell'ormai lontano 1999 scrissi per Apogeonline un articolo intitolato "Microsoft, la festa è finita?" (http://www.apogeonline.com/webzine/1999/01/28/01/199901280101), in cui prevedevo che "il rendimento in Borsa non sarà quello iperbolico cui siamo stati abituati". Mi sono preso una bella dose di sberleffi per questa dichiarazione, ma a quanto pare ci ho azzeccato. Stando a un articolo di CNN Money (http://money.cnn.com/2002/04/12/pf/agenda_msft/index.htm), fino all'anno fiscale 2000 Microsoft aveva sempre ottenuto percentuali di incremento del fatturato a due cifre. Da due anni a questa parte, invece, si ragiona a cifra singola.

Negli ultimi dieci anni, la media annua di incremento delle vendite è stata il 30,5%; la crescita media annua dei profitti è stata il 37%. Queste due percentuali si attestano ora, secondo le previsioni degli analisti, ben al di sotto del 20%. Questi drastici cali hanno avuto un notevole effetto sul valore delle azioni Microsoft: da gennaio 2000 hanno perso il 49,3%.

Nonostante tutto, però, Microsoft è tutt'altro che spacciata, quindi la mia previsione è comunque zoppa. Anzi, Microsoft ha a disposizione risorse che non posso fare a meno di definire inquietanti, anche se l'aggettivo è un po' inflazionato. Sto parlando di soldi.

Tanti soldi. Una quantità letteralmente inimmaginabile. Alla fine del 2001, stando alle dichiarazioni fiscali, le riserve in contanti e in investimenti a breve termine convertibili in meno di un anno ammontano a 38,2 miliardi di dollari. In euro sono 41,2 miliardi; in vecchie lire sono (tenetevi forte) ottantunomila miliardi di lire. In contanti. Pagabili sull'unghia. E questa cifra aumenta di un altro miliardo di dollari (duemila miliardi di lire) al mese. Solo di interessi e dividendi su questa massa di denaro, Microsoft ha incassato nell'ultimo trimestre del 2001 circa 500 milioni di dollari (mille miliardi di lire).

Come segnala CNN Money, nessun'altra azienda non finanziaria ha così tanti contanti a disposizione. Le riserve in contanti di Ford, ExxonMobil e del gigante dei supermercati Wal-Mart, messe insieme, non arrivano a questa cifra. è una somma sufficiente a comperare l'intera industria dell'aviazione civile. Due volte. O se preferite, tutto l'oro di Fort Knox. Quattro volte.

E la catasta di banconote continua a crescere, grazie al fatto che il margine lordo di Microsoft (differenza fra ricavi e costi di produzione) è quasi sempre oltre il 90 per cento. Windows è preinstallato sul 92% dei PC. Le applicazioni della suite Office rappresentano il 96% di tutto il software per applicazioni d'ufficio.

Quello che mi inquieta è che una tale enormità di denaro è sufficiente a comperare (o strangolare) qualsiasi azienda concorrente. Un caso pratico di come ci si può comportare quando si sta seduti sopra ottantamila miliardi in contanti è l'Xbox. Stando a CNN Money, Microsoft perde soldi su ogni esemplare della sua sofisticata console. Fa niente: Microsoft si può permettere di lavorare in perdita per anni, pur di conquistarsi un posto di rilievo nell'industria dei videogame (che muove quarantamila miliardi di lire l'anno, più di tutti gli incassi dell'industria cinematografica), e soprattutto pur di togliere l'ossigeno a Sony, per la quale la Playstation 1 rappresentava il 30-35% dell'utile annuo.

E' probabilmente sufficiente anche a comperare i governi di vari paesi e indurli a desistere da propositi nefasti come l'introduzione del software open source (traduzione: software non-Microsoft) nella pubblica amministrazione. Microsoft contribuisce massicciamente alle campagne presidenziali USA. Presso The Register (http://www.theregister.co.uk/content/4/25157.html, in inglese) potete leggere che razza di pressioni e di terrorismo psicologico applica Microsoft al governo peruviano, che sta discutendo proprio l'introduzione del software open source per motivi di costo e – cito testualmente – di sicurezza nazionale. Per ora i peruviani rispondono per le rime, ma per quanto resisteranno a un fiume di denaro per finanziare ogni sorta di lobbying?

In confronto a questo livello di potere economico, agitarsi per il conflitto d'interessi dell'attuale governo italiano fa un po' ridere. Pensateci un attimo. Potete anche fare a meno di guardare la televisione, ma riuscireste a togliere Windows dalla vostra vita?

Ciao da Paolo.


#2002-100. Niente sesso, siamo inglesi: il motore di ricerca antiporno della BBC (7 maggio 2002)

Fare pipa durante gli spot è reato. Lo dice uno dei massimi esponenti dei media statunitensi. Un magistrato federale ordina di spiare le abitudini televisive degli utenti. Al senato USA si propone di integrare sistemi anticopia nell'hardware di televisori, riproduttori audio e PC. Microsoft brevetta un sistema operativo antipirateria. Largo alla Santa Inquisizione promossa dalla Confraternita dei Mediatici, e attenzione, perché gli inquisiti siamo noi.

Se il tema vi incuriosisce, leggete l'articoletto che ho scritto per Apogeonline, lo trovate qui:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/07/01/200205070101

Detto questo, torno al tema descritto nel titolo. La BBC ha introdotto pochi giorni fa un motore di ricerca (http://www.bbc.co.uk/search/tryout/about.shtml) che ha lo scopo dichiarato di proteggere i deboli e i plagiabili dalla pornografia, dall'odio razziale e dalle altre idee devianti che albergano in Rete. Punto Informatico ha dedicato un articolo (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=40030) in cui ha messo alla prova i potenti filtri che dovrebbero impedire l'accesso, tramite questo motore, a siti non adatti a tutta la famiglia.

L'idea dei motori di ricerca con censura incorporata lascia da sempre molto perplessi dal punto di vista etico, proprio perché si tratta di una censura che non si sa bene da chi sia decisa e con quali criteri venga applicata.

Ma è soprattutto dal punto di vista tecnico che si sono sempre levate le obiezioni più rumorose (nel senso di pernacchie). La teoria è che qualsiasi filtro avrà per definizione delle falle e che un dodicenne ormonalmente motivato riuscirà comunque a scovare siti porno o neonazisti o fondamentalisti, se ci si mette con un po' d'impegno. Creare un motore di ricerca censurato, insomma, sarebbe una perdita di tempo e una pia illusione.

Come regge il tentativo della BBC? Piuttosto bene, ma non nel senso che vi aspettereste. Infatti è sì scavalcabile con facilità, ma soprattutto è una fonte inesauribile di risate.

ATTENZIONE: il resto di questo articolo contiene per necessità molte parole scurrili. Se non desiderate leggerle e l'uso improprio delle parolacce non vi fa ridere, fermatevi qui. Il testo prosegue in bianco su sfondo bianco: se volete leggerlo, dovete selezionarlo, copiarlo e incollarlo in un editor di testi o in un word processor, oppure, se usate Opera come browser, cliccare sul pulsante Toggle between author mode and user mode, che rimuove i colori dal testo [nella versione originale distribuita come e-mail avevo invece lasciato diverse decine di righe vuote per impedire la lettura involontaria].

Ok, se siete arrivati fin qui ve la siete cercata, quindi non venite a lamentarvi con me se qualcuno si domanda cosa diavolo state leggendo.

Cominciamo con la demolizione del mito di poter censurare Internet. Il motore di ricerca della BBC fallisce clamorosamente con un semplicissimo espediente: usare parolacce in lingue diverse dall'inglese. Basta ad esempio immettere "capezzolo" per trovare l'indirizzo di una poesia erotica sicuramente non adatta a tutti i palati. Immettendo "lesbiche" si arriva a una "Live WebCam Chat" presso www.sessoorale.com, un nome che è tutto un programma.

Altra tattica di elusione del filtro: immettere i nomi delle pornostar. Lascio a voi procurarveli, caso mai non li conosceste. Con questo semplice espediente si trova davvero di tutto, con dovizia di immagini inequivocabili.

Ma la cosa imprevista e divertente è l'effetto prodotto da questo maldestro tentativo di censura (va detto che la BBC avvisa che il filtro è sicuramente imperfetto): una volta tolti di mezzo gli usi scurrili delle parole, restano quelli innocenti. Capita spesso che una parola volgare in una lingua sia perfettamente innocua in un'altra, e questo causa ogni sorta di incomprensioni irresistibili.

Grazie al motore di ricerca della BBC si scoprono così posti dai nomi stupefacenti, come Pompino Beach (http://www.endlessdays.com/pix/pages/img040446.html), in Florida, oppure come il Cazzo's Mexican Restaurant (a Friendswood, in Texas).

E che dire di questa domanda angosciata, ancor più inquietante se si considera che è tratta da un sito di commercialisti:

"What is FICA?" (ua1vm.ua.edu/~hr/payroll/payroll_faq.htm)

Si incontrano anche metodi educativi un po' drastici:

"... Education Secretary Raul Roco issued Department Order 54 revising "Panatang Makabayan" to inculate values of patriotism and citizenship in all Filipinos. ..."

(www.filipinaslibrary.org.ph/filipiniana/)

Anche alcuni devoti, a quanto pare, usano la stessa tecnica:

"... the habits of thankfulness. People who thank God before each meal, for example, inculate gratitude in themselves. In so doing, they open the door to gladness. ...

(www.bigeye.com/jj112201.htm)

Questi sono soltanto alcuni esempi trovati in dieci minuti di prove fatte di fretta. Sono sicuro che saprete fare di meglio.

Dilettanti, ma divertenti, questi inglesi ;-)

Ciao da Paolo.


#2002-101. Microsoft condannata per pirateria software. Incredibile. (8 maggio 2002)

Detesto fare la figura del crociato anti-Microsoft, ma quando la notizia è ghiotta, non so trattenermi....

Solo ora si viene a sapere che Microsoft, sì, proprio Microsoft, è stata condannata per pirateria software da un tribunale francese. Il fatterello è successo a settembre dell'anno scorso, ma guarda caso nessuna testata ne ha parlato. Come mai?

Scriverò un articolo in proposito, ma se volete gustarvi la storia in anteprima in inglese, eccola:

http://newsforge.com/newsforge/02/05/07/2234251.shtml?tid=3

Kazaa si trasforma a maggio

Secondo CNN (http://www.cnn.com/2002/TECH/internet/05/07/kazaa.software.idg/index.html), il software dormiente in Kazaa, denominato Altnet, si risveglierà nel corso del mese corrente. La data precisa non è stata rivelata. Quelli di Kazaa giurano che gli utenti verranno avvisati dell'attivazione e verrà concessa la possibilità di interromperla. Il circuito Altnet diffonderà musica protetta con sistemi anticopia (quanto sono testoni, questi discografici). Chi fornisce il sistema anticopia? Un nome a caso: Microsoft.


#2002-102. Guerre Stellari già online prima che al cinema (12 maggio 2002)

Si sapeva già che Episodio II, la nuova puntata della saga di Guerre Stellari, sarebbe stato disponibile online, come il suo predecessore, pochissimi giorni dopo la prima al cinema.

Quello che non ci si aspettava è che diventasse disponibile prima della prima. Secondo la BBC (http://news.bbc.co.uk/low/english/entertainment/film/newsid_1979000/1979844.stm), che cita il Los Angeles Times, sei giorni prima dell'uscita sul grande schermo Episodio II ha già iniziato a circolare. A quanto pare, una delle copie che circola è stata realizzata durante una proiezione privata del film usando una telecamera digitale montata su treppiede. Non ha molto l'aria di una cosa improvvisata da un nugolo di fan, vero?

Mi raccomando, non chiedetemi da dove si può scaricare questa copia del film. Non lo so e non intendo approfondire; so soltanto che è disponibile tramite IRC (Internet Relay Chat), e che studiando le foto dei fotogrammi del film (http://www.drudgereport.com/flashac.htm, http://www.drudgereport.com/id2426.jpg) si scoprono indizi utili. La dicitura "Telesync FTF" che compare nelle immagini è il nome di un gruppo di utenti che si scambia film tramite IRC (come indicato da http://www.vcdquality.com/index.php).

Non intendo approfondire semplicemente perché non ho intenzione di guastarmi lo spettacolo guardando un film altamente spettacolare (e, si spera, dotato stavolta anche di una trama passabile) in un riquadrino formato francobollo sullo schermo, magari con i rimbombi della sala e le teste degli spettatori che impallano. Vado al cinema perché voglio vederlo bene, su schermo gigante e con un impianto audio come si deve. E quindi pago, nonostante ci sia la copia pirata. Amici cinematografari, chi ha da intendere, intenda.

Un'altra chicca a proposito di Guerre Stellari e poi la smetto: la versione inglese del film è più corta di quella standard di un secondo. La commissione di censura britannica ha infatti chiesto di rimuovere una brevissima scena, ritenuta troppo violenta per consentirne la visione anche ai bambini.

Cosa c'è di così violento? Una testata! In un film in cui si combatte a colpi di spade laser, in una saga in cui la gente viene tagliata in due (Darth Maul) o si trova con la mano mozzata (Luke Skywalker) o un braccio amputato (l'attaccabrighe della scena della cantina di MOS Eisley), la commissione di censura ritiene che sia diseducativo mostrare una testata.

Commento finale per i veri fan: no, mi spiace, la testata non coinvolge Jar Jar Binks. Purtroppo.

Dove procurarsi la nuova serie di Star Trek

Ancora fantascienza: se vi interessa vedere in originale e in anteprima la nuova serie Enterprise di Star Trek, ambientata prima di Kirk, Spock e soci, è disponibile sporadicamente tramite ftp a questo indirizzo:

deepspace9.homelinux.org

username: ospite

password: cesira

Le puntate sono di dimensioni variabili (da 80 a a 440 mega) e di qualità dal passabile all'ottimo.

Se qualcuno sapesse fornirmi la puntata 4x20 di Charmed, chiederò all'operatore del sito di Star Trek di privilegiarlo nello scaricamento delle sue puntate ;-)

Buona visione!

Ciao da Paolo.


#2002-103. Messaggio di servizio: buona creanza per scaricare Star Trek (12 maggio 2002)

A proposito del messaggio precedente in cui parlavo di dove e come scaricare Star Trek, devo fare due precisazioni importanti per il buon funzionamento del sistema:

-- scaricate UN file alla volta a testa. Lasciate spazio anche agli altri. Se c'è più di uno scaricamento proveniente dallo stesso indirizzo IP, ne verrà mantenuto soltanto uno; gli altri verranno interrotti.

-- il server chiude all'una di notte e riprende l'indomani mattina. Non iniziate a scaricare la sera tardi, perché verrete sicuramente interrotti.

-- la password cambia molto spesso; vi avviserò dei cambiamenti tramite questa newsletter.

Magari vi interessa saperlo: il server ftp in questione è un autentico dinosauro (Celeron 266) di quattro anni fa, sul quale gira Linux. E direi che gira piuttosto benino, visto il successo dell'iniziativa. Mi raccomando, non abusatene, altrimenti la festa finisce e si va tutti a casa, me compreso.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-104. Il sito dei servizi segreti italiani è online? (12 maggio 2002)

Devo ringraziare una lettrice del mio forum Rai per questa segnalazione: Clarence.com ha annunciato di aver ricevuto una segnalazione anonima secondo la quale le versioni di prova dei siti dei Servizi segreti, dell'Antitrust, delle FS e altro ancora sono liberamente consultabili in lungo e in largo senza neppure dover immettere un codice d'accesso. In altre parole, sono lì in bella mostra.

Tutta la storia presso http://www.clarence.com/contents/tecnologia/speciali/020510servizi/01.html

Credo che l'originale delle pagine segnalate da Clarence non sia più accessibile (l'avranno blindato, si spera), ma è una bella chicca.

La cosa più divertente è che, come dicevo, scoperte di questo tipo non richiedono né intrusioni né strumenti particolari, ma semplicemente l'uso attento dei motori di ricerca (si comincia cercando "Index of /test" e poi si va avanti da lì....).

Ciao da Paolo.

PS Mi scuso con tutti coloro ai quali non ho ancora risposto via e-mail. Sono presissimo, e come ben sapete faccio queste cose nel poco tempo lasciato libero dal lavoro. Se non vi rispondo, non è perché non mi va, ma perché mi fanno male le mani a furia di scrivere alla tastiera tutto il santo giorno. Se ci fosse un'interfaccia diretta cervello-tastiera, risolverei un sacco di problemi... ;-)

Ri-Ciao da Paolo.


#2002-105. Microsoft condannata per pirateria: l'articolo (14 maggio 2002)

Come avevo segnalato in anteprima in questa newsletter, Microsoft è stata condannata per pirateria software. La notizia è leggermente meno esplosiva di quel che potrebbe sembrare, ma comunque è un precedente notevole. Tutti i dettagli nel mio articoletto per Apogeonline, che trovate qui:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/14/01/200205140101

Antibufala: lattine antigieniche

Dopo un periodo di relativa calma sul fronte bufale, ne è comparsa prorompentemente una nuova: quella che avvisa dei pericoli igienici delle lattine non pulite. L'avviso racconta che un tizio è morto perché ha bevuto da una lattina sulla quale un topo aveva fatto pipì (durante gli spot televisivi o meno, non è precisato, http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/07/01/200205070101).

Il consiglio igienico è senz'altro valido, ma il resto del messaggio è una colossale bufala. Sono in debito con un fulmineo lettore, "ntucci", che promuovo sul campo Aiuto Detective Antibufala perché ha scovato subito la smentita, che trovate in francese qui:

http://www.hoaxbuster.com/hliste/01_09/leptospirose.html

Una bufala analoga è descritta in inglese presso http://urbanlegends.about.com/library/blrats.htm.

In sintesi: la bufala è originata in america e circola dal 1998, ma è stata come al solito riconfezionata con riferimenti locali per renderla più plausibile. Secondo Hoaxbuster, è vero che i topi sono portatori di leptospirosi e possono trasmetterla all'uomo, ma la leptospirosi non è una malattia folgorante come descritto nell'appello: ha un periodo di incubazione che varia da 4 a 19 giorni, ossia più che sufficiente per andare in ospedale e farsi curare con gli antibiotici.

Anche se le ragioni esposte nell'appello sono false, pulire i recipienti dai quali si beve è comunque una normale precauzione igienica altamente consigliabile, specialmente per le lattine.

Fine dell'antibufala!

Ciao da Paolo.


#2002-106. Due conti in tasca a Microsoft: precisazione (16 maggio 2002)

Nel mio articolo pubblicato su Apogeonline presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/14/01/200205140101

ho detto che "Microsoft proseguirà tranquilla nella propria attività, considerato che incrementa le proprie riserve in contanti al ritmo di un miliardo di dollari al mese e può quindi pagare l'ammenda con mezza giornata di lavoro." L'ammenda ammonta a 3 milioni di franchi.

Un lettore ha giustamente obiettato che in realtà ci vuole molto meno di mezza giornata. 3 milioni franchi sono (erano) 412.000 dollari. Se Microsoft mette in banca mediamente un miliardo di dollari al mese, e lavora una media di 25 giorni al mese, significa che mette in banca 40.000.000 di dollari al giorno. Ipotizzando otto ore di giornata lavorativa, incassa insomma 5.000.000 di dollari l'ora, pari a 83.333 dollari al minuto.

Per pagare l'ammenda di 412.000 dollari, insomma, non le serve mezza giornata. Le bastano cinque minuti.

In pratica, la condanna inflitta a Microsoft sembra una cifra considerevole, ma in realtà le costa quanto concedere una pausa caffè a tutti i propri dipendenti. Una sola volta.

E' questo che intendo per impunità di fronte alla legge. Ed è questo che mi impensierisce.

Allora, com'è Episodio II?

Ieri sera (giorno della prima qui in Inghilterra) ho visto Episodio II. Consigli: anche se siete fan esperti della serie, documentatevi. La trama è molto complessa e molti eventi non hanno senso se non avete una chiara idea dei rapporti fra le varie fazioni in lotta. Se non vi preparate un pochino, non capirete perché alcuni di quelli che sembrano nemici sono in realtà amici e viceversa. Comunque sia, fan o meno, questo film merita decisamente di essere visto e non vi lascerà certo la sensazione di imbarazzo e disagio di "Minaccia Fantasma".

Visivamente, il film è una festa per gli occhi. Yoda dimostra di avere ottime ragioni per essere un gran maestro Jedi ;-). E quando lo fa, tutti ridono per una frazione di secondo ma poi si devono ricredere. Finalmente la trama è decente, ricca di sorprese e di piacevoli rimandi agli altri film della serie (soprattutto a certi eventi "futuri"). Lungi dalle zuccherosità per bambini di "Minaccia Fantasma", qui la gente si fa male, soffre e muore.

Hayden "Anakin" Christensen è molto bravo nel rendere il carattere iracondo di colui che un giorno diverrà Darth Vader. Natalie "Amidala" Portman è un po' ingessata nella sua recitazione, ma i maschietti non ci faranno molto caso grazie a tutine molto aderenti; Ewan MacGregor se la cava più che bene, e naturalmente Christopher Lee è un mito. Soprattutto, Jar Jar c'è pochissimo e fa la parte che si merita: quella dell'imbecille, solo che la sua imbecillità è in un certo senso la causa scatenante del crollo della Repubblica.

Gli unici punti piuttosto deboli del film sono le scene romantiche, che sembrano tratte di peso da un altro film: lo stacco è talmente netto che sembra che il proiezionista abbia scambiato le bobine con "Tutti insieme appassionatamente", e i due attori sono vistosamente in imbarazzo nello scambiarsi battute della serie "questa scena la scriveva meglio una scimmia bendata". Ma fa niente; il modo in cui finalmente Anakin rivela la sua pericolosità (stupidamente rimossa da "Minaccia Fantasma", ma ripristinata nella versione DVD) è ottimo e prepara bene il terreno per gli scontri emotivi del prossimo film. Rivediamo molti luoghi cari alla trilogia originale, comprese alcune persone già incontrate in Episodio IV ("Guerre Stellari" originale). E confermo quello che hanno detto molti fan che l'hanno visto in anteprima: dopo gli eventi di Episodio II, il film precedente ha molto più senso.

Anche l'umorismo è contenuto, meno grezzo e bambinesco che in Episodio I e non dà troppo fastidio (e soprattutto ci sono un paio di battute che – se non vengono rovinate dalla traduzione italiana – vi faranno ridere e venire i brividi se conoscete il seguito della vicenda). Le battaglie sono un vero tour de force tecnico e vi terranno inchiodati alle poltrone: il tema del film è azione, azione, azione. A volte succedono così tante cose nella stessa inquadratura che non si sa dove guardare e gira la testa.

Ma soprattutto credo che vi colpiranno la ricchezza incredibile dei colori e delle sfumature, la maestosità delle ambientazioni, la fantasia sfrenata dei costumi e dei veicoli. Finalmente gli effetti speciali, a parte qualche sbavatura qua e là (la Portman diventa molto rigida quando cavalca una certa creatura -- no, non è Anakin) si integrano con naturalezza nella scena come elementi qualsiasi. Se solo si potesse fare lo stesso per migliorare certe recitazioni degli attori in carne e ossa, ne saremmo tutti grati....

Andate a vederlo al cinema, ma in un cinema decente e con un audio come si deve. Lasciate perdere le copie pirata. Questo è un film da vedere sul grande schermo e con l'amplificatore a manetta. Diamine, non è Shakespeare: è un film di azione.

Per gli amanti delle chicche, ne posso confermare alcune segnalate da vari siti: nella scena del bar, date un'occhiata alla ragazza rotondetta che ammicca a Obi-Wan intanto che è seduta accanto a un uomo di colore. E' una delle figlie di George Lucas, e l'uomo è Ahmed "Jar Jar" Best. Nella stessa sequenza c'è anche un uomo magrolino, di carnagione molto chiara, con i capelli biondi corti e dritti, vestito con un'uniforme blu: è Anthony Daniels, l'attore che sta dentro C3PO (il robot umanoide). Nella scena al tramonto su Tatooine, fate caso all'ombra di Anakin sul muro della casa. Infine, in una scena nel Senato, guardate in alto: in uno dei balconcini c'è un uomo in vestiti molto normali, con i capelli grigi, senza alcun effetto speciale o trucco alieno. Non è ancora confermato, ma pare proprio sia George Lucas.

Buon divertimento!

Ciao da Paolo.


#2002-107. Usi Hotmail e Passport? Verrai bombardato di spam. Guerre Stellari. E altre cose (18 maggio 2002)

Usi Hotmail? Verrai bombardato di spam (17 maggio 2002)

Microsoft ha tanto a cuore la vostra privacy. Se usate Hotmail, verificate le vostre preferenze di privacy (nel senso di "non voglio essere subissato di pubblicità"): secondo un articolo citato da Slashdot e reperibile in inglese presso http://www.eastsidejournal.com/sited/story/html/92308, Microsoft ha infatti modificato arbitrariamente, e senza avvisare gli utenti, le loro impostazioni, per cui risulta che gli utenti Hotmail hanno dato a Microsoft il permesso di condividere con i "partner Microsoft" (non chiedetemi chi sono) il loro indirizzo di e-mail, la data di nascita, la professione e altri dati personali.

Questo, secondo l'articolo, avviene anche per chi ha impostato il proprio accesso Hotmail in modo da non dare questo permesso. Secondo un altro articolo, che trovate in inglese presso http://www.theregister.co.uk/content/6/25314.html, le preferenze degli attuali utenti del suo sistema Passport sono stati reimpostate a forza e ora chiunque usi Passport condivide il proprio indirizzo di posta e altri dati personali con i soliti non meglio precisati "partner Microsoft", che assai probabilmente includono parecchie agenzie pubblicitarie (spammer, insomma). In pratica, nella pagina di registrazione delle proprie preferenze sono comparse tre nuove caselle, due delle quali sono preattivate: "Share my email address" e "Share my other registration information" (nella versione inglese). I nuovi utenti, invece, le trovano disattivate.

Ogni commento è decisamente superfluo.

Ennesima serie di vulnerabilità di Internet Explorer: pronta la mega-pezza

I dettagli sono (in inglese) presso http://www.theregister.co.uk/content/6/25307.html, ma la sostanza è questa: Microsoft ha rilasciato un'ennesimo aggiornamento di sicurezza per Internet Explorer che tura (o dovrebbe turare) ben sei falle di sicurezza del browser (versioni 5.01, 5.5 e 6.0) più tutte quelle precedentemente scoperte. Microsoft stessa dice che si tratta di un aggiornamento "critico", quindi non va preso sottogamba.

Le falle da turare consentono piacevolezze come eseguire programmi sul computer della vittima quando visita una certa pagina Web o riceve un e-mail, leggere i file presenti nel vostro computer, permettere a un sito di leggere i cookie depositati da un altro, e far credere a IE che una pagina Web su Internet è in realtà nella vostra rete locale e quindi è da considerare fidata, con tutti i rischi del caso. Un'altra falla, infine, permette di far sembrare innocuo un allegato che invece contiene un programma eseguibile (un virus, ad esempio).

L'annuncio ufficiale di Microsoft è presso http://www.microsoft.com/technet/treeview/default.asp?url=/technet/security/bulletin/MS02-023.asp.

Il problema è che comunque, stando a un altro articolo di The Register (http://www.theregister.co.uk/content/55/25326.html) che contiene molti dettagli tecnici, di falle gravi conosciute in Internet Explorer ne restano altre dodici.

Se volete verificarle, GreyMagic ha preparato dei test innocui, che trovate presso http://sec.greymagic.com/adv/gm001-ax/. L'elenco delle falle non turate è invece presso http://jscript.dk/unpatched/.

Ancora convinti che sia una buona idea usare Internet Explorer? Non è il caso di passare a qualcosa di alternativo, ad esempio Opera?

I set italiani di Guerre Stellari

Già si sapeva che la Reggia di Caserta era stata scelta per ambientare il palazzo reale di Naboo, ma grazie a una lettrice (prairie.rider) posso dirvi che anche molte delle scene romantiche di Episodio II sono state girate in Italia. Per la precisione, a Villa Balbianello. Se visitate il sito http://www.larioonline.it/territorio/centrolago/italiano/villabalbianello.html, troverete una foto dell'attracco per la barca di Amidala e presso http://www.verbing.com/Pix/Italia/Como/villaB.html vedrete uno scorcio della balconata dove si svolgono molte delle situazioni fra Anakin e Amidala.

Ho l'impressione che ci sarà un boom di matrimoni su quella balconata ;-)

Scanner per impronte digitali, la grande truffa alla gelatina

C'è un ottimo articolo dell'esperto di sicurezza Bruce Schneier presso http://www.counterpane.com/crypto-gram-0205.html che spiega come con un po' di gelatina alimentare e un po' di ingegno si possono imbrogliare gli scanner delle impronte digitali che vanno così di moda nelle banche e persino su certi computer portatili come chiave di sblocco.

La facilità dell'operazione dimostra ancora una volta che non è ancora stata capita la lezione di base: affidarsi esclusivamente alla tecnologia non risolve i problemi e rischia di invadere soltanto la privacy dei cittadini onesti, lasciando indisturbati i criminali.

Le pagine Web di Repubblica.it ti ascoltano in casa?

Le nuove animazioni che abbelliscono (si fa per dire) le pagine Web di molti siti sono realizzate nel formato Flash. Un articolo di Punto Informatico (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=40122) spiega che queste animazioni hanno un'opzione che (se attivata) accende il vostro microfono e la vostra webcam e trasmette a chissà chi i suoni e le immagini della vostra casa o del vostro ufficio. Vergognoso e inquietante.

Antibufala: MLM American System, soldi facili con la catena di sant'Antonio, ne parla anche Punto Informatico

Presso http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=40192 c'è un articolo sulla catena di sant'Antonio che promette di farvi tutti milionari. La cosa interessante è che un lettore dichiara di aver trovato nome, cognome e indirizzo del fondatore della catena, che è l'unico che ha discrete possibilità di arricchirsi davvero. La segnalazione è qui: http://www.punto-informatico.it/pol.asp?fid=40192&mid=189478.

Torna online il server di Star Trek

Chi volesse scaricare la nuova serie Enterprise può visitare questo sito con ftp:

indirizzo: deepspace9.homelinux.org

username: visitor

password: d4riogand

Attivo 24/7 (se non va in crash -- ma è una macchina Linux, vediamo se regge).

Ciao da Paolo.


#2002-108. Ecco perché Internet è considerata più affidabile dei giornali (19 maggio 2002)

Recentemente alcuni sondaggi hanno indicato che molti utenti della Rete considerano più attendibili le informazioni che trovano in Rete di quelle che trovano nei media tradizionali. Un apparente controsenso, dato che in teoria chiunque può scrivere su Internet, mentre per scrivere sui giornali o leggere notizie in televisione occorre avere una certa competenza e rispettare un codice di comportamento.

Quindi il livello delle informazioni sui media tradizionali dovrebbe essere molto superiore a quello reperibile mediamente su Internet. Invece non è così. L'ultima mirabile prova dello sfacciato disprezzo per i fatti di tanti di coloro che si fregiano del titolo (e dei privilegi) di giornalista ci è offerta da Tullio Kezich, che credevo fosse un critico cinematografico di specchiata fama. Si vede che ricordo male, o forse è uno straordinario caso di omonimia, dato che un individuo di questo nome incappa in una serie di svarioni in confronto ai quali il mitico Panerai di Panorama next (se non sapete chi è, leggetevi gli archivi di questa newsletter oppure Clarence.com) è un sagace esperto.

Il luogo del delitto è il Corriere della Sera di sabato 18 maggio 2002. Qui, a pagina 38, il nostro Kezich recensisce "Episodio II - L'attacco dei cloni". E succede il finimondo. Stando al mitico Kezich, il futuro "genio del male" dall'elmo nero e il respiro affannoso si chiama _Dark_Vater_.

Sì, avete letto bene. V-A-T-E-R. Come in "oscura tazza del gabinetto", che è probabilmente il posto in cui Kezich si è ritirato a comporre questa allucinante recensione.

Caro signor Kezich, lei che si fa pagare per scrivere sul Corriere, abbia la cortesia di documentarsi prima di dire fregnacce come questa. Il personaggio in questione si chiama (e lo sanno anche i muri) Darth Vader, o se preferisce la versione del doppiaggio italiano della trilogia originale, "Dart Fener". Di certo non si chiama Vater. Visto che i lettori _pagano_ per leggere quello che lei scrive, sarebbe perlomeno cortese dare loro un servizio decente. Macché.

Lasciamo stare che la principessa Amidala diventa "Amidale", lasciamo stare il fatto che Kezich rivela moltissime delle sorprese della trama, cosa scorrettissima. A complemento di questa recensione, il Corriere pubblica un "dizionario per non smarrirsi nella Galassia" che non è firmato da Kezich ma contiene lo stesso una serie infinita di stupidaggini e che invece di aiutare il lettore a non smarrirsi lo fa perdere del tutto.

Se non conoscete la saga di Guerre Stellari probabilmente non capirete la gravità degli errori commessi, ma in tal caso credetemi sulla parola: è come se Kezich (o chi per lui) avesse detto che l'eroina dei Promessi Sposi si chiama Lucio, il cattivo è soprannominato l'Inusitato e l'Azzeccagarbugli è un crudele gioco al quale Renzo partecipa per salvare la spasimata.

Ed ecco gli errori, nello splendore del Dolby Surround:

"Boba Fett: laconico cacciatore di taglie, non toglie mai l'elmo" - In Episodio II, Boba è ancora bambino (sarà grande negli episodi successivi) e l'elmo proprio non se lo mette mai in Episodio I.

"Killer-stick: pericolosi discendenti delle nostre sigarette" - Si chiamano "death-sticks". Almeno nella versione originale, non so come sia stato doppiato questo termine.

Il migliore di tutti è questo:

"Qui-Gon Jinn: la prova di forza di tutti i cavalieri Jedi" - Qui-Gon Jinn non è una "prova di forza", è un _personaggio_, accidenti! Per la precisione, è uno dei personaggi principali di Episodio I.

E poi ci si chiede come mai la gente si fida più di Internet che dei giornali.

Ciao da Paolo.


#2002-109. Problemi con Tin.it (23 maggio 2002)

Messaggio di servizio: qualcun altro, oltre a me, non riesce più ad accedere alla propria casella di posta su tin.it da circa ieri pomeriggio (22/5)?

Il sito Tin.it dice che oggi "potrebbero verificarsi alcuni problemi" sulla posta, ma un'interruzione di servizio così prolungata sarebbe davvero vergognosa. O magari sono io che ho il PC in palla ;-).

Se siete utenti tin.it, fatemi sapere comunque qualcosa, sia che vi funzioni, sia che non vi funzioni. I problemi sembrano essere iniziati da quando Tin.it ha diramato la circolare sul nuovo numero unico di accesso (702-000-10xx), ma potrebbe essere una coincidenza.

Se volete scrivermi, potete comunque usare il solito topone@pobox.com.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-110. Problemi con Tin.it, aggiornamento (23 maggio 2002)

Grazie a tutti per le conferme: in effetti c'è stato un problema con i server di posta di Tin.it che ora sembra essersi risolto. Come a molti di voi, anche a me per circa 24 ore non è arrivata posta, e adesso è arrivato un diluvio di messaggi arretrati.

Tin.it ora segnala questo messaggio a chi tenta di accedere alla propria posta tramite Web:

http://phx1a.cp.virgilio.it/static/webmail_IT/phoenixloginerror.html

"Gentile Cliente, a causa di manutenzione straordinaria per interventi migliorativi sul sistema di posta elettronica, il servizio di webmail oggi non è disponibile. Ti invitiamo ad accedere alla tua casella di posta utilizzando un qualsiasi programma di posta elettronica. Ci scusiamo per i temporanei disagi!"

Sembra che ora tutto funzioni, ma se avete ancora problemi con Tin.it provate a controllare le impostazioni del vostro programma di posta: al posto di mail.tin.it, come server per lo scaricamento della posta provate a impostare in.virgilio.it (non garantisco, ma a me ha risolto il problema).

Un lettore pone un dubbio molto interessante sulla nuova offerta di accesso di Tin.it basata su un "numero unico nazionale". Praticamente, tutti gli utenti Tin.it (me compreso) hanno ricevuto nei giorni scorsi l'invito a cambiare il numero telefonico di accesso, sostituendo quello locale (col prefisso della propria località) con un numero unico valido per tutto il territorio nazionale (702 000 10xx). Chi si collega tramite GSM è invitato invece a usare il numero 066 99 23940.

Il dubbio è che ci sia un "favoritismo" di Tin.it nei confronti di Telecom Italia: il numero nuovo è infatti accessibile _soltanto_ usando Telecom Italia. Pertanto chi usa altri operatori telefonici a tariffe urbane più convenienti non ha alcun beneficio economico nell'usare il nuovo numero nazionale.

Ad esempio, io sono in questo momento a Pavia, e il mio operatore alternativo (Tele2) mi offrirebbe uno sconto sulle chiamate urbane che faccio per collegarmi a Internet (specificamente con Tin.it). Se uso il vecchio numero di accesso di Tin.it (0382-vattelapesca), posso usare le tariffe scontate di Tele2. Se uso il numero unico nazionale no. In pratica, c'è il rischio che usare il nuovo numero costi di più che usare quello vecchio.

Tuttavia mi risulta che i vecchi numeri di accesso siano ancora funzionanti e che non vi sia l'intenzione di abolirli. Di conseguenza, se usate un operatore telefonico alternativo a Telecom, vi conviene continuare a usare i vecchi numeri di accesso, prendendo nota di quello nuovo caso mai ci fossero problemi. Contattate il vostro operatore telefonico e verificare le tariffe delle varie opzioni di accesso.

Se qualcuno ha maggiori informazioni sulla vicenda, mi faccia un fischio! Adesso devo andare ad arginare la pioggia di posta arretrata.

Grazie e ciao da Paolo.


#2002-111. Celine Dion e il pennarello magico. Convention di Star Trek. Virus Kazaa. E altro. (24 maggio 2002)

Celine Dion e il pennarello magico

Ho scritto per Apogeonline un articolo che spiega come si scavalca la protezione dei CD anticopia, tipo quello di Celine Dion, usando un semplice pennarello. Quanti miliardi hanno speso i discografici per questi sistemi totalmente inutili?

L'articolo, se vi interessa, è qui: http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/22/01/200205220102

Tutti a vedere Leonard "Mr Spock" Nimoy"!

Questo fine settimana vado a Bellaria alla Sticcon, la convention annuale dei fan di Star Trek (tutti i dettagli sono presso www.stic.it). E' un'occasione particolarmente ghiotta quest'anno perché fra gli altri attori delle serie Trek che saranno presenti spicca il nome di Leonard Nimoy, l'indimenticabile vulcaniano della Serie Classica.

Potrebbe anche essere l'occasione per conoscerci di persona io e voi: io sono facilmente riconoscibile, dato che somiglio a Hom (l'assistente muto e longilineo di Lwaxana Troi) e indosserò una T-shirt nera con l'Enterprise-A davanti e la dicitura "Star Trek Adventure" (originale dalla Florida) oppure una felpa nera con il logo di Star Trek e una spilla con il simbolo della Federazione dei Pianeti Uniti. Mia moglie porterà un orecchino bajorano. Se preferite il riconoscimento facciale, trovate mie inquietanti immagini presso il mio sito: http://www.attivissimo.net/me/me.htm#Pix oppure presso Apogeonline (http://www.apogeonline.com/apogeo/Biografia.po?Aut=Paolo%20Attivissimo).

Kasini Kon Kazaa

Si sta diffondendo tramite Kazaa un virus, di nome Benjamin, che si spaccia per un file audio o video. I dettagli saranno in un mio prossimo articolo per Apogeonline, ma la sostanza è questa: anche i file che scaricate dai sistemi di scambio come Kazaa, WinMX, Gnutella, Audiogalaxy e compagnia bella vanno esaminati con un antivirus, e l'antivirus deve essere aggiornato.

Nel frattempo è stata anche attivata Altnet, la sotto-rete di Kazaa che era stata installata nei PC degli utenti senza avvisarli. Per ora si limita a offrire brani legalmente scaricabili a pagamento, protetti con le tecniche anticopia Microsoft.

Microsoft: "il nostro software è così bacato che dobbiamo tenerlo segreto"

Secondo un articolo pubblicato da eWeek (http://www.eweek.com/article/0,3658,s%253D701%2526a%253D26875,00.asp), un funzionario di alto livello di Microsoft ha testimoniato di fronte a un tribunale federale USA che "condividere informazioni con la concorrenza potrebbe mettere in pericolo la sicurezza nazionale e persino minacciare lo sforzo bellico americano in Afghanistan". Ha aggiunto inoltre che alcune parti del codice Microsoft sono così difettose che "non possono essere rivelate senza pericolo". Pertanto Microsoft ha chiesto al tribunale di prevedere una clausola che le consenta di invocare "motivi di sicurezza nazionale" quando Microsoft non ritiene opportuno divulgare il funzionamento del suo software. Complimenti, ora sì che ci sentiamo più tranquilli.

Rettifica a proposito di Hotmail e la privacy

Nei giorni scorsi ho riferito che gli utenti Hotmail potrebbero trovarsi esposti a un bombardamento di spam (e-mail pubblicitarie) perché Microsoft ha modificato arbitrariamente le impostazioni dei loro accessi a Hotmail. Secondo PCWorld le cose non stanno esattamente così: Microsoft ha deciso di rendere chiaramente visibili delle opzioni di privacy che prima erano seminascoste e così molti utenti si sono accorti che avevano distrattamente impostato la loro casella Hotmail in modo da divulgare i propri dati personali. Colpa dunque degli utenti distratti, magari aiutati da contratti poco leggibili, ma comunque mi trovo a chiedere scusa a Microsoft per essere incappato nella sindrome dell'"al lupo, al lupo".

I dettagli sono qui (in inglese): http://www.idg.net/ic_863486_1794_9-10000.html

Antibufala: The Hunger Site

Dopo la mia indagine poco incoraggiante su Thebreastcancersite.com, il sito che promette mammografie in cambio di cliccate, molti lettori mi hanno scritto chiedendomi un'indagine analoga su un altro sito analogo, che ha gli stessi proprietari di quello delle mammografie. Sto parlando di Thehungersite.com, che promette di donare cibo contro la fame nel mondo in cambio di cliccate.

Il sito thehungersite.com esiste da anni e parrebbe essere molto più efficiente del suo giovane parente mammografico. Esaminando i resoconti di maggio 2002, ad esempio, disponibili presso il lunghissimo link (va digitato tutto su una riga):

http://www.thehungersite.com/cgi-bin/WebObjects/CTDSites.woa/112/wo/LV0000lx700Y2400c8/1.0.41.1.3.0.1.0.29.0.CustomContentLinkDisplayComponent.0.0

risulta che per ogni cliccata viene donata più di una tazza di cibo. Una cliccata, insomma, ha un risultato tangibile.

Va detto che io non sono in alcun modo collegato all'organizzazione e non ho modo di verificare se i fondi raccolti vanno effettivamente a nutrire gli affamati del mondo, ma penso possa valere il principio della presunzione di innocenza, visto che fra l'altro Thehungersite.com è uno dei siti più famosi della Rete e ha vinto numerosi riconoscimenti.

L'unico dubbio, volendo essere scrupolosi e anche un po' cinici, è che bisognerebbe fare due conti e vedere quanto costerebbe donare direttamente quella tazza di cibo mandando soldi all'Unicef o simile. In ogni caso, una donazione piccola è sempre meglio di niente.

Antibufala: la truffa dei soldi facili dalla Nigeria

E' stato ottenuto un piccolo successo nei confronti di una famosissima truffa online, quella basata su e-mail provenienti da sedicenti ex funzionari governativi di paesi africani che vi promettono miliardi se li aiutate a sbloccare certi fondi di origine non proprio cristallina.

Non è facile arrestare chi sta dietro a questa truffa, anche perché in certi paesi le autorità e le forze di polizia chiudono un occhio e anche due, incoraggiati da abbondanti mazzette, ma ogni tanto succede. The Register infatti ha annunciato l'arresto da parte della polizia sudafricana di sei cittadini dell'Africa Occidentale, accusati di far parte di una banda specializzata in questa truffa.

L'articolo originale è qui: http://www.theregister.co.uk/content/6/25394.html

Questo fermerà il diluvio di improbabili inviti a diventare milionari/miliardari? Certo che no. Però è una conferma del fatto che si tratta di una proposta illegale. Una conferma peraltro necessaria, dato che sono in molti ad abboccare, anche se sembra incredibile.

Webcam

Se vi state chiedendo perché la mia Webcam inquadra ossessivamente da giorni una poltrona vuota e un televisore spento (nonché una pecora e un maiale di peluche in atteggiamento equivoco), è semplicemente perché sono in vacanza in Italia con la famiglia e ho lasciato la Webcam puntata sulla poltrona in cui va a dormire il nostro gatto Biru. Ogni tanto riusciamo a coglierlo mentre fa uno dei suoi lunghi pisoli e questo ci aiuta a sentirne meno la mancanza (non può viaggiare con noi a causa della quarantena).

Biru alla webcam

Certo che è incredibile quello che possiamo fare oggigiorno. Io sono qui in Italia, e posso guardare in casa mia a milleseicento chilometri di distanza. Fantascienza.

Ciao da Paolo.


#2002-112. Ultime su Kazaa / Falla in Opera / Antibufala: il discorso del sindaco. E altro (28 maggio 2002)

Ultime su Kazaa

Se vi interessa capire cosa sta succedendo in mezzo al putiferio di virus, cause legali e attivazioni a sorpresa che ha colpito Kazaa, ho scritto per Apogeonline un articolo che riassume l'intera faccenda. Lo trovate presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/05/28/01/200205280101.

Tele2 e l'accesso a Internet: rettifica

In un mio recente articolo ho scritto erroneamente che è tuttora possibile accedere ai numeri Internet di Tin.it tramite Tele2. In realtà adesso non è più così, solo che stupidamente non ho verificato appena prima di scrivere come faccio di solito e mi sono fidato delle mie prove di qualche mese fa. Scusatemi per l'errore: ringrazio tutti i lettori che me l'hanno segnalato.

Ovviamente a questo punto il dubbio sulla possibile concorrenza sleale di Telecom non ha più senso, a meno che esistano altri operatori che consentono di accedere ai numeri Internet “normali” (quelli con il prefisso urbano) di Tin.it e non consentono invece di accedere al nuovo numero unico nazionale di Tin.it.

Antibufala: il discorso del sindaco

Molti lettori mi hanno segnalato un e-mail che non è una vera e propria catena di Sant'Antonio ma sta circolando furiosamente in Internet: si tratta della registrazione (in formato MP3) o della trascrizione di uno sconclusionatissimo ed esilarante discorso che sarebbe stato tenuto dal sindaco di Contursi Terme (o di Palomonte, a seconda delle versioni) al matrimonio del nipote.

Il discorso è divertente, ma non è autentico, per cui rideteci sopra ma non usatelo per trarre le conclusioni politiche che circolano di solito insieme al messaggio. Soprattutto, i sindaci citati sono estranei alla vicenda e anzi non hanno molto gradito questo danno alla loro reputazione.


La mia indagine antibufala è pubblicata presso http://www.attivissimo.net/antibufala/discorso_sindaco.htm e tutti i dettagli della bufala sono presso il sito del programma Rai Golem, all'indirizzo http://www.radio.rai.it/radio1/golem/golem2001-2002/archivio/popup/2002_04_23_speciale.htm.

Browser vulnerabili, stavolta tocca a Opera

Di solito le vulnerabilità sono appannaggio di Internet Explorer, ma questo non vuol dire che gli altri browser ne siano immuni (semplicemente ne hanno di meno). Questa volta tocca a Opera, il browser che raccomando da tempo immemorabile come sostituto più sicuro di Internet Explorer. Quelli della GreyMagic Software hanno infatti trovato una falla nelle versioni 6.01 e 6.02 di Opera per Windows che consente a un sito Web ostile di leggere qualsiasi file dal computer della vittima.


Una vulnerabilità non da poco, non vi pare? In un articolo di The Register (http://www.theregister.co.uk/content/55/25459.html) trovate anche il codice HTML da usare per dimostrare questa falla. Sul sito di GreyMagic trovate una dimostrazione già pronta, all'indirizzo http://sec.greymagic.com/adv/gm001-op. La vulnerabilità è stata già risolta nella nuova versione di Opera, la 6.03, e non è presente nella versione 6.0. Se siete utenti di Opera per Windows, consiglio vivissimamente di scaricarla e installarla subito.




#2002-113. Antibufala: la tassa UE sui peti / X-Box craccata / Audiogalaxy in tribunale / Mondiali online / e altro ancora (4 giugno 2002)

Antibufala, anzi antimucca: la tassa UE sui peti bovini

Sembra la classica storiella da primo d'aprile, invece è vera. E' possibile che l'Unione Europea si trovi costretta, tra breve, a imporre un sistema di quote, simile a quello delle quote latte (con relative penali), sui rutti e peti dei bovini.

In paesi come l'Irlanda, le emissioni delle mucche costituiscono il 35% delle emissioni inquinanti gassose del paese, che contribuiscono all'effetto serra. L'attuale tetto di generazione di gas a effetto serra dell'Irlanda è stato fissato a 64,5 milioni di tonnellate, ma con l'aiuto di oltre otto milioni di mucche ruminanti questa ragguardevole cifra viene superata regolarmente. L'unica alternativa è contenere le flatulenze bovine. Vi starete certamente domandando come, ma prima che la vostra fervida fantasia galoppi là dove non è meglio andare, vi dico subito che le tecniche proposte consistono semplicemente in cambi di dieta e in stalle al coperto con sistemi di raccolta del biogas.

Se tutto questo vi inquieta e volete saperne di più, la notizia è riportata dalla BBC qui:

http://news.bbc.co.uk/hi/english/uk/northern_ireland/newsid_662000/662397.stm

X-Box craccata

Microsoft ha fatto di tutto per impedire che si potesse trasformare la sua console per videogiochi in un vero computer (quale è in realtà), ma non c'è riuscita. Con 299 euro ci si può portare a casa un vero e proprio PC che legge anche i DVD video. Interessante, vero? Ma attenzione all'inghippo. Tutti i dettagli della faccenda sono nel mio articolo per Apogeonline, che trovate presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/04/01/200206040101.

Audiogalaxy in tribunale

La RIAA, l'associazione dei discografici americani, ha spostato i propri cannoni legali contro un altro sistema di scambio file: Audiogalaxy è finita in tribunale il 24 maggio 2002 presso la corte federale di New York, accusata di non aver fatto abbastanza per impedire che i propri utenti si scambino musica protetta da copyright. La RIAA ha in corso cause anche contro Napster (che nel frattempo ha dichiarato bancarotta), StreamCast Networks e il suo Morpheus, Kazaa BV, Grokster, MP3Board e Madster (che un tempo si chiamava Aimster).

I dettagli della notizia (in inglese) sono qui: http://news.com.com/2100-1023-922729.html. La morale è sempre la solita: i sistemi di scambio file basati su un sito centrale verranno sempre e comunque trascinati prima o poi in tribunale. E' quindi inutile perdere tempo e intasarsi la macchina di spyware usando Kazaa e compagnia bella. Ci vuole un sistema totalmente decentrato (Gnutella o Freenet, ad esempio, oppure le piramidi ftp di cui prometto che parlerò prossimamente), altrimenti il gioco a rimpiattino continuerà a lungo.

A meno che, ovviamente, i discografici non si arrendano all'inevitabile e facciano finalmente un sito dal quale è legalmente possibile scaricare musica. Pagando, s'intende.

Mondiali online

Molti lettori mi hanno scritto chiedendomi dove si possono seguire le partite dei mondiali di calcio via Internet. Premesso che in materia di calcio sono totalmente ignorante causa totale disinteresse, la risposta breve è questa: non lo so. E' probabile che vi siano dei siti che offrono questo genere di servizio, ma difficilmente saranno gratuiti, e se lo sono saranno immediatamente paralizzati da un'orda di utenti, perché fare video streaming (trasmettere video in tempo reale via Internet) è un'impresa che consuma molte risorse e quindi non si può fornire gratis a più di una manciata di persone.

Tutto quello che so è che ci sono alcuni siti, come Uefa.com, che offrono radiocronache in streaming audio e una sintesi in video in differita (almeno così dicono quelli di The Register, http://www.theregister.co.uk/content/archive/21552.html). Un altro sito, Fifaworldcup.yahoo.com (http://fifaworldcup.yahoo.com/en/020429/2/f42.html), offre una sintesi video (circa quattro minuti a partita), ma a pagamento. Il servizio è disponibile soltanto per chi usa Windows Media Player. Gli utenti Mac, Unix e Linux ringraziano per la considerazione dimostrata.

Se cercate qualcosa di gratuito, presso http://www.worldcup-02.com/ pare ci siano le sintesi video delle partite dell'Inghilterra; quelle della Francia sono presso

http://www.coupe-dumonde.com.

Questo è tutto, e non chiedetemi altro: sto approfittando della calma piatta delle partite per fare cose che trovo molto più interessanti, tipo scrivere gli aggiornamenti a Da Windows a Linux.

Windows XP verrà modificato: Internet Explorer diventa “rimovibile”

Microsoft rilascerà quest'estate un service pack (un aggiornamento) di Windows XP. In sé la cosa non è una grande novità, dato che la stessa cosa è stata fatta per tutte le incarnazioni precedenti di Windows: ma questo service pack offre delle sorprese non indifferenti. Per adeguarsi all'accordo proposto per risolvere l'interminabile causa antitrust che la vede incriminata negli USA, Microsoft userà questo service pack per cambiare il funzionamento di XP.

Dopo anni di testimonianze in tribunale secondo le quali era impossibile scindere Internet Explorer dal sistema operativo, adesso Microsoft ha fatto dietrofront. Il service pack, scaricabile gratuitamente (40 megabyte), consente infatti di nascondere o rimuovere parti significative di XP: Internet Explorer, Outlook Express, Messenger, Windows Media Player e la Java Virtual Machine. Secondo le indagini di The Register (http://www.theregister.co.uk/content/4/25423.html), si tratterà di un meccanismo piuttosto complicato, ma la sostanza è che sarà possibile nascondere molti dei componenti più pericolosi e controversi di Windows e sostituirli con altri più sicuri, prodotti da altre società di software.

Fra le altre cose, il service pack includerà il supporto per USB 2.0. Un'altra particolarità sarà una forma di protezione antipirateria. Il service pack non funzionerà sulle copie pirata di XP sbloccate con le tante chiavi di attivazione ufficiali che circolano su Internet. Questo renderà molto più difficile, per i pirati, procurarsi i successivi aggiornamenti di Windows (in pratica, Windows Update risulterà disabilitato). Utente avvisato, mezzo salvato.

Intrusione della BBC nei videoregistratori digitali

Mi hanno sempre affascinato i videoregistratori digitali, quelli che al posto della videocassetta usano un disco rigido: fermo immagine perfetto, registra intanto che legge un'altra registrazione, avanti veloce fulmineo, niente da riavvolgere né testine da pulire, decine di ore di autonomia... Una pacchia. Uno dei più promettenti di questi apparecchi, il TiVo, ha però rivelato in Inghilterra il suo lato oscuro.

Questi videoregistratori (denominati Personal Video Recorder o PVR) sono particolarmente intelligenti: si collegano alla linea telefonica e scaricano periodicamente via modem la guida dei programmi, per cui è sufficiente dire loro “registrami tutte le puntate di Star Trek” e il PVR provvede a cercarle nella guida e le registra su qualunque canale vengano trasmesse.

Immaginatevi la sorpresa degli utenti inglesi del TiVo, che alcuni giorni fa (24 maggio 2002), come racconta The Register (http://www.theregister.co.uk/content/54/25436.html), si sono trovati sui propri PVR un programma della BBC (una sitcom di nome Dossa and Joe) che non avevano chiesto. Quando hanno tentato di cancellarlo, si sono accorti di non poterlo fare senza attendere una settimana.

Come si permette la BBC di entrare nelle case degli utenti e di imporre loro una registrazione? Semplice: fa parte del contratto e del software del TiVo. Nel tentativo di trovare nuovi metodi per far soldi, TiVo ha infatti dotato i propri apparecchi di una funzione, denominata “Advanced Content”, che permette agli sponsor di registrare sui PVR degli utenti pubblicità, videoclip e telefilm che desiderano invitarli a vedere. TiVo dice che la funzione non interferisce con il funzionamento dell'apparecchio, dato che i programmi sponsorizzati vengono registrati in una porzione riservata del disco rigido e soltanto se l'utente non sta registrando o guardando altri programmi.

L'idea però non è piaciuta affatto a chi ha comperato un apparecchio e in quanto proprietario si sente in pieno diritto di decidere cosa farne e cosa registrarvi sopra. C'è addirittura chi ha battezzato l'iniziativa “spam television” (TiVo la chiama invece “advertainment”). Certo non è obbligatorio guardare i programmi infilati surrettiziamente nel proprio PVR, ma comunque rimane il principio inquietante di non essere più padroni di ciò che si compra.

Lo stesso sistema è stato usato anche in USA, dove gli utenti TiVo si sono trovati preregistrato un video promozionale di Sheryl Crow insieme a due spot pubblicitari della Best Buy.

C'è di peggio: negli USA TiVo prevede di combinare i dati del censimento con le informazioni personali fornite dagli utenti per inviare pubblicità mirata, sulla base del luogo geografico, dell'età, del reddito e dello stile di vita.

E così l'erosione della nostra libertà continua. Inesorabile.


#2002-114. Attivissimo.net sparito (17 giugno 2002)

Come avrete forse notato, Attivissimo.net, il mio sito che contiene fra le altre sconcezze i miei libri e l'archivio del Servizio Antibufala, è improvvisamente scomparso dagli schermi radar.

La cosa non dipende da me, ma da un pasticcio fatto da chi (Freeservers.com) ospita(va) le mie pagine.

Oggi sono assurdamente incasinato, ma domani conto di rimettere tutto a posto (il tempo di ricaricare il generatore di fulmini). Nel frattempo, tranquilli, zio Paolo non ha perso niente ;-)

Ciao da Paolo.


#2002-115. <click> <BZZZZ> <SGRAU SGRAU> <zzzzzzZZZZZZOT!> (17 giugno 2002)

In altre parole, il generatore di fulmini di cui parlavo nel mio messaggio precedente ha colpito il bersaglio. Freeservers.com, che ospita le pagine del mio sito web www.attivissimo.net, ha corretto il pasticcio che aveva combinato e ora il sito è di nuovo accessibile in tutto il suo squall^H^H^H^H^Hsplendore.

Mi scuso dell'eventuale disagio, anche se non è dipeso da me.

Ciao da Paolo.


#2002-116. ADSL wireless, attenti alle trappole / Linux aiuta il terrorismo? (19 giugno 2002)

State pensando di accettare le offerte Telecom e Albacom per l'ADSL senza fili? Meditate di usare le schedine wireless per interconnettere i vostri computer sena trasformare casa e ufficio in un dedalo di cavi? Ho scritto in proposito un articolo per Apogeonline che probabilmente vi interesserà. Lo trovate presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/12/01/200206120101

Linux aiuta il terrorismo, parola di Microsoft

Il software open source (come Linux e Apache), che per definizione non può nascondere nulla, facilita il compito dei ciberterroristi rispetto alla segretezza del software chiuso e proprietario? Istintivamente viene voglia di rispondere di sì, e infatti così ha fatto un centro studi USA, scatenando polemiche in Rete. Polemiche a parte, cosa c'è di vero in questo ragionamento? Se volete saperne di più, ho scritto per Apogeonline una piccola analisi del problema, che trovate presso

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/18/01/200206180101

Falla in Apache

A proposito di quello che scrivo nell'articolo su open source e terrorismo, poco dopo averlo consegnato per la pubblicazione è stata annunciata una vulnerabilità (http://httpd.apache.org/info/security_bulletin_20020617.txt) molto significativa in Apache, il software open source per server Web sul quale gira ben oltre la metà dei siti Internet. La correzione a questa vulnerabilità è stata resa disponibile (http://www.apache.org/dist/httpd) il giorno dopo. Non c'è male, rispetto alle settimane di attesa (e talvolta mesi) cui sono abituati gli utenti dei prodotti della concorrenza.

L'episodio conferma quello che ho scritto nell'articolo: le vulnerabilità ci sono in tutti i prodotti, sia in quelli open source, sia in quelli a codice sorgente segreto. La differenza sta nel loro numero e nella prontezza con cui vengono risolte.

Le puntate di Star Trek

Il sito che offriva le puntate di Enterprise ha sospeso il servizio a causa del sovraccarico. Evidentemente l'interesse è tanto, e questo mi fa piacere. Sto cercando una formula che consenta di distribuire le puntate senza causare ingorghi (come avrete intuito, il sito è mio), e accetto suggerimenti e proposte, tenendo presente che la banda disponibile è di 256 kbps e quindi non è possibile gestire più di uno o due utenti per volta senza produrre tempi di scaricamento lunghissimi e che anche così scaricare una puntata richiede almeno mezza giornata.

Ho pensato a una “lotteria” (che so, il primo iscritto alla newsletter che mi risponde riceve la password che gli consente di scaricare in santa pace per 24 ore), a un sistema di scambio (puntate di Star Trek in cambio di puntate di Charmed, se qualcuno ha quelle finali della quarta stagione), a un sistema che privilegi chi a sua volta offre le puntate tramite ftp (la famosa “piramide ftp” di cui parlavo in un recente articolo), e così via. Comunque sia, non ho fini di lucro, quindi scarto in partenza ogni formula a pagamento. Nessuna di queste idee mi ispira particolarmente, per cui se avete proposte migliori, fatevi sentire.

Non ce la faccio più a rispondervi, siete in troppi!

Ah, il triste prezzo della popolarità... E' l'una di notte, ho 2776 messaggi in coda e nessuna speranza di riuscire a smaltirli, anche perché ne ricevo più o meno altri cento ogni giorno. Ho sempre tentato di rispondere almeno brevemente a tutti quelli che mi hanno scritto, ma è giunto il momento in cui devo arrendermi di fronte all'aritmetica.

Se dedicassi anche un solo minuto a ciascun messaggio, impiegherei oltre un'ora e mezza al giorno, sette giorni su sette, soltanto per le risposte individuali ai lettori. E come potrete immaginare, anche il più semplice dei messaggi richiede in realtà ben più di un minuto per creare una risposta decente. Rispondere alla posta mi piace, ma a questi ritmi mi sta impedendo di scrivere i libri e gli articoli che nella vostra sconsideratezza mi incoraggiate a produrre. In altre parole, amici, devo prendere una decisione dura ma necessaria.

D'ora in poi mi trovo costretto a non rispondere alla stragrande maggioranza dei vostri e-mail. Questo non toglie che continuo a leggere tutti i messaggi che mi arrivano. La posta dei lettori mi piace tanto; semplicemente sono obbligato a essere crudelmente selettivo nel decidere a chi posso rispondere e chi no.

Vi prego di non interpretare questa mia decisione come un segnale che quello che mi scrivete non mi interessa. Le esperienze, le segnalazioni e le opinioni dei lettori sono fondamentali per me; mi permettono di tastare il polso della comunità online e senza il loro contributo non potrei scrivere i miei libri e articoli (o per meglio dire, potrei scriverli ma conterrebbero molte più stupidaggini).

Tante volte lo spunto per un articolo nasce da un e-mail di un lettore, per cui continuate a scrivermi. Vi leggerò sempre volentieri, anche se non potrò rispondervi individualmente.

Confido nella vostra comprensione.


#2002-117. La newsletter si riorganizza (25 giugno 2002)

Scusate se mi faccio vivo poco in questo periodo, ma sto riorganizzando parecchie cose online e offline. Spero che ne vedrete presto i risultati. Il primo ve lo annuncio subito [inserire squillo di trombe]: per i motivi di sovraccarico già spiegati nella newsletter precedente, non posso più dare una risposta privata a tutti, anche se continuo a leggere sempre tutta la posta che ricevo.

Se avete qualcosa da chiedermi, fatelo scrivendomi nel mio forum “Internet per Tutti” presso la Rai:

http://www.rai.it/RAInet/community/pub/copertina/copertinaIndex/0,4965,6_36,00.html

Lì vi risponderò pubblicamente. In questo modo anche gli altri membri del forum potranno leggere la risposta e magari contribuire, come spesso capita, qualche altra dritta in aggiunta alle mie. Rispondendo nel forum, inoltre, ho la speranza di evitare che tanti altri lettori mi scrivano con la stessa domanda e quindi di risparmiare tempo che potrò dedicare a offrire un servizio migliore a tutti.

La newsletter “Internet per tutti” non scompare, anzi: prosegue esattamente come prima. Semplicemente, chi mi scrive al mio indirizzo di posta riceverà un invito a riscrivermi presso il forum Rai.

Antibufala: dopo Safiya, tocca ad Amina

Ricordate la storia (autentica) di Safiya, la donna nigeriana condannata alla lapidazione? Il dossier antibufala è disponibile presso http://www.attivissimo.net/antibufala/safya.htm, e si arricchisce di un aggiornamento piacevole e importante. Ricorderete che mi ero chiesto se l'opinione pubblica si sarebbe mobilitata di nuovo per la prossima donna condannata alla stessa pena, e avevo notato che non si trattava di una domanda retorica: Amina Lawal era stata condannata alla lapidazione per adulterio proprio mentre il mondo festeggiava il “salvataggio” di Safiya (http://news6.thdo.bbc.co.uk/hi/english/world/africa/newsid_1891000/1891395.stm).

Sono contento di potermi rimangiare un po' delle mie ciniche parole: stando a Time del 17 giugno 2002, e come confermato dalla BBC (http://news6.thdo.bbc.co.uk/hi/english/world/africa/newsid_2023000/2023502.stm), un tribunale islamico ha rinviato “fino ad almeno il 2004” la pena della lapidazione inflitta ad Amina Lawal.

Attenzione: rinviato, non annullato. Ma è meglio di niente.

Audiogalaxy chiude

Il 19 giugno 2002 il servizio di scambio di file musicali Audiogalaxy ha sostanzialmente cessato di esistere. A seguito di un accordo extragiudiziale per evitare una causa miliardaria promossa dalla RIAA (la potente associazione dei produttori di musica americani), Audiogalaxy d'ora in poi consentirà soltanto lo scambio dei brani di cui l'autore o la casa discografica hanno esplicitamente concesso l'autorizzazione alla libera circolazione: praticamente nessuno.

Maggiori dettagli (in inglese) presso The Register (http://www.theregister.co.uk/content/6/25792.html).

OpenOffice.org: come fare (quasi) a meno di Microsoft Office

Ho scritto per Apogeonline una recensione di OpenOffice.org, la suite di programmi per ufficio scritta secondo la formula dell'open source, ossia dagli utenti per gli utenti e senza segreti e trabocchetti commerciali. E' il software che uso da tempo per la mia contabilità, per scrivere i miei libri e articoli e per comporre le mie pagine Web. Non è perfetto, ma è gratis, e vale la pena di provarlo. Trovate l'articolo presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/25/01/200206250101.

Un masterizzatore che disegna le etichette sui CD

E per finire, un'idea veramente intelligente e originale: usare il laser del masterizzatore per incidere testi e immagini nello spazio non utilizzato del CD. Niente più etichette di carta, niente più scarabocchi col pennarello. Fa tutto lui, lo Yamaha CRW-F1. Le info in inglese sono presso http://www.yamaha.co.jp/english/product/computer/extra/products/crwf1/crwf1.html, mentre le foto delle “etichette” sono presso il sito giapponese http://www.watch.impress.co.jp/akiba/hotline/20020622/image/nya3.html. Ovviamente è un metodo usabile soltanto se non riempite completamente il CD, ma è carino lo stesso.


#2002-118. Antibufala: 20 dollari per bin Laden (27 giugno 2002)

E inoltre: il trailer e il copione del nuovo film di Star Trek, le mie foto della convention di Star Trek, falle di sicurezza in Linux, e una X-Box che emula 3800 macchine per videogiochi.

Antibufala: 20 dollari per bin Laden

Circola in Rete un appello secondo il quale nella banconota americana da 20 dollari sarebbero nascosti segni che profetizzavano gli attentati dell'11 settembre.

Piegando opportunamente la banconota, infatti, da un lato si forma l'immagine del Pentagono circondato dal fumo dell'attacco; piegandola a rovescio, si forma l'immagine delle torri gemelle del World Trade Center, anch'esse attorniate dal fumo. Cosa ancora più inquietante, piegando la banconota in un altro modo si forma un nome che tutto il mondo ha tristemente imparato a conoscere; OSAMA.

L'appello circola sotto forma di allegato Word o PDF, con illustrazioni che citano un sito satirico (www.testinadivitello.it), che non ne è però l'origine, visto che la storia di piegare una banconota da 20 dollari circola anche nei newsgroup americani.

Non ho verificato personalmente per mancanza di banconote adatte (mandatemene una, se volete), ma la situazione descritta nell'appello è probabilmente vera: effettivamente piegando la banconota come indicato si ottengono i risultati descritti.

Come dobbiamo interpretare questa strana situazione? Dobbiamo pensare che gli autori del cliché della banconota abbiano avuto una premonizione? Dobbiamo pensare invece che i disegnatori delle banconote americane siano complici dei terroristi e quindi ci siano chissà quali altri messaggi nascosti nelle altre banconote?

Improbabile. E' invece assai più probabile e ragionevole pensare che si tratti di una semplice coincidenza, o per meglio dire, di uno di quei meccanismi psicologici ben noti a chi studia il paranormale: gli esseri umani tendono spontaneamente a riconoscere forme familiari in oggetti sconosciuti o irregolari. Un tipico esempio è l'abitudine di scorgere le sembianze di cose, persone e animali nelle nuvole. Un altro esempio più controverso è il riconoscimento del volto della Madonna o di Padre Pio nelle macchie di muffa o umidità sui muri: ne ho viste parecchie, e io ci vedo sì a fatica un volto umano, ma come faccio a sapere che è quello di un santo e non è invece quello di Che Guevara?

In realtà, piegando la banconota nel modo descritto nell'appello non si vede il Pentagono o il World Trade Center: si vedono delle strutture geometriche molto vagamente simili a quelle dei due edifici. Una volta “suggerita” dall'appello, la somiglianza si coglie, ma senza questo suggerimento l'immagine potrebbe rappresentare qualsiasi cosa.

La dicitura OSAMA, invece, usa un altro meccanismo caro agli pseudoanalisti della Bibbia, quelli che sostengono che nel testo sacro ci sono messaggi nascosti, decifrabili scegliendo un opportuno codice (ad esempio leggendo una lettera ogni tre, o giù di lì). In realtà qualsiasi testo, sottoposto a un trattamento del genere, prima o poi “rivela” parole nascoste: non perché siano state nascoste intenzionalmente, ma semplicemente perché in qualsiasi sequenza casuale di lettere, prima o poi, compariranno gruppi di lettere che in una lingua o un'altra vogliono dire qualcosa. In un famoso esperimento, lo stesso trattamento fu infatti applicato a Moby Dick, testo pregevole ma difficilmente attribuibile a un'ispirazione divina, “rivelando” ogni sorta di parole e nomi, proprio come nella Bibbia.

Nel caso della banconota, la parola OSAMA viene “rivelata” piegando la banconota in un modo del tutto arbitrario, in modo da lasciare esposte solo alcune lettere della scritta THE UNITED STATES OF AMERICA (la O è invece uno zero tratto dal “20” presente in un angolo della banconota). Usando la stessa arbitrarietà, nella dicitura si possono “rivelare” molti altri messaggi: SAM (lo zio simbolo d'America), TIT (“tetta”), TITO (l'ex dittatore jugoslavo), TARA (la casa di Via col vento), TARIC (come Tariq Aziz, il ministro iracheno), TUER (francese per “uccidere”), giusto per dirne qualcuna. Se poi si legge a ritroso (da destra verso sinistra), si possono “rivelare” ARMATE, IRAN, MASS DETH (“morte in massa” in inglese, con un trascurabile errorino ortografico), CRASH e ACIDI. Se poi ammettiamo anche gli anagrammi, troviamo ANTRACE e SARIN (un gas nervino).

Insomma, ci si può trovare di tutto, basta cercare. Volendo ci si trova anche U,N,A,F,I,C,A (metto le virgole per evitare i filtri sulle parolacce): vogliamo allora dire che nella banconota c'è la spiegazione di quello che in realtà manca tanto a bin Laden e lo rende così cattivo? Suvvia, qualcuno si faccia avanti, così risolviamo il problema.

Premonizione? No. Semplicemente, un'ennesima sciocca leggenda metropolitana sui morti dell'11 settembre.

Il dossier completo di questa indagine antibufala è disponibile presso:

http://www.attivissimo.net/antibufala/bin_laden_20dollari.htm

Lo script di Star Trek: Nemesis e le foto della Sticcon

E' uscito ieri il trailer del prossimo film di Star Trek, intitolato Nemesis. Lo potete vedere presso http://nemesis.startrek.com/ (è richiesto QuickTime). Il provino sembra brioso ed emozionante, ma le recensioni che circolano in Rete (nonostante manchino, si noti, sei mesi all'uscita del film), come ad esempio questa:

http://www.filmjerk.com/archives/0205/020513nemesis.html

e questa:

http://www.filmjerk.com/reviews/nemesis.html

sulla cui affidabilità non posso giurare, ne parlano malissimo. Circola addirittura un copione integrale del film, anche questo di autenticità incerta (ma perfettamente corrispondente a quanto si vede nel provino, uscito dopo il copione trafugato) ma sicuramente esilarante per le ricchissime e spassosissime annotazioni a margine. Autentico o meno, se conoscete l'inglese e siete Trekker, è un documento da non perdere. Lo trovate temporaneamente qui:

http://www.thefacer.net/downloads/startrekx.zip

Se non dovesse funzionare, scrivetemi, ne ho una copia e ve la mando volentieri.

Presso il mio sito Web alternativo, http://deepspace9.homelinux.org/, trovate inoltre le mie foto della convention di Star Trek. Sono a vostra disposizione se le volete copiare e aggiungere alla vostra collezione, ammesso che vi piacciano.

Anche Linux ha le sue falle

Contrariamente a quanto cerca di far credere una certa mitologia, Linux non è perfetto e invulnerabile. Nessun programma lo è. Questa settimana sono state scoperte falle in OpenSSH (il programma che consente la manutenzione remota delle macchine Linux) e Apache (il server Web). Entrambe sono state prontamente corrette, e le nuove versioni di OpenSSH e Apache sono già disponibili per lo scaricamento gratuito. Se avete una macchina Linux che usate come server o è accessibile da remoto, installate subito questi aggiornamenti.

X-Box (craccata) emula 3800 macchine per videogame

Qualche settimana fa ho scritto per Apogeonline un articoletto sull'X-Box:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/04/01/200206040101

e sulle sue paranoiche protezioni (subito scavalcate) che potrebbero portare a un futuro inquietante in cui solo software autorizzato da Microsoft girerà sui computer: la futura versione Longhorn di Windows prevede proprio questa meravigliosa “funzione”. Scavalcare le protezioni di X-Box si può, ma non è facile: e un giorno, se Microsoft la spunta, tutti i computer saranno così.

A proposito di scavalcare, un altro esempio dell'intraprendenza della comunità di Internet nei confronti della console Microsoft è la creazione di una versione di MAME per l'X-Box. MAME è l'abbreviazione di Multiple Arcade Machine Emulator, un programma che consente di emulare oltre 3000 macchine arcade per videogiochi, da Space Invaders a Mortal Kombat III, come descrive con entusiasmo Slashdot.org. Certo occorre modificare l'hardware dell'X-Box, cosa che non tutti si sentono di fare, ma è interessante notare come i migliori sforzi di Microsoft siano stati ancora una volta debellati e che sia sempre più vicino il momento in cui si potrà trasformare X-Box in un computer vero e proprio. Se vi interessa MAME, visitate il sito dei suoi sviluppatori, http://xbox.mame.net.



#2002-119. Microsoft e Intel insieme per la Soluzione Finale contro Linux (e le vostre libertà) (2 luglio 2002)

E inoltre:

-- Un miliardo di computer nel mondo, ma c'è poco da festeggiare

-- Antibufala: Telecom truffa sulle spese accessorie in bolletta?

-- Microsoft si prende (di nuovo) il diritto di entrare nel tuo computer

Microsoft e Intel insieme per la Soluzione Finale contro Linux (e le vostre libertà)

Se ha successo il progetto Palladium/TCPA, nei PC del prossimo futuro gireranno soltanto i programmi autorizzati da Microsoft o dal potente di turno. Di conseguenza, Linux non girerà su questi nuovi PC e quindi in breve cesserà di esistere. Lo stesso sistema potrà essere usato per forme di censura talmente perfette che gli utenti manco se ne accorgeranno. Non saremo più in grado di fare quello che vogliamo sul nostro PC, perché quel PC non sarà più sotto il nostro controllo. I prototipi funzionanti di questa tecnologia sono già fra noi. Vogliamo aspettare con le mani in mano che ci tolgano la libertà?

Se volete saperne di più su questa mostruosità, leggete questo mio articolo presso Apogeonline:

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102

Questa è una di quelle notizie che non richiede alcuna drammatizzazione. Bastano i fatti.

Un miliardo di computer nel mondo, ma c'è poco da festeggiare

Numero di PC fabbricati complessivamente nel mondo: un miliardo (traguardo superato ad aprile 2002; fonte Gartner Dataquest).

Numero di esseri umani privi di accesso all'acqua potabile: un miliardo. (Fonte: http://www.wateraid.org.uk/)

No comment.

Antibufala: Telecom truffa sulle spese accessorie in bolletta?

Presso http://www.attivissimo.net/antibufala/telecom_accessori.htm trovate l'indagine preliminare su un appello che circola da diverso tempo e per il quale mi occorre il vostro aiuto, perché io non abito in Italia e quindi non posso chiamare il 187 per ragguagli. Parlo dell'appello che definisce “truffa” il fatto che Telecom Italia non disattiva il canone di noleggio del telefono e delle prese telefoniche a meno che sia il cliente a richiederlo.

L'appello contiene numerose verità ma anche varie inesattezze, e di certo non è possibile accusare Telecom Italia di truffa. Mancanza di trasparenza sì; truffa no.

Per esempio, l'appello dice che “Analizzando l'ultima bolletta del telefono che mi è arrivata, ho notato che pago, oltre all'abbonamento e al costo delle Telefonate, anche il NOLEGGIO ACCESSORI, il NOLEGGIO APPARECCHI TELEFONICI.” Vero. Salvo disdetta scritta, si paga un canone di noleggio dell'apparecchio telefonico e delle prese. L'Adusbef, ad esempio, offre una lettera-tipo (http://www.adusbef.it/trafftel.htm) per richiedere a Telecom la disdetta di questi noleggi, eliminando i relativi canoni dalla bolletta. Posso inoltre confermare questa situazione per esperienza personale: anni fa, appena è diventato possibile, ho fatto questa richiesta sulle mie linee telefoniche Telecom e gli addebiti sono scomparsi dalla bolletta. Purtroppo è una possibilità di cui pochi sono a conoscenza.

Anche l'affermazione che Telecom non ritira gli apparecchi se hanno più di tre anni è probabilmente vera (non ho modo di verificarla perché vivo all'estero e non posso quindi chiamare il 187: fatelo voi e ditemi cosa vi rispondono). Sempre con riferimento alla mia esperienza personale, quando ho mandato la richiesta di disdire il noleggio del Sirio alla Telecom, il servizio clienti mi ha detto che avrebbero mandato qualcuno a ritirarlo, ma non è mai venuto nessuno. E' comprensibile: gli apparecchi vecchi vengono buttati via e quindi per Telecom sono solo un peso morto. Meglio lasciarli al cliente, così se li butta via lui.

Invece la domanda "ma tutti i soldi che ho pagato per il noleggio negli anni precedenti, come faccio a recuperarli?" è sbagliata perché parte da un presupposto fasullo. E' come se un inquilino pretendesse di farsi restituire i soldi dell'affitto. Gli accessori (prese e apparecchi telefonici) vengono forniti da Telecom in regime di noleggio. Finché sono sotto questo regime, Telecom è responsabile per la loro manutenzione: è per questo servizio che si paga il canone di noleggio. Se il cliente chiede di cessare il noleggio, diventa il proprietario di telefono e prese, ma diventa anche responsabile della loro manutenzione. C'è chi preferisce continuare il noleggio, sapendo che Telecom riparerà gratis qualsiasi guasto, e chi preferisce rischiare e diventare proprietario del telefono.

Anche l'indignazione sul fatto che “il noleggio non viene piu' pagato solo se e' il cliente a telefonare al 187” e che l'operazione non è automatica parte da un presupposto sbagliato. Telecom Italia non può decidere unilateralmente di cambiare il regime da noleggio a proprietà. Ve lo deve chiedere prima, oppure dovete chiederlo voi a lei.

Se c'è una cosa di cui si può lamentare è il fatto che Telecom Italia non segnala ai propri clienti questa possibilità di passare dal noleggio alla proprietà. Non ne ho trovato traccia nei siti Internet di Telecom Italia, nella Carta dei Servizi (http://wireline.telecomitalia.it/depositoFiles/PDF/carta_servizi.pdf). Persino la “spiegazione della bolletta” (http://wireline.telecomitalia.it/187/gen187/0,13147,16320,00.html) non ne fa menzione. Abitando all'estero, non ho a disposizione una copia dell'Avantielenco più recente, per cui non posso dirvi se la faccenda è spiegata lì. Ma da qui ad accusare la Telecom di “furto” e “truffa” ce ne passa.

In breve: questo appello, nonostante il tono ingiustificato di indignazione (dovuto all'infelice reputazione di Telecom presso i propri clienti), ha una sua utilità: informa gli utenti dell'esistenza dell'opzione di disdire i canoni di noleggio del telefono e delle prese e invita correttamente a chiamare il 187 per avere maggiori informazioni.

Il mio consiglio è questo: se avete acquistato un telefono e lo avete attaccato al posto di quello fornito da Telecom, vi conviene disdire il relativo canone di noleggio: tanto non lo state usando. Se invece usate ancora il telefono fornito da Telecom, pensateci due volte: finché restate a noleggio, qualunque cosa accada Telecom vi riparerà o sostituirà gratis il telefono. Se ne diventate proprietari e si rompe, la riparazione o la sostituzione la pagate voi. E' anche vero che con quello che costa adesso un telefono omologato, dopo uno o due anni di canone di noleggio si è speso tanto quanto acquistarne uno nuovo. Fate bene i vostri conti prima di buttarvi a capofitto nella disdetta.

Chi ha modo di chiamare il 187 lo faccia, per favore, e mi riferisca, così pubblicherò un'antibufala più completa e precisa. Grazie!

Microsoft si prende (di nuovo) il diritto di entrare nel tuo computer

Perché tanti informatici ce l'hanno con Microsoft? Invidia per il successo altrui? Frustrazione sessuale? Macché. Sentite questa.

Come forse saprete, è stata scoperta una terna di vulnerabilità in Windows Media Player (http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=40728) che, come dice l'avviso ufficiale di Microsoft (http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS02-032.asp), consentono a un attaccante di eseguire programmi a proprio piacimento sul vostro computer (“could be used to run code of attacker's choice”).

Microsoft ha rilasciato una patch (correzione) che è scaricabile dal suo sito. La cosa interessante è che installando questa patch compare una licenza d'uso o EULA che, stando alle mie fonti (http://bsdvault.net/article.php?sid=527&mode=&order=0), contiene un paragrafo, il secondo, che autorizza Microsoft a installare automaticamente software a sua discrezione nel vostro computer. Sgradevole. Come se non bastasse, lo stesso paragrafo avvisa che tale software installato automaticamente potrebbe rendervi impossibile copiare e/o suonare audio e video protetti e usare altro software nel vostro computer.

Per gli amanti del legalese, il paragrafo incriminato è questo:

"* Digital Rights Management (Security). You agree that in order to protect the integrity of content and software protected by digital rights management ("Secure Content"), Microsoft may provide security related updates to the OS Components that will be automatically downloaded onto your computer. These security related updates may disable your ability to copy and/or play Secure Content and use other software on your computer. If we provide such a security update, we will use reasonable efforts to post notices on a web site explaining the update."

La cosa in sé, fra l'altro, non è nuova: era già stata segnalata negli atti del processo antitrust USA (http://www.usdoj.gov/atr/cases/ms_tuncom/public/29/mtc-00028212.htm). L'ironia suprema della cosa è che la patch è progettata, dice Microsoft, per impedire che qualcuno, dall'esterno, esegua programmi a suo piacimento sul vostro computer.

Che è esattamente quello che vuole fare Microsoft secondo i termini della sua licenza: eseguire programmi a suo piacimento sul vostro computer.

Il fatto che la clausola dica che Microsoft “farà sforzi ragionevoli per pubblicare avvisi su un sito Web” significa che non ha alcuna intenzione di far comparire messaggi informativi sul computer dell'utente quando viene installato automaticamente un aggiornamento.

Per dirla breve e con le parole di The Register (http://www.theregister.co.uk/content/4/25956.html), Microsoft si è appena presa il diritto di attaccare il vostro computer e di installarvi di nascosto il software che le pare. Non riceverete avvisi, non vi verrà offerta alcuna possibilità di esaminare o rifiutare l'installazione. In altre parole, Microsoft avrà i privilegi dell'amministratore di sistema sul vostro PC. Quello che ci installeranno potrebbe essere infetto da virus (come è capitato agli utenti coreani – e lasciamo stare i “ben gli sta” di ispirazione calcistica – con un recente componente di Visual Studio .NET, infettato dal virus Nimda direttamente in casa Microsoft, come raccontato presso http://theregister.co.uk/content/4/25738.html).

Il software installato automaticamente e segretamente da Microsoft potrebbe rendere inservibili i programmi che usate, danneggiare i vostri dati, distruggere settimane o mesi del vostro lavoro: fa niente, non potete appellarvi legalmente.

Capito il motivo di tanto disprezzo?

Ciao da Paolo.


#2002-120. Chiedo un consulto! (3 luglio 2002)

Posso chiedervi un piccolo test? Provate a visitare questo sito:

http://www.bookryanair.com/skylights/cgi-bin/skylights.cgi?language=EN

E' il sito di una compagnia aerea, la Ryanair, che uso spesso. Se funziona, accederete alla pagina dove si puo' prenotare un volo. Non prenotatelo, ovviamente! Mi basta sapere se vedete la pagina o se riceve un messaggio di errore.

Sto discutendo con l'amministratore di sistema della Ryanair per capire se (come sospetto) hanno un problema di configurazione o ce l'ho io. A me, infatti, il sito risulta accessibile soltanto facendo acrobazie che – se ho ragione -- vi raccontero' come esempio di come si aggirano le magagne della Rete.

Fatemi sapere, mi basta che mi mandiate un FUNZIONA oppure un NON FUNZIONA.

Grazie e ciao da Paolo.

(un'oretta dopo)

Grazie alle centinaia di e-mail che mi avete mandato in risposta alla mia richiesta di poco fa.

Ho le informazioni che mi servono: alla maggior parte di voi tutto funziona, alcuni pero' come me hanno problemi di accesso al sito indicato.

Approfondisco, riordino gli appunti e poi mi rifaccio vivo con lo spieghino.

Nel frattempo, grazie della prontezza, e se non avete ancora inviato il vostro risultato, non fatelo, ho gia' un campione piu' che abbondante di test!

Ciao da Paolo.


#2002-121. Approfondimenti su Palladium (6 luglio 2002)

E inoltre:

-- Antibufala: la piramide di soldi denunciata al Garante della privacy

-- Antibufala: l'aereo sul Pentagono, il libro che “spiega” il complotto ora anche in italiano

-- Chiedo aiuto per un problema fotografico

-- Cos'era il test di Ryanair.com?

-- La patch di Media Player permette o no a Microsoft di installare segretamente software sui PC?

-- Link breve al forum Rai

Era prevedibile che il mio articolo (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102) sui progetti di Microsoft di cambiare l'hardware dei computer in modo da poter decidere quali programmi potete usare (e persino quali documenti potete leggere) suscitasse un po' di polverone. Non posso rispondere personalmente a tutti coloro che mi hanno scritto, ma riassumo qui le risposte ai dubbi e alle domande più frequenti.

Molti mi hanno scritto che secondo loro, siccome tutte le protezioni precedenti sono state superate, scavalcheremo anche questa. Attenzione: le protezioni precedenti erano basata puramente sul software (che è facile da modificare, basta avere un PC e gli strumenti opportuni, ossia programmi), mentre questa è basata sull'hardware. Alterare l'hardware richiede strumentazione: apparecchi, insomma, il cui costo non è zero. Richiede soldi, tanti soldi, e un laboratorio, mentre alterare il software è una cosa che si può fare in un angolo del soggiorno senza sporcare. Insomma, scardinare un hardware interamente cifrato è molto, molto più difficile che farlo per il software. Basta considerare la fatica fatta da Andrew “Bunnie” Huang (http://web.mit.edu/bunnie/www/proj/anatak/AIM-2002-008.pdf) per analizzare una piccola parte del funzionamento di X-Box, che è soltanto un abbozzo incompleto di quello che sarebbe una macchina Palladium.

Altri dubitano che i produttori seguiranno l'iniziativa di Microsoft e produrranno soltanto computer Palladium, per cui avremo sempre qualche fornitore da cui procurarci computer “aperti” come quelli attuali, su cui far girare quello che vogliamo. Sono d'accordo: il problema è quello che succede nel lungo periodo (e in informatica “lungo periodo” significa quattro o cinque anni). Inizialmente le macchine Palladium saranno poche, richieste principalmente da chi fa informatica senza pretese (l'utente che vuole un PC Windows con Office, Outlook e Internet Explorer, punto e basta), mentre gli smanettoni continueranno a comperare PC tradizionali.

Ma Palladium andrà a ruba negli uffici, non appena gli amministratori di sistema si renderanno conto che impedisce ai dipendenti di installare nei PC aziendali ogni sorta di programmi (dai giochi ai sistemi di scambio come WinMx, edonkey eccetera) e di alterare il funzionamento del computer. Sono le aziende a trainare il mercato dell'informatica: se smettono di comperare PC tradizionali, i loro prezzi schizzeranno verso l'alto a causa del calo dei volumi di vendita, contraendo il numero di utenti smanettoni (che non potranno permettersi un vero computer). In più, conquistando l'ambiente di lavoro, Palladium abituerà le nuove leve ad avere PC che non si possono toccare e considereranno normale questo fatto, proprio come oggi si considera perfettamente normale il fatto che il software del telefonino non è modificabile da parte dell'utente. Questo porterà a una minore diffusione della cultura informatica (hacking).

Fa niente, non compreremo i computer Palladium e ci terremo quelli vecchi, potreste obiettare. Il problema è che i computer non sono eterni. I dischi rigidi si scassano, gli alimentatori si bruciano, i processori friggono, le lenti dei masterizzatori si appannano. Prima o poi qualsiasi computer si guasterà. Cosa faremo quando il nostro vecchio Pentium IV tirerà le cuoia e nei negozi ci saranno macchine Palladium a prezzi popolari da X-Box e PC “aperti” a prezzi da Porsche? La maggior parte della gente comprerà Palladium per ovvi motivi di portafogli.

Infine c'è il problema di Internet. Potremo anche tenerci stretti i vecchi PC, ma per cosa potremo usarli, se Palladium (o qualsiasi altro meccanismo del genere) prende piede? Se i siti Web funzionano soltanto con macchine Palladium, dove andremo? A dimostrazione di quanto sia facile condizionare il mercato, fate un salto al sito di e-commerce di Agip: www.buydrive.com. Come segnalato da un lettore di Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=40807), il sito funziona solo ed esclusivamente con Internet Explorer. Se usate un altro browser, il sito proprio non viene visualizzato. Non è un'incompatibilità del browser: è sabotaggio bello e buono. Infatti se dico al mio browser Opera di annunciarsi al sito dicendo di essere Internet Explorer, tutto funziona a meraviglia. Se gli dico di presentarsi col suo vero nome, non funziona niente.

Una cosa che il mio articolo non ha chiarito è la distinzione tra Palladium (iniziativa Microsoft) e TCPA (iniziativa preesistente di varie grandi aziende nel settore hardware). Sono due progetti distinti, che però mirano allo stesso obiettivo: realizzare un PC sicuro tramite una rivoluzione dell'hardware. Palladium sarebbe l'implementazione Microsoft di un sistema operativo sicuro, ma non è detto che sia l'unica. La situazione, comunque, è confusa anche per gli addetti ai lavori, per cui ho raccolto un po' di link ad articoli più tecnici del mio (sono quasi tutti in inglese). Come vedrete, si parla molto di quest'iniziativa, e se si va avanti a parlarne così male, morirà prima ancora di nascere.

Questo non vuol dire che l'allarme è ingiustificato e possiamo tornarcene a dormire sotto le coperte. Palladium e TCPA faranno la fine che si meritano soltanto se protestiamo e continuiamo a farlo ogni volta che qualcuno riprova a tirar fuori quest'idea balzana (il Clipper Chip, il numero seriale dei Pentium, eccetera). E' quindi importante che se ne parli e si continui a farlo.

E se ne parla parecchio! ZDnet dice esplicitamente “Microsoft, ecco perché non possiamo fidarci del tuo sistema operativo 'sicuro'” (http://www.zdnet.com/anchordesk/stories/story/0,10738,2873149,00.html). Da un altro articolo di ZDNet (http://zdnet.com.com/2100-1107-939817.html) traggo questa frase da incorniciare: “Microsoft exposed its motivation for Palladium when, on filing a core patent for the technology, it used the term Digital Rights Management Operating System. Far from providing authenticity, integrity and privacy of data, Microsoft actually wants to police copyright laws. Now I have a major problem with this, not least because I don't like the idea of a company that has been found guilty of criminal activity providing technology that will be used to police laws.

Traduzione: “Microsoft ha rivelato il vero movente che sta dietro a Palladium quando ha usato l'espressione “Sistema operativo per la gestione dei diritti digitali” come titolo di uno dei suoi brevetti chiave per Palladium. Lungi dal fornire autenticazione, integrità e riservatezza dei dati, Microsoft vuole in realtà fare il poliziotto del copyright. La cosa non mi garba affatto, anche perché non mi piace l'idea che un'azienda che è stata riconosciuta colpevole di attività criminali fornisca una tecnologia che serve a far valere le leggi”. Eh già: il processo antitrust non è ancora finito, ma la colpevolezza di Microsoft non è più in dubbio: resta solo da decidere la pena.

Secondo Eweek (http://www.eweek.com/article2/0,3959,324677,00.asp), i produttori di computer guardano con scetticismo all'iniziativa Microsoft. Bruce Schneier, esperto di crittografia e sicurezza, in un articolo di CBS News (http://www.cbsnews.com/stories/2002/06/25/tech/main513342.shtml) dice “Se funziona, sarà la prima volta che succede in tutta la storia dell'informatica.“ (“If this works, it will be the first time in the history of computing that it works”). Trovate altri indizi su come sta andando la campagna (dis)informativa intorno a Palladium presso http://www.theregister.co.uk/content/4/26037.html. Anche i giornali non specialistici cominciano a fare baccano: ne parla anche il New York Times: http://www.nytimes.com/2002/07/04/business/04SCEN.html.

Per contro, ecco la rassicurante campana di Microsoft: http://www.microsoft.com/presspass/features/2002/jul02/07-01palladium.asp. L'analisi meno rassicurante di Punto Informatico (in italiano) è presso http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=40832. C'è anche un possibile interesse della Commissione Antitrust dell'Unione Europea a proposito dei pericoli di Palladium: http://www.theregister.co.uk/content/4/25988.html. Altri dettagli tecnici su Palladium: http://www.infoworld.com/articles/hn/xml/02/07/03/020703hnsecchip.xml.

Per finire, ecco un paio di scenari “interessanti” per Palladium che non hanno trovato posto nel mio lungo articolo:

-- La vostra azienda ha bisogno, come capita spesso, di un programma scritto su misura. Per poterlo far girare su un computer Palladium, dovrà pagare la sua certificazione. Ogni volta che vorrà modificarlo o correggerne un difetto, dovrà pagare una nuova certificazione.

-- Per motivi non molto chiari, in Windows XP ogni volta che l'utente effettua una ricerca nel proprio computer i dati della ricerca vengono trasmessi a Microsoft (http://www.theregister.co.uk/content/archive/24815.html). Oggi questo comportamento invadente può essere bloccato installando un firewall non-Microsoft come Zone Alarm. In futuro, grazie a Palladium, Microsoft potrà vietare l'installazione di programmi a lei sgraditi. “Perché vuoi installare un firewall? Ce n'è già uno integrato in XP!”. Come no; quello integrato in XP è un colabrodo, dato che blocca i programmi che cercano di entrare nel PC ma non quelli che cercano di uscire senza la vostra autorizzazione.

Preoccupati? No, la cosa si evita se se ne parla. Per citare Ray Bradbury, non ho scritto l'articolo per prevedere il futuro, ma per prevenirlo.

Antibufala: la piramide di soldi denunciata al Garante della privacy

Avrete probabilmente ricevuto anche voi l'invito a partecipare al “MLM American System” che promette guadagni milionari a patto di donare qualche euro e reclutare altri partecipanti. Ne ho parlato nell'indagine antibufala che trovate qui:

http://www.attivissimo.net/antibufala/mlm.htm

Punto Informatico ha pubblicato (http://punto-informatico.it/p.asp?i=40791) la lettera di un lettore che ha presentato ricorso al Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell'art.13 della Legge 675/96. Il Garante ha risposto che "il meccanismo collegato alla email in questione, previsto dal sistema multilivello denominato MLM American System, attiva per sua natura una comunicazione sistematica di dati personali degli interessati. Al trattamento in questione si applica, pertanto, in toto la legge n. 675 e il ricorso è ammissibile". Risultato: multa a carico dello spammer che ha inviato l'invito a unirsi alla catena. Leggete tutti i dettagli su Punto Informatico, vi possono servire per diffidare chi vi manda questo invito che sta appestando la Rete, soprattutto in Italia.

Se vi interessa combattere lo spam (almeno quello italiano), le istruzioni di Massimo Cavazzini sono qui: http://www.maxkava.com/spam.htm.

Antibufala: l'aereo sul Pentagono, il libro che “spiega” il complotto ora anche in italiano

Da un lettore (mac1400) ricevo questa segnalazione: “Leggo sulla Rivisteria che è uscito per l'editore Fandango un libro di Thierry Meyssan "L'Incredibile Menzogna"-Nessun aereo è caduto sul Pentagono. (documenti-pp.200 euro 15,00) Presentazione: Basandosi su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa, formula l'inedita tesi secondo cui l'undici settembre nessun aereo sarebbe caduto sul Pentagono.”

A dimostrazione che c'è sempre abbondanza di editori senza scrupoli che pubblicano qualsiasi fantasia se fiutano lo scoop. Il fatto di infangare le memorie delle vittime dell'11 settembre con queste panzane, ovviamente, a loro non passa neppure per l'anticamera del cervello.

L'antibufala, come forse saprete, è qui, ed è gratis: http://www.attivissimo.net/antibufala/pentagono_boeing_fantasma.htm

Chiedo aiuto per un problema fotografico

Scusatemi, vi chiedo un favore personale. Qualcuno conosce un programma per PC (Windows o Linux, anche a pagamento) in grado di togliere o ridurre l'effetto di “mosso” dalle fotografie? Se ne sapete qualcosa, scrivetemi presso topone@pobox.com. Grazie!

Cos'era il test di Ryanair.com?

Grazie, grazie, grazie ancora a tutti quelli che mi hanno scritto in risposta alla mia richiesta di provare il sito Ryanair.com. A quasi tutti i lettori funziona, e questo mi ha permesso di capire perché a me non funzionava. In gergo tecnico, non riuscivo a collegarmi a www.bookryanair.com perché avevo impostato male il server DNS nei miei PC: cosa molto stupida, che però non saltava fuori perché riuscivo comunque ad accedere alla maggior parte dei siti del Web (non capisco come, ma sono notoriamente limitato, e la mia configurazione di rete è un po' insolita, con macchine Windows e Linux collegate a un router che a sua volta è collegato a un modem ADSL). Ho impostato a manina l'indirizzo del server DNS (il sito Internet che traduce i nomi dei siti nei numeri IP corrispondenti) sia nelle macchine Linux che in quelle Windows, e adesso tutto funziona a meraviglia.

Non ci sarei arrivato senza il vostro aiuto, anche perché gli strumenti che uso di solito mi avevano confuso: quando un sito è inaccessibile, uso un bel servizio gratuito, VisualRoute: è un'utility grafica Java, disponibile presso Visualroute.it (http://www.visualroute.it/vr.asp), che traccia il percorso dei dati lungo Internet (un traceroute grafico, insomma) e diagnostica eventuali errori oltre a rivelare l'indirizzo numero (IP) corrispondente al sito che dà problemi. Visualroute.it segnalava che “si riscontrano problemi sulla rete, a partire dal hop 20 "SunGard Availability Services (UK) Ltd European Hosting Site #1" e pacchetti IP sono rigettati. Si tratta di un server HTTP (running Microsoft-IIS/5.0).” e io ho interpretato questo vaticinio come una conferma che non ero io ad avere qualcosa di sbagliato nella configurazione del mio accesso a Internet ma era Ryanair che aveva problemi. Ho toppato ;-)

Comunque mi sembrava interessante segnalarvi questa utility, dato che in un colpo solo vi offre l'indirizzo numero di un sito, rivela eventuali ingorghi in Rete e vi dice anche che software sta usando il sito indagato.

La patch di Media Player permette o no a Microsoft di installare segretamente software sui PC?

Ho scritto recentemente in questa newsletter dell'aggiornamento di Windows Media Player, la cui licenza di installazione conterrebbe una licenza d'uso o EULA che autorizza Microsoft a installare automaticamente software a sua discrezione nel vostro computer. L'articolo è stato riportato anche da Zeus News (http://zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=1313&ar2=stampa&numero=999).

Mi è arrivata una precisazione importante da un lettore (grazie Fabio): “Non appena letto l'articolo da te pubblicato, sono andato a verificare di persona e installando la patch compare la solita licenza d'uso, ma senza quella parte da te evidenziata nell'articolo, né alcun altro riferimento al diritto di Microsoft di installare sui nostri pc programmi di qualsivoglia natura. Per completezza devo dirti che io sono andato a scaricare la patch dal sito Windows Update in italiano e che quindi anche la licenza è in italiano.”

Ho toppato ancora? No, l'arcano è spiegato da The Register (http://www.theregister.co.uk/content/4/25956.html): ci sono due modi per scaricare l'aggiornamento di Media Player. Uno è usare Windows Update, l'altro è un link a Microsoft Technet:

http://www.microsoft.com/technet/treeview/default.asp?url=/technet/security/bulletin/ms02-032.asp

Se si scarica da Windows Update la licenza non contiene quest'avvertimento. Se invece si scarica da Microsoft Technet, l'avvertimento c'è; ho verificato personalmente. E questo pone qualche dubbio: chi scarica da Windows Update è soggetto alle stesse condizioni di licenza? In tal caso, sono legalmente valide condizioni di licenza che non vengono neppure visualizzate? E se le condizioni di licenza sono diverse, perché lo sono? Soprattutto, volete continuare a mettervi nelle mani di questi casinisti invadenti?

Link breve al forum Rai

Come forse sapete, la Rai sta raschiando il fondo del barile e quindi ha deciso qualche tempo fa di affidarmi un forum di nome “Internet per tutti” sul suo sito istituzionale. Il link chilometrico che ho citato in una newsletter precedente è ora sostituibile con questo alias molto più semplice:

www.internetpertutti.rai.it

Ci vediamo là, se volete.

Ciao da Paolo.


#2002-122. Sei un utente Yahoo? Allora puoi aiutarmi con un esperimento (13 luglio 2002)

E inoltre:

-- Perché rubare i copioni a Hollywood fa bene a Hollywood

-- La conta delle falle di Internet Explorer

-- “Linux? Non lo usa nessuno”. Come no.

-- Antibufala: aggiornamento sulla “truffa” Telecom

-- Altre info su Palladium

Sei un utente Yahoo? Allora puoi aiutarmi con un esperimento

Sto facendo dei test su una magagna misteriosa che colpisce gli utenti Yahoo: alcune parole dei messaggi vengono alterate senza avvisare l'utente. Sembra una misura antivirus, da quel che ho scoperto fin qui, ma prima di scrivere l'articolo di spiegazione vorrei chiedervi un aiuto.

Se siete utenti Yahoo e volete aiutarmi, scrivetemi (entro domani, domenica 14/7) a topone@pobox.com dicendo che siete disponibili per la prova. Riceverete dalla mia casella di posta su Yahoo (topone1963@yahoo.com) un e-mail di prova che contiene un allegato innocuo (giuro) in formato HTML. Il testo dell'e-mail che invierò io sarà questo:

Freedom of expression is a constitutional right. I like mocha, but I am not allowed to say so. This is medieval madness. Scrivimi a topone@pobox.com.

Se ho ragione, magicamente Yahoo lo trasformerà in questo modo:

Freedom of statement is a constitutional right. I like espresso, but I am not allowed to say so. This is medireview madness. Scrivimi a topone@pobox.com.

La parola “e.x.p.r.e.s.s.i.o.n” diventa “statement”, “m.o.c.h.a” diventa “espresso”, e “m.e.d.i.e.v.a.l.” diventa “medireview”.

L'allegato contiene più o meno la stessa frase con qualche abbellimento grafico (grassetti):

Questo è il testo dell’allegato HTML.

Freedom of expression is a constitutional right. I like mocha, but I am not allowed to say so. This is medieval madness. Scrivimi a topone@pobox.com.

Nella frase qui sopra, dopo _freedom of_ ci dovrebbe essere “e.x.p.r.e.s.s.i.o.n”, che è quello che ho scritto io, ma Yahoo l’ha trasformata in “statement”.

Dopo _I like_ io avevo scritto “m.o.c.h.a.”, ma Yahoo l’ha corretto in “espresso”.

Dopo _This is_ io avevo scritto “m.e.d.i.e.v.a.l”, ma Yahoo l’ha corretto in un inesistente “medireview”.

Giusto o sbagliato? In ogni caso, scrivimi presso topone@pobox.com per dirmi il risultato del test.

Grazie!

Quando ricevete il tutto, scrivetemi (mi raccomando, al mio indirizzo normale topone@pobox.com) e ditemi se avete ricevuto il testo alterato.

Poi vi spiego il perché di questa pazzia.

Perché rubare i copioni di Hollywood fa bene a Hollywood

Un'industria cinematografica afflitta da gigantismo terminale si scaglia contro i copioni diffusi in anteprima via Internet e contro i siti che li recensiscono. Sono pirati, non leggeteli, vi rovinano la sorpresa. Ma un'analisi meno di parte rivela che la fuga di notizie in Rete non è un veleno: è la cura che Hollywood non è capace di prescriversi. Un esempio concreto: Nemesis, il prossimo film della saga di Star Trek, è una boiata immonda a causa dei meccanismi che governano la produzione cinematografica. Se vi interessa sapere perché, leggete questo mio articoletto (non contiene anteprime della trama):

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/10/01/200207100102

La conta delle falle di Internet Explorer

E con questa siamo a diciannove falle non turate nel popolarissimo browser di Microsoft. Come raccontato da The Register (http://www.theregister.co.uk/content/55/26147.html), gli esperti di sicurezza di PivX (http://pivx.com) hanno rivelato l'esistenza di una falla che affligge tutte le applicazioni che usano il controllo ActiveX denominato WebBrowser, ossia Internet Explorer, Outlook e Outlook Express. La falla consente di eseguire comandi a piacere sul computer della vittima, leggerne i file e rubarne i cookie.

La spiegazione tecnica della falla è presso http://www.pivx.com/larholm/adv/TL003 (in inglese), e sul sito di PivX sono disponibili delle dimostrazioni di come è possibile sfruttarla. Microsoft è stata avvisata il 25 giugno 2002, ma non ha ancora preparato una correzione. Per ora si consiglia di disattivare lo scripting ActiveX, cosa che del resto si consiglia da una vita e mezza, finché non viene rilasciata una patch.

L'elenco aggiornato delle vulnerabilità non corrette di Internet Explorer è presso http://pivx.com/larholm/unpatched.

“Linux? Non lo usa nessuno”. Come no.

Tipicamente nel mondo aziendale appena fai il nome di Linux ti guardano tutti con aria di sufficienza. Linux è roba per smanettoni e sfigati (o per smanettoni sfigati), non per gente seria che deve fare il “business plan” e usare le “roadmap” per raggiungere le “milestone” della “customer satisfaction” (e poi fanno il servizio clienti che ti lascia in attesa eterna con la musichetta); è roba gratuita, cosa vuoi che valga, e poi le cose gratis scritte collettivamente puzzano tanto di comunismo e anarchia. Soprattutto, lo usano quattro gatti.

Be', saranno anche pochi, ma sono buoni. Dal rapporto annuale di Red Hat (http://www.redhat.com/annualreport) cito alcuni nomi abbastanza interessanti: Amazon.com; la British Petroleum; e la DreamWorks (quelli di Shrek). Tutti usano Linux. Scusate se è poco.

Se volete sapere chi altro usa Linux, fate un salto da Netcraft (http://www.netcraft.com/whats) e immettete il nome del sito che vi interessa. Divertitemi, e ditemi se trovate qualche sito stravagante: che so, un sito Microsoft che usa Linux, o viceversa...

Nel frattempo, il governo norvegese ha rescisso il proprio contratto con Microsoft (http://www.theregister.co.uk/content/4/26172.html), che era sostanzialmente il fornitore unico di software per i servizi pubblici. L'obiettivo è indurre Microsoft a rivedere i propri prezzi ponendola in un regime di concorrenza anziché in una comoda posizione di monopolio.

Qualcosa si muove.

Antibufala: aggiornamento sulla “truffa” Telecom

Punto Informatico ha pubblicato un articolo (http://punto-informatico.it/p.asp?i=40912) dedicato all'appello che circola su Internet come catena di sant'Antonio sostenendo che Telecom Italia truffa sul noleggio degli apparecchi e sulle spese in bolletta. L'analisi antibufala è qui (http://www.attivissimo.net/antibufala/telecom_accessori.htm), e l'articolo di PI conferma in buona sostanza la mia indagine (a parte la questione delle prese telefoniche, che a PI non risulta). Ho contattato via e-mail i responsabili di Telecom Italia per chiedere loro un commento pubblico a proposito di questa storia, ma finora non ho ricevuto risposta.

Altre info su Palladium

Presso Salon.com (http://www.salon.com/tech/feature/2002/07/11/palladium/index.html) c'è un buon articolo in inglese che presenta i vari punti di vista sull'argomento Palladium. In gran parte conferma le preoccupazioni che avevo espresso nel mio articolo per Apogeonline (http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102), ma spiega anche l'interpretazione di Microsoft di come sarà Palladium: permetterà di suonare comunque i vecchi MP3 (almeno così dice Microsoft). Viene spiegata bene anche la questione che aveva lasciato perplessi molti lettori, ossia il fatto che soltanto i programmi certificati gireranno sui PC Palladium. Microsoft dice che ognuno potrà certificare i propri programmi. Ma a che prezzo, e chi gestirà il database delle firme digitali certificate? Indovinate un po'.

Se ne occupa anche Wired: http://wired.com/news/antitrust/0,1551,53805,00.html. Il brevetto di Palladium, insieme a una nutrita collezione di altri brevetti Microsoft su tecnologie per controllare il funzionamento del computer e l'esecuzione dei programmi, è disponibile presso http://cryptome.org/ms-drm-os2.htm. E se cercate uno spiegone veramente tecnico di Palladium, lo trovate presso http://vitanuova.loyalty.org/2002-07-05.html.

Punti da ponderare: Palladium sarà disattivabile (ma un PC con Palladium disattivato con chi potrà comunicare?) e su un PC Palladium si potranno eseguire le applicazioni attuali, però quelle applicazioni non potranno interagire con le applicazioni certificate Palladium. Esempio pratico: Windows Media Player diventerà un'applicazione che funzionerà soltanto in ambiente Palladium e verrà eseguita in uno spazio inaccessibile alle applicazioni non certificate. Quindi gli attuali programmi che intercettano il flusso di dati per crearne una copia sprotetta non potranno accedere ai dati per intercettarli. L'audio non è ancora coperto da Palladium; il video sì, per cui certe schermate non potranno essere stampate o catturate. Sarà possibile fare boot con Linux in una macchina Palladium, a patto che Palladium sia disattivato.

Comunque sia, è chiaro che Palladium non è da prendere sottogamba e ha delle ottime probabilità di diventare realtà.


#2002-123. Yahoo altera di nascosto i messaggi: lo spiegone (14 luglio 2002)

Come sempre, grazie, grazie, grazie a tutti i lettori che si sono offerti volontari per verificare i fatti dello strano comportamento di Yahoo. Per merito vostro posso ora denunciare quest'anomalia in un articolo che spero verrà letto da chi ha modo di ragionare su queste cose e farle cambiare. Nel frattempo, ecco la spiegazione dettagliata di come ho svolto l'esperimento, in modo che possiate ripeterlo e stupire gli increduli. E' un'incredulità comprensibile, vista l'enormità del pasticcio.

Per prima cosa vorrei chiarire i termini del problema, perché sono abbastanza incasinati e bisogna distinguere tra allegati e messaggi.

Le parole-chiave sono elencate qui: http://www.ntk.net/2002/07/12/yahoo.txt.

Il procedimento è questo. Andate con il vostro browser alla vostra casella di posta Yahoo (se non l'avete, attivatene una, tanto è gratis). Attivate l'opzione Usa i tag HTML e spedite a voi stessi un e-mail con questo testo:

Freedom of expression is a constitutional right. I like mocha, but I am not allowed to say so. This is medieval madness.

Dovreste ottenere una schermata di questo genere:

test yahoo

Fatto? Cliccate su Invia e poi controllate la vostra posta. Troverete un messaggio parecchio diverso da quello che avete spedito:

test yahoo

Per provare con gli allegati, potete usare l'allegato HTML di prova che mi sono fatto io e che potete scaricare da qui:

http://www.attivissimo.net/ml/yahoo_test.htm

L'allegato contiene questo testo:

test yahoo

Potete spedirlo da qualsiasi indirizzo, anche non-Yahoo, purché il destinatario sia un indirizzo Yahoo. Questa è la trasformazione che otterrete (il corpo del messaggio non è alterato perché l'ho spedito come testo semplice usando il mio buon vecchio Eudora):

test yahoo

Potete ripetere le stesse prove con qualsiasi programma di posta in grado di inviare testi in formato HTML (Outlook, per esempio) e/o allegati. Il risultato, purtroppo, non cambia.

Fine dello spiegone!


#2002-124. Virus Frethem, siamo alle solite (15 luglio 2002)

E inoltre:

-- Antibufala: aggiornamento sulla “truffa” Telecom

-- Antibufala: una bella storiella di razzismo su un volo British Airways

Virus Frethem, siamo alle solite

Fermi tutti!!! Ho la casella intasata di copie di un nuovo virus che mi sta arrivando da tutte le parti. Per cui la faccio breve e vado al sodo.

E' in circolazione l'ennesimo virus, stavolta chiamato W32/Frethem-Fam (non chiedetemi perché). La documentazione di Sophos Antivirus è disponibile presso http://www.sophos.com/virusinfo/analyses/w32frethemfam.html. Il virus è facilmente riconoscibile dal titolo, che è (senza i puntini che ho inserito per evitare di mandare in panico gli antivirus stupidi) "R.e.:.Y.o.u.r. .p.a.s.s.w.o.r.d.!."

Il testo del messaggio è questo:

ATTENTION! You can access very important information by this password
DO NOT SAVE password to disk use your mind
now press cancel

Il messaggio contiene un codicillo, che vedete qui sotto (reso innocuo sostituendo le parentesi angolari con le parentesi tonde):

(x-html)(HTML)(HEAD)(/HEAD)(BODY)
(FONT COLORF0000)
(b)ATTENTION!(/b)(br)(br)
You can access(br)
(b)very important(/b)(br)
information by(br)
this password(br)(br)
(b)DO NOT SAVE(/b)(br)
password to disk(br)
use your mind(br)(br)
now press(br)
(b)cancel(/b)(br)(br)
(/font)(/BODY)(/HTML)
(iframe src=cid:W8dqwq8q918213 height=0 width=0)(/iframe)
(/x-html)

e un allegato di nome (senza puntini) "d.e.c.r.y.p.t.-.p.a.s.s.w.o.r.d..e.x.e.". Secondo Sophos, l'email tenta di eseguire automaticamente l'allegato, che è quello che infetta materialmente il PC. L'esecuzione automatica è possibile grazie a una falla della solita coppia Outlook/Internet Explorer, che si riconferma principe dei vettori di infezione.

Secondo McAfee (http://vil.mcafee.com/dispVirus.asp?virus_k=99519), la falla è documentata da Microsoft presso http://www.microsoft.com/technet/treeview/default.asp?url=/technet/security/bulletin/MS01-020.asp, ed è stata corretta da Microsoft, ma evidentemente moltissimi utenti non si sono curati di aggiornare il proprio software. Complimenti, bella mossa.

Se usate sistemi operativi diversi da Windows, non correte alcun rischio. Se usate Windows ma adoperate programmi di posta diversi da Outlook che non usano Internet Explorer per visualizzare i messaggi HTML, non correte alcun rischio, salvo che siate così imprudenti da eseguire l'allegato. Se usate Windows e Outlook con tutti gli aggiornamenti di sicurezza, non dovreste correre alcun rischio (fino al prossimo virus ad esecuzione automatica). Se usate Windows e Outlook e avete installato un antivirus e lo tenete quotidianamente aggiornato, non dovreste correre rischi.

Quest'ennesima invasione dimostra ancora una volta il concetto fondamentale che l'e-mail in HTML è male. Se si bandisse l'HTML dalla posta, e se soprattutto Outlook consentisse di non interpretare automaticamente l'HTML ricevuto, virus come questi non avrebbero alcun effetto.

Meditate, utenti Outlook, meditate!

Antibufala: aggiornamenti sulla truffa Telecom

Nei prossimi giorni la trasmissione radio Rai Beha a Colori dovrebbe occuparsi dell'appello che circola da qualche tempo a proposito della “truffa” del canone di noleggio del telefono, già analizzato presso http://www.attivissimo.net/antibufala/telecom_accessori.htm. Ci dovrei essere anch'io insieme a un responsabile Telecom che spiegherà quanto c'è di vero nell'appello. Speriamo di fare chiarezza sulla faccenda.

Inoltre un lettore mi segnala (grazie Francesco) che oggi (15/7/2002) a Radio RTL 102.5 è stato intervistato un dirigente Telecom che, come riferisce Francesco, “si scusava per i disguidi causati da diverse spiegazioni e modi di agire di diversi loro centralinisti; le informazioni infatti non erano uniformi e alcune in disaccordo tra loro. Le informazioni corrette sono: dopo 4 anni di abbonamento è possibile disdire il noleggio delle attrezzature, basta restituirle ad un centro Telecom”. Il dirigente “ha parlato di restituire il telefono, non le prese (per le quali si paga il noleggio)” e ha detto che “chi volesse disdire il noleggio prima dei 4 anni lo può fare pagando una penale pari al 20% del canone del noleggio residuo... prima della restituzione bisogna chiamare il 187 per la richiesta e per accordarsi.”

Il Folletto delle Diverse Spiegazioni ha agevole dimora in casa Telecom, perché o Francesco ha trascritto molto male (dubito), o il dirigente Telecom ha aggiunto caos al caos, perché di quattro anni non si parla da nessuna parte, men che meno nell'Avantielenco 2002 Telecom Italia, che un lettore (il buon ptolard) mi ha mandato in copia. [NOTA: mi è stato segnalato successivamente che il dirigente Telecom ha parlato correttamente di tre anni, per cui ignorate tutta la disquisizione sul numero di anni e sui folletti]

Nelle “Condizioni di noleggio e manutenzione”, pagina 48, ci sono infatti questi passaggi interessanti, che chiariscono cosa si può fare e cosa non si può fare. Li cito per intero, perdonerete la prolissità ma non li ho scritti io:

Art. 3 – Durata: Il Contratto avrà la durata di anni tre. [...] si intenderà automaticamente rinnovato per un ulteriore periodo di un anno, e così per le successive scadenze, nel caso in cui una delle Parti non abbia provveduto a comunicare la propria disdetta mediante comunicazione scritta (lettera o fax con allegata fotocopia del documento d'identità) inviata, qualora l'iniziativa sia del cliente, alla sede territoriale Telecom di competenza almeno 90 giorni prima della scadenza. Il Cliente avrà facoltà di recedere dal contratto in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo dando un preavviso di almeno 90 giorni.[...] I clienti che abbiano richiesto di aderire al servizio attraverso il canale telefonico 187, il sito Internet www.187.it, e i negozi affiliati “Punto 187” potranno esercitare il diritto di cui sopra anche telefonando al servizio clienti 187. In caso di recesso entro il primo periodo di vigenza contrattuale, il cliente riconoscerà a Telecom, a titolo di indennizzo per i servizi prestati ed i costi sostenuti da quest'ultima, una somma pari al 20% dell'ammontare complessivo dei canoni residui, attualizzati in base alla media percentuale del tasso lira interbancaria o tasso equivalente del mese precedente. I clienti che abbiano richiesto di aderire al servizio attraverso il canale telefonico 187 o il sito Internet www.187.it potranno inoltre esercitare il diritto di recesso previsto dall'articolo 5 del D. Lgs. 185/99, dandone comunicazione telefonica al servizio clienti 187 entro il termine di dieci giorni lavorativi dal ricevimento del prodotto. In caso di recesso il cliente si impegna a restituire il terminale telefonico alla sede indicata da Telecom di competenza, direttamente o a mezzo pacco postale, entro e non oltre trenta giorni dalla data di cessazione.

In nessun punto si parla di quattro anni. Per farla breve: se avete il telefono Telecom da più di tre anni, potete restituirlo e smettere di pagarne il noleggio. Per restituirlo chiamate il 187 oppure fate una letterina, poi riportate il telefono alla filiale Telecom oppure spediteglielo per posta. Se avete il telefono Telecom da meno di tre anni, potete comunque restituirlo e smettere di pagare il noleggio, ma pagherete una penale.

Una piccola considerazione: mi sono dovuto trascrivere il testo a manina. Già, sembra stupefacente che nell'era di Internet il testo dell'Avantielenco non sia disponibile in Rete, eppure è così. O se c'è, è dannatamente ben nascosto. Google non lo trova: oltretutto, quando ho visitato www.187.it e ho immesso “condizioni noleggio” nella casella “Ricerca”, ho ottenuto una finestra completamente vuota, seguita dal fatidico messaggio “Impossibile visualizzare la pagina” (sì, ho usato Internet Explorer, per essere sicuro che non ci fossero problemi di compatibilità con gli altri browser). Complimenti, bel motore di ricerca. Sempre su www.187.it ho cliccato su “ProntoRisposta > Trova & Risolvi”: proprio quello che mi serve, a giudicare dal nome. Invece che succede? Ottengo invariabilmente il solito messaggio “Impossibile visualizzare la pagina”. Altro che Trova e Risolvi. Molti lettori mi hanno segnalato di aver mandato e-mail a Telecom per chiedere chiarimenti su quest'appello: nessuno ha avuto risposta.

L'appello sta facendo molto rumore. Se ne è occupata anche Radio Capital, che ha pubblicato una mini-intervista a Pietro Labriola, responsabile marketing della Fonia Telecom Italia (la trovate nella cache di Google), che dice “Il cliente stipula un contratto con Telecom Italia della durata di tre anni e poi c'è un tacito rinnovo. Durante questi tre anni, se un cliente vuole dare disdetta, si fa il calcolo dei bimestri mancanti al raggiungimento dei tre anni e su quell'ammontare viene pagata una penale del 20%. Scaduto il terzo anno, il cliente, in qualsiasi momento, può dare disdetta pagando solo il bimestre successivo. Dovrà comunque inviare l'apparecchio a Telecom Italia via posta".

La possibilità di restituire il telefono risale a parecchi anni fa. Infatti frugando in Rete ho trovato il testo (che presumo affidabile ma devo, per prudenza, considerare non confermato perché non proviene direttamente dal sito del Garante) del provvedimento n. 5680, intitolato “Noleggio apparecchi Telecom”, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il testo si trova presso http://www.infovr.it/infoverona/rubriche/nt98b7f1.htm e riporta una denuncia fatta da un cittadino a settembre 1997 contro Telecom Italia per pubblicità ingannevole (il consumatore ha avuto ragione).

Stando a questo documento, Telecom fu riconosciuta colpevole di pubblicità ingannevole perché in una pagina dell'Avantielenco dell'epoca “viene omessa la precisazione riguardante una condizione essenziale consistente nel vincolo della durata di tre anni, che non consente all'utente la disdetta del contratto di noleggio prima della scadenza di questo lungo termine. [...] solo a pag. 42 dell'avantielenco nella sezione denominata "condizioni di noleggio e manutenzione", riportata con caratteri estremamente ridotti e di limitata visibilità, viene precisato attraverso l'articolo 2 che la durata del noleggio è fissata in tre anni a decorrere dalla messa a disposizione dell'apparecchio e che, se una delle parti non avrà dato disdetta almeno tre mesi prima della scadenza, il noleggio sarà automaticamente rinnovato di un anno.”

Quindi è almeno dal 1997 che le cose stanno così. Chiarita la faccenda del noleggio del telefono, resta il mistero fitto sulla questione del “noleggio accessori”, che stando ad alcune fonti includerebbe le prese telefoniche. Ho trovato ad esempio una lettera dell'ADUC (http://www.aduc.it/telecom/lettere/2002/apr2002/apr05.html) di aprile 2002, quindi piuttosto recente, in cui un consumatore chiede “spiegazioni circa le voci della bolletta: 1)noleggio accessori: £ 1.100; 2)noleggio app.telefonici £ 3.200; 3)noleggio ind.conteggio £ 2.900” e l'ADUC risponde che “il canone deve continuare ad essere corrisposto, nel caso in cui si continuasse a noleggiare i servizi (spina, telefono e contascatti)”. Notate la “spina” e notate che la voce “noleggio accessori è distinta dalla voce del contascatti (“indicatore di conteggio”).

Sempre l'ADUC nota (presso http://www.aduc.it/telecom/servizi.htm) che “Fino al 2000, venivano appioppati anche altri servizi a canone mensile che ora sono stati levati, ma e' probabile che diversi utenti continuino a pagarli senza averli chiesti, e la Telecom, in mancanza di esplicita disdetta, continua a farli pagare in bolletta. Si tratta di (prezzi inclusi di Iva): presa a spina: 720; soneria: 720; ripetitore di chiamata: 4.800; soneria Badenia: 4.800; indicatore di conteggio: 2.400; indicatore di conteggio con disabilitazzatore: 4.200; commutatore a 2/3 vie: 1.200; commutatore a relé: 3.600; ricevitore supplementare: 1.200; derivati interni: 4.800; apparecchi a disco: 1.920; apparecchi a tasti: 3.000.”

Si direbbe quindi che esista eccome un canone per la presa telefonica. Probabilmente non è più applicato negli abbonamenti nuovi, ma in quelli vecchi potrebbe trascinarsi dalla gestione dell'ex SIP. Può anche darsi che sia un canone che si applica soltanto alle prese supplementari (quelle oltre la prima).

Consiglio: controllate la vostra bolletta. Se trovate la voce “noleggio accessori”, chiamate il 187 e chiedete di sapere subito di quali accessori si tratta. Se non sanno che pesci pigliare, fatevi togliere immediatamente questa voce. Se invece vi dicono che cosa sono questi fantomatici “accessori”, scrivetemi. Anzi, fatemi sapere comunque come va a finire.

Antibufala: una bella storiella di razzismo su un volo British Airways

Circola in Rete questa storiella, naturalmente raccontata per vera:

La scena che segue si è realmente svolta su un volo della compagnia British Airway fra Johannesburg e Londra. Una donna bianca, di circa cinquant'anni, si siede accanto a un nero. Visibilmente agitata, chiama la hostess. "Qual è il suo problema, signora?" chiede la hostess. "Ma non vede?", risponde la signora, "mi avete messo vicino a un negro. Non sopporto di restare a fianco di uno di questi schifosi. Datemi un'altra poltrona".

"Per favore, si calmi", dice la hostess, "quasi tutti i posti sono occupati. Vedrò se c'è un posto disponibile". La hostess si allontana e ritorna alcuni minuti più tardi. "Signora, è come pensavo, nella classe economica non ci sono più posti liberi. Anche il comandante me l'ha confermato. Però c'è ancora un posto in prima classe".

Prima che la donna possa fare il benché minimo commento, la hostess continua: "Nella nostra compagnia è del tutto insolito permettere ad una persona in classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante trova che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a stare seduto vicino ad una persona tanto sgradevole".

E rivolgendosi al nero l'hostess gli dice: "Dunque, signore, prenda il suo bagaglio a mano perché una poltrona di prima classe l'attende". E tutti i passeggeri lì attorno che, scioccati, assistevano alla scena, si alzarono e applaudirono.

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Anche tu puoi fare qualcosa. Comincia con l'inviare questo messaggio a tutti i tuoi amici.

La storiella è simpatica, ma è del tutto indimostrata. Anzi, puzza proprio di leggenda metropolitana lontana un miglio, visto che ne ha tutti gli ingredienti (mancanza di date, nomi e riferimenti, troppo bella per essere vera, eccetera). Infatti in Rete se ne trovano copie che risalgono addirittura al luglio del 1998. I siti antibufala americani la danno per “non confermata” o addirittura falsa, come potete leggere presso http://www.truthorfiction.com/rumors/racistpassenger.htm e presso http://www.snopes2.com/travel/airline/obnox.htm.

La versione inglese è qui sotto (datata 15 luglio 1998, la più antica che ho trovato). Usando le sue frasi potete divertirvi a trovare quanti siti la riportano pari pari senza chiedersi se per caso è una leggenda metropolitana. Notate che la donna nell'originale non era semplicemente “bianca”, ma sudafricana. Adesso che l'apartheid non c'è più, la leggenda è stata ritoccata per renderla ancora attuale.


A proposito: la "Giornata mondiale contro la discriminazione razziale" esiste, ed è il 21 marzo, come riportato dal sito ONU (http://www.un.org/cyberschoolbus/iderd).


On a British Airways flight from Johannesburg, a middle-aged, well-off white South African Lady has found herself sitting next to a black man. She called the cabin crew attendant over to complain about her seating. "What seems to be the problem Madam?" asked the attendant. "Can't you see?" she said " You've sat me next to a kaffir. I can't possibly sit next to this disgusting human. Find me another seat!"

"Please calm down Madam." the stewardess replied. "The flight is very full today, but I'll tell you what I'll do-I'll go and check to see if we have any seats available in club or first class". The woman cocks a snooty look at the outraged black man beside her (not to mention many of the surrounding passengers). A few minutes later the stewardess returns with the good news, which she delivers to the lady, who cannot help but look at the people around her with a smug and self satisfied grin: "Madam, unfortunately, as I suspected, economy is full. I've spoken to the cabin services director, and club is also full. However, we do have one seat in first class".

Before the lady has a chance to answer, the stewardess continues..."It is most extraordinary to make this kind of upgrade, however, and I have had to get special permission from the captain. But, given the cirumstances, the captain felt that it was outrageous that someone should be forced to sit next such an obnoxious person."

With which, she turned to the black man sitting next to her, and said: "So if you'd like to get your things, Sir, I have your seat ready for you..." At which point, apparently the surrounding passengers stood and gave a standing ovation while the black guy walks up to the front of the plane.


Ciao da Paolo.



#2002-125. Antibufala flash: "ADSL: finisce l'era dell'anonimato" (2 agosto 2002)

Sta circolando un e-mail che si spaccia per un comunicato ANSA pieno di inquietanti "rivelazioni" su presunte capacità di spionaggio dell'ADSL. Il titolo del messaggio è "ADSL: finisce l'era dell'anonimato ma........FINIREMO TUTTI SOTTO CONTROLLO?".

Il testo del messaggio contiene numerosissime stupidaggini tecniche sulle quali non mi dilungo: il concetto fondamentale è che l'ADSL non facilita il monitoraggio delle vostre attività informatiche da parte della Microsoft e/o delle forze dell'ordine. O per dirla meglio, a questi signori non fa né caldo né freddo se usate ADSL, la normale linea telefonica o i segnali di fumo per accedere a Internet. Se devono entrare, entrano con la stessa facilità a prescindere dal modo in cui siete collegati alla Rete.

Sto facendo soltanto una considerazione tecnica; sugli aspetti legali non metto bocca, ma penso siano abbastanza intuitivi.

La cosa più importante di questo messaggio è che non va diffuso. Si tratta infatti di un messaggio-esca, usato da uno spammer (un pubblicitario-spazzatura) per collaudare i propri sistemi. Messaggi analoghi sono stati usati per lo stesso motivo qualche tempo fa: qualcuno si ricorderà della "preghiera di Pasquale" (http://www.attivissimo.net/antibufala/preghiera_pasquale.htm).

Se lo fate circolare, lo spammer saprà che il suo test ha avuto successo e quindi lancerà la propria ondata di e-mail pubblicitari. Inoltre, siccome molti utenti hanno la pessima abitudine di inoltrare i messaggi di questo genere usando il CC (la copia carbone) invece del BCC (copia carbone nascosta), le copie inoltrate viaggiano accompagnate da un interminabile elenco di indirizzi di e-mail, utilissimi agli spammer come fonte per le loro campagne pubblicitarie.

In altre parole, se inoltrate questa bufala, regalate automaticamente ai vostri amici un abbonamento a tutta la posta-spazzatura di Internet.

Imparate a usare la copia carbone nascosta o BCC: le istruzioni sono nella guida del vostro programma di posta.

Ciao da Paolo.


#2002-126. Antibufala sull'ADSL: il rapporto dettagliato (2 agosto 2002, più tardi)

Scusate se ogni tanto ricorro alla formula dell'antibufala flash seguita da un resoconto meno frettoloso, ma in casi come questi è fondamentale agire il più presto possibile per fermare lo spamming.

L'antibufala approfondita è ora disponibile presso http://www.attivissimo.net/antibufala/spammer_adsl.htm.

Ringrazio tutti i lettori che vi hanno contribuito.


#2002-127. Microsoft si (ri)prende il controllo del vostro computer / Letture per le vacanze (3 agosto 2002)

Secondo The Register (http://www.theregister.co.uk/content/4/26517.html), il Service Pack 1 e il Service Pack 3 di Windows 2000, due importanti aggiornamenti a questi sistemi operativi, contengono una clausola aggiuntiva che impone all'utente di accettare che Microsoft installi automaticamente gli aggiornamenti futuri anche se l'utente non li vuole e vada a vedere quali programmi ha installato l'utente.

La dicitura esatta è questa: “You acknowledge and agree that Microsoft may automatically check the version of the OS Product and/or its components that you are utilizing and may provide upgrades or fixes to the OS Product that will be automatically downloaded to your computer".

Traduzione: “L'utente riconosce e acconsente che Microsoft possa verificare automaticamente la versione del Prodotto OS e/o dei suoi componenti che l'utente sta utilizzando e possa fornire aggiornamenti o correzioni per il Prodotto OS che verranno scaricati automaticamente sul computer dell'utente”.

In altre parole, per installare questi aggiornamenti di Windows è necessario accettare che Microsoft entri nel vostro computer, lo ispezioni a sua completa discrezione e senza avvisarvi, e installi (sempre a sua completa discrezione) il software che Microsoft ritiene opportuno.

Se accettate queste condizioni, Microsoft viene legalmente autorizzata, per esempio, a verificare se avete copie pirata di programmi suoi o altrui, oppure a installare automaticamente un “miglioramento” di Windows Media Player che suoni soltanto musica legalmente scaricata.

Secondo un lettore (ivano.b****), inoltre, se avete Windows 2000 potete accedere alle pagine del sito Microsoft che spiegano le note di utilizzo del Service Pack 3 di Windows 2000. Le pagine non sono accessibili con software diverso da Internet Explorer e Windows 2000, e sono presso http://v4.windowsupdate.microsoft.com/en/about.asp (inglese) e http://v4.windowsupdate.microsoft.com/it/about.asp (italiano). Io non ho nessuno dei programmi richiesti per l'accesso, ma il lettore mi dice che “vengono inviati a Microsoft il PID di Windows 2000, i seriali dei software installati, informazioni sull'hardware installato e via dicendo.”

Siete caldamente invitati a verificare, se potete, e soprattutto a riflettere.

Letture per le vacanze

Forse ve ne siete già accorti, ma nelle scorse settimane ho pubblicato un po' di articoli e sono stato talmente preso da non avere il tempo di avvisarvi di volta in volta. Faccio ammenda subito.

Yahoo cambia i testi dei messaggi

Grazie ancora per l'aiuto abbondantissimo nei test della stupidaggine commessa da Yahoo, colpevole di alterare il contenuto dei messaggi degli utenti con un filtro ultracretino. Lo spiegone è nell'archivio della newsletter di luglio (http://www.attivissimo.net/ml/ml_internet_per_tutti_archivio200207.htm), e ho scritto un articolo per Apogeonline sulla faccenda, che trovate presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/16/01/200207160101.

Nel frattempo, Yahoo ha cambiato in fretta e furia il filtro e l'ha sostituito con una versione meno “medireviewale”.

Prima del cambio di filtro, queste parole venivano convertite automaticamente:

Ora il nuovo filtro sostituisce in modo meno stupido: eval non diventa review e mocha non diventa espresso, eccetera, come descritto qui sotto:

Praticamente a quasi tutte le parole “pericolose” viene anteposto un carattere underscore per renderle innocue.

Linux abbassa i prezzi. Quelli di Microsoft

Si parla molto del fatto che aziende e governi stanno migrando a Linux, ma in realtà pare che abbiano soltanto scoperto un nuovo modo di risparmiare con Linux: non usarlo. Basta infatti la semplice minaccia di migrare al Pinguino per ottenere da Microsoft contratti più convenienti, e ci può anche scappare una visita personale di Bill Gates. Tutti i dettagli, e la foto di Bill che si atteggia a novello capo di stato, sono presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/24/01/2002072401025.

BitTorrent, finalmente un peer-to-peer veloce?

Una originale tecnologia di distribuzione dei file promette di risolvere gli intasamenti dei siti e i download interminabili e inaffidabili che caratterizzano gli attuali programmi di scambio file. L'autore vi invita a collaudarla tentando di intasargli il server, con risultati sorprendenti: fate la prova, mi raccomando, merita!

La storia, decisamente molto promettente, è presso http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/30/01/200207300101.

Ciao da Paolo.


#2002-128. Antibufala: italiano ricco cerca 39 mogli (9 agosto 2002)

Probabilmente la conoscete già, ma credo meriti una citazione honoris causa nel Servizio Antibufala. Presso http://www.geocities.com/poligamo_poligamia c'è infatti il sito Web di un certo Franco De Nicola che propone un matrimonio poligamo: recluta 39 mogli (34 le ha già trovate, restano 5 posti liberi, affrettarsi prego), alle quali offre di diventare sue mogli per tre anni, in un “moglierato di 39 femmine” in una villa “nei pressi del villaggio di Harluozhubai”.

In cambio, il facoltoso De Nicola, che dichiara un “valore complessivo conti in banca: oltre 45 miliardi di lire (documentabile)”, offre alle candidate un “mensile di 15 milioni al mese” per tre anni, con “alloggio in villa a 5 piani, 2 piscine e jacuzzi idromassaggio, camerieri, servitù”. Il matrimonio deve durare almeno un anno, “il che significa 180 milioni, a cui vanno aggiunti i bonus di fine anno (che sono altri 50-100 milioni)”.

De Nicola si affretta a precisare che “il matrimonio non avrà valore legale in Italia e non sarà registrato alcun attestato legale in Italia. Sarà firmata una clausola di non condivisione del patrimonio in seguito ad eventuale divorzio.” Patti chiari amicizia lunga, insomma. Per partecipare alla sua iniziativa, le candidate (“astenersi perditempe”, c'è scritto proprio così) hanno a disposizione un modulo online in cui inserire i propri dati per la selezione.

Frenate l'indignazione! Dietro questo sito non c'è un giro di prostituzione d'alto bordo o una forma di maschilismo patologico: è una candid camera, anzi una “candid Web”. Il sito è infatti stato progettato da Karluozzi.com (http://www.karluozzi.com), un sito umoristico, responsabile di altre “candid web” come In Piazza (http://www.karluozzi.com/candid_inpiazza.html, affitto di manifestanti per qualsiasi evento politico) e il Confessionale online (http://utenti.tripod.it/DonMurzio).

L'obiettivo di questi siti è simile a quello dei pesci d'aprile: spararla grossa e vedere quanta gente ci casca. Pare che le iniziative abbiano avuto un discreto successo, a giudicare dai testi (non si sa quanto veri) delle candidature per il moglierato (http://www.karluozzi.com/candid_poligamo_risp.html), delle reazioni ai manifestanti mercenari (http://www.karluozzi.com/candid_inpiazza_rec.html) e delle “confessioni” (http://www.karluozzi.com/confessioni.html).

Ma come si fa a capire che è uno scherzo? Beh, già il modo in cui sono redatti questi siti dovrebbe indurre al sospetto (cosa sono i “balli ippici”? Come mai un'agenzia di reclutamento manifestanti non indica un indirizzo o un numero di telefono? Può esistere una “suor Pia della Congregazione dei Radiofonici”?), ma la conferma viene facile esaminando il codice HTML che compone queste pagine. Infatti quasi tutte le immagini sono collegate al sito Karluozzi.com, e nel codice ci sono anche indizi come questo “Sorridi! Sei su Candid-Web!”:

<p align="center"><a href="http://www.karluozzi.com/smile.html"><img src="k2.gif" alt="Smile: You're on Candid-Web!" border="0" width="5" height="5"></a></p> <small>

Inoltre il sito è stato già recensito da tempo da siti come MaiDireWeb.it, 100Links (http://100links.supereva.it/spigolature/siti/020127.html) e la “Top Ten Internet di Elio e Le Storie Tese” (http://www.netgames.it/site/classinternet.htm).

Ringrazio i membri del forum Rai “Internet per Tutti” (www.internetpertutti.rai.it) per avermi ricordato di includere anche questa chicca nel Servizio Antibufala.


#2002-129. Antibufala sotto indagine: la petizione di AF Digitale contro la tassa SIAE sui supporti vergini (10 agosto 2002)

Numerosi lettori mi hanno chiesto di indagare su una petizione pubblicata sul sito della rivista AF Digitale online (http://www.edisport.it/edisport/afdigitale/petizione.nsf/main?openframeset) contro un imminente “super tributo alla SIAE”, sospettando che si tratti di una bufala.

In effetti il tono è proprio quello tradizionale delle bufale. Cito infatti dal sito: “Sta per essere approvato dal consgilio [sic] dei ministri un decreto di recepimento di una direttiva europea che, tra le altre cose, dà luogo a un aumento indiscriminato (fino all'8000%) dei tributi dovuti alla SIAE sui supporti analogici e digitali audio, video e dati. Fra poche settimane un CD-R potrebbe costare minimo 1,50 euro, una videocassetta 3,5 euro e potrebbe essere inserito un tributo del 3% su tutti gli apparecchi di registrazione, hard disk compresi. Attenzione: non importa assolutamente se i CD-R, per esempio, vengono usati per la registrazione di dati informatici o delle proprie foto digitali: il tributo alla SIAE, prelevato alla fonte, ovviamente, è comunque dovuto.”

Lo stile dei classici appelli-bufala è suggerito anche da questa frase (notare l'invito rituale “manda questo appello a tutti quelli che conosci”): “Questo provvedimento va fermato al più presto, possibilmente prima che venga approvato dal Consiglio dei Ministri. Per fare questo ti chiediamo di partecipare alla petizione anti-decreto sul sito www.afdigitale.it e di mandare queste informazioni a tutte le persone che conosci. Aiutaci a salvare il tuo diritto alla copia personale.”

Il sito offre anche la possibilità di aderire online alla petizione (http://www.edisport.it/edisport/afdigitale/petizione.nsf/Main?OpenForm), trasmettendo un e-mail a scelta a una o più di varie autorità, fra cui il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Miinistro dei Beni Culturali, il Ministro per l'Innovazione e le